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Inter-PSV: la fine di un sogno

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“Un’enorme amarezza”. Questo il riassunto delle parole di Luciano Spalletti in seguito al risultato della propria squadra. Chiaro e conciso. Considerando quantoè accaduto in quel di Barcellona, dove il Tottenham ha trovato un preziosissimo pareggio. 8 punti per entrambe le squadre, un epilogo tanto crudele quanto clamoroso, dopo l’inizio promettente dei nerazzurri in questo cammino europeo.

Sei anni per ritrovarla, sei partite per salutarla. Il ritorno in Champions dell’Inter è stato esaltante all’inizio, ma deludente nel finale. Un girone di ferro che ha visto la Beneamata passare dalle stelle alle “stalle” di una retrocessione in Europa League. La Champions ormai è andata, per la prima volta nelle ultime nove partecipazioni i nerazzurri non passano i gironi.

Il PSV non ha lasciato scampo, il pareggio a San Siro non è stato sufficiente. Una partita giocata col cuore dai nerazzurri, ma ricca di amarezze e rimpianti.

L’ANALISI TATTICA: IL PRIMO TEMPO…

La serata non è certo delle più tranquille per la formazione interista. La vittoria è fondamentale per il passaggio del turno, sperando in un passo falso degli inglesi (alla fine successo, il Tottenham ha trovato “solo” un pareggio coi catalani). L’Inter ha vinto tutti i tre precedenti ufficiali contro il PSV e ha dalla sua il fattore campo. La carica di 70mila tifosi nerazzurri, infatti, fa da sfondo a quella che sarebe dovuta essere una magica notte di Champions. Rivelatasi alla fine un tragico incubo.

Spalletti opta per un 4-3-3 con un rispolverato Candreva in cerca di rivalsa. Un ruolo inedito il suo, da interno di centrocampo affiancato da Brozovic e Borja Valero. In attacco solito tridente con Politano, Perisic e Icardi. Un solo obbiettivo sulla carta: vincere.

I nerazzurri partono subito molto forte, con grande convinzione. Un tiro di Perisic al 6′ dalla sinistra fa tremare il palo di Zoet, autore di una grande partita (quell’89% di parate riuscite si è fatto sentire, dando del filo da torcere ai ragazzi di Spalletti).

La partita sembra essere nei giusti binari per l’Inter, le premesse sembrano promettenti. Fino all’errore decisivo.

Il diktat di giocare il pallone fin dalla difesa contro il pressing avversario si è rivelato letale per il terzino interista. Al minuto 13′ Asamoah commette un vero e proprio “suicidio” regalando palla a Bergwijn. Cavalcata sulla destra, cross morbido sul secondo palo, colpo di testa di Lozano e palla in rete. Niente di più facile. Il PSV ringrazia per il clamoroso regalo. San Siro ammutolito.

L’errore del ghanese pesa molto sulla sua partita. Solo il 25% dei suoi cross sono andati a segno, in una partita molto indisciplinata tatticamente per lui. Tanto da costringere Spalletti a sostituirlo nel secondo tempo (minuto 69). Una serata certamente da dimenticare.

Il cross di Bergwijn (dopo l’errore di Asamoah) verso Lozano, con movimento del messicano verso il secondo palo, indisturbato.

La squadra di casa è sotto shock e rischia di naufragare al 15’: solo un’uscita provvidenziale di Handanovic evita lo 0-2 di De Jong.

Il primo tempo si sviluppa in crescendo per l’Inter, che costruisce diverse occasioni. Col 68% di possesso palla (65% nei 90 minuti) sono i nerazzurri a fare la partita. Uno straordinario Icardi (30 tocchi in 90 minuti per l’argentino, col 90% di passaggi riusciti, in una della migliori partite per spirito di sacrificio e gioco di squadra) cerca di smuovere i suoi, ma è tutto inutile. Il primo tempo si conclude col vantaggio per gli olandesi.

Spalletti deve infondere coraggio e lucidità ad una squadra che ha perso convinzione con il passare dei minuti. Van Bommell può dirsi soddisfatto, la fase difensiva è ordinata e ci sono spazi da sfruttare in contropiede.

…IL SECONDO TEMPO

Nel secondo tempo l’Inter tenta il tutto per tutto per trovare il pareggio. Fuori Candreva e Asamoah, dentro Keità e Lautaro Martinez, l’Inter va all’arrembaggio. Ben 22 i tiri dei nerazzurri (di cui 9 nello specchio della porta) contro i 6 degli olandesi. Tantissimi gli inserimenti in area e i tiri ravvicinati (14 su 22 totali).

L’Inter cerca disperatamente il gol ma la tensione è alle stelle. Quelle stesse stelle che dopo tanti anni di astinenza la Beneamata era tornata a rivedere. Il 41% di precisione al tiro testimoniano la fretta e l’irrequietezza nel pareggiare. Icardi e compagni schiacciano il PSV nella propria trequarti, in un assedio infinito. Basti pensare alle respinte difensive degli ospiti: ben 41 contro le appena 9 dei nerazzurri.

La fatica viene premiata al minuto 73. Cross dalla destra di un infinito Politano, stacco imperioso sul secondo palo del capitano, colpo di testa e pallone in rete. Straordinario. Maurito Icardi segna uno dei gol più belli da quando gioca a Milano. Nel segno di una partita straordinaria. 5 i tiri totali per lui, di cui 2 nello specchio, conditi da un gol stupendo. Il capitano ha lottato come mai aveva fatto prima: col 100% di contrasti vinti in 90 minuti l’argentino ha dato tutto.

Il cross sul secondo palo di Politano a premiare il movimento di Icardi.

La partita sembra andare in discesa, tutto sembra perfetto. Addirittura l’Inter palleggia a tratti nella propria metà campo in un giro infinito di passaggi da parte della difesa. Ben 628 i passaggi della squadra di casa, che ha limitato gli avversari a 352. I nerazzurri hanno costruito tantissimo e dominato l’incontro.

Ma il fulmine a “ciel sereno” non tarda ad arrivare. Al minuto 85 Lucas Moura segna al Camp Nou il gol del pareggio. L’incubo ha inizio, l’Inter torna al disperato attacco. Ma non riuscirà a trovare il secondo gol. La stanchezza e le vergognose perdite di tempo degli olandesi congelano la partita sul risultato finale di 1 a 1.

Pareggio e pari punti col Tottenham. Ma l’Inter ha subito un gol in casa contro i rivali inglese ed è fuori. Una beffa che ha del clamoroso.

DAL SOGNO ALL’INCUBO

“Dal trionfo al baratro”. Così potrebbe essere definito il cammino dell’Inter. Un percorso che ha dell’incredibile. Dal trionfo all’ultimo minuto contro il Tottenham in casa alla vittoria in rimonta col PSV in quel di Eindhoven, passando per il pareggio contro gli “alieni” del Barcellona in un San Siro infuocato.

Ma nel momento decisivo gli uomini di Luciano Spalletti non si sono fatti trovare pronti. Una parabola discendente quella delle ultime due partite europee nerazzurre che denota un calo psicologico imperdonabile. Quando si gioca la Champions League si è chiamati a dare tutto, superando i propri limiti. I nerazzurri di ieri sera hanno evidenziati i propri, non riuscendo a vincere contro un PSV matematicamente già fuori da tutto.

Una storia romantica e crudele che ha saputo emozionare tutti, tifosi e rivali. Una regola quella dei gol subiti in casa contro le rivali che suona ingiusta quando la si vede contro. Ma l’Inter aveva una grande occasione col PSV e l’ha sprecata.

In magiche notti di Champions League come quella di ieri sera non ci si può permettere errori del genere (il pasticcio difensivo di Asamoah) e soprattutto non si può non conseguire la vittoria. Devono essere le notti da Pazza Inter, in grado di realizzare l’impossibile.

Il cammino europeo si sposta ora in Europa League. Una dimensione di minor prestigio, ma comunque importante. Nella speranza che i nerazzurri sappiano superare i propri limiti e tornare la grande squadra europea di un tempo, capace di vincere nella sua storia 3 Champions League, 3 Europa League e 3 Mondiali per Club.

Perchè quando ci si chiama Inter si deve sempre dare tutto. Dall’inizio alla fine.

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Scalvini sempre più nel mirino delle big, la Dea detta le condizioni

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Scalvini

Dopo un’ottima prima parte di campionato, che sono valse le chiamate anche di CT Mancini, Giorgio Scalvini sta diventando sempre più l’uomo mercato del momento.

Classe 2003, sotto la guida Gasperini sta coltivando sempre più esperienza, che lo sta facendo crescere ogni match.

Molto giovane e molto bravo, tanto che molti club europei hanno messo gli occhi sul gioiello atalantino.

Come riportato da tuttomercatoweb.com, l’Inter sarebbe stata una delle prime a muoversi, ma la richiesta dell’Atalanta rimane elevata.

Anche il Bayern Monaco pare ci stia provando, ma l’Atalanta pare non faccia sconti e, per fare partire Scalvini, pare che la cifra richiesta sia sui 40 milioni di euro.

L’Atalanta per ora si coccola il suo ragazzo, che punta ad essere un altro dei tanti giovani che la dea è riuscita a far diventare grandi giocatori.

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Benatia carica il Marocco: “Siamo belli e organizzati, dovremo essere anche arroganti”

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Benatia

Questo pomeriggio il Marocco, forse la sorpresa più convincente di Qatar 2022, scenderà in campo contro la Spagna, sfida valida per gli ottavi di finale. Nonostante l’esperienza ed il tasso tecnico sia sicuramente inferiore a quello spagnolo, la squadra del CT Regragui ha l’obbligo di credere nell’impresa, in virtù del gioco mostrato nelle partite del girone.

Mehdi Benatia ha commentato l’andamento della propria Nazionale ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

Siamo tanto belli e tanto organizzati: la Spagna dovrà fare attenzione. In questo Mondiale si sono viste già tante sorprese, perché non pensare che ce ne sia un’altra? Per noi marocchini con la Spagna è un po’ come un derby, anche e non solo dal punto di vista geografico. Dovremo essere un po’ arroganti, per crederci e vincere. Si può fare, ma la testa fa tutto in match così”.

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L’avvocato Mario Grassani si sbilancia: “La Juventus rischia la retrocessione”

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I tifosi della Juventus stanno vivendo giorni all’insegna della preoccupazione, ma soprattutto della confusione. Tra ‘Inchiesta Prisma’, ‘Manovra stipendi’, plusvalenze fittizie ed errori sul bilancio, la comprensione fattuale spesso risulta complessa. Per avere una visione a 360 gradi della vicenda, occorre avere buone competenze giuridiche.

Il noto avvocato Mario Grassani, tra i più esperti nell’ambito del diritto sportivo, ha parlato alla trasmissione Radio Anch’io Sport su Radio Rai1. Di seguito le sue parole.

RISCHI DELLA JUVENTUS

Questa penso che sia l’indagine più pesante della storia della Juventus, anche superiore rispetto a quella di Calcipoli nel 2006. I comportamenti illeciti che gli sono imputati non hanno precedenti. A livello sportivo rischia di più dell’ammenda o della modesta penalizzazione. Tutto questo potrebbe portare a una forte penalizzazione perché la norma stabilisce che se ci sono alterazione di documenti, come le scritture private, può portare conseguenze superiori rispetto alla semplice penalità. La norma prevede che se il club si è iscritto al campionato grazie a questi espedienti, può essere esclusa dallo stesso, può portare alla retrocessione e anche alla perdita del titolo di campione d’Italia“.

DIMISSIONI DEL CDA

Le dimissioni in blocco ricordano la scelta fatta nel 2006 da Moggi, Giraudo e Bettega. Certamente è un segnale positivo in un quadro preoccupante. La Juventus in questo modo ha tagliato col passato ma non basta per ridurre la gravità dei fatti, se accertati. È un segnale che la dice lunga sulla volontà della società di isolare gli elementi che sono coinvolti. Il rischio di reiterazione del reato non c’è più dopo le dimissioni, penso quindi che non ci sia il rischio di un arresto cautelare e che il procedimento proseguirà con gli imputati in libertà”.

TEMPISTICHE

“La giustizia sportiva ha tempi brucianti a differenza di quella civile. Si concluderebbe subito, entro il 2022/2023 e avrebbe riscontri nell’immediato.

Nel 2006  il sistema Juventus fu quello di inquinare il sistema arbitrale dal vertice. Oggi il fatto che gli stessi protagonisti parlino di una situazione peggiore di Calciopoli, dimostra la consapevolezza di comportamenti ancora più gravi rispetto al 2006. Un conto è avvicinare gli arbitri, un conto è drogare i conti della società. Questa viola la competizione con gli altri club e altera la regolarità del campionato. Io non posso mettere capitali nella società tramite figurine Panini o carte del Monopoli per alterare la mia situazione”.

PROCEDIMENTO UEFA

La situazione con l’Uefa è poco approfondita. Anche per l’Uefa è una situazione unica, perché gli altri procedimenti prevedevano sforamenti della capacità di spesa in relazione al fair play finanziario. In quelle situazioni c’è stato un blocco del mercato, ma questa è una situazione diversa”.

PROCESSO SPORTIVO E PENALE

“Tecnicamente sono due percorsi autonomi. In tanti casi abbiamo assistito ad assoluzioni da una parte e condanne dall’altra. La giustizia sportiva arriverà prima e le indagini penali non avranno raggiunto una verità processuale nel frattempo. Chiaramente dovrà tenere conto della giustizia penale ma il criterio sarà autonomo. Il movimento deve eliminare le mele marce sia che si tratti della Juventus sia che si tratti del Borgorosso FC”.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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