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Quando la colpa è della gestione del club

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Gestione è la parola chiave, che ne racchiude molte altre: tempismo, scelte decisionali, rispetto. Alcuni club italiani sono mancati proprio in questo, nei poteri decisionali. Perché a squadra già appese ad un filo, una mossa sbagliata può far cadere del tutto ogni progetto.

TIMING SBAGLIATO

A Milano la gente va di fretta, molto. D’altronde è proprio conosciuta come la città degli affari, piena di businessman con il passo corto, rapido e continuo. Ma non sempre azzeccano i tempi, a Milano.Risultati immagini per spalletti

“Il futuro di Spalletti dipende dalla partita contro l’Empoli. Se perde sarà esonerato, se vince sarà licenziato”

Ragionare sulla squadra della prossima stagione, calcolando acquisti, cessioni, cambio di allenatore e di dirigenti senza però occuparsi di Spalletti, Icardi e la gestione del mercato invernale. In sintesi è ciò che ha fatto l’Inter: pensare al futuro trascurando il presente. Un conto è programmare la stagione a venire curando in parallelo l’attuale annata, un altro è pensare al domani tralasciando del tutto gli uomini che, il domani, te lo costruiscono nel presente.

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L’Inter ha messo insieme 13 punti nelle ultime 9 gare, e non ha sfruttato il fattore San Siro dove ha giocato 5 partite: k.o. con la Lazio, pari con Atalanta, Roma, vittoria col Chievo

L’imbarcata del San Paolo ha senz’altro portato le lancette indietro di un anno: l’Inter si ritrova a dover conquistare la Champions all’ultima giornata. Una campagna acquisti celebrata e un anno in più di lavoro non hanno portato benefici. Ma i nerazzurri hanno ancora in mano il proprio destino: battendo il redivivo Empoli centreranno l’obiettivo stagionale, ma con una fatica imprevedibile. E il presentare Inter-Empoli come una finale, già lo dimostra.

Ma come ha fatto l’Inter a ridursi così? Se lo chiedono in molti, e tante sono anche le risposte. A partire da un mancato mercato invernale che ha eluso la possibilità alla squadra di Spalletti di rinforzarsi e staccare definitivamente le avversarie in lotta per la Champions. Come il Milan, per esempio, che a metà stagione era a 6 lunghezze, mentre domenica potrebbe tentare il sorpasso in caso di flop nerazzurro con l’Empoli.

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Il 2018-19 nei programmi di Icardi doveva essere l’anno della consacrazione internazionale. È invece stata la stagione dell’involuzione mondiale, che ha condizionato cartellino, presenze con il club e convocazioni con la nazionale dell’attaccante argentino, oltre ad aver intaccato la stagione dei nerazzurri.

È difficile decretare da che camino sia partita la scintilla del caso-Icardi. Per alcuni la diatriba ha avuto inizio dalle mosse dell’argentino, per altri rimane un errore di gestione del club. Qualunque sia la causa, comunque, gli sbagli sembrano pendere tanto da una parte quanto dall’altra. “Ma non potevano, entrambe le parti, aspettare giugno per far scoppiare il caso?” si sono più volte chiesti i tifosi. “Se la scintilla è scoppiata, evidentemente non ne potevano più…” concludono altri, denotando un difetto della società nerazzurra: la fragilità. D’altronde l’arrivo di un dirigente come Beppe Marotta non è stato casuale.

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E’ stato proprio Marotta a decidere tempi e modi del “caso-Icardi”, che forse, abituato al mondo Juventus e alle sue ferree regole, si aspettava ben altra reazione dal calciatore e dal suo agente. Il caos della finale di Libertadores e lo spostamento di River-Boca a Madrid hanno creato l’opportunità di una prima scelta sbagliata. Quel viaggio lampo per godersi il Superclasico a due giorni dalla gara decisiva in Champions ha fatto registrare i primi malumori (almeno i primi filtrati) fra lo spogliatoio e il suo capitano. Le cose sono peggiorate col rientro dalle vacanze posticipato, la multa, le frasi di Wanda in tivù. E sono deflagrate con il caso-fascia e i 53 giorni di esilio

IMPLOSIONE

“Il mio obiettivo è arrivare al successo in modo graduale, ma continuo”

I dettami di Monchi fin dal suo approdo nella capitale – aprile 2017 – sono sempre stati chiari: i bilanci societari non valgono meno dei risultati sportivi, e i giovani vengono prima di ogni cosa. È su queste ferree regole che il direttore sportivo spagnolo ha imposto il mercato giallorosso nelle ultime due stagioni a Roma.

Ma la capitale rimane una città, più che una piazza, che ama e brucia in fretta: non dà tempo. E cosi diventano normali le colpe addossate alla gestione di Monchi nell’involuzione della squadra nell’attuale stagione.

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”Lo scorso anno la spina dorsale di una squadra che stava aprendo un ciclo è stata venduta. Sarà difficile tornare subito a lottare per la Champions” (Ranieri)

Le partenze estive di Allison (rimpiazzato da Olsen), Nainggolan (scambiato tecnicamente per Zaniolo) e Strootman (sostituito da Nzonzi) sono diventati ideologicamente messaggi negativi nella testa dei tifosi, una sorta di ridimensionamento delle ambizioni del club.

“Se prendi uno come Di Francesco, poi devi seguire le sue indicazioni”

ha ribadito ultimamente Zeman in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. È sulla questione allenatori che i tifosi, d’altronde, trovano un altro pretesto per giudicare la società e le sue mosse: l’aver compiuto una campagna acquisti non mirata.

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Gestione è la parola chiave, dicevamo. I supporter giallorossi non hanno digerito quella della società giallorossa nelle ultime stagioni, dal ruolo poco incisivo ritagliato per Francesco Totti alla scelta di vendere diversi “senatori” dello spogliatoio romanista. Come il caso-De Rossi, per esempio, una bandiera della squadra fatta ammainare senza alcun rinnovo di contratto e con un semplice messaggio sui social. Scelte societarie che hanno fatto esplodere i malumori degli appassionati di calcio, non soltanto della frangia giallorossa, verso il presidente Pallotta e i suoi delegati.

Ma Roma e Inter non sono gli unici club ad aver gestito male il patrimonio a loro disposizione. Anche il Genoa (trovate l’analisi sul periodo dei rossoblù cliccando qua: https://www.numero-diez.com/2019/05/18/perche-a-genova-si-e-smesso-di-fare-calcio/) è in questa speciale classifica, che per scelte societarie – la parte speculativa davanti a quella tecnica – oltre a mosse non del tutto calibrate – come la partenza di Piatek a gennaio, non rimpiazzata a dovere – hanno trasformato una probabile evoluzione a una fattibile involuzione.

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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