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Inter-Udinese 4-0, le pagelle: Dimarco e Lautaro alle stelle, quanti bocciati nell'Udinese!

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Inter-Udinese 4-0, le pagelle: Dimarco e Lautaro alle stelle, quanti bocciati nell’Udinese!

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Lautaro

 INTER-UDINESE 4-0, LE PAGELLE – L’Inter stritola l’Udinese in una partita stappata da Calhanoglu e dopo praticamente senza storia. Dimarco con qualità e Lautaro Martinez con fame regalano un’altra vittoria all’Inter, sempre più favorita per il successo finale. Scopriamo le pagelle del match di San Siro.

PAGELLE INTER

Sommer 6: Spettatore non pagante dell’ennesimo successo nerazzurro. Privilegiato.

Bisseck 6.5: È all’esordio dal 1′ ma le sue gambe non tremano. Gioca con spensieratezza e non disdegna anche qualche cavalcata in avanti. Questo lo porta a sfiorare l’assist, ma il sinistro di Dimarco si infrange contro Silvestri.

Acerbi 6.5: Leader della retroguardia nerazzurra, gestisce con ordine i movimenti dei due braccetti. Buona partita la sua.

Bastoni 6: Non molto impegnato, risponde comunque bene quando viene chiamato in causa. Non è ancora al 100% e Inzaghi gli risparmia l’ultima mezz’ora (Dal 56′ Carlos Augusto 6: Buono il suo approccio, sulla falsa riga di Napoli. Lui e Darmian si scambiano spesso posizione tra braccetto difensivo ed esterno e sembrano trovarsi bene l’uno con l’altro. Manca, però, un po’ di apporto negli ultimi 30 metri).

Darmian 6: Buona la sua partita, di sostanza e sostegno soprattutto, chiaramente, alla fase offensiva. Il duello con Zemura è una delle istanze più interessanti della partita.

Barella 6: Il suo dinamismo è fondamentale per garantire il predominio dell’Inter nella metà campo avversaria. La connessione con Calhanoglu funziona e il turco sfiora un gol replica di quello del Maradona, ma la palla sibila accanto al palo. 

Calhanoglu 6.5: Partita non perfetta la sua, che però riesce a bissare il gol di Napoli realizzando il rigore dell’1-0. Quarto gol nelle ultime cinque di campionato per lui, sempre più un fattore. (Dal 71′ Asllani 6: sostituisce Calhanoglu in cabina di regia, giocando palloni intelligenti e non rischiosi. I suoi margini di crescita restano decisamente importanti).

Mkhitaryan 6.5: Ancora una volta, il cavaliere silenzioso dell’Inter, che si muove nell’ombra facendo tanto lavoro sporco e senza prendersi le luci della ribalta. Ma l’assist per Thuram dimostra tutta la qualità che l’armeno ha nei piedi. (Dal 79′ Sensi SV).

Dimarco 7.5: Dominante. Non c’è altra parola per descriverlo. La fascia sinistra ha un unico padrone, Ferreira viene travolto dall’uragano Dimarco che fa quello che vuole in quella zona. Nei primi 15′ sfiora sia l’assist che il gol, ma il palo prima e Silvestri poi si frappongono. Alla fine, però, il gol arriva ed è uno dei suoi: sinistro forte a incrociare sul quale Silvestri non può nulla. (Dal 71′ Cuadrado 6: Il suo ritmo e la sua qualità fanno la differenza a destra, dove Zemura non riesce a contenerlo. Prezioso anche in fase di ripiegamento, dove riesce a limitare il suo avversario senza concedergli spazio).

Thuram 6.5: Altra prestazione generosa la sua, che viene premiata dal gol, un tap-in facile facile sul mancino morbidissimo di Mkhitaryan a tagliare l’area. (Dal 56′ Arnautovic 5.5: Difficile essere all’altezza di un Thuram del genere. L’austriaco non è ancora in condizione e sta recuperando, ma deve far meglio di così).

Martinez 8: Inizio prepotente il suo, che con la solita cattiveria va a schiacciare di testa ma colpisce il legno. Per il resto della partita è il solito Lautaro, che cerca di costruirsi un’occasione da gol. Alla fine, la sua fame lo premia: a 6′ dal termine, sul 3-0 e con la partita già decisa, strappa un pallone a centrocampo a Payero, cavalca fino al limite dell’area e scarica in porta un destro fulminante. 

All. S. Inzaghi 7: Tutto facile per la sua Inter e lui si può concedere anche un po’ di turnover in vista della Champions. L’Inter opera il controsorpasso e ricorda a tutti, in modo secco, chi è la favorita al tricolore.

PAGELLE UDINESE

Silvestri 6: Subito decisivo a togliere dalla porta l’1-0: riflesso importante sulla conclusione di Dimarco. Totalmente spiazzato dal rigore di Calhanoglu, mentre non riesce ad arrivare sul sinistro fulminante di Dimarco che vale il raddoppio. Sul terzo gol, invece, probabilmente poteva far meglio. Imprendibile, infine, il siluro di Lautaro sul finale.

Ferreira 5: In costante debito d’ossigeno, non sta mai dietro a Dimarco e gli lascia una prateria in occasione del momentaneo 2-0. Si prende anche un giallo evitabile che gli costa la squalifica in quanto diffidato. 

Kabasele 5: La partita non era delle più semplici, ma lui non è il Kabasele che conosciamo. Troppe imprecisioni e indecisioni da parte sua, che contribuiscono al dilagare dell’Inter.

Perez 5.5: Si iscrive al match con una chiusura salva-risultato ma poi commette un’ingenuità trattenendo Lautaro in area e causando il rigore dell’1-0.

Ebosele 6: Uno dei pochi a salvarsi, le sue cavalcate offrono un po’ di respiro all’Udinese, costantemente sotto sforzo. (Dal 62′ Kristensen 6: Il suo cliente non è più Dimarco, uscito qualche minuto prima, e per lui è un bene. Riesce a trovare un po’ più di spazio a destra, senza tuttavia rendersi mai particolarmente pericoloso).

Samardzic 5: Sembrava essersi acceso, ma è stata solo un’impressione. Vaga per il campo, senza mai riuscire a salire in cattedra. Lascia il campo anzitempo tra i fischi (Dal 62′ Lovric 6: Entra per dare qualità alla manovra bianconera e alla fine è l’unico a impegnare realmente Sommer, comunque attento sulla sua conclusione dal limite).

Walace 5.5: Soffre, come tutto il centrocampo bianconero, le avanzate nerazzurre e non riesce nel suo compito abituale, ovvero schermare gli avversari. Considerato l’avversario, però, 

Payero 5: Prestazione non del tutto da buttare la sua, ma in ripiegamento soffre tanto il centrocampo nerazzurro. Grave, infine, l’errore su Lautaro, che consente all’Inter di strafare (Dall’86’ Zarraga SV).

Zemura 5.5: La sua partita non è malvagia, non soffre troppo Darmian e prova qualche spunto in avanti. Non sufficiente, però, il suo apporto in difesa, dove manca spesso. (Dall’86’ Ehizhibue SV).

Pereyra 5: Tocca pochi palloni e quelli che gli arrivano li gioca male. Insufficiente. 

Lucca 5: Con il fisico che si ritrova aveva il compito di combattere e far salire la squadra, ma viene totalmente annullato – senza neanche troppa difficoltà – dai tre centrali dell’Inter. (Dal 74′ Thauvin 5.5: Come il suo compagno, non tocca un pallone e non riesce mai a rendersi utile)

All. Cioffi 5: I bianconeri non sono mai in grado di tenere il campo, dal 1′ al 90′. L’avversario era il peggiore possibile, ma la lettura della partita non è stata delle migliori.

Flash News

Darmian si racconta: “L’Inter una seconda famiglia. Vi spiego come vorrei chiudere la carriera”

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Inter

Matteo Darmian è intervenuto ai microfoni di Radio Serie A, mettendosi a nudo e raccontando le varie fasi della sua carriera. Dagli inizi al Manchester United, passando per Torino, Milan e Parma fino alla consacrazione all’Inter, la squadra che tifava da bambino: scopriamo le parole dell’esterno nerazzurro.

LE PAROLE DI DARMIAN

Queste le dichiarazioni integrali di Matteo Darmian a Radio Serie A:

INTERISMO – Mio padre è tifoso della Fiorentina sin da bambino, per Antognoni. Non me l’ha trasmessa tantissimo, ma mi ha passato la passione per il pallone. Io ho tifato Inter sin da piccolo e non ho mai cambiato“.

MILAN – Mi visionarono durante alcune partite, feci il provino e riuscii ad entrare nelle giovanili del Milan. è stato un percorso formativo, sono diventato ragazzo e uomo in quegli anni. Sono entrati in quattro della mia squadra nelle giovanili rossonere: averli con me è stato fondamentale, mi ha dato grande serenità perché più che un provino mi sembrava un allenamento al campetto.

RICORDI – “Tutte le esperienze ti formano e ti fanno crescere. Per me il settore giovanile del Milan è stata una scuola di vita, mi ha insegnato a seguire le regole e mi ha dato tanta disciplina, oltre ai valori tattici e tecnici. Solo quattro presenze? Quando mi sono affacciato alla prima squadra, in quel momento il Milan era talmente forte che non avevo possibilità di giocare o dimostrare il mio valore. Abbiamo preso la decisione di muovermi e iniziare il mio percorso calcistico altrove“. 

SEEDORF – Era il mio idolo, ma durante la scuola volevo fare il pizzaiolo; in quel momento pensavo più alla pizza che al calcio. Con lui poi ho giocato, un professore dentro e fuori dal campo, oltre ad essere un grande giocatore. Non si è mai risparmiato a dare consigli o aiutare tutti i giovani, ti dava la tranquillità che serve ai giovani talenti che cercano di approcciarsi al grande calcio ed allenarsi con la prima squadra“. 

PALERMO – Mi rimane tantissimo del Palermo. Era il mio primo anno di Serie A, in una squadra forte che giocò l’Europa League e arrivò in finale di Coppa Italia. Mi sono potuto realmente confrontare con la Serie A, anche se non giocavo tantissimo. Ne sarò sempre grato“. 

TORINO – In granata ho trovato tante cose. Dalla fiducia dell’allenatore, della società e dei tifosi che mi hanno permesso di giocare con continuità e crescere, alla serenità che mi ha consentito di avere fiducia nei miei mezzi e dimostrare i miei valori sul campo e fuori“. 

ATTITUDE –Ho sempre cercato di essere me stesso in tutto quello che faccio ed ho fatto. Ho dei valori e delle idee che ho sempre mantenuto, credo di poter essere un esempio per i giovani anche ora che sono un vecchietto (ride, ndr)“.

INGHILTERRA – Ho scelto l’Inghilterra perché volevo confrontarmi con una realtà nuova. Ne sono orgoglioso perché ho giocato in uno dei club e dei campionati più grandi del mondo, vincendo quattro trofei e condividendo lo spogliatoio con grandi campioni“.

PROBLEMI CON MOURINHO – Non posso dire che non sia scattata la scintilla con Mourinho: abbiamo sempre avuto un buon rapporto e mi ha sempre considerato, anche se aveva altre idee per la formazione titolare e faceva le sue scelte. L’ho sempre rispettato e ho sempre cercato di dare il massimo in allenamento e in partita. Tra di noi c’era un rapporto sincero. L’ha avuto con me e con ogni giocatore che ha allenato: semplicemente doveva fare le sue scelte. Parlavamo dell’Inter ed erano bei ricordi: era bello sentire i suoi aneddoti, la sua Inter ha scritto la storia vincendo il Triplete e faceva piacere“. 

PARMA – Non ti dava fastidio che dicessero che ero un giocatore finito quando sono arrivato, ho sempre creduto in me stesso e nelle mie qualità. Ho sempre cercato di dare tutto me stesso e di mostrare ciò che valgo sul campo e negli allenamenti. Attaccato perché troppo buono? Per me non è così. Non sono il giocatore che cattura l’occhio dei tifosi per le qualità tecniche, ma viene apprezzato che do il massimo in ogni situazione. Nell’arco di una partita siamo chiamati a fare tante scelte e cerco di fare quella giusta“. 

INTER – Ci siamo sentiti con mister Conte prima del mio arrivo a Milano e mi aveva spiegato il ruolo che voleva farmi fare. E poi ad ottobre sono arrivato all’Inter, dopo la 3a giornata e la sosta per la Nazionale, così ho potuto fare qualche allenamento prima di giocare. E capire subito cosa voleva da me. Il primo giorno che sono entrato ad Appiano è stato molto emozionante. Iniziava una nuova esperienza ed era tutto nuovo. Avevo un approccio positivo, ho cercato dal primo giorno di mettermi a disposizione della squadra e dei compagni“. 

CONTE – “È stato un tecnico fondamentale nella mia carriera. Mi ha permesso di vincere, il mio primo anno di Inter è coinciso con la vittoria dello scudetto e posso solo essergli grato“.

SCUDETTO CON L’INTER – Per me è qualcosa di speciale, quello che c’è dietro non è scontato. Ogni vittoria è frutto di tanto lavoro e sacrificio. Sono anche le parole chiave dell’Inter di oggi, c’è tanto di questo nella squadra attuale. Siamo un grande gruppo, con grandi qualità tecniche ed umane. Quando serve non deludiamo mai e tiriamo sempre fuori il massimo. Abbiamo una grande mentalità“. 

INZAGHI – “Lui è una persona piacevole, oltre ad essere un grande allenatore che sta dimostrando di esserlo costantemente. Nel momento giusto riesce a darti quella tranquillità e quella serenità che a volte servono. Sono ingredienti importanti per puntare a grandi obiettivi”. 

SCORSA STAGIONE – Sicuramente in campionato abbiamo avuto tanti alti e bassi, senza trovare continuità. Sapevamo di avere una squadra forte e che dovevamo dimostrarlo. Siamo sempre stati uniti all’interno e poi, nella seconda parte di stagione, sono usciti i nostri valori, Siamo andati molto meglio e siamo arrivati in finale di Champions“.

FINALE DI CHAMPIONS – “Purtroppo questo è il calcio. Può succedere di tutto, soprattutto in una gara secca. Eravamo convinti e consapevoli della nostra forza, nonostante venissimo dati per sfavoriti: è arrivata una sconfitta, ma nella carriera di un calciatore le sconfitte superano le vittorie. Quella sconfitta ha fatto male, perché siamo arrivati vicinissimi a un sogno, ma ci ha insegnato tanto e ci ha fatto crescere. Ho rivisto tante volte quella finale. Purtroppo non si può cambiare, ma più la guardi e più hai la consapevolezza della grande partita che si è fatta. E che siamo una squadra forte“. 

FASCIA DA CAPITANO – Quel momento forse non è stato commovente, ma piacevole. Un motivo motivo d’orgoglio per i sacrifici e gli sforzi fatti da quando sono bambino“. 

CAPITANO PERFETTO DELL’INTER – Sicuramente Lautaro è un capitano giusto e tosto. Zanetti è stato IL capitano. Citerei loro due. Perché giusto e tosto? Si è preso questa responsabilità nella maniera giusta, dimostrando di avere le qualità caratteriali per farlo. Ci auguriamo che possa continuare così“. 

SECONDA STELLA – Vincere non è mai scontato ed è sempre difficile. Qualora dovessimo raggiungerlo, sarebbe emozionante. Ne parliamo poco, siamo concentrati sempre sulla prossima partita e basta. Seconda stella prima del Milan? Noi pensiamo soprattutto a noi stessi ed a raggiungere i nostri obiettivi. Quando indossi una maglia così importante hai tante responsabilità e la voglia di raggiungere sempre il massimo: è la storia dell’Inter che lo richiede. Vincere qualcosa è l’unico modo per essere ricordati, sarebbe straordinario“.

RITIRO – “Spero di continuare per altri anni a vestire questa maglia, l’Inter è una seconda famiglia e mi trovo davvero bene. Arriverà anche per me il momento di dover smettere, ma finché sto bene fisicamente e mentalmente mi piacerebbe continuare. Non ho ancora pensato a un futuro post-calcio: mi piacerebbe restare in questo mondo, ma non saprei con quali modalità. Ci sarà tempo per riflettere. Chiudere all’Inter sarebbe un sogno, ma non so cosa succederà nei prossimi anni”

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Europa League

Le probabili formazioni di Rennes-Milan e Roma-Feyenoord: le ultime

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Lukaku, giocatore della Roma, Serie A, Europa League, Coppa Italia

LE PROBABILI FORMAZIONI DI ROMA-FEYENNORD E DI RENNES-MILAN – Milan Roma sono pronte per chiudere l’opera iniziata una settimana fa, con i rispettivi risultati di 3-0 e 1-1. I rossoneri hanno già un passo alla fase successiva, ma non devono sottovalutare i francesi, giocando una partita attenta e in gestione. I giallorossi di Daniele De Rossi sono chiamati alla vittoria, spinti dalla gente dell’Olimpico. Squadre in campo rispettivamente alle 18:45 e alle 21:00.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI RENNES-MILAN

La gara in programma a Roazhon Park, ore 18:45, vedrà verosimilmente la squadra di Stephan sbilanciarsi in avanti per cercare di recuperare lo svantaggio. Il Milan dovrà essere abile a contenere le sfuriate avversarie ed eventualmente colpire in ripartenza. Il possesso palla sarà un elemento chiave per addormentare la partita e Pioli potrebbe usufruirne. Il tecnico del Rennes ha invece sottolineato in conferenza stampa che sarà necessaria un po’ di follia per tentare l’impresaFlorenzi dal 1′ così come Luka Jovic, in difesa Kjaer Gabbia.

RENNES (4-4-2) – Mandanda; G. Doué, Omari, Theate, Truffert; Bourigeaud, Matusiwa, Santamaria, D. Doué; Kalimuendo, Terrier. All. Stephan.

MILAN (4-2-3-1) – Maignan; Florenzi, Gabbia, Kjaer, Theo Hernandez Bennacer, Musah; Pulisic, Reijnders, Leao; Jovic. All. Pioli.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI ROMA-FEYENOORD

La Roma vuole a tutti i costi il passaggio del turno e dovrà passare sul Fetenoord di Slot per poter riuscirci. L’ennesimo scontro con gli olandesi di Rotterdam potrebbe estendersi anche fuori dallo stadio: secondo RomaToday sono attesi circa 200 tifosi avversari nella capitale. Allarme pubblico a parte, la Lupa deve concentrarsi sull’obiettivo. Spazio a Spinzazzola sulla sinistra, in avanti Dybala Lukaku con El Shaarawy.

ROMA (4-3-3) – Svilar; Karsdorp, Mancini, Llorente, Spinazzola; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy. All. De Rossi.

FEYENOORD (4-3-3) – Wellenreuther; Geertruida, Beelen, Hancko, Hartman; Wieffer, Zerrouki, Timber; Stengs, Gimenez, Paixao.. All. Slot

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Flash News

Luis Alberto e il gol perduto: la statistica che lo spagnolo vuole infrangere contro il Torino

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Luis Alberto Lazio

In vista del match di questa sera tra Torino Lazio, il prezioso centrocampista biancoceleste scalpita, colmo di voglia di dimostrare di non essersene mai andato. Lo spagnolo non sta rendendo come le passate stagioni e i suoi numeri lo confermano: su 29 presenze ha raccolto solo 3 gol e 4 assist. Il classe ’92 ci ha abituato a cifre diverse, infatti nella scorsa stagione si parlava di 7 gol e 8 assist, mentre in quella prima ancora furono 5 le reti e 12 i passaggi vincenti.

Il Messaggero rammenta che il centrocampista non segna dal match contro il Sassuolo del 21 ottobre, esattamente 124 giorni fa. Il match contro i granata  di Torino potrebbe risultare la giusta occasione per tornare a brillare, da vero e proprio Mago. Il match è valido per il recupero la 21a giornata di Serie A, gara che la Lazio di Sarri ha dovuto rimandare per l’impegno in Supercoppa tenutosi in Arabia Saudita. In totale furono quattro partite a essere rinviate: Bologna-Fiorentina, Torino-Lazio, Sassuolo-Napoli e Inter-Atalanta.

FIDUCIA IN LUIS ALBERTO, MA SERVE UNA SCOSSA

Il problema agli adduttori potrebbe aver contribuito al calo di rendimento dell’ex Liverpool. Nonostante ciò, Maurizio Sarri ripone in Luis Alberto grande stima e fiducia, lo dimostrano le 27 titolarità su 29 partite disponibili. Kamada e Vecino sono considerati seconde linee; ora serve un segnale forte per poter permettere alla Lazio di inquadrare la zona Europa. L’ottavo posto non è sicuramente gradito alla piazza, considerando il piazzamento dello scorso anno. La vittoria contro il Bayern Monaco in Champions League potrebbe aver portato nuova linfa vitale: lo scopriremo solo al triplice fischio di questa sera (gara in programma per le 20:45).

 

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Flash News

Salta all’ultimo la presenza della Curva Nord dell’Inter al concerto di Kanye West: il motivo

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Inter Curva Nord

Secondo le notizie delle ultime ore, confermate dal canale ufficiale della Curva Nord, 500 ultras nerazzurri sarebbero dovuti salire sul palco del Forum di Assago, al fianco di Kanye West, spettatore, a San Siro, della vittoria dell’Inter contro l’Atletico Madrid. Con lui in tribuna autorità, anche la moglie italiana, Bianca Censori, e venti collaboratori.

Il cantante si trova in Italia per una doppia apparizione live a Milano e a Bologna fissati rispettivamente per questa sera al Forum di Assago e per il 24 febbraio 2024 all’Unipol Arena di Bologna.

IL DIETROFRONT DI KANYE WEST: IL RETROSCENA

Nel suo ultimo album “Vultures 1“, realizzato in collaborazione con Ty Dolla Sign e pubblicato pochi giorni fa, il rapper americano ha inserito in due brani, “Stars” e “Carnival“, cori cantati dai tifosi della Curva Nord nerazzurra. L’idea del cantante e del suo staff era quella di portare i rappresentanti nerazzurri sul palco, in occasione del concerto live al Forum di Assago.

Come svelato da La Gazzetta dello Sport, però, nella serata di ieri è arrivato il dietrofront che ha fatto fatte saltare all’ultimo le prove generali dell’esibizione. Secondo quanto riportato dalla testata giornalistica, sarebbero subentrati dei non meglio precisati problemi che hanno fatto saltare tutto.

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