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Calcio Internazionale

Italia-Australia: 15 anni fa l’ottavo del Mondiale

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“Oggi siamo esploratori di un continente ignoto. Non sappiamo fino a dove si estende; non sappiamo cosa ci troveremo di fronte. Ma abbiamo delle certezze. Il cammino è ancora lungo, il campo base è alle spalle. Abbiamo lasciato lì le nostre paure. Vogliamo andare avanti. Fino all’Eldorado. Dal Fritz-Walter stadion di Kaiserslautern Italia-Australia“. Intro di Fabio Caressa a Sky.

Nel giorno di Italia-Austria ricorre l’anniversario di un altro ottavo di finale storico per il nostro calcio. Il 26 giugno 2006, infatti, era il giorno di Italia-Australia, un match che si è poi rivelato fondamentale nel percorso epico degli azzurri nel Mondiale tedesco. Fu una vittoria per 1-0 molto sofferta, raggiunta da vera squadra, decisa al cardiopalma, diede lo slancio decisivo agli azzurri che si resero conto di poter raggiungere il sogno. L’avversario non era dei più temibili ma una serie di circostanze e sinistre coincidenze potevano far pensare a una fine prematura del nostro torneo.

LE PREMESSE DELLA SFIDA

fonte immagine: fifa.com

L’Italia si presenta al Fritz-Walter stadion dopo aver vinto il gruppo E abbastanza agevolmente davanti al Ghana, riuscendo ad evitare l’incrocio con il Brasile campione in carica. Dal gruppo dei verdeoro è uscita come seconda a sorpresa proprio l’Australia. I socceroos avevano già fatto il loro qualificandosi dopo 32 anni ad un Mondiale, battendo in un incredibile playoff l’Uruguay. E invece anche in Germania hanno dimostrato un ottimo livello globale della rosa riuscendo a superare in classifica Giappone e Croazia. Il tutto sotto la guida esperta di Guus Hiddink che ha portato il calcio australiano al punto più alto della storia. E proprio con il CT olandese si palesavano le principali preoccupazioni: era lui, infatti, il condottiero che quattro anni prima ci eliminava con la Corea del Sud in quella partita maledetta, sempre agli ottavi di finale. La presenza di Hiddink e il ruolo di outsider dell’Australia avrebbero, quindi, rappresentato un ostacolo non da poco per i nostri calciatori.

L’ANDAMENTO DEL MATCH

fonte immagine: sport.sky.it

Per l’intero incontro il tema predominante è stato quello della fisicità. Poche occasioni e molti contrasti duri per tutta la durata del match con la prestanza e la qualità australiana che ha messo in difficoltà gli azzurri. Tim Cahill e Mark Viduka nel reparto avanzato rappresentavano un osso duro per la coppia centrale Cannavaro-Materazzi. Proprio il centrale dell’Inter, protagonista assoluto dal suo ingresso con gol contro la Repubblica Ceca, macchia la sua prestazione con il primo episodio chiave della partita: brutto fallo al limite dell’area su Mark Bresciano e rosso diretto a inizio secondo tempo. L’Italia in dieci assorbe discretamente il colpo anche con l’ingresso del debuttante Barzagli al posto di Toni. I portieri Schwarzer e Buffon sono sollecitati in egual modo e tutto fa pensare all’arrivo imminente dei tempi supplementari.

GROSSO E TOTTI NELLA LEGGENDA

fonte immagine: sport.sky.it

Proprio nel momento di tensione massima, in attesa del triplice fischio dell’arbitro per prolungare l’agonia di 30 minuti come quattro anni prima, il pallone arriva a Fabio Grosso che con un guizzo supera Bresciano, entra in area e sul tackle di Neill si lascia cadere più perché stremato che per un vero e proprio fallo. È uno di quei momenti determinanti nell’arco di una competizione come i Mondiali, nei quali serve anche un pizzico di fortuna. Dal dischetto si presenta Francesco Totti, simbolo della Roma e considerato il vero e proprio campione di quella Nazionale. Un campione che quel Mondiale ha rischiato di non giocarlo per essersi rotto la caviglia pochi mesi prima. Il recupero miracoloso in extremis e l’estrema fiducia di Lippi lo hanno portato in Germania ed eccolo qui con l’opportunità di una vita nonostante uno stato di forma per niente ottimale. Lo sguardo è glaciale, fisso sull’obiettivo; la rincorsa è decisa come il destro violentissimo all’incrocio. Una definizione da fuoriclasse che scaccia incubi e maledizioni mandando l’Italia ai quarti permettendole di evolversi anche dal punto di vista mentale.

UNA VITTORIA FONDAMENTALE

fonte immagine: sport.sky.it

Dopo quattro anni la vendetta su Hiddink è servita nella maniera più gustosa. Da sottolineare comunque il risultato storico dei socceroos a coronamento di una generazione qualitativa che oltre a Cahill e Viduka contava anche uno degli esterni più focosi e talentuosi di allora come Harry Kewell, infortunato contro l’Italia ma decisivo per il passaggio del turno precedente contro la Croazia. Il fatto di aver eliminato in questo modo l’Australia ha permesso all‘Italia di unirsi ulteriormente come gruppo, di superare i dubbi dei critici che bersagliavano i giocatori per le questioni extra campo del tempo riguardanti Calciopoli. Un vero miracolo quello degli azzurri, che formarono una bolla durante quel mese dove lo sguardo era fisso solo su quella coppa dorata, sogno di ogni bambino. Un ambiente inscalfibile fatto di grandi uomini e personalità vincenti, dal CT Lippi ai 23 convocati, per arrivare pronti e determinati a risolvere i momenti difficili. Ed è così, ricordando la dimostrazione di forza di 15 anni fa, che vogliamo augurare buona fortuna ai nostri ragazzi per il proseguo del loro cammino in questo Europeo che già ci ha fatto sognare. Forza Azzurri!

(fonte immagine in evidenza: gazzetta.it)

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Marocco, El Kaddouri: “Qualcuno ha rovinato la festa”

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Marocco

La vittoria ai rigori del Marocco ai danni della Spagna ha letteralmente fatto impazzire di gioia un intero popolo, che mai aveva visto la propria nazionale spingersi così tanto avanti in un torneo come la Coppa del Mondo.

Ai festeggiamenti, seppur con un po’ di amarezza, non può non prendere parte anche Omar El Kaddouri, centrocampista marocchino del PAOK Salonicco che ha legato la quasi totalità della sua carriera al calcio italiano (dove del resto si è formato), vestendo maglie prestigiose come quelle di Napoli Torino.

In un’intervista rilasciata a Sky Sport, El Kaddouri, ha espresso sentimenti contrastanti riguardo il Mondiale fin qui giocato dai Leoni dell’Atlante, che spaziano dalla mancata convocazione (non veste la maglia della sua nazionale da ormai più di 2 anni) agli incidenti verificatisi a Bruxelles nel corso dei festeggiamenti della comunità marocchina per lo storico trionfo:

In questo inizio di stagione purtroppo ho avuto diversi problemi fisici, e non avevo grandi aspettative sulla convocazione. Per tutti noi è qualcosa di incredibile arrivare ai quarti, ed è giusto festeggiare. Mi spiace che in Belgio ci siano stati degli incidenti, che fortunatamente in Marocco non si sono verificati; sono cose che non devono succedere, ma purtroppo qualcuno ha trovato il modo di rovinare la festa”.

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Gakpo sui rumors dell’estate: “Ho aspettato lo United ma niente”

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Gakpo

Cody Gakpo è negli interessi del Manchester United già da tempo, ma i Red Devils non hanno mai presentato un’offerta né al PSV Eindhoven e né al giocatore.

Queste le parole del classe ’99 al medium olandese NRC in merito alla vicenda: “È stato un periodo duro, ma ho imparato. Adesso approccerò le cose in maniera diversa, ciò che arriva, arriva. Io ho pensato al Manchester United, poi però non sono arrivati. Ho iniziato a dubitare.. Poi è arrivato il Leeds, ma dovevo andare lì? Ora aspetto per tutto. Non ho più risentito nulla dallo United, quando si faranno vivi allora ci penserò. Ho sempre l’aiuto di Dio nel prendere questa decisione”.

Cody Gakpo sembra quindi molto concentrato sul presente, non vuole farsi aspettative o fantasie particolari, il presente adesso è l’Olanda e Qatar 2022.

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L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Portogallo, tegola Danilo Pereira: Mondiale finito!

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Portogallo

Il Campionato Mondiale di Qatar 2022 è finito per il centrocampista e difensore del Portogallo Danilo Pereira. Secondo Pedro Sepulveda, infatti, il giocatore del Paris Saint Germain sta salutando i compagni in questi istanti. Farà poi ritorno a Parigi nelle prossime ore, per curare la lesione riportata.

Insieme a lui, anche Nuno Mendes: neppure il terzino sinistro – anche lui in forza al PSG – è in grado di proseguire la competizione e gli è stato raccomandato di lasciare il ritiro andaluso per fare ritorno a casa.

 

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