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Italia, gli anni d’oro dell’Under 21

Italia, gli anni d’oro dell’Under 21

Gli anni ’90 hanno rappresentato un vero e proprio periodo d’oro per l’Italia calcistica. Molti dei migliori interpreti dello sport più amato del mondo vestivano la maglia azzurra e le esclusioni eccellenti erano molteplici, vista l’abbondanza di nomi.
Purtroppo la nostra Nazionale, nonostante il materiale tecnico e umano a disposizione, non è riuscita a conquistare nessun trofeo in questo decennio, per diversi fattori.
Se la selezione maggiore ha deluso, in parte, le aspettative, l’Under 21 ha vissuto il periodo di maggior splendore proprio tra il 1992 e il 2000, vincendo 4 Campionati Europei su 5 e sfornando una marea di campioni, alcuni meno fortunati di altri, purtroppo.

L’INIZIO DEL MITO: 2 SETTEMBRE 1986

L’estate sta finendo, le radio passano con insistenza “Take My Breath Away” dei Berlin, la struggente colonna sonora di “Top Gun”, fenomeno del momento.
Questo è il quadro generale quando Cesare Maldini viene scelto come nuovo tecnico dell’Under 21, in sostituzione di Azeglio Vicini, passato alla Nazionale maggiore.
Vicini sarà sostituito solamente dopo la finale dell’Europeo 1986, dove i suoi ragazzi sfideranno la Spagna di Luis Suarez. Il trofeo, purtroppo, viene vinto dagli iberici ai rigori, un primo segnale dell’infausta sorte del CT azzurro. Degli undici schierati nella finale di ritorno, ben 7 faranno parte della rosa italiana scelta per Italia ’90.
Ad ogni modo, il giorno dopo la finale, Maldini prende le redini della squadra e comincia ad osservare i nuovi giovani virgulti del panorama nazionale.
Nel 1988 gli azzurrini si fermano in semifinale contro la Francia di Blanc e Cantona, mentre due anni dopo è la formidabile Jugoslavia di Boban, Savicevic e Prosinecki a stoppare la corsa dei ragazzi di Maldini. La strada però è quella giusta ed il 1992 è l’anno giusto per provarci.

1992: NEL SEGNO DI RENATO

Il 1992 è un anno molto particolare per la storia del nostro paese.
Scoppia il caso Tangentopoli, che sconvolge completamente il mondo della politica italiana e segna l’inizio del declino della Prima Repubblica. La Nazionale maggiore, invece, non si qualifica agli Europei e si prepara alla rivoluzione sacchiana.
In questo clima decisamente dimesso, gli azzurrini di Maldini si rendono protagonisti della prima gemma del periodo.
Dopo un girone di qualificazione terminato con una sola sconfitta (un clamoroso 6-0 in casa della Norvegia), il tabellone si dipana dai quarti in poi con partite di andata e ritorno, senza una sede fissa.
Maldini dispone di due ottimi portieri, Antonioli e Peruzzi, una difesa rocciosa, dove spiccano Matrecano e Favalli, un buon centrocampo, guidato da capitan Corini e Dino Baggio e quattro attaccanti di buonissimo livello: Bertarelli, Buso, Melli e Muzzi.
Dopo un quarto agevole contro la Cecoslovacchia (1-2 in trasferta e 2-0 a Padova), gli azzurrini se la vedono contro la Danimarca, dimostrandosi nettamente superiori.
Se contro i cechi le reti erano arrivate da Melli e Bertarelli (e da un intruso di lusso, Luca Luzardi, buon difensore purtroppo ricordato pochissimo), i danesi vengono battuti da Muzzi e Buso, che segna in entrambe le partite. In finale l’avversario è un’altra nordica, la Svezia.
La sede italiana della finale è il Paolo Mazza di Ferrara, stracolmo per sottolineare l’importanza della partita. L’Italia costruisce qui la vittoria del suo primo Europeo, guidata da un Renato Buso mai così efficace. A metà ripresa raccoglie un cross di Rossini e buca il portiere svedese di testa, mentre a dieci minuti dalla fine appoggia in area un pallone che Sordo deve solo spingere in rete.
Il ritorno in terra scandinava è decisamente diverso, con i padroni di casa che tentano il tutto per tutto, in particolare nella ripresa dopo la rete di Simpson, ma dietro gli azzurri sono insuperabili e si aggiudicano il trofeo.
Il primo alloro è conquistato, ma la testa di Maldini è già rivolta verso Euro ’94.

1994: L’UNICO GOLDEN GOL ITALIANO

L’Europeo Under 21 del 1994 rimane quello a cui i tifosi italiani sono più legati, soprattutto per il modo in cui è stato conquistato.
Ad aprile, mentre il mondo scopre gli Oasis, che lanciano il loro primo singolo “Supersonic”, gustoso anticipo dell’album “Definitely Maybe”, gli azzurri si apprestano a partire per la Francia, sede del primo torneo fisso della storia.
Sono proprio i padroni di casa gli avversari per i ragazzi i Maldini in semifinale, con nomi del calibro di Zidane, Blanc, Makélélé e Thuram.
Gli azzurrini, oltre ad alcuni reduci del ’92 (tra cui il capitano Dario Marcolin) dispongono di Toldo, Cannavaro, Panucci, Carbone, Inzaghi e Orlandini, nomi davvero importanti per l’undici italiano.
La partita di Montpellier è molto bloccata, le due squadre si equivalgono in tutto e per decidere la finalista si deve ricorrere ai rigori.
Dal dischetto l’Italia è infallibile, mentre i galletti pagano molto caro l’errore di Makélélé e vengono estromessi dalla competizione.
Nella finale, sempre giocata allo Stade de la Mosson, l’avversario per Maldini e i suoi è il Portogallo di Rui Costa e Figo, due giovani talenti decisamente d’alto livello.
Come nel caso della partita con la Francia, l’equilibrio regna sovrano, con i lusitani che, forse, meriterebbero qualcosa in più ai punti.
Arrivati a metà del primo tempo supplementare, però, Pierluigi Orlandini, ennesimo diamante sfornato dalla Primavera dell’Atalanta, si inventa un sinistro da fuori area splendido che si infila all’incrocio.
Il gol dell’esterno bergamasco entra di diritto nella storia del calcio italiano, visto che è l’unico Golden Gol segnato da una selezione azzurra.

1996: CORRIDA A BARCELLONA

Se la spedizione francese del ’94 viene ricordata con piacere per la grinta e la determinazione, quella di due anni dopo è considerata, all’unanimità, la più forte Under 21 italiana del decennio, forse la più completa di sempre.
Partendo dalla porta figura Gigi Buffon, riserva di Pagotto, salendo si notano gli innesti di Nesta, Tacchinardi, Amoruso, Pecchia, Morfeo e, soprattutto, Francesco Totti.
La fase finale dell’Europeo si svolge in Spagna, dove gli azzurrini  arrivano dopo aver eliminato il Portogallo in una rivincita della finale precedente.
In semifinale l’Italia trova nuovamente la Francia di Domenech, battuta da una rete di Totti, alla seconda presenza in Nazionale, appena entrato in campo.
La finale dello Stadio Olimpico Montjuic vede gli azzurrini affrontare i padroni di casa che schierano due meteore laziali come Mendieta e De La Peña e davanti un ragazzo che tifa Atletico, ma diventerà capitano e bandiera del Real Madrid, Raúl González Blanco.
Ad aprire le marcature ci pensa, dopo soli undici minuti, ancora il numero 18 che usufruisce di una deviazione su una sua punizione. Anche il pareggio spagnolo arriva da calcio piazzato, proprio con Raúl, a fine primo tempo.
La situazione non cambia più, nonostante l’Italia giochi in dieci uomini dal 36’, per l’espulsione di Amoruso. Nel primo tempo supplementare, addirittura, gli azzurrini rimangono in 9, dopo il rosso ad Ametrano, ma il risultato non cambia: si va ai rigori.
Dal dischetto sbagliano subito capitan Panucci e De La Peña, poi arriva l’errore decisivo, con Raúl che si fa ipnotizzare da uno strepitoso Pagotto.
Per la terza volta consecutiva, l’Under 21 è Campione d’Europa.

2000/2004: GLI ULTIMI ACUTI

Subito dopo la vittoria del 1996, Maldini diventa CT della Nazionale maggiore. La FIGC sceglie Marco Tardelli come suo sostituto nell’Under 21.
Dopo un passaggio a vuoto nel 1998, gli azzurrini tornano protagonisti all’alba del nuovo millennio, guidati da uno strepitoso Andrea Pirlo.
Mentre nelle radio tornano i Bon Jovi con “It’s My Life”, il gruppo azzurro vola in Slovacchia.
La nuova formula prevede due gironi, al termine dei quali, le prime due si sfideranno in finale.
Dopo il passaggio del girone, a spese dell’Inghilterra di Lampard, l’Italia batte 2-1 la Repubblica Ceca, grazie ad una doppietta di Pirlo, ancora oggi cannoniere principe dell’Under 21.
Dopo la vendetta ceca nel 2002 (una partita assurda, con tre reti negli ultimi cinque minuti e il beffardo Golden Gol dei nostri avversari), l’Italia, affidata ad un altro eroe del 1982, Claudio Gentile, vince il suo ultimo Europeo nel 2004.
In Germania gli azzurrini dominano, grazie ad Alberto Gilardino, protagonista assoluto della spedizione.
Dopo il 3-1 al Portogallo in semifinale (doppietta di Gila e gol di Pinzi) gli azzurrini stravincono la finale con la Serbia e Montenegro per 3-0, con reti di Gilardino, Bovo e De Rossi.

EPILOGO

L’8 giugno 2004 si chiude dunque l’epopea dell’Under 21 azzurra, con 5 splendidi trionfi in sette edizioni.
Da quel giorno, nonostante rose di qualità, l’Italia non è più riuscita a vincere l’Europeo, ma il futuro è tutto da scrivere.

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