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Italia, i migliori cinque giovani under 21 italiani del 2021

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“L’Italia chiamò”: i migliori cinque under-21 italiani da osservare nel 2022

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Italia, figura Moro tra i migliori under 21 del 2021

Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò“. Risuonano alte, energiche e feroci le ultime parole dell’inno di Goffredo Mameli. Risuonano, soprattutto, prima di ogni match che riguarda la nazionale italiana.

La nazionale di Mancini, che si è laureata campione d’Europa lo scorso Luglio, affonda le su basi nella delusione del novembre 2017. Dopo la bruciante sconfitta contro la Svezia, che ha escluso l’Italia dal mondiale 2018, è iniziato un nuovo ciclo. Un ciclo basato, soprattutto, su energie giovani e pronte al rilancio. Donnarumma ha sostituito Buffon tra i pali. Chiesa, Barella e Zaniolo sono stati capofila di una serie di calciatori, nati alla fine degli anni ’90, che hanno trovato spazio prima in Serie A, poi in nazionale. E che sono stati il sostegno per la generazione nata all’inizio del decennio, dei vari Immobile, Insigne, Verratti e Florenzi.

A distanza di 4 anni dalla delusione di San Siro, e con la temibile ombra di una nuova assenza, stavolta da Qatar 2022, l’Italia continua a guardare ai tantissimi giovani in rampa di lancio.

Si pesca dalla Serie A, come dalla Primavera. Dall’estero, così come dalla Serie B, Serie C e dalle seconde squadre (finora l’unica esistente è la Juventus Under-23). Ma la cosa certa è che si cerca la qualità e la personalità.

Abbiamo provato a stilare una classifica dei migliori under-21 italiani, che hanno ben figurato e che potrebbero trovare conferma il prossimo anno solare. Ne abbiamo selezionati cinque che sembrano i più promettenti.

1. SAMUELE RICCI

Al primo posto ci va Samuele Ricci. Classe 2001, ma già personalità da vendere e qualità che non possono essere messe in discussione. Ricci è da due stagioni il perno centrale del centrocampo dell’Empoli. Ha convinto prima Alessio Dionisi, nell’avventura in Serie B, poi l’attuale allenatore Andreazzoli, che lo ha confermato in cabina di regia. Al posto del più esperto Stulac.

Samuele Ricci è una gemma rara. Un giocatore dinamico ed energico, che gioca con lo spirito ribelle di un giovane e con la maturità nelle scelte di un veterano. Nel centrocampo dei toscani è lui il metronomo che detta i tempi delal giocata e che regge le fila. Suonando la carica o guidando un atteggiamento più conservativo. Con già 85 presenze tra i grandi, condite da 3 reti e 5 assist, Ricci appare senza dubbio il prospetto più interessante tra gli under-21 di Serie A.

Su di lui si sono già poggiati gli occhi delle big. In Italia, con Milan e Napoli in pole su Roma, Sassuolo, Fiorentina. All’estero con Leicester e Arsenal direttamente dall’Inghilterra ed il Borussia Dortmund, che lo sta monitorando dalla Germania.

Tuttavia, nessuna di queste sembra realmente vicina al classe 2001 dell’Empoli, Con la società del presidente Corsi che vuole tenerselo stretto e chiede tra i 15 e i 20 milioni per lasciarlo partire.

2. NICOLO’ ROVELLA

Simile a Ricci sotto tanti aspetti, il secondo gradino del podio se lo guadagna Nicolò Rovella. Entrambi centrocampisti con grandi abilità di regia, classe 2001 e con un posto da titolare assicurato, nelle società che hanno puntato su di loro sin dal vivaio.

Nicolò Rovella si è guadagnato i riflettori già molti anni fa. Era la stagione 2016/17 e dal Genoa salivano alla ribalta due grandissimi attaccanti classe 2001: Pietro Pellegri ed Eddie Salcedo. Ma più di qualcuno, parlando della grande vena realizzativa dei due attaccanti in Primavera, non mancò di apprezzare anche chi li metteva nelle condizioni di fare gol tra i pari età. Si trattava proprio di Nicolò Rovella, leader di quella squadra.

A differenza dei primi due, Rovella è rimasto “alla casa base” ed ha scalato pian piano le gerarchie, guadagnandosi la Serie A, per la prima volta, nell’annata 2019/20. La grande saggezza nelle scelte di gioco. La calma serafica con cui gestisce i momenti delicati. La tenacia con cui passa dall’interpretare il ruolo del mediano playmaker a quello del mediano equilibratore e “pulitore di palloni sporchi. Sono questi gli ingredienti che gli sono costati la chiamata di una grande del nostro calcio. La Juventus ha messo su Rovella un’ipoteca enorme, assicurandoselo per l’inizio della prossima stagione, dopo il periodo di prestito concesso al Grifone.

Alla Juventus troverebbe un ambiente in ricostruzione. Ma anche una piazza in cui esprimere al meglio le sue capacità, affiancato da un altro wonder-kid, ormai giunto a maturazione quasi ultimata, come Manuel Locatelli. Il centrocampo della Juventus, per anni caposaldo e spina dorsale dei trionfi bianconeri in Italia, ripartirà da Locatelli e Rovella. Ci sono tutte le prospettive affinchè l’attuale 65 rossoblù possa essere il nuovo volto dell’Italia, nell’anno che verrà.

3. LORENZO LUCCA

Il suo nome arriva direttamente dal girone C di Lega Pro dello scorso anno. Lorenzo Lucca, classe 2000, con la maglia numero 9 del Palermo ha fatto il bello e il cattivo tempo. In questa stagione indossa quella neroazzurra del Pisa. E la prossima stagione, potrebbe cambiare ancora una volta.

Dal punto di vista fisico c’è poco da dire. Con i suoi 201 cm di altezza per 80 kg, Lucca è il più classico esempio del centravanti boa come non lo si vedeva, in Italia, dai tempi di Toni. Ma ciò che sorprende ancora di più è il suo livello tecnico. Raramente si è visto, in Italia, un attaccante tanto dominante fisicamente quando completo tecnicamente. Il colpo di testa è, evidentemente, la specialità della casa. Ma va sottolineato la grande abilità nel concludere al volo, con entrambi i piedi, in manera molto precisa. Così come una discreta abilità nel dribbling e nell’ultimo passaggio.

Con il Pisa l’exploit è arrivato sin da subito. Nelle prime 7 gare ha gonfiato per ben 6 volte la rete, salvo poi perdersi, dal punto di vista realizzativo, col passare delle giornate. Ma non è un momento di secca, che determina le abilità di un attaccante. Il Pisa è capolista in Serie B anche, e soprattutto, grazie a lui. Il prossimo anno la Serie A potrebbe conoscerlo ufficialmente.

Sta a lui, e alla sua squadra, far sapere con quale maglia e in quale stadio!

La cosa certa è che l’Italia di Roberto Mancini sta soffrendo la mancanza di un centravanti capace di fare gol e di essere pericolo costante per le difese avversarie, con la maglia azzurra. Lucca è tra i nomi in lista per essere quel giocatore.

La vittoria della Serie B con il Pisa, o un trasferimento nel massimo campionato italiano, potrebbero metterlo definitivamente sul radar del calcio italiano dei prossimi anni.

4. MATTIA VITI

Dall’Empoli, fucina di talenti di questa Serie A, arriva anche il più giovane di questo elenco. Si tratta di Mattia Viti, difensore centrale classe 2002. Viti è un giocatore che ha la maglia azzurra dell’Empoli come seconda pelle. Dopo aver trascorso tutta la trafila nel settore giovanile dei toscani, nfatti, ha esordito in Serie A a settembre, nella sfida contro il Cagliari.

Mattia Viti è, indubbiamente, il meno esperto tra tutti i citati. Sono, infatti, soltanto 14 le presenze “tra i grandi” del centrale di difesa. Il quale, però, parte più indietro nelle gerarchie, rispetto a gente del calibro di capitan Romagnoli, Luperto e Ismajili. Con tanto lavoro e la forza di volontà si è ritagliato il suo spazio e si è visto più volte nell’undici iniziale in questa stagione.

Resta un talento tutto da formare, ma le cui prospettive sono molto floride. Difensore centrale longlineo, presenta sin da subito un ottima tecnica con la palla tra i piedi. Ma è anche molto efficace in marcatura e nell’uno contro uno.

La giovanissima età lo rende, senza dubbio, materiale plasmabile per qualsiasi squadra voglia puntare su di lui. Può difentare un ottimo regista difensivo, così come un centrale dedito alla marcatura dell’uomo più pericoloso.

E anche la cifra zero, attualmente presente nella casella “gol fatti“, potrebbe presto cambiare. Sui calci piazzati è uno dei più cercati dal piede di Nedim Bajrami. Ma anche il suo mancino, dalla distanza, può celare qualche sorpresa.

5. LUCA MORO

L’ultimo dei nomi proviene direttamente dalla Lega Pro. Come per Lorenzo Lucca, ci spostiamo nel girone C e, in particolare, in Sicilia. Luca Moro, in questo momento, rappresenta l’oro del Catania Calcio, che non sta vivendo ore particolarmente positive. Ma che, sul campo, si gode il suo centravanti classe 2001.

I numeri parlano chiaro. Si tratta di ben 18 gol in 17 presenze con la maglia rossazzurra, più della metà dei 32 totali messi a segno dai catanesi. Luca Moro è l’attuale capocannoniere del girone, ma sembra non volersi fermare qui. Il suo cartellino appartiene al Padova, anch’essa in Lega Pro, ma su di lui ci sono già gli occhi di squadre più ambiziose.

Il Bari, nello stesso girone del Catania, lo sta monitorando. Ci ha giocato contro, subendo la rete del momentaneo 1-1 nella vittoria in trasferta dei galletti. Il Monza sta lottando per la Serie A e lo gradirebbe come innesto. Ma anche il Sassuolo, vista la potenza fisica e la grande dote realizzativa, potrebbe puntare su di lui, se Scamacca dovesse lasciare libero il posto di centravanti.

La situazione di emergenza del Catania potrebbe accellerare le trattative e portare Moro lontano dalla Sicilia già nella prossima finestra di mercato. Le big di Serie A, comprensibilmente, appaiono ancora molto caute sul giocatore. Anche perchè appare difficile immaginare già un salto di due categorie per un ruolo così importante come quello del centravanti. La cosa certa è che Luca Moro si pende, di diritto, l’ultimo posto della nostra classifica dei migliori under-21 in Italia.

Il 2022, per quanto riguarda il mercato, sarà indubbiamente il suo anno, perchè le richieste ci sono. Tocca a lui, ora, dare seguito a queste voci, anche sul campo.

GLI ESCLUSI

Stilare una lista dei cinque migliori under-21 italiani, pronti ad esplodere non è stato semplice. Per farlo, abbiamo dovuto posizionare la lente di ingandimento su quei nomi ancora sconosciuti ai più. E, dunque, lasciar fuori anche chi il suo posto “al tavolo dei grandi” se lo è preso.

E’ il caso, ovviamente, di Dusan Vlahovic. Ma anche di Raspadori, Tonali e Piccoli. Il primo già inserito nella selezione azzurra campione d’Europa a Wembley. Il secondo faro del centrocampo del Milan. Il terzo fortemente desiderato da Italiano per il suo Spezia, o scorso anno; e fortemente trattenuto dall’Atalanta come vice-Zapata.

Così come abbiamo dovuto lasciar fuori quei giocatori che il loro nome sulla lista lo hanno messo anni fa. Salcedo, Pellegri, Esposito, Vignato, Millico, Mulattieri e Colombo hanno “utilizzato” la loro cartuccia da wonder-kid già nelle scorse stagioni. Ed ora aspettano solo la conferma.

Abbiamo deciso di lasciare fuori anche i talenti migliori del campionato Primavera 1. Riccardi e Casadei su tutti, ma anche un ottimo Samele, avrebbero forse meritato un posto tra i migliori.

Infine, molto più difficile è stato lasciare fuori Carboni e Calafiori. Due ottimi prospetti e due probabili crack, che però, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti a mettersi abbastanza in mostra.

Carboni, in particolare, soffre un Cagliari che sta deludendo molto. Calafiori ha trovato spazio in partite meno blasonate e in duello con Viña, ma con l’imminente ritorno di Spinazzola, vedrà il suo minutaggio ridursi.

Immagine in evidenza presa dal Giornale di Sicilia con diritti Google Creative Commons

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Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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Calcio Internazionale

La FIFA pensa a un nuovo progetto pilota per le amichevoli internazionali: i dettagli

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Gianni Infantino, presidente FIFA

La FIFA ha promosso un nuovo progetto riguardante le amichevoli internazionali che partirà a marzo. Il progetto pilota prenderà il nome di FIFA Series e prevede gare tra quattro nazionali di confederazioni diverse che saranno ospitate in unico Paese.

L’obiettivo è quello di far incontrare nazionali diverse tra loro per costruzione. Questa proposta rappresenterà delle opportunità a livello commerciale, economico e di immagine per le nazioni partecipanti.

La fase di prova vedrà la partecipazione di Algeria (CAF), Andorra (UEFA), Bolivia (CONMEBOL), Sudafrica (CAF), Azerbaigian (UEFA), Bulgaria (UEFA), Mongolia (AFC), Tanzania, (CAF), Arabia Saudita (AFC), Capo Verde (CAF), Cambogia (AFC), Guinea Equatoriale (CAF), Guyana (Concacaf), Bermuda (Concacaf), Brunei Darussalam (AFC), Guinea (CAF), Vanuatu (OFC), Sri LankaBhutan (AFC), Repubblica Centrafricana (CAF), Papua Nuova Guinea (OFC).

In concomitanza con il lancio del progetto sono arrivate le parole del Presidente della FIFA Gianni Infantino, entusiasta di intraprendere questo nuovo percorso.

LE PAROLE DI INFANTINO

Le FIFA Series sono un passo avanti davvero positivo per il calcio delle squadre nazionali a livello globale. Le nostre associazioni affiliate ci hanno espresso da tempo il desiderio di mettersi alla prova contro le loro controparti di tutto il mondo, e ora possono farlo nell’ambito dell’attuale calendario delle partite internazionali maschili. Partite più significative consentiranno un’interazione calcistica molto più preziosa per giocatori, squadre e tifosi, e daranno un contributo concreto allo sviluppo del gioco”.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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