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Italia, quando il problema è…il “bomber”

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Italia

Dopo la debacle dell’Italia contro l’Irlanda del Nord e la qualificazione diretta a Qatar 2022 sfuggita nel rush finale, ritorna in auge il grande problema della nazionale azzurra: il bomber. Se pensiamo alle altre nazionali, più o meno blasonate, ognuna in tempi recenti ha potuto vantare un centravanti di razza capace di catalizzare gran parte delle occasioni da gol. Andando a guardare i migliori marcatori delle rispettive nazionali salta subito all’occhio come quest’ultime annoverino giocatori ancora in attività o comunque protagonisti degli ultimi vent’anni. Il Portogallo ha Cristiano Ronaldo, che di recente è diventato il miglior marcatore assoluto con la maglia di una nazionale.

L’Argentina può vantare un certo Messi; Klose è il miglior marcatore della Germania e David Villa quello della Spagna, tanto per citarne alcuni. E l’Italia? Il miglior marcatore della storia azzurra è Gigi Riva che ha lasciato la nazionale nel ’74. Situazione simile per il Brasile, dove resiste ancora in vetta Pelé, con Neymar, però, distante solo 7 gol. Ma chi sta dietro Riva? Chi sono i centravanti più prolifici, vincenti e rappresentativi della storia azzurra?

MEAZZA E PIOLA, I “RUGGENTI” ANNI ’30

Prima dell’avvento di Gigi Riva lo scettro del miglior marcatore della nazionale italiana se lo contendevano due monumenti del nostro calcio: Giuseppe Meazza e Silvio Piola. Entrambi hanno segnato la generazione più vincente di sempre, quella degli anni ’30. Il primo fu perno del mondiale ’34 vinto in casa; e insieme portarono nel belpaese il titolo iridato del ’38 conquistato in Francia. Appartenenti ad un calcio diverso da quello odierno, rappresentano, insieme all’ex bandiera del Cagliari, la massima espressione dei goleador italiani. Non è un caso se resistono ancora al secondo e al terzo posto della classifica all time, rispettivamente con 33 e 30 reti segnate in maglia azzurra.

GIGI RIVA, IL GOLEADOR DI PROVINCIA

L’unico in grado di superare due assolute leggende del calcio italiano è stato, appunto, Gigi Riva. A differenza dei suoi illustri predecessori, lui non ha vinto il titolo mondiale, ma ha portato i “suoi” azzurri a quello che per tanti anni è stato l’unico trionfo europeo. Gianni Brera lo soprannominò rombo di tuono per la potenza del suo mancino che, inesorabile, travolgeva il portiere avversario. È stato un giocatore atipico, ha legato la sua carriera al Cagliari e l’ha portato allo storico scudetto nel 1969-1970. Il suo record resiste da ben quarantotto anni, quando nel settembre del 1973 superò Peppìn (Meazza ndr) segnando in amichevole contro la Svezia.

ALLA RICERCA DI UN EREDE…

Dal suo addio, maturato nel ’74, l’Italia del calcio ha cercato un attaccante in grado di avvicinare, per numeri, rombo di tuono. Nessuno, però, è riuscito a raccoglierne l’eredità appieno.

Pur non raggiungendo i numeri di Riva, un centravanti in grado di segnare ed emozionare il popolo italiano è stato senza dubbio Paolo Rossi. Pablito, fu il delantero che portò gli azzurri al loro terzo trionfo mondiale. Sbloccatosi nella fase decisiva del Mundial, Rossi segnò una tripletta al Brasile, una doppietta alla Polonia e il gol d’apertura nella finale di Madrid contro la Germania Ovest. Lo splendido mondiale gli valse anche il Pallone d’oro; Paolo Rossi toccò l’apice per poi riscendere, non riuscì, infatti, a dar seguito alla memorabile cavalcata mondiale venendo a mancare in termini di continuità.

Eroe per un giorno, o meglio, per un mese fu anche Salvatore Schillaci, che fece sognare un’intera nazione nel mondiale di casa. L’attaccante della Juventus fu straripante, trascinando a suon di gol gli azzurri. Le notti magiche, però, finirono in semifinale per mano dell’Argentina di Caniggia e Maradona, e Totò che di quella manifestazione fu capocannoniere, unico italiano a riuscirci insieme a Rossi, smise di far parlare di sé in maglia azzurra.

…CHE NON C’È

Anche nei decenni successivi l’Italia non è riuscita a trovare una punta capace di caricarsi sulle spalle il peso della nazione pallonara. A cavallo tra gli anni ’90 e 2000, il nostro campionato era, all’unanimità, il più bello e difficile del mondo. Quest’epoca ha sfornato tantissimi talenti ed è magro il bottino dei trofei se si pensa a quanti giocatori di qualità abbiano indossato la casacca azzurra.

Tra questi, i centravanti più rappresentativi di quest’epoca sono stati sicuramente Inzaghi, Toni e Vieri. I primi due hanno preso parte alla vittoriosa rassegna in terra teutonica del 2006, timbrando entrambi il tabellino dei marcatori. Bobo, invece, è l’assente illustre proprio di quella spedizione e nell’immaginario collettivo quel mondiale lo meritava anche lui. Grandissimo protagonista nel mondiale del ’98, dove andò a segno per 5 volte, e in quello del 2002, dove le reti furono 4. Questo lo porta, insieme a Baggio e Rossi, ad essere il miglior marcatore dell’Italia ai mondiali con 9 reti, ai quali se ne sommano altre 14 tra amichevoli e qualificazioni, per un totale di 23.

Toni e Inzaghi, come detto, vantano il titolo mondiale del 2006 ma nessuno dei due si è imposto come protagonista, la banda di Marcello Lippi, infatti, riuscì a trionfare grazie ad un magnifico collettivo. Super Pippo è il centravanti più prolifico con 25 gol. Più in alto di lui, oltre a Riva, Meazza e Piola, ci sarebbero anche Del Piero e Baggio con 27 gol, due grandi campioni ma non due “vere” punte. Toni è quello che ha segnato meno dei tre con “soli” 16 gol. Molto più decisivo nei club che in nazionale, ha vissuto il suo periodo d’oro proprio in concomitanza dei mondiali tedeschi che gli hanno dato un posto tra i migliori attaccanti azzurri.

I GIORNI NOSTRI

Tornando ai tempi odierni, la mancanza di una punta in grado di indirizzare le partite si è fatta sempre più persistente. La cavalcata vincente di Euro 2020, analogamente al mondiale 2006, non ha avuto un “Rossi di turno“. A trionfare è stato un gruppo unito e ben amalgamato guidato dal suo condottiero: Roberto Mancini. Gli attaccanti dell’ultimo europeo sono Immobile e Belotti.

Ciro, Scarpa d’oro nel 2019-20, ha segnato due gol nella rassegna continentale, per un totale di 15 reti azzurre. Si tratta di un attaccante atipico, più da profondità che boa spalle alla porta. Questo lo porta a faticare non poco ogni volta che veste la maglia della nazionale. Il Gallo, invece, ha partecipato senza timbrare alla vittoria europea. Per caratteristiche potrebbe essere la punta ideale, ma la discontinuità e i tanti infortuni ne hanno un po’ minato la fiducia e la posizione nelle gerarchie offensive dell’Italia, con la quale ha comunque siglato 12 reti.

POSSIBILI ALTERNATIVE

Il recente secondo posto nel girone di qualificazione a Qatar 2022 ha rimesso l’attenzione sull’attacco italiano, troppo sterile e poco incisivo. Ci si chiede allora, in vista dei playoff di marzo, se ci sia qualcuno in grado di sopravanzare gli attaccanti titolari.

Kean è tornato alla Juventus e finora, come la Vecchia Signora, non sta vivendo la sua miglior stagione. Inoltre, pare che il commissario tecnico lo veda più come esterno che come punta centrale.

Il Mancio non ha mai avuto paura a puntare sui giovani, questo spiega la presenza sempre più assidua in nazionale di Raspadori e Scamacca. I due attaccanti del Sassuolo sono molto diversi tra loro. Raspa, molto tecnico e agile, viene paragonato al Kun Agüero, per caratteristiche è, però, più un trequarti o un falso nueve che una prima punta. Scamacca, invece, ha tutte le carte in regola, fisiche e tecniche, per poter sfondare come attaccante di livello, ma l’incostanza e il carattere fumantino ne stanno limitando l’ascesa.

Fuori dal giro della nazionale ci sono dei centravanti che il ct Mancini potrebbe prendere in considerazione per portare l’Italia in Qatar. Balotelli, tra i pupilli del tecnico di Jesi che lo ha lanciato nel grande calcio. L’attaccante dell’Adana Demirspor, attraverso una recente intervista, ha dichiarato di stare bene e di sognare il ritorno in nazionale. Destro è, dopo Immobile, l’attaccante italiano che finora ha segnato di più in questa Serie A. Dovesse continuare con questo ritmo, ma soprattutto, a star bene fisicamente, potrebbe essere una valida risorsa. Infine c’è l’idea più esotica, quella che porta a Joao Pedro. Bandiera del Cagliari, con la quale segna con regolarità da diverse stagioni, potrebbe andare ad infoltire la colonia italo-brasiliana che annovera Jorginho, Toloi ed Emerson, con la speranza, però, che non ripercorra le orme di Amauri

(Fonte immagine in evidenza: diritto Google creative Commons)

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La FIFA apre un’indagine su quattro calciatori dell’Uruguay!

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Cavani attaccanti Juve

Una delle tante sorprese di questo Mondiale in Qatar è stata l’eliminazione dell’Uruguay. Al fischio finale della partita, in particolare quattro calciatori in maglia celeste (Muslera, Godin, Gimenez e Cavani) si sono avventati contro l’arbitro, reo di non essere stato impeccabile in alcune decisioni. In particolare Gimenez e Cavani, al fischio finale, sono andati dal direttore di gara e avrebbero rispettivamente dato una gomitata ad un membro della FIFA e aver ribaltato il monitor del VAR. La risposta della FIFA non si è fatta attendere, espressa tramite un comunicato ufficiale.

LA RISPOSTA DELLA FIFA

Di seguito le parole del comunicato:

La commissione disciplinare della FIFA ha avviato un procedimento contro l’AUF per potenziali violazioni degli articoli 11 (comportamento offensivo e violazione dei principi del fair play), 12 (cattiva condotta di giocatori e funzionari) e 13 (discriminazione) del codice disciplinare della FIFA in relazione agli incidenti durante la partita dei Mondiali tra Ghana e Uruguay del 2 dicembre. Sono stati aperti fascicoli separati contro i giocatori uruguaiani José María Giménez, Edinson Cavani, Fernando Muslera e Diego Godín per potenziali violazioni degli articoli 11 e 12 del Codice disciplinare FIFA in relazione agli incidenti verificatisi al termine della suddetta partita.”

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Il messaggio di Pelé per il suo Brasile: “Siamo insieme in questo percorso”

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Pelé

Il Brasile, alle ore 20:00 italiane, si incontrerà con la Corea per una gara valida per un pass per i quarti di finale del Mondiale in Qatar. Pelè, ex fuoriclasse brasiliano, ha mandato un messaggio alla Seleçao in occasione del match di oggi.

“VI SEGUIRÒ DALL’OSPEDALE”

Di seguito il messaggio di Pelè su Instagram:

Nel 1958, in Svezia, camminavo per le strade pensando di mantenere la promessa fatta a mio padre. So che molti della Nazionale hanno fatto promesse simili e sono anche alla ricerca del loro primo mondiale. Voglio ispirarvi amici miei. Guarderò la partita da qui all’ospedale e farò il tifo per ognuno di voi. Siamo insieme in questo percorso. Buona fortuna al nostro Brasile!”.

Nonostante le pessime condizioni di Pelè, l’ex fuoriclasse non fa altro che pensare alla propria Nazionale e a seguirla anche direttamente dall’ospedale.

 

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De Vrij si allena a parte con l’Olanda: le ultime

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Inter

Strano Mondiale quello di Stefan De Vrij con l’Olanda fino ad ora: il difensore dell’Inter non ha mai messo piede sul sintetico dei campi del Qatar e la sua condizione continua ad essere non proprio ottimale.

OLANDA, DE VRIJ ANCORA A PARTE

Secondo quanto riportato da De Teegraaf, De Vrij sta continuando a seguire un programma personalizzato e anche ieri non si è allenato nemmeno con le riserve della Nazionale Olandese. Causa una pessima condizione, il difensore olandese sarà costretto a saltare la partita contro l’Argentina, valida per un pass in semifinale del mondiale, che si giocherà venerdì.

Con ogni probabilità, Louis Van Gaal riproporrà la difesa a 3 composta da Timber, Van Dijk e Aké, con anche Matthijs de Ligt in panchina, oltre all’infortunato de Vrij.

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Santos furioso con Ronaldo: “Deciderò all’ultimo se giocherà”

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Pronostico Portogallo-Spagna

L’uscita polemica di Cristiano Ronaldo durante Portogallo-Corea Del Sud non poteva certamente passare inosservato.
Il Ct portoghese, Fernando Santos, è tornato sulla questione oggi in conferenza stampa, con toni decisamente elevati:

“Non ho sentito cosa ha detto Ronaldo mentre usciva, ma ho rivisto la scena in tv e ho capito, è una cosa gravissima che non deve capitare più. Non voglio soffermarmi troppo sull’argomento, certe cose si risolvono nello spogliatoio. Non so ancora chi giocherà, la formazione la decido sempre all’ultimo momento, cercando di schierare il miglior Portogallo possibile, così sarà anche domani”.

Insomma, la situazione è molto delicata in casa Portogallo, inoltre le voci di un possibile approdo di CR7 in Arabia Saudita non migliorano certo la situazione, visto che la Nazionale è concentrata sul passaggio del turno.

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