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Calcio Internazionale

Italia, Raspadori sicuro: “Ripartire da chi ha vinto l’Europeo”

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Raspadori

La nazionale di Roberto Mancini è già in clima Nations League. Dopo le parole del nostro commissario tecnico, sono arrivate quelle di Giacomo Raspadori alla vigilia degli impegni dell’Italia contro Inghilterra e Ungheria.

La parola d’ordine è ripartire, e Raspadori è d’accordo con quanto detto da Macini nella conferenza stampa di ieri.

Ripartire da chi ha vinto l’Europeo ed è qui da più tempo credo sia la soluzione più giusta. Il lavoro è l’unica strada che si conosce per ricostruire, ci tocca lavorare e seguire con passione la nostra strada. Saranno mesi difficili ma c’è da reagire. Dobbiamo avere entusiasmo per andare oltre, non possiamo soffermarci troppo su ciò che è stato. C’è da continuare a lavorare e tornare con quell’entusiasmo e con quella voglia di fare bene“.

Raspadori si è poi soffermato sulle due avversarie dell’Italia in Nations League.

C’è voglia di fare bene. Sono due gare importanti che arrivano in un momento in cui ci sono tante partite. Dobbiamo arrivarci al meglio, soprattutto dal punto di vista fisico”.

Secondo Mancini può giocare in più ruoli, ed è proprio il classe 2000 a sciogliere i dubbi sulla sua collocazione tattica preferita.

“Intanto ringrazio il mister, sentirsi dire di poter ricoprire più ruoli è un orgoglio. Per me è importante restare a disposizione della squadra. Per me con un attaccante al mio fianco forse è meglio, ma ho sempre giocato prima punta ed è una cosa che riesco a fare. Da prima punta posso restare più vicino alla porta. Credo di esprimermi al meglio nella zona centrale del campo ma spesso ho giocato anche esterno. Credo che alla fine il mister farà le scelte migliori per il bene della squadra£.

E sulla delusione del Mondiale mancato.

Sarà molto pesante, è il sogno di ogni bambino quello di giocare un Mondiale con la Nazionale. Sarà un momento difficile, ma c’è da guardare oltre e costruire il nostro futuro”.

Inoltre, un piccolo retroscena sulla sua scelta di andare al Napoli. Le parole di Mancini hanno avuto un grande peso sulla sua scelta.

“Sicuramente l’appello di Mancini ai giovani di affrontare nuove sfide è stato un aspetto molto importante, sentirsi dire queste parole dal ct mi ha portato ad accettare questa nuova realtà. E’ stato un messaggio che è arrivato ed è stato importante per la mia scelta di andare al Napoli“.

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UFFICIALE: Ilicic torna al Maribor dopo 12 anni

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Quali calciatori sono attualmente svincolati

Dopo essersi svincolato dall’Atalanta in seguito a tutte le difficoltà personali che dovuto affrontare, Josip Ilicic trova un po’ di serenità e un ambiente dove, si augurano tutti, possa tornare ad esprimersi ai suoi livelli e ad incantare con il pallone. Dopo 12 anni, Ilicic torna al Maribor, il club sloveno che lo ha lanciato nel grande calcio. È di stamattina anche il tweet ufficiale del club, che annuncia un contratto fino al 2025 per l’ex Atalanta e Fiorentina tra le altre.

Il numero di maglia rimarrà il 72, segno distintivo per il fantasista mancino, che dopo aver illuminato i campi di Serie A e anche d’Europa, su tutte verrranno ricordate le prestazioni sontuose di Champions contro il Valencia, con le sue giocate torna a casa in Slovenia.

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Missione (im)possibile

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Zero punti in due partite di Champions League.

Benfica e PSG a punteggio pieno, pronte a sfidarsi.

Juventus ultima nel girone insieme al Maccabi Haifa che stasera arriva a Torino per l’impresa.

 

Presupposti indecenti per una squadra con la storia della Vecchia Signora, ma eccoci qui.

Ieri Szczesny in conferenza stampa non ci ha girato troppo intorno: potevamo e dovevamo fare meglio nonostante le assenze.

Concordo e sottoscrivo, ma il passato è passato ed ora serve sistemare la situazione.

 

Occorre ragionare in questo modo: oggi siamo molto più fuori che dentro.

La matematica però non ci condanna.

Serve vincere la doppia “semifinale” contro la formazione israeliana e prepararsi a due difficili “finali” contro le altre pretendenti.

 

Non c’è più spazio per gli errori o i passi falsi, sbagliare ancora significherebbe Europa League o, addirittura, peggio.

Un danno sportivo, d’immagine ed economico senza precedenti nella recente storia bianconera.

Una prospettiva che mi auguro sinceramente di evitare.

 

La Juve riparte dalla bella vittoria contro il Bologna che deve diventare ben più di un singolo evento isolato.

Allegri ha mantenuto la guida tecnica dei bianconeri e dovrà cercare di cambiare drasticamente i risultati ottenuti nella prima parte della stagione corrente.

Servono continuità di risultati e, si spera, prestazioni accettabili e in grado di riconquistare un pubblico sempre più assente dallo stadio.

 

Quella legata al passaggio del turno è una sfida impossibile che rimane comunque possibile.

La Champions, si sa, è la competizione delle sorprese e dei risultati clamorosi.

Riusciranno i bianconeri ad invertire una tendenza fin troppo negativa?

La parte razionale mi dice di no, il cuore da tifoso mi obbliga a crederci.

 

Il primo vero dentro o fuori dell’annata 2022/23 è arrivato in una notte di inizio ottobre.

Non vedo l’ora di entrare all’Allianz Stadium per sostenere questi colori.  

Vivere o morire”: ecco il riassunto perfetto di Juve-Maccabi.

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Chi è Pierrot, il 9 del Maccabi che ha il feeling con la Champions

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Chi è Pierrot

CHI É PIERROT, IL 9 DEL MACCABI CHE HA IL FEELING CON LA CHAMPIONS – Uno degli aspetti più attraenti della Champions League è sicuramente la sua capacità di fornire un’incredibile vetrina di visibilità a tutte le squadre europee capaci di qualificarvisi. Magari realtà calcistiche sconosciute ai più a causa della propria militanza in campionati secondari. Palcoscenici caldissimi, che finiscono per essere la “Cenerentola” destinata ad un’eliminazione immediata. Nell’attuale edizione della Champions League fa parte di questo gruppo il Maccabi Haifa, campione d’Israele in carica.

Mercoledì 5 ottobre, la Juventus ospiterà proprio il Maccabi per la terza giornata del girone di Champions. Entrambe le compagini, ancora ferme a 0 punti, avranno un solo risultato a disposizione per continuare a sognare: la vittoria. La Juventus si affiderà al solito Vlahovic, il Maccabi punterà sulla sua punta di diamante, Pierrot.

CHI É PIERROT

Per raggiungere lo straordinario obiettivo della qualificazione in Champions, il Maccabi deve molto al suo bomber Frantzdy Pierrot, attaccante di 27 anni originario di Haiti. Pierrot indossa da pochi mesi la casacca dei campioni d’Israele, ma è già diventato un idolo della tifoseria  grazie ai gol messi a segno nei turni preliminari di Champions League. L’attaccante è molto conosciuto in Francia, dove ha giocato negli ultimi anni con il Guingamp realizzando 28 reti in 76 presenze. In precedenza ha indossato anche la casacca dei belgi del Mouscron. Con la Nazionale di Haiti ha totalizzato 14 gol in 23 presenze.

IL FEELING CON LA CHAMPIONS

Pierrot ha sicuramente un buon feeling con la Coppa dalle grandi orecchie, non a caso nei preliminari ha segnato in tutte le partite. All’andata, infatti, il centravanti haitiano ha rifilato una doppietta alla Stella Rossa, mentre nel turno precedente era andato a segno una volta nel 4-0 contro l’Apollon. Anche nel secondo turno di qualificazione l’attaccante era stato capace di mettere a segno una doppietta nel roboante 4-0 esterno contro l’Olympiacos. La Juventus è avvisata, con la difesa bianconera che dovrà fare di tutto per contenere il centravanti, cercando di sporcargli la media realizzativa nell’Europa che conta.

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Ajax-Napoli, Spalletti: “I ragazzi hanno giocato un grande calcio”

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Napoli

In seguito alla vittoria per 6-1 in casa dell’Ajax, Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport per commentare la grande prova offerta dai suoi giocatori:

“Abbiamo fatto una buona partita. Quello che conta è sempre fare una buona prestazione. In campionato se si va a vedere le squadre dietro sono tutte molto vicine e se non vinci ti ritrovi tutti addosso. Una serata come questa è una cosa bella da vivere ma appena finisce questa partita dobbiamo pensare alla successiva. In Champions League abbiamo fatto dei buonissimi risultati come quello di stasera. I ragazzi hanno giocato un grande calcio, hanno pressato sempre, hanno provato a far gol in qualsiasi momento della partita contro una squadra tostissima e di valore”.

Alla domanda sull’imminente rientro di Osimhen, sul grande momento di Raspadori e Simeone e sulla conseguente gestione della batteria d’attacco, il tecnico toscano ha risposto così:

“Se i ragazzi si allenano in una maniera corretta si possono mettere tutti in luce perché ci sono tante partite ravvicinate. Diversi giocatori hanno tirato un po’ la carretta e ci sarà bisogno di qualcuno che darà il cambio”.

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