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Italia, Svezia, Danimarca e l’europeo del “biscotto”

Sono, indicativamente,  le 21.34 del 22 Giugno 2004 e un urlo azzurro ha appena squarciato il cielo di Guimaraes. La voce è quella di Antonio Cassano che, con il destro, ha appena battuto il portiere della nazionale bulgara Zdravkov, portando in vantaggio la sua ItaliaFantantonio è euforico, convinto che il suo gol sia stato il più importante dell’europeo azzurro fino a quel momento, corre verso il centrocampo esultando a squarciagola. Poi, però, le telecamere indugiano su altro. Viene inquadrato Buffon con le mani tra i capelli, poi un tifoso italiano tutt’altro che esultante. Infine la regia torna su Cassano: il fantasista barese, ora, ha cambiato espressione, si è accasciato a centrocampo, disperato. Ma cosa è successo?

NOI CI SIAMO!

Reduce dalla cocente eliminazione al mondiale di Korea e Giappone, l’Italia del ct Giovanni Trapattoni si presenta, agli europei portoghesi del 2004, come una delle favorite principali alla vittoria del torneo. In sede di sorteggio, poi, le urne si mostreranno particolarmente benevole con gli azzurri che pescheranno, nel gruppo C, le modeste Svezia, Danimarca e Bulgaria. Si pensa, fin da subito, ad un’ Italia sicura dei quarti di finale (allora l’europeo era ancora a 16 squadre) e ad una lotta serrata per il secondo posto tra danesi e svedesi.

LE SCELTE DEL TRAP

La nazionale italiana ad Euro 2004 è una delle più forti ed ampie in assoluto e a testimoniarlo ci sono le scelte di Trapattoni. In porta il titolare è il fortissimo Gianluigi Buffon, coadiuvato dall’esperienza di Toldo e Peruzzi, secondo e terzo portiere. In difesa, spiccano, su tutti, i nomi di Cannavaro, Nesta, Materazzi e Zambrotta. Alle loro spalle sembra oscurato Christian Panucci – quasi 500 presenze in serie A – , oltre che Massimo Oddo e Giuseppe Favalli, i quali, pochi anni dopo, avrebbero vinto tutto con il Milan. A centrocampo si leggono i nomi dei futuri campioni del mondo Pirlo, Perrotta, Camoranesi e Gattuso; nel torneo ci sarà comunque spazio anche per Cristiano Zanetti e Stefano Fiore. 

Fonte: gazzetta.it

Il reparto offensivo, poi, è uno dei più completi in circolazione. Un mix perfetto tra la classe di Francesco Totti e Alessandro Del Piero,  il fiuto del gol di Chirstian Vieri ed il talento cristallino di Antonio Cassano. A completare il reparto, due ottime prime punte come Marco Di Vaio e Bernardo Corradi. Gli azzurri, insomma, sembrano una schiacciasassi.

SI PARTE

Il 14 Giugno 2004 – esattamente 17 anni fa – è il giorno del tanto atteso esordio. Ad affrontare la nazionale di Trapattoni si presenta la Danimarca del ct Olsen. Tutti si aspettano un’ Italia subito arrembante, forte del talento smisurato di alcuni suoi singoli. Gli azzurri però deluderanno ogni tipo di aspettativa, apparendo, fin dalle prime battute del match, spenti e contratti. Il migliore in campo, infatti, è Gianluigi Buffon, miracoloso in un paio d’interventi. I danesi, pericolosi solo dalla distanza, leggono benissimo la partita, mettendo Christian Poulsen in marcatura a uomo su Francesco Totti, limitando la pericolosità del capitano romanista. Proprio il numero dieci della nazionale nostrana si renderà protagonista dell’episodio più brutto dell’europeo quando, dopo un intervento rude del suo marcatore Poulsen, verrà colto dalle telecamere danesi a sputare in faccia all’avversario. Un gesto bruttissimo che costerà all’ attaccante azzurro tre giornate di squalifica.

fonte: eurosport.it

LA BEFFA

Dopo lo 0-0 della prima giornata, tutti si aspettano una forte reazione azzurra. Reazione che, effettivamente, si verifica 4 giorni più tardi contro la Svezia. Gli italiani giocano benissimo chiudendo la compagine nordeuropea nella propria metacampo e macinando gioco. La gara, però, non vuole saperne di sbloccarsi, lo testimoniano gli errori di Vieri e Del Piero, oltre che due grandi parate del portiere Isaksson. Al 37′ , poi, la svolta: Panucci, dopo una grande azione personale sulla destra, crossa sulla testa di Cassano che in girata apre le danze e fa 1-0. Gli azzurri si sbloccano e continuano ad attaccare, senza però trovare il meritato raddoppio. La beffa, che Buffon aveva sventato con un miracolo pochi minuti prima, arriva al minuto 85. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il 22enne Zlatan Ibrahimovic trova in mischia un meraviglioso tacco volante che vale agli svedesi il pareggio. Il gol, che, in quanto a bellezza, rimarrà per sempre nella storia del calcio, sarà anche l’ultimo di una partita che l’Italia avrebbe meritato di vincere ma che finisce 1-1.

IL BISCOTTO

Dopo due inaspettati pareggi, gli azzurri sembrano condannati ma non sconfitti. La selezione di Trapattoni, infatti, è ora costretta a vincere l’ultima gara del girone contro la Bulgaria (ultima della classe) e sperare che la partita tra Svezia e Danimarca non finisca 2-2, unico risultato che qualificherebbe ai quarti di finale sia gli svedesi che i danesi, ai danni degli italiani. La tensione è palpabile, ma alla fine un 2-2 non è un risultato così usuale, e allora in molti, in Italia, credono nel passaggio del turno. La “data X” è il 22 Giugno 2004, Italia-Bulgaria e Svezia-Danimarca si giocheranno in contemporanea. Alle 19.45 il fischio d’inizio da il via agli ultimi 90 minuti del giorne C di Euro 2004.

A Guimaraes, l’Italia non riesce ad imporre la propria superiorità sulla ben organizzata Bulgaria, a Oporto, invece la gara è bella e vivace. Dopo 28 minuti Tomasson porta avanti la Danimarca, pareggia la Svezia al 47′ grazie al rigore di Larsson. Quasi contemporaneamente, un altro rigore, stavolta quello di Petrov, porta avanti la Bulgaria sull’Italia, sembra finita. A riaccendere le speranze azzurre ci pensa Simone Perrotta che al 48′ riporta la gara in parità, ma bisogna vincere. Nel frattempo al 66′ Tomasson firma la doppietta e fa 2-1 Danimarca. Nell’altro match gli azzurri continuano ad attaccare in ogni modo e trovano il meritato 2-1 solo al 94′, grazie al secondo gol consecutivo di Cassano. La gioia dell’attaccante della Roma è incontenibile, ma dura solo qualche secondo, perchè pochi istanti dopo è già disperato a centrocampo.

fonte: gazzetta.it

Ad Oporto, infatti, si è materializzato l’incubo. All’ 89esimo una papera del portiere danese Soerensen regala il pallone del pareggio a Mattias Jonson che ringrazia e fa, clamorosamente, 2-2. Il tanto chiacchierato “biscotto”, alla fine è diventato realtà. L’Italia è fuori ai gironi.

L’INCHIESTA

I giorni successivi alla gara con la Bulgaria sono giorni duri per ogni tifoso italiano. Si respira l’aria della beffa, una beffa che pare, tristemente, premeditata. A scaldare gli animi di milioni di italiani è, oltre agli striscioni di sfottò di danesi e svedesi, un’inchiesta del quotidiano svedese Offside. Si parla di uno scambio di battute tra lo svedese Erik Edman e il danese Niclas Jensen. Racconta Offside che il primo avrebbe detto: «Pensi che dovremmo fare un bel 2 a 2?». E il secondo: «Sì, forse potremmo». Ancora Edman: «Allora fateci fare gol per primi». Poi Jensen si allontana, ridendo. Saranno state solo semplici battute? Ancora oggi questo non ci è dato saperlo. Fatto sta che il “biscotto” è stato servito, e ancora oggi questo è indigesto.

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