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Javier Pastore: il Diez bello e fragile

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Javier Pastore: il Diez bello e fragile

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Bellezza e fragilità. Potremmo racchiudere tra questi due estremi l’intera parabola calcistica di Javier Pastore, uno dei calciatori più eleganti del nostro tempo. Una visione bellissima da ammirare, il Flaco, come lo  chiamano sin da bambino, col pallone tra i piedi è un’estasi per tutti i sensi, un piatto prelibato da gustare per ogni palato affamato di bel calcio. Tanta bellezza circondata da una fragile decadenza, come se il peso di quello splendore fosse troppo pesante da reggere, in grado di piegare le gambe e la schiena come un macigno da sostenere senza le forze adeguate. Un dono tragico, quello di un talento cristallino che non può essere contenuto in un corpo mortale, come quello di Nina Sayers, la protagonista del film Il Cigno Nero, distrutta dal peso insostenibile della sua bellezza. Un film, come quelli che Pastore ama vedere con la propria compagna di vita, a tal punto da recarsi in Italia appositamente durante la sua avventura parigina.

 Mi piace tanto il cinema, con mia moglie ci andiamo tanto. In Francia non era semplice vederli in un’altra lingua quando avevamo un giorno libero venivamo a Roma con mia moglie per vedercene uno e tornavamo la mattina presto.

Un film, la carriera di Pastore, con la pellicola che coglie i dettagli di quella bellezza che il Flaco mette in campo, ma forse non riesce a renderla alla perfezione. Dai campetti di quartiere a Cordoba alla magnificenza di Roma, passando per la sublimità di Parigi e il sole che arrostisce la pelle di Palermo. Un’intera carriera segnata dalla bellezza e alla costante affermazione di essa, ma minacciata sempre dalla fragilità che tale espressione comporta. Questa è la storia di Javier Pastore, della sua grande bellezza, racchiusa da una fragilità proporzionalmente incombente.

LE ORIGINI

Questa storia comincia a Cordoba, città situata nel cuore dell’Argentina, alle pendici delle Sierras Chicas. Qui il piccolo Javier cresce col pallone costantemente tra i piedi, il suo unico pensiero fisso è giocare a calcio. Lo fa sempre, a scuola, a casa, in strada con gli amici. Partecipa a ogni torneo che si tiene nella sua città, vagando quartiere per quartiere, col padre Juan Carlos ad accompagnarlo pazientemente. Intanto questo ragazzino magro accresce il proprio talento, affina la propria arte. Con lo zio si allena in garage palleggiando con una pallina da tennis. “Se riesci a giocare con questa poi con quella più grande sarà più facile”, gli diceva. E infatti così è stato, col pallone tra i piedi è sempre stato tutto più facile per Javier.

Così il ragazzino cresce, vestendo prima la maglia del Talleres de Cordoba e poi quella dell’Huracan. Sembrerebbe il classico bildungroman di un giovane calciatore lanciato verso la gloria, ma in realtà la scintilla iniziale non ha dato subito vita a un fuoco ben nutrito. Dopo qualche partita in prima squadra col Talleres, Pastore torna a giocare con le giovanili, un duro colpo da digerire. Poi arriva l’Huracan, che vuole talmente tanto quel concentrato di bellezza che si affida a una holding esterna per acquisire il suo cartellino. Qualche problema burocratico gli impedisce di esordire, poi quando tutto si risolve arriva la frattura alla caviglia, prima avvisaglia di quella fragilità che minaccerà Pastore per tutta la carriera. Finalmente il Clausura 2009 segna l’esordio da protagonista assoluto per il Flaco. 8 gol in 31 presenze, un testa a testa perso all’ultima curva contro il Velez e la chiamata del destino.

Il piccolo Javier è cresciuto con un mito, Gabriel Omar Batistuta. La maglia giallorossa del Re Leone è stata una delle prime possedute, ricevuta in regalo dal papà. Poi c’è Cordoba, utero materno, città gemellata con Torino, dalla cui provincia, Volvera, proviene la famiglia di Pastore. Non poteva che esserci l’Italia nel destino di Javier, è chiaro, e la chiamata viene proprio da lì. In Argentina arriva un grande uomo di calcio, che risponde al nome di Walter Sabatini. Convincere mamma Patricia non è facile, come rivela l’allora DS rosanero in un‘intervistaLa Repubblica, ma Palermo era iscritta a priori nel destino di Pastore. Una città che come il suo futuro numero 27 incarna gli stessi ideali di bellezza e fragilità. Una delle perle della penisola, scossa e dilaniata dagli orrori della mafia, tanto bella quanto maledetta. Javier si sposa perfettamente con la Sicilia. Il destino si compie, l’Italia chiama.

L’ESTASI

14 novembre 2010. Va in scena uno dei match più sentiti del campionato, ormai da qualche anno a questa parte un pallido ricordo: il derby della trinacria tra Palermo e Catania. In un Barbera adibito per l’occasione, al minuto 33′ Balzaretti raccoglie il pallone dalla sinistra, crossa al centro e, come il suo idolo da bambino Batigol, arriva Pastore che incorna di testa e insacca la rete che sblocca il derby. A inizio secondo tempo pareggia il Catania, con un gol di Terlizzi, ma appena un minuto dopo Miccoli imbecca ancora il Flaco che dall’angolo destro fa partire un tiro che buca un colpevole Andujar. Il Palermo è di nuovo avanti e a cinque minuti dalla fine Maccarone viene lanciato in contropiede, entra in area e scarico dietro dove arriva, ancora, Javier Pastore che di sinistro infila per la terza volta la rete rossazzurra. Finisce 3-1. La Sicilia si tinge di rosanero, le pennellate sono date con grazie ed eleganza dall’argentino con la numero 27 sulle spalle. Protagonista assoluto.

Pastore arriva a Palermo nel luglio 2009. Zamparini spende 6,5 milioni per portarlo sull’isola siciliana, una cifra che si mostra da subito ben ripagata. Appena arrivato nel ritiro austriaco, il patron rosanero ha voluto subito vedere all’opera il suo nuovo acquisto e il Flaco si rese protagonista di una giocata pazzesca, uno stop con tunnel a seguire, che fece addirittura piangere di emozione Zamparini, secondo il racconto di Walter Sabatini, il vero deus ex machina di questa storia. In Sicilia Pastore vive anni da assoluto protagonista, con due stagioni condite da 16 gol in 82 presenze, guarnite da una finale di Coppa Italia, la qualificazione in Europa League, la Champions mancata per un soffio.

Due sono i punti di riferimento di Pastore a Palermo. Il primo è ovviamente l’artefice di questa storia di bellezza assoluta, l’uomo che ha portato l’argentino in rosanero: Walter Sabatini.

“Mi parlava di tutto, di vita e di calcio. Ero come un figlio. Arrivato a Palermo non riuscivo a fare nulla, nemmeno in allenamento. Mi chiamava nel suo ufficio a rivedere la partita giocata la domenica. Facevano quaranta gradi in quell’ufficio e io volevo andare in spiaggia. Lui mi teneva lì a rivedere il match e mi diceva “riguardatelo tre volte e poi mi dici cosa hai notato”. Andava via e faceva le sue cose, dopo il novantesimo tornava e mi diceva “ok, cosa hai notato?”. E io rispondevo: “Direttore, ho fatto qualche giocata buona”. E lui ribatteva “no, qua hai alzato un braccio contro un compagno perché non ti ha passato la palla, qui non hai corso dieci metri indietro”. Mi segnalava una serie di cose che uno non vede a 19 anni. E lui me le ha fatte notare tutte. Sono stati dettagli importanti dentro e fuori dal campo. Calcisticamente mi ha aiutato tanto”.

Così Pastore ha raccontato il suo legame col re delle plusvalenze in un’intervista al sito ufficiale della Roma. L’altro cardine dell’esperienza del Flaco in Sicilia è stato Delio Rossi, allenatore che l’ha definitivamente valorizzato, cucendogli addosso quel ruolo da trequartista dietro le due punte da cui Pastore dispensava gioia e poesia con i suoi piedi dolcissimi.

Palermo ha poi portato la bellezza assoluta nella vita di Pastore, l’amore. Qui ha infatti conosciuto sua moglie, Chiara Picone. È bastato un gelato per conquistare l’amore della sua vita al Flaco, un gesto semplicissimo, quasi l’opposto delle laboriose giocate di cui dava sfoggio in campo. Con l’amore poi la bellezza assoluta si è tramutata in due splendidi figli, Martina e Santiago.

LA SUBLIMAZIONE

2 aprile 2014. il PSG ospita il Chelsea nell’andata dei quarti di finale di Champions League. I francesi sono avanti col risultato di 2-1, un margine che certamente non fa stare tranquilli. Al calar del tempo, quando gli ultimi sprazzi di magia si fanno ancora più intensi, sale in cattedra Javier Pastore che dalla fascia destra si libera di tre uomini, entra in area e buca Cech, fissando il risultato sul 3-1. Un lampo di bellezza cristallina, il gol più bello della carriera del Flaco, almeno a detta del diretto interessato.

I due anni eccezionali in Sicilia, soprattutto l’ultimo, valgono a Pastore la chiamata del PSG, astro nascente del grande calcio internazionale del tempo, ai primi passi nel mondo dei grandi. Era l’estate 2011, con la cifra allora monstre di 43 milioni di euro il Flaco diventa il calciatore più pagato della storia della Ligue 1. Anche Parigi era scritta nel destino di Pastore, come Palermo. La città dell’amore non poteva non accogliere un uomo che ha fatto della bellezza la cifra assoluta della propria creatività, che vive e gioca per quel lampo di pura estasi, quell’armonia perfetta di una giocata esteticamente appagante. Infatti i tifosi parigini si innamorano immediatamente dell’argentino, dei suoi tunnel, della sua eleganza uscita direttamente dalla belle époque.

Ma bellezza nell’esperienza di Pastore si accompagna a decadenza e quell’incanto estetico si rivela troppo fragile. Dopo le prime stagioni, la stella del Flaco inizia a brillare sempre meno, solo a fiammate. Gli infortuni, l’arrivo di stelle ancora più luminose, Pastore piano piano finisce ai margini del PSG, incantando di tanto in tanto quei tifosi che, nonostante tutto, sono rimasti innamorati, da buoni parigini amanti della bellezza. Quei lampi assoluti con cui l’argentino scalda i cuori del Parc des Princes, come quella magia contro il Chelsea, restano scalfiti nell’immaginario collettivo.

Pastore rimane a Parigi sette stagioni, vivendo le ultime da comprimario, scalzato del suo ruolo da protagonista. Sette anni in cui ha contribuito a scrivere la storia del PSG, conferendo alla squadra quell’aura di grande società che l’ha portata nell’olimpo del calcio. Pastore è stato il primo grande colpo del PSG degli sceicchi, la testimonianza che nella capitale transalpina le cose stavano prendendo una piega ben più seria. Per quel che ha potuto Javier ha ripagato quel compito da messia che gli è stato cucito addosso, ma quel macigno ha gravato troppo su un’anima fragile come la sua, eterea e cristallina, bellissima, ma cagionevole. Dopo sette anni il destino torna a chiamare, iconico come sempre. Tutta quella bellezza così fragile non poteva che finire nella città in cui bellezza e fragilità hanno sviluppato un livello di simbiosi talmente alto da risultare ormai inscindibile. Non poteva che finire a Roma.

LA DECADENZA

27 agosto 2018. La Roma ospita l’Atalanta nella seconda giornata di campionato. Dopo appena due minuti di gioco Florenzi imbecca Ünder in verticale, il turco dall’out di destra avanza, rientra sul sinistro e crossa al centro, pescando il Flaco che s’inventa un colpo di tacco surreale, che spedisce il pallone alle spalle di Gollini. L’Olimpico è in visibilio, Pastore ha illuminato la notte romana con tutta la sua bellezza, tirando fuori una giocata inspiegabile, che riuscirà addirittura a ripetere qualche giorno dopo contro il Frosinone.

Quei due lampi, poi praticamente il nulla. Pastore si fa male al derby e sparisce dai radar, fino all’autunno scorso, quando è tornato a deliziare i tifosi giallorossi con un filotto di prestazioni sublimi, prima di sprofondare di nuovo nel baratro della sua cronica fragilità. La città eterna si è dimostrata particolarmente dura col talento albiceleste, qui la sua fragilità ha raggiunto vette troppo elevate, rischiando di sovrastare persino quei lampi di bellezza pura che il Flaco sa regalare. La decadenza romana, papalina e borghese, ha effigiato Pastore, rendendolo come quei vicoletti di Trastevere bellissimi ma malconci.

La bellezza effimera di Pastore è riuscita a incantare la città eterna solo per brevissimi istanti, rimasti comunque scalfiti nel marmo che adorna le zone limitrofe dell’Olimpico. Nella città più bella e decadente che ci sia si consuma la parabola della bellezza incarnata in due piedi e un corpo troppo fragile per reggere un carico così enorme. Tutto ciò che rimane sono dei lampi estemporanei, quasi irreali, come dei trip di qualche droga purissima. Un effetto estetizzante, tendente alla perfezione, una goduria che solo la bellezza assoluta può regalare. Javier Pastore è stato tutto questo, un Diez troppo bello per essere vero, troppo fragile per essere efficace, ma così in grado di far innamorare chiunque venga rapito dall’eleganza di ogni sua giocata.

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I 5 migliori marcatori U21 della Serie A nel 2023

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I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – Il 2023 è stato un altro anno in cui la Serie A ha scoperto nuovi talenti, che si sono messi in mostra nel nostro campionato. I nomi sono tanti: dall’MVP Khvicha Kvaratskhelia, passando per tutta la leggiadria mostrata da Joshua Zirkzee, senza dimenticare Rasmus Højlund, ora al Manchester United. Se dovessimo tirare le somme dell’anno 2023 in Italia, chi sarebbero i migliori marcatori under 21 della Serie A nell’anno solare?

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – KHVICHA KVARATSKHELIA

L’MVP dell’ultima Serie A ha avuto un impatto straripante sul nostro campionato, contribuendo attivamente alla stagione strepitosa del Napoli di Spalletti. Bisogna considerare che nella seconda parte della scorsa annata ha fatto fatica, e i numeri sono calati notevolmente, ma nonostante questo il georgiano è l’U21 (nato a febbraio 2001) che ha segnato di più nel 2023 in Serie A. Sono ben 11 le reti messe a segno da gennaio fino a questo momento, cinque solo nella stagione attuale. Kvaratskhelia è stato un colpo di mercato incredibile da parte del Napoli, che in estate ha deciso di tenerlo per provare il back-to-back, traguardo che al momento appare abbastanza lontano.

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – RASMUS HØJLUND

Parliamo adesso di chi ha lasciato la Serie A, ovvero Rasmus Højlund. Il centravanti danese si è trasferito a Manchester, sponda United, per una cifra che supera i 70 milioni di euro. I Red Devils hanno deciso di puntare su di lui dopo una seconda parte di stagione stellare con la maglia dell’Atalanta. Nel 2023 con la Dea, Højlund ha segnato 8 reti in A, un ottimo dato se si considera i sei mesi giocati in maglia nerazzurra. In questa stagione ha segnato appena una rete in Premier League, nel Boxing Day, ma è attualmente il capocannoniere della Champions League, nonostante lo United sia già fuori dalla competizione. L’Atalanta è comunque riuscita a sostituirlo con diversi acquisti, ma il giocatore ammirato nella prima parte di 2023 è senza dubbio un calciatore già di livello mondiale, ma con ampi margini di miglioramento.

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – JOSHUA ZIRKZEE

Zirkzee è un giocatore che ha sorpreso un po’ tutti. Nella passata stagione aveva mostrato diversi lampi del suo talento, ma il dato sui gol messi a segno nel 2023 mostrava una sola rete. Nella seconda parte del 2023, ovvero nella stagione attuale, sono già 7 i gol del gigante olandese. Nell’anno solare sono dunque 8 in tutto, ma per capire l’impatto di Zirkzee è necessario andare anche oltre i gol. Parliamo di un centravanti di oltre 1,90 m, che gioca il pallone come un trequartista e che delizia il Dall’Ara con giocate fuori dal comune per un calciatore di questa stazza. I gol messi a referto in questo anno solare sono senza dubbio destinati ad aumentare già in vista della fine di questo campionato, che vede il Bologna nei primi quattro posti della classifica.

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – MATIAS SOULÉ

Classe 2003, argentino, mancino, non ha ormai più bisogno di presentazioni. Dopo aver trovato la sua prima rete in Serie A il 12 marzo contro la Sampdoria, Matias Soulé è stato mandato in prestito dalla Juventus al Frosinone. L’esplosione del ragazzo di Mar del Plata è sotto gli occhi di tutti, dato che in questa stagione sono già 7 le reti messe a segno. Un talento cristallino che con tutta probabilità la Juventus riporterà a casa già nella prossima stagione, sperando magari che possa continuare a offrire prestazioni di questo livello anche all’inizio del 2024.

I 5 MIGLIORI MARCATORI U21 DELLA SERIE A NEL 2023 – LORENZO COLOMBO

Meno considerato magari rispetto agli altri citati in questa lista, Lorenzo Colombo si è ritagliato uno spazio importante in questa classifica. L’attaccante di proprietà del Milan ha giocato con due squadre diverse (Lecce e Monza), ma con entrambe è riuscito a incidere. Sono 5 i gol di Colombo nell’anno solare 2023 (3 con il Lecce e 2 con i brianzoli), ma i tifosi salentini se ne ricorderanno bene uno in particolare. Il 28 maggio Colombo ha segnato il gol decisivo per la salvezza del Lecce, proprio sul campo del Monza, trasformando un rigore al 101′. Una rete che è rimasta ancora oggi nel cuore dei tifosi giallorossi, che ha permesso all’attaccante classe 2002 di scrivere una piccola pagina di storia del club.

 

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10 giovani da tenere d’occhio in Bundesliga nel 2024

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Chi è Bynoe-Gittens

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA NEL 2024 – La Bundesliga è da sempre un campionato che sforna talenti cristallini per il calcio europeo e anche in questa stagione sono diversi i calciatori che si sono messi in mostra. Oggi andremo a vedere quali sono i 10 giovani principali su cui porre la propria attenzione in vista del 2024, con alcune sorprese.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – JAMIE BYNOE-GITTENS

L’esterno inglese del Borussia Dortmund è probabilmente tra i talenti più puri del calcio tedesco e sta progressivamente trovando continuità con la maglia giallonera. Bynoe-Gittens è il sostituto naturale di Sancho, ora in enorme difficoltà al Manchester United, e sta provando a seguire le sue orme in Germania. Esterno d’attacco classe 2004 dotato di ottimo dribbling e grande velocità. Un gol e un assist in questo inizio di Bundesliga, ma anche una rete, la prima della sua carriera, in Champions League.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – FARÈS CHAÏBI

Parliamo di un trequartista classe 2002 nato in Francia ma di nazionalità algerina, cresciuto nel settore giovanile del Tolosa. Ora Chaïbi gioca all’Eintracht Francoforte ed è diventato un punto fermo della squadra. Un gol in campionato, contro il Borussia Dortmund, e uno anche in Conference League, decisivo contro l’HJK Helsinki. Quello che stupisce però è la capacità di servire i compagni: parliamo di un giocatore che ha già raggiunto quota 8 assist tra Bundesliga e Conference League, un dato che dimostra tutto il suo potenziale.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – GRANT-LEON RANOS

Il Borussia Mönchengladbach l’ha prelevato dalle giovanili del Bayern Monaco in estate e Ranos sta piano piano guadagnando minuti in Bundesliga. Punta centrale di 1,80 m dall’ottimo potenziale, destinato ad una seconda parte di stagione importante. Il 2003 armeno ha segnato due reti con la seconda squadra del Borussia Mönchengladbach e con la prima squadra ha trovato il suo primo gol in DFB Pokal contro il TuS Bersenbrück.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – FABIO CHIARODIA

Un altro giocatore del Borussia Mönchengladbach, ma questa volta parliamo di un difensore centrale italiano. Chiarodia è ancora giovanissimo (2005) ma sta macinando minuti con la maglia della prima squadra e il 2024 potrebbe veramente essere il suo anno. Centrale di 1,86 m che può giocare anche da terzino o da mediano, che è diventato già un punto fermo della Nazionale Under 19. Chiarodia va tenuto d’occhio, e potrebbe diventare titolare anche nel Borussia Mönchengladbach entro la fine della stagione.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – TOM BISCHOF

Tom Bischof è un trequartista tedesco del 2005 che si sta mettendo in mostra con la maglia dell’Hoffenheim. 8 presenze in Bundesliga da inizio stagione e un assist messo a referto. Per dimostrare la sua leadership, Bischof è già il capitano della Germania Under 19, con la quale ha segnato 5 gol in 7 presenze. Un potenziale altissimo per il centrocampista offensivo tedesco, che si prepara a prendere in mano l’Hoffenheim e provare a portarlo in Europa, dato che si trova al settimo posto in classifica in questo momento.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – NOAH MBAMBA

In questo caso parliamo di una scommessa, perché Noah Mbamba gioca nella squadra che sta sorprendendo un po’ tutti. Il Bayer Leverkusen è probabilmente una delle squadre che gioca meglio in Europa e per questo motivo farà fatica a trovare minutaggio nella seconda parte di stagione, quando si entrerà nel vivo. Mbamba ha giocato appena due spezzoni in Bundesliga, ma ha segnato anche la sua prima rete con la prima squadra in Europa League, contro il Molde. Il mediano classe 2005 proverà a convincere Xabi Alonso in allenamento, e magari mettendosi in mostra nelle giovanili, dato che ha tutte le carte in regola per giocare nel Leverkusen.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – CASTELLO LUKEBA

Castello Lukeba è già una certezza di una delle squadre più forti di Germania, il Lipsia. Il club Red Bull l’ha acquistato dal Lione in estate e da quel momento è sempre stato titolare. Un gol contro il Bayern Monaco e prestazioni di livello altissimo per il roccioso centrale francese. Il 2024 dovrà essere l’anno della conferma, e poi magari potrebbe arrivare l’occasione in un club ancora più grande. Il percorso potrebbe ricordare quello di un altro grande difensore francese come Upamecano e magari se le sue prestazioni dovessero mantenersi su questo livello, una big europea potrebbe bussare alla porta del Lipsia.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – UMUT TOHUMCU

Il secondo centrocampista dell’Hoffenheim in questo approfondimento, ma questa volta parliamo di un 2004 di origini turche. Tohumcu ha saltato la preparazione estiva a causa di un problema alla caviglia, ma sta tornando in condizione e nelle ultime settimane sta ritrovando la continuità che sperava. Nell’anno nuovo ci si aspetta che diventi un punto fermo del centrocampo dell’Hoffenheim, che in questa stagione ha anche ambizioni europee.

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – EREN DINKÇI

Una delle sorprese di questa prima parte di stagione è senza dubbio Eren Dinkçi, ala offensiva dell’Heidenheim. Un impatto sorprendente sul campionato tedesco, con 6 gol in 15 presenze con la maglia rossoblù. Parliamo di un 2001, arrivato in prestito dal Werder Brema, che sta dimostrando tutto il suo talento in un club che ha senza dubbio meno pressioni. Il prossimo anno tornerà alla base e bisognerà capire se resterà o se una squadra più importante farà un tentativo. Intanto però l’Heidenheim se lo gode, come dimostra la posizione di classifica (nono posto).

10 GIOVANI DA TENERE D’OCCHIO IN BUNDESLIGA – MENZIONE D’ONORE – XAVI SIMONS

Per chiudere, una certezza, ma che ne ha dovuta fare di strada per arrivare fino a qui. Xavi Simons è sotto i riflettori di tutto il mondo fin da quando è bambino, e dopo l’arrivo al PSG il suo nome sembrava destinato a scomparire progressivamente dal mondo del calcio. L’anno in prestito al PSV ha però cambiato le carte in tavola: una stagione straripante, in cui è esploso definitivamente. In estate era tornato a Parigi, ma il desiderio di giocare l’ha portato in Germania, al Lipsia. C’erano molti dubbi sul suo rendimento in un campionato molto più complesso, ma il fantasista olandese ha risposto ancora una volta presente. 4 gol e 7 assist in Bundesliga, con anche due reti in Champions League. Questo è il bottino di Xavi Simons dopo la prima parte di stagione, e nella seconda parte è lecito aspettarsi un ulteriore miglioramento, perché stiamo parlando di un giocatore di appena 20 anni.

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Chi è Lewis Miley, il 2006 che ha segnato con il Newcastle

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CHI È LEWIS MILEY, IL 2006 CHE HA SEGNATO CON IL NEWCASTLE – La settimana scorsa, Jack Hinshelwood è diventato il marcatore più giovane nella stagione attuale di Premier League. Dopo appena dieci giorni, il record è stato battuto: ci ha pensato Lewis Miley del Newcastle. Il centrocampista classe 2006 ha trovato la sua prima rete in carriera in Premier League nella partita contro il Fulham, diventando il più giovane marcatore nella storia del campionato inglese da Federico Macheda.

CHI È LEWIS MILEY – LE CARATTERISTICHE TECNICHE E LA CARRIERA

Lewis Miley è un centrocampista classe 2006, alto 1,88, che si prepara a diventare un pilastro del Newcastle già in questa stagione. Miley ha esordito in Premier League nell’ultima giornata dello scorso campionato contro il Chelsea, e da quel momento è entrato nel giro della prima squadra. Quella contro il Fulham è stata la prima rete in Premier League e sicuramente non sarà l’ultima. La squalifica di Tonali ha permesso a Howe di promuoverlo sempre di più in prima squadra, e non la lascerà più. Cinque partite da titolare nelle ultime sei di Premier League, con un gol e un assist a referto per lui dovrebbero farci capire tutte le sue potenzialità. Al Newcastle da quando ha appena sette anni, Miley ha anche già esordito in Champions League nella sfida del 7 novembre contro il Borussia Dortmund.

CHI È LEWIS MILEY – LA PARTITA CONTRO IL MILAN

Lewis Miley è stato tra i protagonisti della partita contro il Milan. Il giovane centrocampista ha infatti messo a referto un assist, per la rete di Joelinton. Con il passaggio vincente, Miley è diventato il più giovane assistman inglese nella storia della Champions League. Una vera e propria rivelazione quella del 2006, di cui sentiremo sicuramente parlare in futuro ma anche nel presente.

 

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Chi è Jusef Erabi, l’attaccante classe 2003 seguito dal Genoa

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Chi è Jusef Erabi

CHI È JUSEF ERABI, IL RAGAZZO SEGUITO DAL GENOA – Il Genoa è pronta a continuare sulla via della linea verde. Proprio in quest’ottica va visto l’interessamento del Grifone per Jusef Erabi, giovane attaccante classe 2003.

CHI È JUSEF ERABI: CARRIERA

Nato a Stoccolma l’8 giugno 2003, Jusuf Erabi è un attaccante svedese classe 2003. Attualmente milita in Allsvenskan con la maglia dell’Hammarby. Questa è stata anche la squadra in cui è cresciuto sin dalle giovanili. Prima di arrivare in prima squadra infatti ha fatto tutta la trafila delle giovanili riuscendo a mostrare a tutti il suo talento.

L’esordio nella massima serie del calcio svedese è arrivato nel 2021, all’età di 18 anni, nel match contro l’Elfsborg. L’exploit, invece, c’è stato nella scorsa stagione, quando ha realizzato 11 reti e un assist tra campionato e coppa in 29 presenze. Al momento, invece, il campionato svedese ancora non è iniziato ma in questa stagione Erabi ha già segnato una rete nel secondo turno dei preliminari di Conference League contro il Twente.

CHI È JUSEF ERABI: NAZIONALE

In nazionale, invece, ha militato fino all’Under 21. L’esordio in questa categoria è arrivato lo scorso 19 giugno contro Gibilterra, match in cui ha realizzato anche la sua prima e unica rete finora. Ultimamente non è stato convocato dalla Svezia a causa di un infortunio al piede che lo terrà fuori fino a fine anno.

CHI È JUSEF ERABI: CARATTERISTICHE TECNICHE

Alto 183 cm, Erabi gode di buone doti tecniche, caratteristica essenziale per una prima punta come lui, che grazie a quanto fatto finora ha attirato su di sé i riflettori di vari club.

CHI È JUSEF ERABI: L’INTERESSAMENTO DEL GENOA

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il Genoa ha aperto i colloqui con l’Hammarby per Jusef Erabi. Al momento la sua valutazione si aggira intorno ai due milioni di euro e ciò lo rende un profilo molto appetibile. Infatti, è seguito anche da altri club come Reims, Nantes e Slavia Praga.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Jusef Erabi

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