Secondo miglior marcatore straniero della Serie B con 67 gol, centrocampista offensivo dinamico, e persona molto seria e disponibile. Quest’oggi vi offriamo la nostra chiacchierata con Jeda, Diez viaggiatore e figura costante del calcio professionistico per diversi anni. Scoperto al Torneo di Viareggio nel 2000, il Vicenza fu la prima squadra ad individuarne le potenzialità, per poi lanciarlo in Serie A all’età di 21 anni. Nato a Santarém in Brasile, il 15 aprile del 1979, Jeda continua attualmente a giocare nelle categorie minori col Muggiò, club lombardo militante in Promozione. Ed è esattamente da qui che cominciamo:

Diez viaggiatore, oltre che innamorato del campo: qual è il suo segreto per alimentare la passione anche dopo i 40 anni?

“Il mio segreto è la passione per questo sport, la voglia di poter non solo imparare ancora tanto, ma soprattutto essere un esempio per tanti giovani. È questa la ragione che mi ha fatto, e mi fa ancora continuare ad andare avanti”.

(Fonte immagine: profilo ufficiale Facebook Jeda Neves) 

LA SALVEZZA DEL 2008

La Sardegna inoltre, fu una terra cara al calciatore, il quale dopo aver lasciato il segno con la maglia del Cagliari, tornò qualche stagione dopo nel cuore dell’Isola per affrontare un’esperienza in Serie D con la maglia della Nuorese. Arrivato nel 2008, Jeda contribuì alla salvezza più entusiasmante della storia recente rossoblu. A dicembre la squadra versava in una situazione complicata, il destino pareva ormai compromesso, ma i rinforzi di gennaio furono determinanti per la festa finale. Arrivarono Storari, Andrea Cossu, e appunto Jeda, al quale chiediamo le sue sensazioni a proposito di quella impresa.

Nel gennaio del 2008 lei arrivò a Cagliari, e raggiungeste una salvezza miracolosa: qual è il suo ricordo più bello legato a quella stagione? 

“Sicuramente il mio ricordo più bello è la partita col Napoli in cui vincemmo per 2-1 nel recupero, il Sant’Elia fu un tripudio. Ovviamente poi anche la partita contro l’Udinese, match nel quale abbiamo effettivamente raggiunto la salvezza”.

Mentre del recente calo, cosa ne pensa? 

“Purtroppo può capitare un calo, la squadra probabilmente non è abbastanza matura per reggere la pressione di certi obiettivi, ma sono convinto che si riprenderà”.

Dalle parole di Jeda sottolineiamo un legame indissolubile che ci porta al 27 gennaio del 2008. Il Cagliari ospita il Napoli, rivale storico dei rossoblu, oltre che sfida cruciale per riagganciare il treno della Serie A. La partita passa indenne con i partenopei in vantaggio, ma al 90° succede l’impensabile. Al 48° minuto dei quattro di recupero, Jeda raccoglie una palla incerta della difesa, mette giù il pallone, converge al centro con una finta e costringe Gianello alla respinta prontamente insaccata da Matri.

È il pareggio, lo stadio riscopre una gioia assente da tempo, ma non finisce qua. La squadra assimila la spinta del pubblico, e trova il 2-1 con un colpo di testa di Capitan Conti allo scadere. È l’inizio di una rimonta epocale, proseguita col pareggio al Delle Alpi contro la Juventus, fino al suddetto successo finale contro l’Udinese.

Juventus 2-3 Cagliari del 31.01.09: i rossoblu tornano a vincere a Torino dopo 41 anni, e Jeda timbra la festa col gol del momentaneo pareggio.

I SOGNI NEL CASSETTO

Gli ottimi risultati personali racimolati dal 2008 in poi (21 gol in 86 presenze in Sardegna), oltre all’amore dopo un decennio nel nostro Paese, confluirono nella cittadinanza italiana.

Nel 2009 ha ottenuto la cittadinanza italiana: in riferimento all’ottimo rendimento dimostrato, ha mai creduto alla convocazione in Nazionale? 

“Non mi sono mai illuso, ho solo pensato a far bene, e dimostrare che il Cagliari non avesse sbagliato a scommettere su di me. Comunque, se fossi stato convocato avrei accettato sicuramente”.

Con quale allenatore sente di aver espresso il suo miglior calcio? 

“Ho avuto tanti allenatori, e tutti mi hanno insegnato qualcosa, ma sicuramente Gasperini ed Allegri erano davvero preparati”.

Affermatosi nel campionato cadetto con le maglie di Vicenza, Siena, Palermo, Piacenza, Catania, Crotone e Rimini, ripartiamo dalla Calabria per citare l’esperienza nella quale Jeda ebbe la possibilità di lavorare con uno degli allenatori più affermati del momento, Gian Piero Gasperini. Il tecnico dell’Atalanta, si affianca a Massimiliano Allegri tra i tecnici più incisivi della crescita del giocatore. Nel 2018 d’altronde, Jeda appese temporaneamente gli scarpini al chiodo per cominciare una nuova sfida alla guida della Vimercatese in Eccellenza, per poi tornare a giocare appena un anno dopo.

Circa un paio d’anni fa ha intrapreso la carriera di allenatore: quale insegnamento porta con sé, e qual è il suo rammarico più grande? Ritornerà ad allenare un giorno? 

“Ho avuto l’esperienza di allenare, e devo dire che ho imparato tanto. Rammarico nessuno, e comunque vorrei intraprendere quella strada appena possibile ovviamente. Quando finirò di giocare definitivamente vorrei inseguire quell’obiettivo”.

(Fonte immagine in copertina: profilo ufficiale FB Jeda Neves)