Che sia pieno o senza pubblico, non è facile giocare a San Siro. A maggior ragione per un ventenne, in una partita secca valida per una competizione europea, giocando per una squadra sulla carta sfavorita.

Invece giovedì scorso Jens Petter Hauge, classe ’99, alla terza partita in campo europeo, si è preso il Bodo/Glimt sulle spalle. Per trascinare il suo club al passaggio del turno si è trovato anche a sedurre il Milan affascinandolo, spaventandolo fino a conquistarlo. In un’epoca in cui spesso sono gli scout a consigliare giovani talenti alle società, il norvegese ha ottenuto la chiamata del Diavolo con una partita.

Una storia che dimostra la personalità del compagno di nazionale di Haaland, che ha elogiato il gol di Hauge alla Scala del calcio. Proprio come ha fatto la punta del Borussia Dortmund, il neo-rossonero vuole ora “spaccare” ad alti livelli in Europa con la maglia rossonera addosso.

Fonte: account IG Jens Petter Hauge

DALLA NORVEGIA A SAN SIRO

Jens Petter Hauge, 21 anni il prossimo 12 ottobre, dopo aver provato vari sport tra i quali pallamano, sci e atletica leggera, decide di approcciarsi al calcio. Il Bodo/Glimt, club di un paese della Norvegia settentrionale di 50mila abitanti, dove Hauge è venuto alla luce, apre le proprie porte al biondino fin da piccolo già molto determinato. Il ragazzo norvegese infatti si allenava individualmente tre giorni a settimana e non rinunciava ad affrontare avversari più grandi di lui. Segni di un carattere maturo, che dimostra soprattutto il 13 aprile 2016, il giorno dopo aver firmato il primo contratto da professionista. All’esordio con la prima squadra, in occasione della partita di Coppa nazionale contro l’IF Floya, realizza subito una tripletta nel successo per 6-0 dei suoi.

Nel 2017 conferma le buone impressioni contribuendo all’immediata risalita del Bodo/Glimt nella Serie A norvegese con 2 reti e 13 assist in 28 partite. Il salto di categoria non si rivela, però, produttivo per il classe ’99, che fatica vedendo progressivamente ridursi il suo impiego. A metà stagione, così, scende nuovamente nel campionato di seconda divisione norvegese, trasferendosi in prestito all’Aalesunds. Hauge però non riesce a integrarsi collezionando in 4 mesi appena 6 presenze, per lo più spezzoni finali di partita.

 

Determinato a compiere il salto di qualità, termina dopo tre anni la carriera nel futsal con l’Holloy, esperienza che portava avanti parallelamente a quella del calcio a 11. Tornato al Bodo/Glimt, nel 2019 lavora sodo per conquistarsi il posto partendo dalla panchina. Quando subentra non sfigura, un paio di volte buca la rete e mette anche a referto qualche passaggio vincente. A fine maggio, nella partita del Mondiale under 20 che ha fatto salire alla ribalta il nome di Haaland – Norvegia-Honduras 12-0 – partecipa alla festa con un gol e ben 4 assist. Passa qualche settimana e Hauge diventa titolare nel Bodo/Glimt dopo la cessione del compagno Amor Layouni. Alla fine del campionato, a inizio dicembre, il suo score segna 7 reti e 2 assist.

È il preludio a un 2020 scoppiettante. Quest’anno ha compiuto lo step che inseguiva da tempo con un rendimento in campionato stratosferico fatto di 14 gol e 10 assist in 18 partite. Non si è fermato neanche a San Siro in occasione dei preliminari di Europa League, stregandolo, conquistandolo. Ora c’è da far innamorare i tifosi rossoneri.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Jens Petter Hauge ha i mezzi tecnici per affascinare il popolo milanista. Il giovane norvegese è dotato di una buona struttura fisica, è alto 1,84 metri e pesa 75 kg, e spicca per la rapidità palla al piede. Per valorizzare questo suo punto di forza agisce da ala sinistra ma può disimpegnarsi anche sulla fascia opposta. Sulle corsie esterne ha la possibilità di esaltarsi nell’uno contro uno per via della sua grande capacità di dribbling. L’ormai ex numero 11 del Bodo/Glimt ha la capacità di pensare alla giocata da realizzare ancor prima di ricevere palla, di fatto lasciando sul posto l’avversario dopo la ricezione con la sua velocità d’esecuzione. La sua forza nel saltare l’uomo è certificata anche dai numeri del campionato norvegese, dove Hauge è 2° per dribbling riusciti (2.6 a partita) e una media di 6.2 duelli vinti.

Il ventenne sulla sinistra gioca a piede invertito, pertanto tende ad accentrarsi ricorrendo spesso a rapidi scambi con i compagni di squadra. È anche bravo a farsi trovare libero nei mezzi spazi, come dimostra l’immagine qui sotto.

Fonte foto: sofascore.com

La heatmap relativa all’Eliteserien di quest’anno mostra delle macchie importanti nella zona del cerchio di centrocampo e qualche metro più avanti di esso perchè Hauge si rende disponibile anche a legare il gioco.

La sua confidenza con il gol, aumentata sensibilmente nell’annata in corso, si spiega con la sua capacità d’inserimento in area avversaria. Come la partita di San Siro di giovedì scorso ha avuto modo di raccontare, il ragazzino nativo di Bodo ha nelle corde pure un preciso e potente tiro da fuori area. Nella sua ancora breve carriera, inoltre, si è presentato più volte anche dal dischetto stabilendo una buonissima media realizzativa con soli 2 rigori sbagliati su 13.

 

La sua grande personalità lo porta a partire palla al piede in mezzo a numerose maglie avversarie andando a sbattere contro un muro. Sulla capacità di scelta deve dunque lavorare tanto, in virtù anche dei pochi spazi che le difese italiane concedono. In fase di non possesso accenna alla riaggressione immediata sul portatore di palla avversario, anche se può migliorare sul recupero della sfera.

UN JOLLY PER PIOLI

Il Milan per 5 milioni di euro circa si è assicurato un profilo giovane e interessante anticipando la concorrenza di Manchester United, Atalanta e Udinese. Una mossa che, oltre a far ben sperare i tifosi del Diavolo, dimostra come la dirigenza rossonera stia lavorando bene in questa sessione di mercato – avendo chiuso l’affare in poco meno di una settimana.

Hauge, che nelle gerarchie di Pioli parte come vice-Rebic con la possibilità di sostituire anche Castillejo a destra, è un profilo di cui il club rossonero necessitava. Il norvegese è infatti un giocatore più esplosivo negli ultimi metri di Brahim Diaz e Saelemaekers, quindi con le potenzialità di spaccare le partite in corso d’opera. Questo permetterà al tecnico rossonero di giocarsi la carta Leao più per il ruolo di prima punta perchè per le fasce avrà appunto l’asso norvegese.

Hauge

Fonte: profilo Twitter Milan

Il 15 rossonero sicuramente avrà bisogno del tempo per ambientarsi in Serie A, tatticamente molto diversa dall’Eliteserien. Il giovane biondino, però, con la sua personalità ha tutto per imporsi in Italia e magari seguire le orme del suo amico Erling Braut Haaland.

Fonte immagine di copertina: profilo Twitter Milan