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Jérémy Doku, una freccia con un futuro da protagonista

Un ragazzo molto talentuoso che a soli diciannove anni ha già “stregato” gran parte degli osservatori a livello europeo. Jérémy Doku ha tutte le carte in gioco per riuscire a diventare una delle prossime stelle del calcio.

UN TALENTO PRECOCE

Jeremy Doku nasce ad Anversa il 27 maggio 2002, da una famiglia di origini ghanesi. A dieci anni, in seguito ad una prima esperienza con la squadra del K. Beerschot, approda nel rinomato settore giovanile dell’Anderlecht, una delle più importanti squadre di Belgio. Il percorso che porta Doku ad esordire, a soli sedici anni, cinque mesi e ventinove giorni, con la prima squadra è brillante e da subito si percepiscono le grandi potenzialità del ragazzo.

Di fatto, nel 2018, poco prima del debutto, e della firma sul primo contratto da professionista, Doku riceve la chiamata del Liverpool di Jurgen Klopp che, provando a giocare d’anticipo, porta il ragazzo in visita a Melwood, l’allora centro sportivo dei Reds. Come raccontato dal padre di Doku, Klopp vede nel giovane ragazzo belga il potenziale successore di Sadio Mané. La tentazione è grande ma alla fine Doku decide di rimanere in Belgio. Per riuscire a convincerlo l’Anderlecht si avvale dell’aiuto di un grande ex del club, Romelu Lukaku, allora al Manchester United, che, in un video diretto a Doku, consiglia al giovane talento di restare in patria, onde evitare di bruciare le tappe.

UN’ASCESA GRADUALE

In casa Anderlecht l’impressione è che un talento del genere non si veda dai tempi di Youri Tielemans, che nel frattempo di strada ne ha fatta eccome. L’esordio di Doku, l’ottavo più precoce nella storia del club, arriva nel novembre del 2018, nella sconfitta per 4-2 subita dai bianco-malva contro il Sint-Truiden. Nel corso della stagione 2018-19 Doku colleziona sei presenze. Nella stagione successiva, la guida tecnica dell’Anderlecht passa ad un grande ex del club, Vincent Kompany, con cui Doku inizialmente fatica a ritagliarsi un ruolo da protagonista. Ma nella seconda metà di stagione, in seguito a diverse ottime prestazioni con la squadra delle riserve, Doku riesce a convincere definitivamente Kompany riuscendo a conquistare il posto da titolare. Prima dello stop, dovuto alla pandemia da Covid-19, Doku colleziona 24 presenze segnando quattro gol e servendo tre assist. Nell’ultima partita di stagione, un 7-0 rifilato allo Zulte Waregem, Doku sigla una doppietta e fornisce un assist.

CHIAMATA BRETONE

Il 5 ottobre del 2020 arriva il momento del grande salto per Jérémy Doku. Lo Stade Rennais, del facoltoso proprietario François Pinault, versa la bellezza di 26 milioni di euro nelle casse dell’Anderlecht, aggiudicandosi il talentuoso esterno d’attacco belga.

Nella prima stagione lontano dalla “madre patria” Doku inizialmente soffre il passaggio ad un campionato più competitivo, come la Ligue 1. Un primo anno, in maglia Rennes, in cui Doku riesce comunque a mostrare a diverse riprese il proprio talento, collezionando 37 presenze, segnando due gol e fornendo quattro assist. Il Rennes conduce però una stagione al di sotto delle aspettative, piazzandosi solo sesta in campionato.

Guardando alle statistiche Doku, nel corso della stagione 2020-21, figura come uno dei migliori dribblatori della Ligue 1 oltre a risultare tra i classe 2002 con più minuti giocati in Europa. Con la maglia del Rennes, per Doku arriva anche l’esordio in Champions League, il 20 ottobre 2020 nel pareggio interno contro il Kuban’ Krasnodar per 1-1.

UN DIAMANTE GREZZO

 “È agile, veloce e sa dribblare. Certo, a volte fa degli errori, ma chi non ne fa? È un diamante grezzo”

-Kevin De Bruyne

Le parole di un campione del calibro di De Bruyne possono rendere molto bene l’idea dello straordinario talento che Jérémy Doku possiede. Occorre però comprendere che tipo di giocatore sia. Di fatto il suo ruolo naturale è quello di ala sinistra, nonostante sia in grado di giocare senza problemi anche sulla fascia opposta. È un giocatore estremamente rapido, dotato di una più che notevole capacità tecnica sommata ad una non comune abilità di dribbling. Doku è molto bravo ad accentrarsi, per poter andare alla conclusione, oltre a saper anche prendere il fondo per andare a crossare. Il piede preferito è il destro nonostante sappia usare il sinistro più che discretamente.

Da molti paragonato a Sadio Mané, Doku condivide con il campione dei Reds alcune caratteristiche, tra le quali la grande velocità ed il baricentro basso che gli permette, tra le altre cose, di proteggere molto bene il pallone quando ne è in possesso. Inoltre Doku, come Mané, attacca molto bene lo spazio ed in contropiede può risultare mortifero per le difese avversarie. Quello che colpisce di questo giovanissimo talento è la personalità e lo spirito di sacrificio, che lo porta spesso ad aiutare i propri compagni durante la fase difensiva. È chiaro che i margini di miglioramento sono ancora parecchi, vedi la capacità di finalizzare, ma nessuno nutre dubbi sull’enorme potenziale di Doku.

SOGNI EUROPEI

Il debutto assoluto con la nazionale maggiore è arrivato il cinque settembre 2020 nella partita di Nations League contro la Danimarca. Pochi giorni dopo arriva anche l’esordio dal primo minuto, nel match contro l’Islanda, in cui Doku realizza anche il primo gol con la nazionale belga.

La positiva stagione giocata col Rennes, sommata alle otto presenze e le due marcature con la nazionale maggiore, hanno permesso a Doku di guadagnarsi la convocazione ai più che prossimi Europei. È chiaro che per un ragazzo così giovane, facente parte di una nazionale molto forte e dalle grande ambizioni per Euro2020, non sarà facile trovare spazio ma i suoi strappi ed il suo dribbling, a gara in corso, potrebbero diventare un fattore per il Belgio.

 

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