Un talento cristallino, con l’etichetta di predestinato cucita addosso. Questo è quello che per molto tempo si è detto, e pensato, riguardo João Félix. Il portoghese classe ‘99, acquistato nell’estate del 2019 dall’Atlético Madrid, alla modica cifra di 127 milioni di euro, sembra purtroppo essersi perso a causa di diversi fattori che andremo qui ad analizzare.

UN TORNADO AL DA LUZ

Félix, alla sua prima stagione in maglia Benfica, aveva catturato l’attenzione di tutto il panorama calcistico europeo. Il nativo di Viseu in sole 43 partite aveva messo a referto 20 marcature e 11 assistenze. Qualità tecniche fuori dal comune abbinate ad una notevolissima vena realizzativa che avevano permesso al portoghese di vincere anche il prestigioso “Golden Boy 2019”. Una seconda punta giovanissima e, a detta di tutti, già pronta al grande salto. Difatti la chiamata di un top club nell’estate del 2019 arriva. A bussare alla porta del Benfica è l’Atlético del Cholo Simeone, alla ricerca di un’erede del partente Griezmann, direzione Barcellona. La trattativa si conclude col passaggio di Félix in maglia Atlético per una cifra mostruosa, pari a 127 milioni di euro.

FLESSIONE DI RENDIMENTO

Malauguratamente, da quando è sbarcato a Madrid, João Félix non è praticamente mai riuscito a dimostrare il proprio valore. La prestazione di ieri, nonostante la vittoria in rimonta dei colchoneros, contro il Milan, è sembrata fumosa e poco concreta. Il lusitano sembra essersi perso, ed il valore del suo cartellino è sceso ora a 80 milioni di euro.

Ad oggi lo score del portoghese è di soli 19 gol, e 9 assist, in ben 80 partite con l’Atlético. Numeri preoccupanti che evidenziano le difficoltà che Félix sta riscontrando a Madrid. Il nostro intento è di riflettere su tale questione attraverso tre diversi livelli d’analisi: uno di natura tattica, uno di natura mentale ed infine uno di natura fisica.

INCOMPATIBILITÀ CON IL CHOLISMO?

Al di là del fatto indubbio, riguardante l’aumento del livello generale, e delle conseguenti difficoltà, dal campionato portoghese a quello spagnolo, è necessario avanzare delle ipotesi che giustifichino il rendimento, sin qui, non all’altezza di João Félix. Con l’avanzare del tempo, l’impressione è che le caratteristiche tecnico-tattiche del portoghese non sembrino amalgamarsi al meglio con il modo di giocare e di interpretare il calcio del Cholo Simeone. Eppure, la posizione di seconda punta, a supporto di un altro terminale offensivo, è la stessa che Félix ricopriva al Benfica. Ciò che però sembra influire sul rendimento del calciatore è proprio la filosofia di gioco dell’Atlético, improntata su un calcio fisico, e di ripartenza, con particolare attenzione alla fase difensiva. Da sempre, Simeone chiede ai propri terminali offensivi precisi compiti in fase di pressing e di copertura; compiti che sembrano minare la lucidità e le possibilità di João Félix di esprimere al meglio il proprio potenziale tecnico.

IL PESO DELLE ASPETTATIVE

Altro fattore da analizzare riguardo João Félix è quello mentale. Ad oggi ciò che si può sicuramente affermare è che il portoghese non è sereno. A conferma di ciò si può prendere d’esempio l’espulsione rimediata da Félix nel corso della sua ultima apparizione in Liga, il 18 settembre. Il lusitano, subentrato nel corso del match casalingo contro l’Athletic Bilbao, in seguito ad un’ammonizione per un’entrata a gomito alto, è stato cacciato dal campo, dall’arbitro Manzano, per vistose proteste ed una frase offensiva rivolta proprio al fischietto spagnolo.

Di certo la pressione intorno al ragazzo, ancora giovanissimo, non manca. L’elevatissimo esborso fatto dall’Atlético ha comportato enormi aspettative nei confronti di Félix. Difatti, a causa del rendimento non all’altezza delle speranze riposte nei piedi del portoghese, si sono create, nel corso del tempo, anche tensioni con la tifoseria che ne ha chiesto la cessione a più riprese.

DISCONTINUITÀ FISICA

Un’ulteriore elemento d’analisi che può far riflettere riguardo il rendimento di João Félix è la mancata continuità fisica causata da infortuni che hanno spesso costretto il giovane talento portoghese a restare fermo ai box. Basti pensare all’ultimo stop, una frattura malleolare rimediata a luglio, che gli ha impedito di svolgere l’intera preparazione estiva con i colchoneros. Inoltre, nel corso della passata stagione, a febbraio, Félix è risultato positivo al Covid-19. Per guarire sono bastati i “classici” 14 giorni di quarantena ma come già constatato con altri calciatori,  è probabile che il lusitano l’abbia accusato fisicamente per un periodo più lungo, faticando a ritrovare una condizione fisica ottimale.

PARENTESI AMARA ANCHE CON LA SELEÇÃO DAS QUINAS

Purtroppo, anche con la casacca della selezione nazionale portoghese, João Félix non ha ancora brillato, anzi. Ad EURO2021 per il Portogallo è arrivata l’eliminazione contro il Belgio agli ottavi di finale. Félix, durante la competizione, vinta poi dagli azzurri, ha registrato una sola presenza in campo, proprio nel match contro i diavoli belgi da subentrante. Al termine del match sono anche arrivate pesanti critiche, nei confronti del classe ’99, da parte di Roy Keane.

A detta di molti il talento ex-Benfica era, ed è ancora oggi considerato uno degli eredi di Cristiano Ronaldo in Portogallo ma di certo l’attuale momento che il ragazzo sta vivendo, da ormai un paio d’anni, potrebbe aver alimentato dubbi riguardo il luminoso futuro che tutti si aspettavano.

UN TALENTO PER CUI VALE LA PENA ASPETTARE

Nonostante il momento no, la speranza, di chi come noi ama il calcio ed i talenti che ne fanno parte, rimane quella di poter vedere João Félix esplodere definitivamente. La giovanissima età dimostra quanto tempo il portoghese abbia ancora a disposizione per mostrare a tutti le proprie potenzialità.

Ma alla luce dell’esperienza, fin qui, fallimentare con la casacca dell’Atlético Madrid, la domanda sorge lecita: è necessario riconsiderare il valore assoluto del ragazzo o forse quest’ultimo ha soltanto bisogno di tempo?