Quando parliamo di diez di solito intendiamo un fantasista, un realizzatore, un giocatore capace di risolvere partite con estro e fantasia. Ecco provate ad aggiungere queste qualità anche all’arte del difendere e da questa unione ne uscirà un perfetto prototipo: Joe Cole. Talento cristallino e dotato di eleganza fuori dal comune, spesso è stato criticato per il suo scarso senso di appartenenza verso i club, al tal punto che in molti gli attribuirono l’appellativo di traditore. Infatti Cole ha vestito le maglie di West Ham, Chelsea, Liverpool con la parentesi in prestito al Lille, Aston Villa, Coventry Town e infine al Tampa Bay Rowdies (USA) dove ha appeso gli scarpini al chiodo. Una carriera, la sua, travagliata a causa dei numerosi infortuni che non gli hanno permesso di esprimere al massimo la sua immensa classe e per questo il suo genio è sempre stato reputato incompiuto.

Trevor Brooking e Joe Cole con la fascia da capitano degli “Hammers” (Fonte: Getty images)

L’ARTE DEL TRADIRE

Joe Cole è conosciuto per le sue prodezze all’interno del rettangolo verde, del giocatore a tutto campo ispirato dalle magie di Zinedine “Zizou” Zidane ma con un grande difetto: il tradire. Infatti durante la sua carriera ha fatto molto parlare di sè per i suoi trasferimenti. Il più eclatante fu quello avvenuto nel 2003 quando da capitano del West Ham è passato all’acerrima rivale di sempre, dopo il Millwall, il Chelsea. Per non farsi mancare nulla anche all’apice della sua carriera passò dall’ Aston Villa al Coventry City, rivali da sempre.

 

” Nessuno può restare in cima all’Everest e viverci “

                                                                                                            Joe Cole.

(Joe Cole, Claudio Ranieri e Juan Sebastian Veron Fonte: Ultimo Uomo)

 

UNA CARRIERA TRA ALTI E BASSI

Joe Cole muove i primi passi da calciatore  nella East Stand londinese all’ ombra del Boleyn Ground, al West Ham. Esordì in Premier League all’età di 17 anni nel 1998 in un Manchester Utd-West Ham ad Old Trafford, dopo una lunga trafila nell’academy. Un giocatore fuori dal comune, leader  con un grande estro. Divenne capitano nella stagione 02/03, fascia portata per pochi mesi perche nell’estate rifiutò il rinnovo di contratto per accasarsi all’irriducibile rivale: il Chelsea dell’allora neo presidente Roman Abramovich . Voluto da Claudio Ranieri per sostituire “the Magic BoxGianfranco Zola, tornato nella sua terra d’origine per concludere la carriera al Cagliari.  Questo trasferimento segnò la carriera del giovane Cole garantendosi cosi l’odio da parte dei supporters che lo avevano acclamato fino a pochi mesi prima dalle tribune di Upton Park. La sua carriera al Chelsea durò sette anni tra coppe, infortuni e mondiale . A Stamford Bridge collezionò 10  titoli. Con l’arrivo di Josè Mourinho subì un ridimensionamento sia a livello calcistico sia umano, infatti con lo Special One divenne un esterno a tutto campo abile in tutte due le fasi esaltando maggiormente le capacità del diez, tanto che fu convocato al Mondiale 2006 in Germania dove segnò uno dei gol più belli di quell’edizione tanto cara a noi italiani.  Negli anni successivi subì diversi infortuni fino ad arrivare al 2009, anno catastrofico per Joe che si ruppe il legamento crociato. Ebbe così inizio la parabola discendente del diez .

Nel 2010 si trasferì a Liverpool, dove tra infortuni e brutte prestazioni fu ceduto in prestito al Lille alla corte di una vecchia conoscenza italiana Rudi Garcia, l’ unica avventura in territorio straniero. Terminata la parentesi francese Brendan Rodgers, allenatore del Liverpool, richiamò in squadra Joe Cole ad Anfield in un team di astri nascenti del calibro di Raheem Sterling, Luis Suarez  e Jordan Henderson. Purtroppo non si rivelò  un gran ritorno per il trequartista londinese che a fine stagione decise di lasciare il club del Merseyside.

Joe Cole con la maglia del Liverpool (Fonte: Liverpool Echo)

 

Se è vero che “certi amori non finiscono mai” nell’estate Joe Cole tornò nel club che lo aveva messo in luce: il West Ham . Inizialmente fu un ritorno romantico con un gol all’esordio che fece sperare la East Stand londinese, sotto la guida dell’irriverente Sam Allardyice, ma come tutti sappiamo la carriera di Joe Cole è stata una parabola discendente e per causa degli infortuni non trovò molto spazio nello scacchiere degli Hammers come nella precedente esperienza. Nel 2015 arriva l’addio definitivo ad Upton Park, scende di categoria tra le fila dell’Aston Villa dove colleziona 12 presenze e una sola rete, fino ad arrivare all’ultimo tradimento col passaggio in prestito ai rivali dei Villans: il Coventry City. Quest’ultima cessione creò molto scompiglio e incredulità da parte dei tifosi sul fatto che un club di terza divisione potesse accogliere un giocatore di questo calibro. L’ultima tappa della sua carrierà all’età di 38 anni fu il Tampa Bay Rowdies squadra americana dove ricoprì anche il ruolo di giocatore-allenatore.

(Fonte: profilo Twitter Coventry City)

Joe Cole si può definire uno dei centrocampisti più forti della storia del calcio inglese, forse meno blasonato causa infortuni e trasferimenti. Riusciva a trasformare l’odio dei tifosi in amore con delle giocate da vero diez.

Per caratteristiche nel calcio odierno il capitano dell’Aston Villa, Jack Grealish è paragonabile a Joe Cole per stile di gioco, capace di coprire  tutte le zone del centrocampo, inoltre è dotato di una fantasia e una capacità di dribbiling che lo contraddistingue da tutti i trequartisti in Premier League.

 

Messi può fare cose incredibili, ma tutto ciò che fa lo può fare anche Joe, se non meglio”.

                                                                                  Steven Gerrard