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Joe Hart e il retroscena sul passaggio di David Silva al Manchester City

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Joe Hart e il retroscena sul passaggio di David Silva al Manchester City

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Sudafrica, Mondiali di calcio 2010. La Spagna sta disputando il proprio torneo come altre grandi potenze del calcio internazionale, ancora inconsapevole che da li a poco sarebbe salita sul tetto del mondo. Contemporaneamente, il Manchester City si assicurava una delle collone di quelle Furie Rosse, ovvero David Silva.

Nove anni dopo quel trasferimento, l’ex portiere dei citizens, Joe Hart, torna su sull’acquisto e svela un curioso retroscena.

“30 MILIONI PER UN PICCOLETTO”

Come riportato da As, il portiere inglese ha ammesso che quel trasferimento sorprese notevolmente lo spogliatoio del City:

“La società aveva investito 30 milioni su un giocatore piccolo, lento, che giocava con un solo piede e di cui non era ben chiara la posizione in campo. In compenso sembrava un ragazzo eccezionale, nonostante non sapesse parlare neanche un po’ di inglese.”

Nonostante questi difetti che inizialmente lasciarono stupiti i giocatori, in primis Hart, David Silva diede subito modo allo spogliatoio di ricredersi:

“Non abbiamo apprezzato suo talento fin da subito ma presto il livello è salito, si è adattato al calcio inglese e ha mostrato le sue qualità. È un giocatore molto completo il cui unico aspetto negativo resta l’altezza.”

A distanza di nove anni dal suo arrivo, tutto è cambiato: ora David Silva è il capitano del Manchester City e conta più di 400 presenze, segnando oltre 70 goal, certificando la veridicità del detto “non conta essere alti ma essere all’altezza”.

(Fonte immagine copertina: sito ufficiale Manchester City)

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Calciomercato

UFFICIALE – Aké vola in Francia: giocherà al Dijon

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Adesso è ufficiale! Aké nella giornata di ieri aveva rifiutato il trasferimento al Benevento, poi è saltata anche la trattativa che lo vedeva vestire la maglia del Bari. Il giocatore si trasferisce ufficialmente in Ligue 2 al Dijon. Il trasferimento, come riportato dal profilo Twitter del club, vedrà il talento della Juventus Next Gen vestire questi nuovi colori fino al 30 giugno del 2023, per fare successivamente ritorno tra le fila bianconere. Per il ragazzo, l’approdo in Francia è una grande occasione per avere più minutaggio e riuscire a esprimere tutto il suo valore.

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Coppa Italia

Gosens dopo l’Atalanta: “Mi serve la fiducia del mister”

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Prestazione maiuscola anche per Robin Gosens nel match di Coppa Italia tra Inter e Atalanta. Proprio l’ex giocatore della Dea, ai microfoni di Canale 5, ha parlato sì del suo passato, ma soprattutto del suo futuro nella squadra di Simone Inzaghi.

IL MATCH“Assolutamente volevamo andare in semifinale a tutti i costi perchè abbiamo provato quanto sia bello vincere la Coppa Italia. Abbiamo fatto una buonissima gara contro un’avversaria che è in un buon momento, e abbiamo vinto meritatamente“.

IL SUO PASSATO ALL’INTER“Alla fine secondo me mi è mancato il ritmo partita, non avendo giocato tantissimo tempo, sto entrando e mi rende molto felice, però alla fine per tornare ai giusti livelli fisici, al 100%, mi serve la fiducia del mister. Oggi ho provato a ripagarlo e ci sono abbastanza riuscito, devo anche accettare che Dimarco sta bene e sta facendo bene, il mio obiettivo è di mettere pressione ad ogni allenamento e mettere in difficoltà il mister”.

SCUDETTO – “secondo me ha ragione lei, intanto giochiamo ancora in tre competizioni, siamo in semifinale e siamo in Champions. lo scudetto non è facile ma lottiamo fino alla fine, adesso non posso dire che sono ciò che voglio essere, perchè voglio aiutare la squadra. Questo è il mio obbiettivo, per il resto vediamo”.

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Calcio Internazionale

Gavi cambia numero di maglia: prende il 6 di Xavi

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I 10 migliori talenti under 21

La cantera del Barcellona è uno di quei settori giovanili che tutto il mondo invidia alla società blaugrana. Nonostante le difficoltà finanziarie, di politica interna e di rapporto con le autorità calcistiche spagnole, ricorrenti quest’estate, ora il club sembra essere in ripresa, dal punto di vista societario e anche sul campo di gioco. Il gioiellino, volto simbolo di questa ripresa, ha un nome, un cognome e 18 anni sulla carta di identità. Pablo Martín Páez Gavira, più semplicemente Gavi, classe 2004 che dalla scorsa stagione sta impressionando tutta Europa. Vincitore del Golden Boy 2022, talento cristallino, ed ora, dalla società che l’ha cresciuto e amato, un’investitura fondamentale.

Un tweet dei blaugrana annuncia il rinnovo di contratto del 2004 di Villafranca, insieme al cambio di numero di maglia. Proprio sotto gli occhi della leggenda che l’ha portata sulla schiena, Gavi si prenderà il numero 6. Proprio quel numero che appartenne, in un’epoca gloriosa, a Xavi, suo attuale allenatore. Gavi andrà a comporre con Pedri una coppia d’oro del centrocampo, che potrà fare le fortune del Barcellona per le future stagioni. Il 6 e l’8, non più Xavi e Iniesta, ma Gavi e Pedri. Ed ora non ci resta altro se non vederli giocare insieme, come fossero poesia in movimento.

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Coppa Italia

Gasperini dopo la sconfitta in coppa: “Lookman doveva entrare meglio”

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Ai microfoni di Mediaset nel post partita di InterAtalanta, ha parlato il mister Gasperini dopo la sconfitta dei bergamaschi a San Siro. Ecco le sue dichiarazioni.

PARTITA “Potevamo giocare un po’ meglio. Questa sera con diversi giocatori eravamo sotto ritmo, abbiamo fatto una buona partita sul piano del gioco, difendendo con ordine e non concedendo molto all’Inter. Abbiamo avuto anche 2 o 3 occasioni abbastanza limpide però non siamo riusciti a esprimerci al meglio”.

LOOKMAN Per come è entrato poteva stare fuori anche un altro po’, poteva fare decisamente meglio”.

TROPPO SCHIACCIATI DIETRO – “Inizialmente poteva essere una scelta per non concedere spazi, ma quando abbiamo provato ad alzare il pressing ci sono mancate le energie e l’abbiamo pagato sul piano tecnico perdendo tanti palloni. Quando l’avversario è più fresco, finisci solo per contenere il loro attacco”.

BOGA – “Al Sassuolo ha fatto diversi anni, la sua forza è saltare l’uomo e avere rapidità. Non è mai stato così prolifico, ma questa è la sua qualità migliore”.

CHAMPIONS – Non ho mai detto questa cosa: mi è stato chiesto quale fosse l’obiettivo massimo per questa squadra e, siccome lo scudetto è impossibile, ho detto la Champions. Essere vicino alle big per noi è un grande risultato e speriamo di difendere quella posizione anche nel ritorno”.

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