Jonathan David, attaccante classe 2000, è da poco più di due settimane un nuovo attaccante del LOSC Lille.

Arrivato come erede di Victor Osimhen, – che ha abbandonato la Ligue 1 per i lidi partenopei – la scelta del club francese di puntare sul giovane fuoriclasse è apparsa immediatamente logica e coerente con la linea promossa dal quadro dirigenziale fino a questo momento: un giovanissimo in un organico altrettanto fresco la cui età media, ora, viaggia sui 23,8 anni d’età. Considerare il ragazzo di Brooklyn come un semplice rimpiazzo del suo predecessore, per quanto possa sembrare naturale il paragone, è tuttavia un errore da non commettere. L’ingaggio del canadese, infatti, è un investimento mirato, intelligente e rappresenta l’esborso economicamente più rilevante della storia del Lille. Sbarcato in Francia dal KAA Gent per la cifra di 32 milioni di euro, David è stato protagonista di lunghi corteggiamenti ad opera dei club più importanti d’Europa e, con una maturità non indifferente, ha optato per uno step intermedio nella propria carriera, decidendo di sposare un club con una filosofia precisa, noto da anni come celebre trampolino per i giovani di belle speranze.

E Jonathan David è, a tutti gli effetti, un giovane di belle speranze.

A 18 anni, alla sua prima vera stagione in Belgio, disputa 43 gare per un totale di 2288 minuti sul rettangolo verde. Si metterà in mostra con uno score di 14 reti e 5 assist, lasciando intravedere, nonostante la verdissima età, un talento fuori dal comune. È nella stagione successiva, però, che l’enorme potenziale tecnico del canadese emerge in maniera prepotente, con numeri da strabuzzare gli occhi. Durante la stagione 2019/2020, Jonathan David diviene infatti un titolare inamovibile nello scacchiere di Jess Thorup, inaugurando una stagione indimenticabile sul piano personale con un bottino di 23 reti e 10 assist in 40 partite.

Così, dopo due intense stagioni ad alti livelli ed un’ambizione sempre crescente, arriva il momento di spiccare il grande salto e David, tra le varie pretendenti, non ha dubbi sulla sua scelta di vestire la maglia del LOSC Lille.

“Tutti sanno che la Premier League è un campionato di alto livello ma la mia scelta è stata dettata dal fatto che volevo essere sicuro di giocare… Inoltre, mi è piaciuto molto il progetto sportivo che Luis Campos (direttore sportivo del Lille) e la direzione del club mi hanno illustrato. Qui c’è una squadra molto buona con ottimi giocatori.

Il Gent voleva tenermi un’altra stagione ma io avevo fatto la mia scelta e loro l’hanno rispettata”.

IL PROFILO TECNICO

Alto 180cm per 72 kg, Jonathan David è un calciatore che coniuga un incredibile atletismo ad una raffinata tecnica di base che gli consente di disimpegnarsi principalmente in più ruoli. Il giovane classe 2000 è infatti stato impiegato con continuità in posizione centrale, svariando dal ruolo di trequartista a quello di punta o seconda punta. Sulla base, tuttavia, dell’enorme quantità di gol segnati la scorsa stagione, appare improbabile pensare che il ragazzo arretri il proprio raggio d’azione a beneficio di altri attaccanti. L’ex-Gent è già sceso in campo con il suo nuovo club nel match contro il Rennes e lo ha fatto da riferimento centrale, da centravanti; il suo nuovo numero di maglia, d’altronde, sembra lanciare indizi importanti sullo sviluppo delle sue doti: il numero nove.

Dotato di importanti accelerazioni palla al piede e di una rapidità che spesso si rivela letale per gli avversari, David è un giocatore che necessità principalmente di spazi per piegare la retroguardia avversaria. La sua prolificità – e sarebbe inappropriato non puntualizzarlo – è stata però, in parte, determinata soprattutto dal livello del campionato in cui ha militato fino alla scorsa stagione. Osservando le reti segnate, difatti, non si può fare a meno di pensare che nei principali campionati europei non si possa godere dei medesimi spazi. Ciò che fa ben sperare sul futuro del ragazzo, però, è la completezza dell’arsenale a sua disposizione: il canadese non ha solo la velocità dalla sua ma vanta una struttura fisica importante ed una tecnica che gli consentono di mettersi a disposizione della squadra in più modi; può agire da punta associativa, è in grado di servire i compagni con grande precisione arretrando il proprio raggio e sarebbe altrettanto abile nell’orbitare attorno ad una punta fisica di riferimento. La sensazione, dunque, è che Jonathan David debba ancora dare il meglio di sé e che debba ancora esplorare tutte le possibilità che gli sono state concesse. Per tale motivo, osservare la sua crescita in Francia sarà un elemento di valutazione importante per i grandi club del Vecchio Continente che avranno modo, nel caso in cui il ragazzo mantenesse le aspettative, di redigere il profilo di un moderno attaccante completo, di un craque pronto a dire la propria nel mondo dei grandi.

Mondo dei grandi in cui, parzialmente, si trova già il classe 2000: l’attaccante dei Dogues è già un riferimento di prima fascia per il suo Canada con 12 presenze all’attivo corredate da 11 gol e 5 assist. È già il Canada di David e…Davies, una doppia D tanto giovane quanto devastante. Una base di partenza su cui costruire il futuro della Nazionale di calcio canadese.