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Jugoslavia, The Last Dance

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Jugoslavia, ascesa e decaduta di una grande Nazionale

Il Mondiale di Italia ’90 resta ancora oggi uno dei più belli di sempre, anche grazie ai grandi campioni presenti nella competizione. La kermesse italiana è stata il vero e proprio punto d’arrivo per alcune Nazionali: su tutte per la Germania Ovest vincitrice; tuttavia questa ha anche visto l’ultima apparizione in un torneo di una squadra ricca di qualità e talento: la Jugoslavia.

UN VERO E PROPRIO SCHIACCIASASSI

Come da tradizione i plavi dispongono di una quantità spropositata di genio calcistico, ma peccano di caparbietà nel momento cruciale, come vedremo in seguito. I punti di forza della rosa sono i fantasisti Robert Prosinečki, Dragan Stojković, Dejan Savićević e la punta Darko Pančev: tutti protagonisti con la Stella Rossa. Nel reparto arretrato, invece, spiccano il capitano Faruk Hadžibegić e il mediano della Sampdoria, Srečko Katanec. In panchina gli slavi hanno a disposizione anche due giovani attaccanti, Alen Bokšić e Davor Šuker, che non avranno spazio nel torneo Mondiale. L’emblema della forza prorompente della Nazionale di Ivica Osim sta tutto nel percorso di qualificazione a Italia ’90. Inseriti in un gruppo ostico con Scozia e Francia, gli slavi non perdono nemmeno una partita, subendo solo 6 reti e dimostrandosi più compatta che mai.

ARIA BOLLENTE

Il 9 dicembre 1989 si tiene il sorteggio dei gironi, ma l’atmosfera che si respira è molto strana. Un mese esatto prima, infatti, avviene un evento storico: la caduta del Muro di Berlino. Una mazzata incalcolabile per tutto l’Est Europa e, in particolar modo per la Jugoslavia, dove, da tempo, il clima è elettrico e iniziano a soffiare i primi venti di guerra. Il sorteggio Mondiale, ad ogni modo, pone la Jugo in un girone decisamente ostico, con la Germania Ovest, la Colombia di Valderrama e gli Emirati Arabi.

UN AVVIO CHOC E L’UOMO INASPETTATO

La prima partita del torneo per la squadra di Osim è un vero e proprio incubo. I futuri campioni tedeschi annichiliscono i blu, il 4-1 finale è sigillato da un gol senza senso di Lothar Matthäus e da uno svarione del portiere Ivković nel finale. La mazzata subita lascia il segno nella compagine slava, che nella seconda partita, contro la Colombia, sembra impaurita e abulica. A togliere le castagne dal fuoco, ad un quarto d’ora dalla fine, ci pensa Davor Jozić, libero e capitano del Cesena, che si traveste da bomber e segna una rete meravigliosa, bissando quella contro la Germania. La terza e ultima partita del girone è senza storia; quindi, si arriva alla conclusione della prima fase del torneo, laddove gli EAU soccombono con lo stesso “finale”, sofferto dai plavi: un 4-1 che spalanca le porte degli ottavi di finale alla Jugoslavia.

IL COLPO DEL CAMPIONE

L’avversaria dei plavi è la Spagna trascinata da un Míchel in stato di grazia e con la Quinta del Buitre al gran completo. La partita è tutt’altro che spettacolare; gli spagnoli sono ben messi in campo e le due formazioni non sembrano voler commettere errori. Al 78’, su una spizzata di Katanec, Stojković compie una magia; questi si libera dell’avversario solo con lo stop e trafigge Zubizarreta. Le Furie Rosse, sornione per tutto il match, si svegliano di colpo e trovano il pareggio nel finale, grazie al tap-in di Julio Salinas. Quando sembra che, per l’ennesima volta, la Jugoslavia si inceppi sul più bello, Piksi Stojković sfoggia ancora una volta la sua enorme classe. I supplementari sono appena iniziati; c’è una punizione da posizione interessante per i blu. La traiettoria del numero 10 è perfetta e Zubizarreta non può nulla. Gli slavi sono ai quarti, dove li attende El Dios del fútbol: Diego Maradona.

IL BIVIO

Adesso la Jugo ci crede davvero, ha capito di potersela giocare con tutti e nessuno fa più paura, nemmeno il più forte di tutti. Il piano partita di Osim è praticamente perfetto; El Pibe è contenuto alla grande e il match si trascina senza patemi fino ai calci di rigore. Dopo i primi due tiri l’Argentina è avanti 2-1, Piksi ha colpito la traversa e sulla palla ora c’è Maradona. Diego sembra nervoso e calcia molto male; Ivković  riesce addirittura a bloccare la sfera, permettendo così a Savićević di riportare la situazione in parità. La Jugoslavia potrebbe portarsi in vantaggio, dopo l’errore di Troglio, ma Brnović non sfrutta l’occasione. L’ultimo rigore degli argentini va a segno; a questo punto, succede il capitano Hadžibegić, che prende la rincorsa e calcia: Sergio Goycochea, però, ha altri piani per la sua Nazionale e riesce a respingere. Su quell’episodio finisce il Mondiale dei plavi; ma nel paese il peggio deve ancora venire.

IL TRISTE EPILOGO

Il culmine dei Mondiali di Italia ’90 rappresentano l’inizio della fine della storia calcistica Jugoslavia, che, però, non cesserà immediatamente. Le qualificazioni al Campionato Europeo del 1992 sono un successo, pur senza sloveni e croati, già indipendenti. Ma, proprio un paio di settimane prima dell’inizio del torneo, i plavi vengono squalificati per i tremendi scontri verificatisi nei Balcani. Da quel giorno la Jugo è sparita per sempre e l’orrore della guerra si riflette ancora nei nostri occhi.

 

 

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Pronostico Francia-Polonia, statistiche e consigli per la partita

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Francia

 

PRONOSTICO FRANCIA-POLONIA – Oggi pomeriggio alle ore 16 cominceranno gli ottavi di finale dei mondiali 2022. La prima partita sarà Olanda-Stati Uniti, mentre alle 20 ci sarà Argentina-Australia. Uno dei due scontri tutto europeo è Francia-Polonia, che si affronteranno domenica pomeriggio, sempre alle ore 16. I transalpini riusciranno a superare agevolmente l’ostacolo Lewandowski?

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE?

La Francia ha perso l’ultima partita dei gironi contro la Tunisia, in una partita dall’esito abbastanza inutile. Infatti la Francia era già certa del primo posto e Didier Deschamps ne ha approfittato per far rifiatare praticamente tutti i titolari. Lo stesso è successo ieri sera al Brasile e Portogallo, che hanno perso contro il Camerun e la Corea. Quindi queste sconfitte non vengono considerate come dei passi falsi clamorosi come lo sono state invece quelle di Argentina, Germania e Spagna. Convincente invece la vittoria per 4-1 contro l’Australia, dove ha brillato Adrien Rabiot. Contro la Danimarca invece la Francia deve ringraziare Kylian Mbappé, autore di una doppietta che ha deciso il match.

Anche la Polonia viene da una sconfitta, partorita contro l’Argentina per 2-0. La squadra di Lewandowski ha comunque passato il turno in virtù della differenza reti, superiore di solo un gol rispetto al Messico. Poteva però finire diversamente, infatti prima del gol di Al-Dawsari Messico e Polonia erano in perfetta parità, sia per differenza reti che gol fatti. Inoltre la loro sfida era finita in pareggio. Quindi l’unico metro di giudizio disponibile rimasto era la somma dei cartellini gialli, che vedeva sorridere ai polacchi. Czeslaw Michiewicz è stato bravo a dare la giusta indicazione ai suoi di non farsi ammonire in alcun modo negli ultimi 20 minuti contro l’Argentina. Alla fine però il gol al ’95 dell’Arabia Saudita ha negato questo metro di giudizio relativo al fair play e così la Polonia è passata come seconda del girone grazie ai suoi quattro punti e a una differenza reti di solo una lunghezza superiore al Messico.

PRONOSTICO FRANCIA-POLONIA

L’attacco della Francia è il terzo migliore dei mondiali, 6 reti, proprio come il Portogallo, mentre i gol subiti sono 3, poiché ne hanno subito uno in ogni partita dei gironi. Probabile quindi che la Francia faccia valere la sua superiorità tecnica e riesca quindi a vincere il match, ma difficilmente Lloris riuscirà a portare a casa il primo clean sheet dei mondiali contro una squadra dove gioca uno dei migliori centravanti dell’ultimo decennio, Robert Lewandowski. La Polonia però non è solo lui, infatti gli altri due eroi di questa nazionale sono il “napoletano” Piotr Zielinski, autore del primo gol contro l’Arabia Saudita, e soprattutto il portiere juventino Wojciech Szczesny, che è riuscito a parare ben 2 rigori in 3 partite. Il problema della Polonia sarà riuscire a servire il loro miglior capocannoniere, cosa che non è successa contro l’Argentina. Il segno consigliato è quindi l’1, quotato non molto. Se si vuole alzare la quota si può combinarlo con un OVER 1,5. Ma attenzione non esagerate, perché questa partita non è detto finisca in goleada.

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Al Mondiale ogni storia vale, Cody Gakpo

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Gakpo

L’esterno d’attacco del PSV Eindhoven si è reso protagonista di un esordio di Mondiale sorprendente. Cody Gakpo ha attirato l’attenzione dei maggiori club europei e punta alla gara contro gli Stati Uniti.

LA NAZIONALE

L’esterno di attacco sta trascinando la nazionale degli Orange, la quale ha concluso in prima posizione del Gruppo A. Il numero otto ha messo a referto tre reti in altrettante partite del Mondiale. Prima di lui soltanto tre giocatori sono riusciti a segnare in tre gare consecutive della competizione: Johan NeeskensDennis BergkampWesley Sneijder.

Marten De Roon, suo compagno di Nazionale, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha dichiarato:

È in gran forma, stava già giocando bene in Olanda. In estate c’erano tante voci che sarebbe andato in una grande. Alla fine, è rimasto, forse anche per avere più chance in Nazionale. Secondo me ha fatto un’ottima scelta. Farà un grande torneo e poi per il PSV sarà molto difficile tenerlo”.

Cody Gakpo si candida a ruolo di rivelazione del torneo. Nonostante abbia segnato in tre occasioni distinte, la stella degli Orange ha siglato una tripletta perfetta: un’incornata di testa contro il Senegal, un mancino fulminante contro l’Ecuador e una rasoiata di destro contro i padroni di casa del Qatar.

La squadra di Van Gaal soffre di una crisi d’identità: non è una Nazionale che esprime un gioco brillante. Tuttavia, gli Orange non hanno una difesa impenetrabile e anzi non sono una formazione rocciosa. Per sbloccare i match inchiodati sul risultato di pareggio a reti inviolate serve affidarsi alla buona stella del proprio miglior giocatore.

Il commissario tecnico non vede di buon occhio gli esterni, dato che chi gioca sulle fasce deve sapere sacrificarsi in fase difensiva e, all’occorrenza, ripiegare in avanti. Motivo per cui, nonostante nasca come ala sinistra con la Nazionale viene schierato come falso nueve affianco a Memphis Depay.

È un giocatore che ama spaziare su tutto il fronte offensivo tant’è che riceve, in media, otto passaggi progressivi a partita con una percentuale di realizzazione che sfiora la perfezione.

Gli expected goal e assist sono relativamente bassi. Ciò significa che, in fase realizzativa, capitalizza anche le occasioni meno invitanti ovvero promettenti. Si mette sempre in condizione di calciare verso la porta e dal suo tiro scaturiscono sei palle gol a partita.

Cody Gakpo, nonostante la stazza, gode di un’innata eleganza, che ne fa un giocatore unico. L’esterno mancino gode di una struttura fisica imponente, ma ha le doti di un brevilineo. Questo fa in modo che, in Eredivisie, vinca buona parte dei duelli aerei nei quali è impegnato.

Dribblomane seriale, la sua giocata non è mai fine a se stessa. Il numero otto della Nazionale completa la quasi totalità dei dribbling tentati. Quando si salta l’uomo non si deve pensare a esaltare la tifoseria. Un insegnamento che ha appreso nell’Under 19 del PSV Eindhoven quando coach Brusselers gli impartì una severa lezione:

“Sei forte, però basta cazzate. Vuoi diventare un giocatore? Devi smetterla di fare il deficiente con la palla al piede”.

PSV EINDHOVEN

Nato in un distretto di Eindhoven, fin da piccolo è tifoso dei rosso e bianchi e supporta i suoi favoriti dagli spalti del Philips Stadion. Cody Gakpo è figlio d’arte: il padre faceva parte della nazionale olandese di rugby. Dà i primi colpi a un pallone nel cortile di casa con i fratelli e successivamente entra a fare parte dell’Accademy del club della sua città.

Il 25 febbraio 2018 fa la sua prima apparizione ufficiale in Eredivisie nella vittoria per 3-1 contro il Feyenoord. Il 26 settembre dello stesso anno mette a segno la sua prima rete ufficiale nella gara di KNVB beker contro l’Excelsior Maassluis.

In questa stagione è sbocciato come un tulipano, andando in doppia cifra di gol e assist e, tra club e Nazionale, ha messo a referto 18 reti e 16 assistenze. Stando a quanto riportato da Calciomercato.com, l’ex centravanti olandese Ronald De Boer si è espresso così sulla questione:

“Prima dell’inizio della stagione potevano venderlo al Leeds per molti soldi, poi hanno detto no per puntare alla Champions. Ora penso che valga 80 milioni di sterline”.

Il Manchester United di mister Ten Haag, sfumato il trasferimento nella scorsa sessione di calciomercato, ha messo nel mirino l’esterno del PSV Eindhoven. È probabile che, al termine della Coppa del Mondo, i red devils tenteranno l’affondo sul gioiello del calcio nederlandese.

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L’Uruguay cambia guida tecnica: per il futuro si pensa a Bielsa

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Il Mondiale dell’Uruguay è terminato ieri. Nonostante la vittoria contro il Ghana per 0-2, La Celeste è uscita ai gironi per il minor numero di reti realizzate, a confronto con la Corea del Sud (2-4 per i coreani), visto che la differenza reti era uguale (0, ndr).

Un’eliminazione fatale per il commissario tecnico Diego Alonso: infatti, secondo l’esperto di mercato Nicolò Schira, la Federazione uruguaiana non è rimasta soddisfatta del lavoro del tecnico e non sarebbe disposta a prolungare il suo contratto.

Tra i possibili candidati per la nuova guida tecnica c’è Marcelo Bielsa, lontano dalla panchina dal 27 febbraio 2022, quando il Leeds lo esonerò dopo la sconfitta contro il Tottenham per 0-4. Qualora accettasse, Bielsa si siederebbe sulla terza panchina di una nazionale sudamericana, dopo quelle di Argentina (1999-2004) e Cile (2007-2011).

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Thuram all’Inter: perchè Marotta non deve lasciarselo scappare?

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Inter, Marcus Thuram è il primo obiettivo

Periodo di riflessioni in casa Inter, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. Con Lukaku perseguitato dagli infortuni e con un futuro in nerazzurro nebuloso, Correa perennemente discontinuo e Dzeko spesso trascinatore della squadra ma impossibilitato a reggere la titolarità per tutta la stagione per una mera situazione anagrafica, l’unico vero caposaldo dell’attacco interista si rivela essere Lautaro Martinez.

Proprio per questo Marotta e la dirigenza sembrano intenzionati a iniziare a muoversi per il mercato di gennaio, e uno dei nomi principali sul taccuino dell’ex dirigente juventino sembra esser quello del figlio d’arte Marcus Thuram.

Il classe ’97 in scadenza con i tedeschi del Mönchengladbach a giugno 2023 potrebbe vestire in nerazzurro già in quest’inverno con un esborso intorno ai 10 milioni di euro, ma la trattativa pare complessa e tortuosa, soprattutto per via delle limitate disponibilità economiche dell’Inter.

CARATTERISTICHE TECNICHE

L’attaccante francese risponderebbe però alle esigenze di Simone Inzaghi per il suo attacco, alla luce della futuribilità e della completezza tecnica del giocatore.

Parliamo infatti di un attaccante duttile e dotato di molte caratteristiche interessanti, che trova nell’attacco della profondità e nella freddezza sotto porta le sue qualità principali. È dotato tra l’altro di un‘ottima progressione, coadiuvata ad una forza fisica oltre la media.

Inoltre è un attaccante dinamico e moderno, in grado di agire e di dimostrarsi pericoloso in varie zone del campo, creandosi spazi, difendendo palla e puntando con esplosività gli avversari.

LE STATISTICHE E LA TENDENZA AL “DIALOGO” COI COMPAGNI

Oltre ai 10 gol in 15 presenze nella prima di questa stagione, la statuaria prima punta ex Guingamp ha collezionato 3 assist: numeri interessantissimi per una prima punta, che dimostrano anche una predisposizione alla partecipazione con la squadra.

Inutile dire che, nel contesto nerazzurro che da anni si è consolidato nell’attacco formato da due punte, la predisposizione all’assist e alla collaborazione con un’altra punta sia una caratteristica molto importante, quasi indispensabile.

Thuram rappresenterebbe nell’attacco interista non solo una notevole risorsa tecnico/tattica, in grado di giocare con tutti gli attaccanti a disposizione e in grado di interpretare più compiti (proprio come chiede Inzaghi), ma sarebbe anche un investimento per il futuro e darebbe finalmente stabilità ad un reparto che, a parte Lautaro Martinez, negli ultimi anni è sempre sopravvissuto con operazioni di mercato temporanee e d’esperienza, a discapito della progettualità e della linea verde.

La cifra di 10 milioni tra l’altro sarebbe assolutamente vantaggiosa, dato che il giocatore ne vale almeno il doppio. L’Inter ha bisogno di svecchiare la propria rosa, e sarebbe importante sfruttare l’occasione Thuram, che tornerebbe utile non solo per la seconda parte di questa stagione, ma anche per il futuro.

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