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Calcio Internazionale

Jugoslavia 2.0 e la sua ipotetica Under 21

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Il calcio è una dimensione che, al pari di molte altre, vive inevitabilmente di se e di ma, di eventi che sarebbero potuti avvenire ma che non hanno trovato spazio nel grande libro della storia. Noi di Numero Diez abbiamo pensato a uno di questi scenari paralleli, ben lontano dalla realtà che ci circonda. Oggetto dell’analisi? La Jugoslavia, Stato che per quasi tutto il XX secolo ha inglobato i vari Paesi balcanici. Stiamo parlando di Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Croazia, Slovenia e Macedonia del Nord (da poco ha cambiato denominazione).

Se la Jugoslavia, produttiva fucina di talenti, fosse ancora in piedi, chi sarebbe parte della Nazionale Under 21?

PORTIERE E DIFENSORI

Si comincia naturalmente dall’estremo difensore. Sono diversi i prospetti del domani: da Adrian Šemper del Chievo a Dragan Rosić dell’Almería, l’uno croato e l’altro serbo. Tuttavia la ricerca del portiere titolare nell’ex Jugoslavia conduce in Bosnia ed Erzegovina. Più precisamente all’FK Sarajevo, dove Vladan Kovačević sta gettando le basi per la propria carriera.

Il talento fra i pali di Kovačević gli ha permesso di concludere 43 partite, fra giovanili e prima squadra, senza subire reti. Fonte immagine: profilo instagram @vladan.13s

Originario di Banja Luka, nonostante la giovane età può già vantare 82 presenze fra i professionisti, di cui 4 nelle coppe europee (2 in Champions League, 2 in Europa League). I notevoli margini di miglioramento dimostrati fino ad oggi gli hanno permesso di conquistare la titolarità fra i pali fin dal 2016, all’età di 18 anni. Dall’esperienza fra le giovanili a quello che sarà  dunque il quarto anno fra i “grandi” per lui. Un talento precoce in netta e costante crescita.

La coppia di terzini, poi, conduce al tandem fra Serbia e Croazia. Il primo nome è quello di Milan Gajić, laterale destro della Stella Rossa di Belgrado. L’appellativo di predestinato gli si addice appieno quando si pensa che ha cominciato a militare fra i professionisti nel 2013, a 17 anni. Da allora ha collezionato oltre 100 presenze in carriera (finora) fra OFK Belgrado, Bordeaux e Stella Rossa. Un vero e proprio treno di quantità e qualità sulla corsia destra.

Fonti immagini: profili instagram @milan_g2 e superman007

Borna Sosa, poi, completa la coppia di terzini made in Jugoslavia. Il terzino croato ha cominciato la stagione come meglio non avrebbe potuto, disputando tutti gli incontri disponibili con la maglia dello Stoccarda. Scuola Dinamo Zagabria, con la quale ha vissuto la gavetta delle giovanili e i primi anni fra i professionisti, è passato l’anno scorso in Germania, in cerca di livelli di gioco sempre più alti.

Il primo centrale è da poco entrato nel giro della Nazionale maggiore. Filip Benković fa parte di quella categoria di difensori che associa eleganza e strapotere fisico al suo modo di stare in campo, potendo vantare anche la capacità di coprire all’occorrenza la posizione di mediano davanti alla difesa. Nella scorsa stagione ha collezionato 30 presenze con la maglia del Celtic, salvo poi essere richiamato in questa sessione di mercato dalle Foxes, quel Leicester City che investì oltre 14 milioni pur di strapparlo alla Dinamo Zagabria, vera e propria fabbrica di talenti.

Fonti immagini: sito ufficiale Leicester Ciy e profilo instagram @milenkovicn_4

Il secondo centrale rappresenta, invece, il leader in questo quartetto difensivo. Nikola Milenković è un nome ben noto nella nostra Serie A, un punto fermo sul quale sia la Serbia che la Fiorentina intendono poggiare le basi per futuri, importanti successi. Il difensore era stato accostato al Manchester United in questa sessione di mercato, a testimonianza del grande talento di cui dispone il calciatore viola. Capace di disimoegnarsi sia al centro che sulla fascia destra, il serbo è senza dubbio l’elemento di maggior valore nel reparto arretrato.

CENTROCAMPISTI

Il primo nome a centrocampo rappresenta ancora una scommessa nonostante il percorso controverso vissuto fin qui. Fino a qualche anno fa il nome di Alen Halilović rappresentava uno dei migliori prospetti del panorama calcistico mondiale. Come molti insieme a lui in questa formazione proviene dalla Dinamo Zagabria. Il Barcellona nel 2014 credette nella fiamma del suo talento cristallino, girandolo in seconda squadra per farlo crescere.

I numeri di Halilović, nonostante la carriera di alti e bassi, rimangono impressionanti: per lui sono 191 le presenze fra i professionisti, a fronte di 20 gol e 15 assist. Fonte immagine: profilo instagram @alen_halilovic

Dopodiché ha vestito diverse maglie: fra Sporting Gijón, Amburgo, Las Palmas e Milan non ha mai convinto realmente, in un circolo vizioso che lo ha portato a un’Odissea di trasferimenti non ancora conclusa. L’esperienza allo Standard Liegi gli permetterà di rilanciarsi?

Spostandosi in Macedonia del Nord ci si imbatte poi nel secondo talento a centrocampo. Eljif Elmas rappresenta il grande colpo in prospettiva nel mercato estivo del Napoli, arrivato per sostituire Marko Rog (ceduto al Cagliari). A 16 anni ha giocato la sua prima partita da professionista col Rabotnicki, una delle squadre di Skopje, città d’origine. Nel 2017, a 17 anni, è diventato il più giovane esordiente nella storia della Nazionale macedone. Le sue qualità spiccatamente offensive lo rendono un calciatore interscambiabile nelle zone del centrocampo e della trequarti, con una qualità palla al piede e nelle giocate che lo rendono di fatto un predestinato.

Capace di giocare sia a centrocampo che sulla fascia, Elmas ha già mostrato fin qui doti eccellenti. In particolare fra le fila del Fenerbahçe, club con cui ha collezionato 47 presenze e 4 gol. Fonte immagine: profilo instagram @eifelmas24

Il terzo nome a centrocampo fa del pragmatismo la sua dote per eccellenza. Nikola Vlašić è un calciatore capace di muoversi in più posizioni come pochi sanno fare: il ruolo di trequartista è quello che più gli si addice, ma la sua tecnica di base gli ha permesso in carriera di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo e dell’attacco, facendosi trovare pronto anche come prima punta e ala offensiva. Il centrocampista ha collezionato fin qui 177 presenze da professionista, fra le fila di Hajduk Spalato, Everton e CSKA Mosca, club nel quale milita tutt’ora.

ATTACCANTI

Si considerino infine gli attaccanti, un tridente che rappresenta il connubio perfetto fra qualità nel presente e promettenti prospettive per il futuro.

Il primo nome del terzetto non può che essere quello di Luka Jović. Il gioiellino della nazionale serba ha vissuto una stagione straordinaria la scorsa annata, tanto da valergli la chiamata del Real Madrid. 60 sono stati i milioni investiti dalle Merengues per strapparlo dal Francoforte, club nel quale ha mostrato un’attitudine alla fase offensiva e una duttilità tattica tali da essergli valsi 27 gol in 46 presenze. Sta a lui adesso effettuare il definitivo salto di qualità nella piazza più prestigiosa ed esigente del mondo.

Le aspettative intorno a Luka Jović sono altissime, specie dopo un’annata deludente come l’ultima vissuta dal Real Madrid. Fonte immagine: profilo instagram @lukajovic

Il secondo attaccante del tridente offensivo è l’erede designato di Jović, colui sulle cui spalle ricade la responsabilità di sostituire degnamente all’Eintracht il neo acquisto dei Blancos: Dejan Joveljić. Nonostante l’exploit avuto in stagione dal compagno di Nazionale, sono molti in patria a designarlo come il futuro del calcio serbo. Classe 1999, ad oggi ha disputato fra i professionisti 37 incontri andando in rete in 18 occasioni.

Fonte immagine: profilo instagram @___jovelja___

Le speranze intorno al suo nome sono – per il momento – rispettate: in questo inizio di stagione, fra incontri di Europa League e di Coppa di Germania, è andato a segno già in 5 occasioni. Sul discorso Nazionale, poi, i suoi numeri aprono alle migliori premesse: 6 gol in 14 partite con l’Under 16, 9 in 14 apparizioni con l’Under 17, uno in un match con l’Under 18.

A completare la rosa della nazionale giovanile della Jugoslavia ci pensa Josip Brekalo. La sua posizione di partenza nel tridente d’attacco è quella di ala sinistra, ruolo dal quale parte in dribbling sfidando nell’uno contro uno l’avversario. Anche lui proviene dal settore giovanile della Dinamo Zagabria, nel quale ha militato per 9 anni. Dopo un anno fra i professionisti in Croazia passa al Wolsburg nel 2016 per 7 milioni di euro. In Bundesliga ha collezionato 48 presenze condite da 8 gol e 5 assist.

Il dribbling è la specialità nel repertorio di Josip Brekalo. Si pensi ad alcune statistiche: nell’ultima stagione ha completato il 58.4% di azioni e il 72.7% di dribbling tentati, vincendo poi il 45.7% di contrasti sia in attacco che in fase difensiva. Fonte immagine: profilo instagram @josip_brekalo

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Polonia-Arabia Saudita 2-0, le pagelle del match: Szczesny MVP

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Polonia

La Polonia batte l’Arabia Saudita alimentando le sue speranze di qualificazione e giocandosi tutto nella sfida finale contro l’Argentina. L’Arabia Saudita parte molto forte mentre la Polonia è più attendista e soffre almeno inizialmente la rapidità degli arabi. Kanno conclude dal limite con potenza ma Szczesny è pronto e alza sopra la traversa. La squadra di Michniewicz sembra frastornata e l’unica vera occasione è un colpo di testa di Bielik da calcio d’angolo, salvato sulla linea. Il ritmo dell’Arabia è forsennato ma la differenza tecnica tra le due squadre è notevole. Per questo al 39′ va in vantaggio la Polonia. Cross in mezzo per Lewandowski che salta il portiere e serve Zielinski all’indietro che insacca sotto la traversa. Nel finale di primo tempo accade l’imponderabile: rigore per l’Arabia Saudita per fallo dubbio di Bielik. Al-Dawsari conquista il fallo e batte il rigore con Szczesny che respinge e fa il miracolo alzando anche la ribattuta di Al-Burayk.

Nel secondo tempo non cambia il copione della partita. La Polonia si abbassa ulteriormente e al 55′ la squadra di Renard ha un’altra ghiotta occasione: azione confusionaria in area con Kiwior che rinvia addosso a Bielik e il pallone che rimane ad Al-Dawsari che batte su Szczesny, nuovamente miracoloso. Al-Buraikan e Kanno sprecano altre due palle gol importanti da posizione favorevole. Lewandowski risponde allargando per Frankowski che con un cross perfetto pesca Milik che di testa batte sulla traversa. Pochi minuti è lo stesso centravanti del Barcellona a colpire il palo con il ginocchio. Lewandowski non demorde e ruba palla al limite dell’area segnando il 2-0 dopo altre occasioni degne di nota dei sauditi. L’Arabia non ha più le forze di reagire e si arrende alla sconfitta.

LE PAGELLE DELLA POLONIA

Szczesny 8,5: sempre attento sui tentativi dell’Arabia e poi è miracoloso nel parare il rigore ma soprattutto la respinta a botta sicura. Nella ripresa vince nuovamente il duello a tu per tu con Al-Dawsari.

Bereszynski 6: spinge poco ma con Zielinski lavora discretamente, andando anche sollecitare Al-Shehri che non è mai stato pericoloso.

Glik 6,5: non bada a mezze misure e allontana qualsiasi pericolo gli passi vicino. Pecca in impostazione ma è esperto e un difensore arcigno da superare.

Kiwior 6: il promettente giocatore dello Spezia fatica ad ingranare, facendosi anche ammonire e non riuscendo a tenere sempre le corrette posizioni sulle avanzate degli attaccanti arabi.

Cash 5,5: in crisi fin dai primi minuti a causa della vivacità di Al-Dawsari che lo fa ammonire dopo averlo dribblato. Rischia l’espulsione per una gomitata e in generale spinge molto ma in maniera disordinata.

Zielinski 6,5: cerca partendo da sinistra e accentrandosi di dare qualità al gioco lento dei polacchi e con un inserimento riesce a segnare il gol del’1-0. (dal 62′ Kaminski 5,5: dovrebbe dare maggiore spinta rispetto al giocatore del Napoli ma è evanescente e non si vede mai).

Bielik 5,5: lento e impacciato, prima va vicino al gol di testa e poi fa un fallo da rigore. Si abbassa spesso aiutando la linea difensiva a contenere la velocità saudita.

Krychowiak 6: il meglio della sua carriera è passato da anni. Come Bielik fatica ad alzare i ritmi della manovra polacca ma protegge correttamente la difesa anche ed è l’unico che prova a giocare palla a terra.

Frankowski 6: la sua è una prestazione sufficiente dal punto di vista tattico ma arriva raramente sul fondo per dei cross, lasciando questo compito alle sovrapposizioni di Cash.

Milik 6: nel primo tempo è impalpabile e lavora più di raccordo nei servizi a Lewandowski. Nella ripresa si abbassa e aiuta molto il centrocampo. In un scorribanda sporadica centra la traversa di testa con una grande torsione. (dal 71′ Piatek 6: nei suoi pochi minuti disposizione non riceve abbastanza palloni per rendersi pericoloso).

Lewandowski 7: lotta in mezzo ai due centrali ricevendo pochi palloni. Con questi però riesce a fare grandi cose tra cui l’assist da rapace d’aria per Zielinski e un palo colpito nel secondo tempo. Trova anche il gol nel finale.

 

LE PAGELLE DELL’ARABIA SAUDITA

Al-Owais 6: non ha sempre dato certezze ai suoi compagni ma compie un paio di buone uscite, risultando incolpevole in occasione dei gol.

Abdulhamid 6: molto brillante tiene testa alle avanzate di Bereszynski con personalità. Si presenta nella metà campo avversaria con sovrapposizioni e cambi di gioco.

Al-Amri 5,5: a volte è impreciso e manca qualche controllo semplice o intervento di normale amministrazione ma i compagni lo coprono bene.

Al-Bulayhi 5,5: nel duello con Lewandowski non sfigura ma quando si allontana troppo il centravanti del Barcellona è letale non perdona.

Al-Burayk 6: accompagna Al-Dawsari con molte scorribande sulla fascia destra e fa diagonali preziose e attente per coprire in difesa. Va vicinissimo al gol battendo sulla respinta di Szczesny ma il portiere polacco lo ipnotizza. (dal 66′ Al-Ghannam 6: entra in fase di spinta totale e partecipa all’assedio finale).

Al-Najei 5,5: si muove molto e fa raccordo tra centrocampo e attacco ma spesso fa palesare delle carenze tecniche che non gli permettono di essere molto preciso. (dal 46′ Al-Abed 6,5: il suo ingresso aumenta ulteriormente i giri del motore dell’Arabia che approfitta del suo mancino delicato). (dal 95′ Bahbri s.v.).

Al-Malki 5: il suo raggio d’azione e molto basso rimanendo a protezione dei due centrali e partecipando poco alla fase d’attacco. Nel finale perde il pallone regalandolo a Lewandowski che raddoppia. (dal 86′ N. Al-Dawsari s.v.).

Kanno 6,5: si fa sentire molto in fase di interdizione e arriva anche a calciare pericolosamente dal limite. Senza dubbio risulta tra i migliori dei suoi e sovrasta anche la mediana polacca.

Al-Shehri 5,5: è un attaccante ma il contributo più prezioso è un salvataggio sulla linea su un colpo di testa di Bielik. Per il resto viene contenuto senza troppi patemi da Bereszynski. (dal 86′ Al-Oboud s.v.).

Al-Buraikan 6: gioca di sponda molto intelligentemente e si muove su tutto il fronte d’attacco senza dare riferimenti alla macchinosa difesa della Polonia.

S. Al-Dawsari 5,5: è il leader tecnico di questa squadra e la prende per mano. Conquista e sbaglia il rigore che sarebbe valso una fetta importante di qualificazione e poi sbatte su Szczesny un’altra grande chance.

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Ronaldo lontano dall’Inghilterra? Un indizio lo fa presagire

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ronaldo

Il futuro di Cristiano Ronaldo è ancora nebuloso. Chiaramente, il fuoriclasse portoghese sta pensando solo al Mondiale, ma al momento si trova senza un club e certamente ne dovrà trovare uno entro gennaio. Dopo la tortuosa e immediata separazione con il Manchester United in molti, in Inghilterra e non solo, si interrogano sul suo futuro.

L’INDIZIO

Cristiano Ronaldo non giocherà più in Inghilterra, o almeno, questo è il pensiero del Sun. In un articolo di poche ore fa, il tabloid ha reso noto che l’ex Juventus e Real Madrid ha fatto spostare tutte le sue automobili per trasferirle in un luogo lontano dalla Gran Bretagna. Secondo il giornale inglese, dunque, questo sarebbe un chiaro indizio di mercato che porta CR7 via dalla Premier League. Chiaramente si tratta solo di speculazioni, ma bisogna ammettere che, al momento, viene difficile credere alla permanenza di Ronaldo in Inghilterra.

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Belgio, Eden Hazard: “Se sto bene, il Belgio può vincere il Mondiale”

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Belgio

Eden Hazard, pur essendosi sacrificato molto, non è riuscito a convincere i suoi tifosi nei 60′ giocati nella vittoria per 1-0 contro il Canada. Eppure non è stato l’unico a non convincere, anzi tutta la squadra belga non lo ha fatto, pur avendo vinto.

Il capitano del Belgio non ha più la vivacità che lo ha reso il secondo miglior giocatore del Mondiale in Russia del 2018. Tuttavia nella conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Marocco, ha parlato così delle sue condizioni fisiche: “Mi sento bene. Voglio giocare. Le difficoltà mentali sono state soprattutto quando ero infortunato e non capivo perché”. In particolare qui fa riferimento alle sue ultime stagioni al Real Madrid, indubbiamente molto complicate. Ha inoltre aggiunto: “Se sto bene, il Belgio può vincere la Coppa del Mondo“.

Rispetto ai Mondiali in Russia, aggiunge l’attacante belga: “Il Belgio ha più esperienza di tornei internazionali”. Ha concluso parlando del match di domani: “Contro il Marocco non dobbiamo avere parura di dribblare o di provare un passaggio tra le linee”.

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In Vietnam 40mila persone guardano Germania-Giappone, ma è una partita su Fifa

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Fifa 23

In Vietnam ben quarantamila persone hanno assistito a Germania-Giappone su Youtube, accorgendosi solo in seguito che fosse una partita su Fifa.

Alcuni paesi del mondo, come il Vietnam, non hanno acquistato i diritti per le partite del Mondiale. Gli appassionati sono quindi costretti a inventarsi varie trovate per seguire i match, facendosi molte volte ingannare. Infatti, come riporta VNExpress, un video su Youtube, che avrebbe dovuto trasmettere GermaniaGiappone, in realtà stava mandando in onda una partita su Fifa 23, ingannando in questo modo molti spettatori vietnamiti.

Un uploader vietnamita ha parlato cosi della vicenda sgradevole: Bisogna leggere con attenzione prima di rendersi conto che si tratta di simulazioni o commenti sulla partita. Vengono sfruttati eventi importanti per creare trasmissioni live, anche se queste trasmissioni non hanno il contenuto che cercano gli spettatori. In linea teorica, con partite che durano ore, il proprietario di un canale può guadagnare anche centinaia di dollari con video del genere”.

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