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Junior Messias: il coraggio di non arrendersi per approdare a San Siro

Junior Messias: il coraggio di non arrendersi per approdare a San Siro

Il suo nome è Junior Messias. E all’alba dei 30 anni sarà un nuovo calciatore del Milan. Nella stagione 2020/21 Junior Messias vive la sua prima avventura in Serie A con la maglia del Crotone. I calabresi retrocederanno alla fine dell’anno. Ma in questo delusione sportiva Messias è l’unico che riesce a finire sotto i riflettori. Tantissime prestazioni di livello, una doppia cifra di gol sfiorata e, soprattutto, la fame di chi vuole prendersi tutto quello che merita.

Perché la storia di Junior Messias inizia molto prima del suo approdo al Crotone, nell’estate del 2019.

GLI INIZI TRA I DILETTANTI

Quando Junior Messias, nativo di Belo Horizonte, arriva in Italia, ha poco più che vent’anni. In quel momento la sua priorità non è giocare a calcio, ma sopravvivere. E soprattutto far sopravvivere la sua famiglia, rimasta in Brasile. Ed ecco che durante la settimana il giovane Junior lavora come fattorino, mentre nei weekend può dare libero sfogo al suo sogno di giocare a calcio, calcando i campi da calcio dilettantistico della provincia torinese.

Nonostante il bacino d’utenza non sia di primo livello, si inizia a parlare di lui e del suo piede molto educato, accostato a una grandissima abilità balistica, difficile da trovare da quelle parti. Dopo cinque anni di duro lavoro durante settimana e campionato di Eccellenza con il Casale nei weekend, Messias cambia maglia. Approda in Serie D prima al Chieri, nella stagione 2016/17, e successivamente al Gozzano.

Il livello delle prestazioni, però, resta lo stesso. In particolare, impressionano le grandissime abilità fisiche e tecniche e una propensione naturale al dribbling e al goal, tipica del buon brasiliano.

Il sogno di Junior Messias inizia pian piano a prendere forma, accrescendo in linea con l’aumentare dello stipendio percepito, ma anche delle pagine di giornali e delle voci sul suo conto.

Nell’estate del 2019 arriva la chiamata del Crotone, in Serie B. Dopo la traversata “orizzontale“, dal Brasile all’Italia, Junior Messias si ritrova a farne una “verticale“, dal nord al sud del belpaese. Ad attenderlo c’è mister Stroppa.

MESSIAS DIVENTA UN CALCIATORE PROFESSIONISTA

Quando, nel 2019, Junior Messias arriva al Crotone, ha 28 anni.

A quella età, spesso molti giocatori si stanno avvicinando alla fase calante della loro carriera e i numeri iniziano, comprensibilmente, a peggiorare.

A quell’età, Junior Messias è appena approdato nel calcio profesionistico, veste la maglia numero 30 di una compagine di cadetteria e ha finalmente coronato il suo sogno.

Anche tra i professionisti, gli ingredienti del calcio di Junior Messias restano sempre gli stessi. Forza fisica, genialità, dribbling, fiuto del gol, velocità di gamba e di pensiero e tanta voglia di mostare di non essere lì per caso. Il pubblico dell’Ezio Scida inizia pian piano ad affezionarsi a quel brasiliano, fino ad allora semi sconosciuto che, accanto a Simy, forma una coppia d’attacco di tutto rispetto. Il tandem è talmente ben assortito da trasformare in obiettivo il grande sogno della promozione in Serie A.

Nella sua prima annata nella massima serie, Junior Messias dimostra immediatamente di meritarsi il palcoscenico della A. 6 gol e 6 assist in 34 partite.

Nella seconda stagione, i numeri aumentano ancora di più: 9 gol e 4 assist nella sua prima esperienza in Serie A. Non sufficienti per evitare la discesa in B, per carità. Ma la stella di Junior Messias, finalmente, ha iniziato a brillare! A tal punto da immaginare che il suo futuro di possa avere ancora seguito in Serie A.

LE SIRENE DELLA SERIE A

Il Torino è la squadra che cerca Junior Messias con maggiore insistenza. Ivan Jurić, neo-allenatore dei granata, apprezza tantissimo le qualità del brasiliano; lo reputa un perfetto compagno di reparto per il “GalloBelotti. Ma le settimane passano e il nome di Junior Messias resta sempre troppo distante dal Torino.

Un ritorno nella Torino che lo aveva accudito e coccolato nei primi anni di “anonimato“, sarebbe stato uno scenario estremamente romantico. Ma il destino aveva in serbo un futuro ben più roseo per lui.

Oltre al Torino, si fanno vive molte altre squadre, ma nessuna con la fermezza e la decisione necessarie per strapparlo al Crotone, che, dal canto proprio, vorrebbe puntare sul suo talento e renderlo centrale nella squadra che deve riconquistare la massima serie.

Nelle ultime ore di mercato, però, arriva l’offerta che sposta gli equilibri. Il Milan di Stefano Pioli, alla ricerca di un trequartista che possa colmare il vuoto lasciato da Hakan Çalhanoğlu, bussa alla porta del Crotone. Nell’ultima giornata di calciomercato si perfeziona il colpo: Junior Messias sarà un nuovo giocatore del Milan.

IL MILAN ALLA RICERCA DI UN NUOVO NUMERO 10

Nel 2017, guidato dal duo Mirabelli-Fassone ad occuparsi del mercato, il Milan svolge una campagna acquisti faraonica, che porta a Milano moltissimi volti nuovi. E che, a distanza di 4 stagioni, si potrà definire deludente. Tra i volti nuovi, quello di Hakan Çalhanoğlu è probabilmente, insieme a Kessié, l’unico ad avere avuto un futuro glorioso in rossonero.

Il turco indossa la maglia numero 10 e fa un po’ fatica ad adattarsi agli schemi tattici del Diavolo. Colpa di un calcio a cui appare estraneo, ma anche di molte partite giocate in un ruolo che non gli appartiene. Con l’arrivo di Stefano Pioli, si passa al 4-2-3-1 e l’avventura di Çalhanoğlu prende un’altra piega.

L’ultimo anno e mezzo dell’ex trequartista del Bayer Leverkusen è caratterizzato da numeri che si fanno sempre più importanti. Ma anche da un rinnovo di contratto che tarda ad arrivare e che porta Çalhanoğlu sull’altra sponda del Naviglio: quella neroazzurra. Nel luglio 2021, infatti, diventa un nuovo calciatore dell’Inter.

Il Milan è alla ricerca di un nuovo trequartista, che possa prendere l’eredità di Çalhanoğlu. Il numero 10 finisce sulle spalle di Brahim Díaz, immediatamente soprannominato Brahim “Diez” per questa scelta.

Eppure, l’uomo che deve occupare la posizione alle spalle della punta resta un’incognita per tutta la durata del mercato estivo.

Iniziano a rimbalzare tantissimi nomi, accostati a Casa Milan. Da Ilicic a Pessina, da Otávio a James Rodríguez, da Ángel Correa a Ramsey, fino a Faivre, che ha dominato le ultime ore di trattative. Alla fine, però, il nome prediletto è proprio quello di Junior Messias, chiamato a fare quello che gli riesce meglio: calcio spumeggiante, efficace e divertente, svariando alle spalle della punta e proponendosi in zona gol.

É L’UOMO GIUSTO?

Il biglietto da visita con cui Junior Messias si è presentato alla Serie A è quello di un calciatore molto difficile da inquadrare in precisi schemi.

La duttilità tattica sul fronte d’attacco, unità al grande spirito di sacrificio, alla voglia di mettersi a disposizione e alla tendenza ad uscire fuori dagli schemi mentali, condita con un pizzico di “joga bonito“, puramente brasiliano, rendono Junior Messias un giocatore utilissimo per Pioli.

Junior Messias è un giocatore altamente geniale, dotato di un bagaglio tecnico abbastanza ampio, che in queste ultime due stagioni è diventato ancora più profondo. Può giocare come terminale offensivo ma anche come seconda punta. Inoltre, dato che i suoi punti di forza sono il dribbling e l’uno contro uno, può essere utilizzato anche come esterno in un tridente.

Ma il suo ruolo naturale è quello di trequartista alle spalle della punta. E’ il giocatore a cui affidare i palloni bollenti da tramutare in azioni da gol, o a cui affidarsi nei momenti in cui la partita si sta spegnendo e bisogna dare una scossa.

Nel Milan, comprensibilmente, potrebbe non partire come titolare. Nella posizione di trequartista c’è, in questo momento, Brahim Diaz. L’uomo su cui il Milan ha deciso di puntare con forza e decisione, per il dopo-Calhanoglu, a partire dal numero di maglia.

Junior Messias avrà occasione di mettere in mostra le sue capacità nel corso della stagione, anche in virtù degli eventuali turn-over in prossimità delle gare di Champions League. Ma per ora è indietro nelle gerarchie.

La speranza della società rossonera è di aver trovato in Messias quel giocatore capace di spostare gli equilibri. Magari anche a gara in corso.

DIAZ-MESSIAS: UNA POLTRONA PER DUE

Brahim Diaz, classe 1999, rappresenta per il Milan il giocatore su cui poter costruire il futuro. Cresciuto tra le fila del Real Madrid, Diaz offre al Milan ampi margini di miglioramento e la frizzantezza di un ragazzo di 22 anni, deciso a giocarsi le sue chance. In confronto a Junior Messias, probabilmente Diaz ha un bagaglio tecnico più sviluppato, che lo rende il prescelto nel ruolo di trequartista.

Junior Messias, però, dal canto suo, ha dimostrato di essere un giocatore in grado di meritarsi ciò che ha. A 30 anni potrebbe essere davvero all’inizio di una fase calante. Ma per ora assicura al Milan la sicurezza, che probabilmente ad una squadra molto giovane come quella dei rossoneri manca. Inoltre, nella scorsa stagione Junior Messias è stato uno dei due giocatori (l’altro è stato Rodrigo De Paul) a completare almeno 100 dribbling in Serie A. Un numero che assume ancora più valore se paragonato al livello delle difese italiane e ai nomi che Messias si  messo alle spalle, in questa classifica

Pensare ad un ballottaggio tra lo spagnolo e il brasiliano è l’idea più logica.

Ma pensare ad una convivenza, con uno dei due scherato come esterno d’attacco, o addirittura con entrambi nel ruolo di trequartista n un 4-3-2-1, non è un’eresia.

Quello che è certo è che Pioli ha, con l’arrivo di Junior Messias, ancora più frecce al suo arco. E toccherà a lui, ora, decidere con quale colpire.

I SOGNI NON HANNO ETA’

Arrivato in Serie A a 29 anni, Junior Messias condivide la storia con tanti altri giocatori che ci hanno messo un po’ a guadagnarsi gli applausi del pubblico.

Uno di questi è Fabio Grosso. Tanto lento ad uscire dal guscio, quanto precoce a ritornarci. La svolta nella carriera di Grosso è arrivata a 24 anni, con il passaggio di ruolo, da attaccante centrale ad esterno di spinta e poi a terzino. Grosso sale sul tetto del mondo a 29 anni, con la Nazionale azzurra di Lippi, poi inizia una fase discendente, nonostante negli anni a seguire indossi le maglie di Inter, Lione e Juventus.

Un altro giocatore ad aver raccolto troppo tardi i frutti del suo talento è una vecchia conoscenza del Milan. Carlos Bacca, fino a 27 anni, era un illustre sconosciuto. Il Sevilla è stato il suo porto sicuro, con cui è esploso dal punto di vista dei gol. Il colombiano mette a referto numeri e percentuali che lasciavano poco spazio ai dubbi. L’approdo al Milan ha dato conferma delle sue doti di goleador, prima del ritorno in Spagna, al Villareal e poi al Granada.

Così come Grosso, anche un altro eroe di Germania 2006 è venuto fuori tardi. Luca Toni è stato uno dei centravanti più incisivi e completi della storia del calcio italiano. A pesare, probabilmente, una corsa sgraziata e una mancata eleganza di gioco, che lo ha fatto entrare nel giro della Nazionale solo a 27 anni e a vincere il Mondiale a 29 anni. Al termine della sua carriera, pesa probabilmente il non essere riuscito a legare il suo nome ad una grande squadra italiana, come invece ha fatto al Bayern Monaco.

Capostipite dei calciatori venuti fuori forse troppo tardi, Jaime Vardy decide di fare tutto in un unica volta, nella stagione 2016/17. La trasformazione da giocatore semi-sconosciuto a stella di caratura mondiale passa da un maggior minutaggio, gol spettacolari, record di partite consecutive in gol (11 con 13 gol segnati), vittoria della Premier League e di premio come “Miglior Calciatore della stagione” di Premier League. Vady ha 29 anni quando tutto ciò accade.

Tra gli altri, si ricordano anche Francesco Lodi, esploso a 27 anni, Giuseppe Mascara, anche lui esordiente in Serie A a 27 anni ed in Champions League a 32, Dario Humber, esordiente a 30 anni e capocannonie a 34 anni ed infine Davide Moscardelli, giunto in Serie A a 30 anni e diventato vero e proprio fenomeno social.

Junior Messias è in buona compagnia!

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