Connect with us

La nostra prima pagina

Che sia una Juventus milanista?

Pubblicato

:

La prestazione della Juventus, in casa contro lo Sporting Lisbona alle 20:45 nella terza giornata di Champions League, potrebbe essere rivelatrice di diversi aspetti.

Mai negli ultimi sei anni come nelle ultime settimane, infatti, la squadra di Allegri è stata messa in discussione, sia dal punto di vista dei numeri – crollati i primati solitari di punti in classifica, imbattibilità casalinga, difesa invalicabile – sia dal punto di vista del gioco, in continua evoluzione ma oggi ingolfato come non succedeva dall’inizio della stagione 2015/16.
Bisogna in realtà essere cauti nel parlare di ‘crisi juventina’, come alcuni avventurieri addetti ai lavori hanno azzardato.
Se è vero che un punto in due partite di campionato non si vedevano da un po’, è altrettanto giusto considerare che la magra trasferta di Bergamo e la sconfitta di Torino sono due partite che, se rigiocate altre 10 volte, probabilmente 9 finirebbero con un risultato diverso.
Non perché Atalanta e Lazio non abbiano meritato il risultato conseguito ma, piuttosto, perché la Juventus ha sbagliato l’impossibile, tra cui due rigori consecutivi del piede sinistro migliore d’Italia.
Più che altro, ha sbagliato quelle occasioni che negli anni scorsi ci eravamo abituati a vedere realizzate con certezza matematica che permettevano ai Campioni d’Italia di agguantare i tre punti anche in quelle rare occasioni in cui, per un motivo o per l’altro, non li meritava.

Ed è questo l’aspetto che deve fare maggiormente impensierire Agnelli e consociati. Il fatto che, pur con una squadra stellare che può e deve competere a tutti i livelli, sta venendo a mancare quel cinismo e quella lucidità consapevole che permetteva di strapazzare il Napoli ora semi-invincibile con eurogol di sinistro di Sturaro.
In questo contesto di allarme preventivo (di nuovo, guai a parlare di ‘crisi’), il turno di Champions League di questa sera potrebbe essere ricordato, da domani in poi, come due cose ben distinte ed esclusive l’una dell’altra.

Scenario ipotetico numero uno: la Juve non fa risultato neanche stasera e conferma la mancanza di gioco efficace di cui è ammalata nelle ultime settimane. In questo caso, parlare di crisi da domani potrebbe non essere così inappropriato, almeno in parte. Soprattutto perché confermerebbe la credenza per la quale, in ogni caso, in Europa fa sempre peggio che in Italia. E se in Italia ora non ride… oltre le Alpi si comprometterebbe un discorso qualificazione che darebbe impensabili preoccupazioni da qui all’anno nuovo.

Scenario ipotetico numero due: la Juve spazza via lo Sporting Lisbona, aprendo l’ennesimo capitolo di questo suo ciclo di dominio, di stampo vecchio milanista. Quello per il quale, in breve, pur avendo alti e bassi all’interno dei propri confini nazionali, tiene alto il proprio nome e il proprio blasone grazie a delle magnifiche performance continentali. Basti pensare che il Milan Campione d’Europa nel 2003, finalista nel 2005 e di nuovo campione nel 2007 non combaciò mai lo scudetto con la vittoria della Champions League.

Senza scomodare ulteriormente i fasti del Milan glorioso che fu, il concetto è che la Juventus deve dimostrare, a partire da questa sera, di aver fatto quell’ulteriore passo di maturazione tale per cui è capace di saper scindere il campionato dalle competizioni internazionali, rimanendo consapevole e convinta della propria forza a prescindere dai risultati nell’una e nell’altra. In altre parole, di saper tollerare che se le cose dovessero continuare così potrebbe veramente essere l’anno del Napoli (o di chiunque altra), cosciente del fatto che ciò non scalfisce le possibilità -concrete – della Vecchia Signora di ambire a quell’unico trofeo che in questi anni di dominio italiano è mancato. Il che rimane, a prescindere, un compito e un obiettivo difficilissimo per qualunque squadra e qualunque tipo di rosa ma, nel caso, non è difficile credere che l’ormai viziatissimo popolo juventino digerirebbe volentieri il passaggio di consegne dello scettro italiano, da una generazione saldamente in mano bianconera, se ciò servisse ad agguantare l’unico trono più morbosamente bramato, più volte sfiorato, e “solo” due volte in tutta la storia della Juventus realmente ottenuto.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

La nostra prima pagina

Luis Enrique lascia la nazionale spagnola: il comunicato

Pubblicato

:

Luis Enrique

Luis Enrique lascia la panchina della nazionale spagnola. È questa la notizia che giunge in mattinata quando, attraverso un comunicato ufficiale, il presidente Luis Rubiales e il direttore sportivo José Francisco Molina hanno rivelato la decisione all’allenatore. Una presa di posizione arrivata dai piani alti, dalla RFEF (Reale Federazione Spagnola di Calcio), ossia l’organismo cui afferisce l’organizzazione, il governo e lo sviluppo del calcio in Spagna, che sarebbe intenzionata a far partire un nuovo progetto per la squadra di calcio spagnola. Un solo obiettivo: proseguire il processo di crescita.

A modo suo, attraverso dirette Twitch, dichiarazioni in cui ha lasciato intendere la volontà di esprimere la sua idea di calcio come gioco spettacolare, l’ex tecnico del Barcellona termina il suo incarico da CT iniziato nel 2018 e culminato con l’eliminazione della Roja ai calci di rigore contro il Marocco.

Continua a leggere

La nostra prima pagina

Hakimi a sorpresa: “Se potessi, tornerei all’Inter”

Pubblicato

:

Marocco

Da probabile vittima di un girone di ferro alla clamorosa vittoria negli ottavi di finale contro la Spagna, il Marocco di Achraf Hakimi si sta dimostrando una vera mina vagante del Mondiale. Ed è proprio il calciatore del Paris Saint-Germain uno degli uomini copertina del passaggio del turno, grazie anche al rigore decisivo contro la Roja.

L’esterno marocchino, inoltre, al termine dell’incontro, si è reso protagonista di un filmato postato sui social in cui avrebbe urlato:

Forza Inter per sempre”.

Parole d’amore verso il suo trascorso in nerazzurro e che non sono passate di certo inosservate. Il Corriere dello Sport svela un ulteriore retroscena, secondo cui Hakimi avrebbe confidato ad alcuni suoi ex compagni interisti, tra cui Lautaro Martinez, il suo desiderio di ritornare a Milano:

“Se potessi non avrei alcun dubbio, tornerei all’Inter.

Continua a leggere

Calciomercato

Sabiri: “Al Mondiale per fare la storia. Al momento sono della Samp”

Pubblicato

:

Sabiri

La sorpresa più bella di questo Mondiale è certamente il Marocco, approdato ai quarti di finale dopo aver eliminato la Spagna ai rigori. Il prossimo avversario sarà il Portogallo di Cristiano Ronaldo, ma Sabiri e compagni non hanno paura e continuano a sognare in grande. Intervistato dal Corriere dello Sport, il centrocampista della Sampdoria ha toccato vari temi, tra cui una voce di mercato che lo vedrebbe alla Fiorentina. Ecco alcuni estratti delle parole di Sabiri:

IL MOMENTO DEL MAROCCO – “È un momento storico per l’Africa e per il mondo arabo. Era ora. Siamo contenti. Ci eravamo confrontati prima della partita. Eravamo convinti che la Spagna si potesse eliminare. L’obiettivo era raggiungere i rigori e l’abbiamo
ottenuto“.

UN GRUPPO PARTICOLARE – “È particolare il nostro gruppo, vero. Ma il nostro sangue è quello. Se voi siete italiani, rimanete italiani anche se nascete in Marocco giusto? Non c’entra nulla il posto in cui cresci se i tuoi genitori, le persone che ti danno la vita, ti trasmettono i valori e la cultura della loro terra. È un marchio che ti rimane dentro. Noi per questo siamo qui, per fare la storia del nostro Paese”.

LE PARTITE SALTATE CON LA SAMPDORIA – “Ero infortunato. C’è stato anzi il rischio che non potessi neppure partecipare al Mondiale. Ma ho lavorato duro, con tanta fisioterapia. In Italia tanti pensavano che la lesione fosse finta ma la società conosce la verità. Ho anche inviato foto della risonanza magnetica allo staff medico per dimostrarlo. Anche qui in Qatar non gioco con continuità per questa ragione. Non sto bene. Sento dolore dopo 15-20 minuti, come è successo contro il Canada. Ma resisto”.

IL CT REGRAGUI – “È una persona incredibile ed è il migliore allenatore che io conosca. Dovrei portarvi nello spogliatoio per farvi capire quanto sia importante per noi. Ha sempre un piano preciso per le partite”.

IL MERCATO – “Non so, per ora sono un calciatore della Samp. Non mi hanno detto altro”.

Continua a leggere

Flash News

Bergomi: “Lautaro lavora tanto per la squadra, l’Inter ha bisogno di lui e Lukaku”

Pubblicato

:

Lautaro

Beppe Bergomi, intervenuto a Sky Sport, ha esspresso la sua opinione sul momento di Lautaro Martinez. Il Toro di Bahia Blanca non ha ancora trovato la prima rete del proprio Mondiale, ed è risaputo quanto l’attaccante dell’Inter possa andare in sofferenza quando non trova la porta, andando incontro a una spirale negativa che spesso lo porta a mesi interi senza segnare.

Nella partita d’esordio dell’Argentina al Mondiale persa contro l’Arabia Saudita si è visto annullare due gol per fuorigioco per questione di centimetri, mantenendo a zero la voce “gol segnati”.

Bergomi si esprime così su Lautaro, esprimendo anche la sua idea sull’argentino nell’attacco dell’Inter: “Non deve intristirsi, anche se non sta trovando la via della rete. Lavora sempre molto per la propria squadra. Nell’Inter è fondamentale il suo partner d’attacco: Dzeko va bene, ma Lukaku è perfetto per lui. L’Inter ha bisogno di ritrovare questa coppia, che deve avere maggiore continuità di rendimento“.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969