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Juventus, crisi difficile da superare: Allegri manda la squadra in ritiro

Juventus, crisi difficile da superare: Allegri manda la squadra in ritiro

Dopo il secondo ko consecutivo, prima contro il Sassuolo di Dionisi e poi contro il Verona di Tudor, i bianconeri di Max Allegri resteranno in ritiro fino alla partita contro la Fiorentina in programma sabato prossimo alle 18 all’Allianz Stadium. I bianconeri, però, dovranno riporre tutte le loro energie nel preparare attentamente la partita di Champions League di martedì sera alle 21:00 contro lo Zenit San Pietroburgo.

 

UNA CRISI SENZA FINE

Per ora il ritorno in panchina di Massimiliano Allegri si sta rivelando un’operazione inadeguata a raggiungere il risultato sperato. I bianconeri si collocano a 15 punti in classifica dopo 11 giornate disputate, con una media di poco più di 1 punto a partita. Sono numeri impietosi per una squadra che, negli ultimi anni, ci ha abituato a vincere e a convincere senza avere particolari difficoltà. Fa parecchio strano vedere una Juve priva di un’identità di gioco. I bianconeri fanno grande fatica a segnare e sembrano avere una condizione fisica inferiore rispetto alle altre big del campionato italiano.

 

GIOCATORI POCO FUNZIONALI

L’operazione Cristiano Ronaldo, maturata negli ultimi giorni di calciomercato estivo ha indubbiamente indebolito le prestazioni di una squadra che ha costruito il gioco degli ultimi tre anni attorno al campione portoghese. Il centrocampo, nonostante l’arrivo del campione europeo Manuel Locatelli sembra non spiccare per brillantezza e velocità. Rabiot, Arthur, Ramsey e Bentancur non convincono. La sensazione è che si chieda ad altri giocatori, che esprimono il meglio in altre posizioni del campo, di ricoprire dei ruoli inediti per loro. Kulusevski arretrato dalla porta e Bernardeschi prima punta sono solo alcune delle soluzioni che Allegri ha cercato di trovare nelle scorse giornate, senza però ottenere dei risultati particolarmente brillanti.

 

RICAMBIO GENERAZIONALE

La difesa bianconera non potrà affidarsi per sempre alle prestazioni brillanti di Chiellini e Bonucci, che spesso hanno bisogno di rifiatare e, non trovando dei sostituti all’altezza, si trovano costretti a giocare titolari anche nelle partite contro avversari di minor caratura. De Ligt, cresciuto negli ultimi mesi, sembra non essersi ancora consacrato definitivamente e Rugani non può essere il sostituto ideale. Cuadrado e Alex Sandro rappresentano gli ultimi baluardi di una squadra destinata a diminuire il tasso tecnico delle proprie prestazioni. Lo stesso vale per Paulo Dybala, alle prese con i soliti infortuni che lo hanno notevolmente penalizzato e Alvaro Morata, unica punta titolare nella rosa bianconera. Kaio Jorge, ancora acerbo non è pronto per grandi palcoscenici mentre Kean ancora non convince.

 

IL (POCO) TEMPO AIUTA

Se è vero che in tanti impegni di Campionato e Coppa tolgono alla squadra parecchio tempo per lavorare sul proprio gioco e trovare i meccanismi giusti, è altrettanto vero che una reazione d’orgoglio, prima o poi, appare inevitabile e necessaria. La sfortuna della squadra di Allegri è un altro elemento decisivo, infatti molto spesso i big in rosa hanno dovuto dare forfait nei momenti decisivi. Le numerose assenze di Chiesa, Morata, Dybala hanno pesato moltissimo finora.

 

I PUNTI DA CUI RIPARTIRE

Nonostante le numerose defezioni e le partite poco convincenti disputate, la squadra bianconera non può valere quanto espresso finora. Il modulo di gioco più utile per la squadra è il 4-3-3, nonché quello in grado di garantire una maggiore proiezione offensiva, in grado di impensierire gli avversari. Gli esterni Chiesa e Dybala sono imprescindibili per una squadra in difficoltà come questa.

La difesa di esperienza, seppur con qualche problema, è il punto cardine della squadra, a cui manca in primis la fiducia, elemento imprescindibile per il calcio di oggi. Kulusevski, invece, con una collocazione tattica più offensiva, è l’unica alternativa valida all’attacco bianconero. Spetterà quindi ad Allegri il difficile compito di recuperare fisicamente e mentalmente dei giocatori che hanno fatto gioire parecchio negli ultimi anni ma che, in questo momento, non riescono a trovare la loro dimensione incontrano solo difficoltà.

Solo quando la componente mentale verrà completamente ripristinata, allora anche il morale della squadra ne potrà trarre beneficio. Delle prestazioni tecniche maggiormente all’altezza potranno portare a vittorie più continuative e, si sa, vincere aiuta a vincere.

 

Fonte immagine copertina: diritto Google creative Commons

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