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Juventus-Atalanta, scontro per la Champions: Chiesa sfida Muriel

Juventus-Atalanta, scontro per la Champions: Chiesa sfida Muriel

Dopo le delusioni europee, per Juventus e Atalanta è ora tempo di leccarsi le ferite e concentrarsi sul weekend. L’obiettivo è senza dubbio rientrare in corsa per un posto in Champions, per una, e mantenere le distanze dalle inseguitrici, per i bergamaschi. Sabato si troveranno quindi faccia a faccia due rivali agguerrite, decise a mettersi in difficoltà il più possibile.

Per questo, un ruolo importante lo giocheranno sicuramente Federico Chiesa e Luis Muriel, le mine vaganti degli attacchi delle due squadre. Il primo è senza dubbio il più pericoloso in tutto il reparto bianconero, mentre il secondo, reduce da un infortunio piuttosto ostico, è tornato con due reti in due partite.

Inoltre, i due possono dirsi abbastanza simili, soprattutto per il loro talento e la loro efficacia. Ma osservandoli in altri campi, chi potrebbe dirsi migliore dell’altro?

 

ESTRO

Per un giocatore offensivo, l’estro è quanto mai importante. Secondo il vocabolario, l’estro è l’ardore della fantasia e dell’immaginativa che guida l’artista nella creazione dell’opera. Traslandolo in gergo calcistico, si potrebbe definire come l’inventiva di un giocatore, la sua capacità di creare azioni non scontate.

E stando alle ultime stagioni, Federico Chiesa sembra averne abbastanza. Se alla Fiorentina sembrava un esterno molto veloce e tecnico, alla Juve è diventato l’uomo in più, in grado di creare da un momento all’altro la giocata vincente. Anche quando non segna, le sue accelerazioni gettano scompiglio nella difesa, portano un’incertezza che in pochi alla sua età sarebbero in grado di replicare.

In questo senso l’Europeo è stata una vetrina importante, ma anche prima ha dimostrato più volte di avere le movenze degne di un campione. Tra reti, assist e azioni magistrali, l’estro di Federico Chiesa ha saputo emergere, fino a farsi grande, per non dire gigante. E in questa indimenticabile estate azzurra è divenuto quanto mai fondamentale. Come uno di quei giocatori che da soli risolvono le partite, come una chiesa al centro di un villaggio”.

“Lui (il padre, ndr) e Federico sono diversi sia fisicamente, come struttura, sia tecnicamente, li trovo simili solo nell’ultimo tocco di preparazione al tiro. Enrico era una punta molto mobile, un attaccante, Federico è un esterno d’attacco, ha più corsa del padre. La Juve è un passaggio importante per lui, di crescita e completamento soprattutto sul piano mentale. Sarà importante per la Nazionale, con noi ha fatto sempre molto bene”.

-Roberto Mancini

Eppure, si può facilmente dire che l’ex viola ha un degno concorrente. Più che degno. Non è di certo un caso, infatti, se fin dall’inizio della carriera il nome di Luis Muriel è stato spesso accostato a quello di Ronaldo il Fenomeno. Per quanto i paragoni siano sempre esagerati, spesso nascondono un lieve fondo di verità.

E senza dubbio Muriel ha fatto di tutto per rispettare il confronto, sciorinando giocate sensazionali a tutto tondo. Seppur a sprazzi, infatti, ha mostrato al pubblico tutto il suo potenziale, tra dribbling, gol e assist. Forse a Firenze, nonostante il finale deludente, ancora si ricordano del suo esordio in Serie A in maglia gigliata, con due marcature una più pregevole dell’altra.

E non è stata solo Firenze ad apprezzare l’estro del colombiano, dato che Udine e Genova conservano ancora un fantastico ricordo di lui. Per questo, ci sentiamo di dire che sotto questo punto di vista, prevalga il colombiano. Per quanto simili, infatti, in termini di talento e dribbling, Chiesa sembra leggermente più uniforme nel suo stile di gioco, mentre Luis Muriel ha sempre un asso nella manica da giocare.

STRAPPO PALLA AL PIEDE

Sia Juventus che Atalanta puntano molto sulla velocità dei loro attaccanti. Nel caso dei bianconeri il contropiede, per i nerazzurri gli inserimenti alle spalle dei difensori. Qui però non vogliamo soffermarci sulla velocità nello scatto o nell’accelerazione, ma più che altro sull’abilità di strappare e tagliare la difesa in due con la palla tra i piedi.

E in questo, Federico Chiesa eccelle. Le sue accelerazioni, infatti, creano quasi sempre la superiorità numerica, mentre grazie al controllo di palla riesce a eludere moltissimi avversari. Non a caso, molti dei gol delle sue squadre nascono proprio da suoi spunti personali, quando riesce a strappare e a superare tutti in velocità. Doti da vero top player, che hanno portato i media (italiani e non) a paragonarlo a un certo Kylian Mbappé. E vedendo le azioni in campo, forse non è stato neanche così scandaloso.

Discorso leggermente diverso, invece, per Luis Muriel. Il sistema di gioco atalantino, infatti, non gli fornisce un grande spazio di azione, in cui poter accendere i motori e scatenare i cavalli. Tuttavia, durante le sue esperienze passate ha più volte dimostrato di avere dalla sua un’esplosività fuori dal comune. D’altronde, i contropiedi sono sempre stati il suo forte, in ogni sua esperienza. Anche quando non portano alla rete, i suoi sprint permettono comunque di creare numerosi pericoli lì in avanti, più o meno seri.

In particolare, con partite piuttosto bloccate, la squadra di Gasperini si è abituata a puntare molto su azioni personali, spesso proprio del colombiano. Una volta sbloccato il risultato, poi, si può scatenare tutto il potenziale atletico e tecnico di Muriel, virtualmente devastante.

Tra i due, però, ci sentiamo di preferire lo juventino, per l’incisività dei suoi strappi e l’efficacia delle sue scelte nonostante metri e metri di corsa. Senza nulla togliere a Muriel, gli strappi dell’italiano tendono a essere più efficaci di quelli del colombiano, che sotto questo punto di vista è leggermente più incostante. Per meglio dire, ogni tanto i suoi allunghi terminano in un nulla di fatto. Al contrario, per quanto visto fino ad ora, ogni volta che Chiesa allunga il pallone e alza i giri, il marcatore è saltato.

 

INCISIVITÀ

Non il numero di reti segnate, ma semplicemente l’incisività dei due. In questo caso, infatti, non possiamo contare semplicemente i gol, dato il ruolo di esterno di uno e di attaccante puro dell’altro. Per incisività, invece, si vuole intendere proprio la capacità di essere decisivi per la squadra, in termini di gol, assist e occasioni create.

Dal suo arrivo a Torino, il figlio d’arte ha migliorato incredibilmente la sua efficacia, diventando uno dei migliori bianconeri per rendimento. Non solo 15 gol e 11 assist in 46 presenze, ma anche quarto posto per numero di big chance create in Serie A. Tutto ciò solo per mettere in risalto il salto di qualità compiuto dall’ex viola. Inoltre, Chiesa sembra aver compiuto quello switch mentale importantissimo, per cui sa riconoscere quando deve tirare, dribblare o passare. Nulla di scontato per un ventiquattrenne.

Muriel, invece, è sempre stato abituato a segnare un gran numero di reti, oltre che ad assistere quando serviva. Non a caso, l’anno scorso ha chiuso al terzo posto della classifica marcatori (con ben 22 reti), mentre è entrato in Top 10 per quanto riguarda gli Expected Goals. E in più, bisogna considerare che ogni tanto ha anche dovuto cedere il proprio posto a un certo Duvan Zapata.

La cosa più sorprendente, però, è che Luis Muriel ha sempre tenuto una media gol/minuti altissima, a prescindere dal colore della maglia indossata. L’ultima stagione è stata solo la ciliegina sulla torta, il culmine della sua carriera. Con il tempo, infatti, il colombiano sembra aver affinato le sue capacità sotto porta, riducendo di molto gli errori, che in parte avevano caratterizzato i suoi primi anni.

Proprio per questo, da questo confronto in particolare non riesce ad emergere un vero e proprio vincitore. Infatti, se da un lato Federico Chiesa ha alle spalle troppi pochi anni per poter giudicare a pieno la sua incisività (finora ad ottimi livelli), dall’altro quella di Muriel è stata più volte condizionata dal periodo da lui affrontato. Positivo o negativo che fosse. Anche perché il livello di entrambi è molto alto, degno di due giocatori di classe mondiale.

Da ex compagni di squadra (solamente tre stagioni fa) ad avversari, uno di fronte all’altro. Sabato le loro squadre dipenderanno (anche) da loro, per cui non ci resta che aspettare che sia il talento a parlare…

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