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Juventus, il comunicato per gli 11 di presidenza Agnelli

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Juventus, il comunicato per gli 11 di presidenza Agnelli

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Il 19 maggio 2010 Andrea Agnelli diventa presidente della Juventus

Si apre così il comunicato con cui la Juventus celebra l’11esimo anniversario della presidenza di Andrea Agnelli. 11 anni storici, che hanno visto i bianconeri vincere ben 9 scudetti consecutivi, impresa unica in Serie A. Undici anni, si legge nel comunicato, nei quali la Juve ha vinto anche 4 Coppe Italia e 5 SuperCoppe Italiane, per un totale di ben 18 trofei sotto la presidenza di Agnelli.

Basta questa considerazione, numerica e non solo, per avere un’idea di quale solco la guida di Agnelli abbia scavato nella storia recente – e non solo – del Club: un Club che 10 anni fa doveva ricostruire, e che riguardandosi indietro ha vissuto un’epopea così incredibile che a raccontarla sembrano passate due vite”

Un’epopea che passa anche dall’Allianz Stadium, inaugurato proprio da Agnelli nel settembre 2011: la casa della Juventus, che quest’anno compie 10 anni. Da quel giorno, la Juventus aveva sempre vinto lo scudetto.

“«Riscrivere la Storia, superare sé stessi», uno dei mantra del Presidente, insieme alla considerazione che più appartiene, a lui e a noi tutti: la vittoria più bella è la prossima. Quindi è tempo adesso di pensare e concentrarsi al massimo sulla Finale di Coppa Italia di questa sera, e cominciare già a lavorare per le vittorie che verranno”

IL FUTURO DI AGNELLI E LA JUVENTUS

Il passato, dunque, è passato: ora bisogna guardare il futuro, che nell’immediato significa la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Resta ancora incerto, però, come sarà organizzata la Juventus che verrà.

Dopo un lunghissimo e vincente matrimonio, infatti, le voci su una possibile successione alla presidenza del club si sono susseguite nelle ultime settimane. Sia per un possibile interesse di Agnelli a prendere in gestione altre aziende del gruppo Exor, sia, inevitabilmente, per il terremoto causato dalla Superlega, che sembrava aver indebolito la posizione di Agnelli all’interno del mondo Juve. Il nome più discusso come possibile erede era quello di Alessandro Nasi, cugino di John Elkann e vicepresidente di Exor.

Dopo un primo periodo di assestamento in seguito al crollo della Superlega, però, le acque sembrano essersi calmate e l’ombra di Nasi è più lontana. Nonostante le frequenti visite di John Elkann alla Continassa di cui si è parlato in queste settimane, infatti, Agnelli sembra saldo al timone della Juventus. Tra dirigenza quasi completamente in scadenza, calciatori a fine ciclo e cambio di allenatore imminente, sono tanti i cambiamenti che i bianconeri dovranno fronteggiare quest’estate. E a guidarli, come negli ultimi 11 anni, dovrebbe esserci ancora una volta Andrea Agnelli, pronto a lavorare per le vittorie che verranno.

 

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Juric dopo Roma-Torino: “Sprechiamo troppo, che crescita di Bellanova”

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Ivan Juric, allenatore del Torino - Serie A, Coppa Italia

Nel posticipo della 26ª giornata, la Roma si è imposta 3-2 sul Torino. Decisiva la tripletta di Paulo Dybala. Inutili la rete del momentaneo pareggio di Duvan Zapata e l’autogol di Dean Huijsen che ha rinvigorito il Toro nel finale.

Dopo la gara il tecnico granata Ivan Juric è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare la sconfitta. Il croato è apparso molto rammaricato per le tante occasioni sprecate, che si vanno ad aggiungere a quelle mancate nelle scorse gare. Anche nel recupero contro la Lazio per il Torino era arrivata una sconfitta nonostante una prestazione di livello.

Per il Torino resta reoccupante la situazione in difesa, reparto in totale emergenza, che dovrà affrontare anche l’infortunio del neoacquisto Lovato, ma ritroverà presto il capitano Alessandro Buongiorno. La nota positiva resta la crescita costante di Raoul Bellanova, anche oggi protagonista con un assist perfetto per Zapata.

LE PAROLE DI JURIC

TORINO SPRECONE – In due partite abbiamo fatto trentotto tiri, ne abbiamo subiti quattordici e ne abbiamo perso tutte e due le partite. Sprecate tante occasioni pericolose. Dobbiamo essere più pericolosi, queste cose si pagano. Ci esprimiamo molto bene ma manca questo tipo di cattiveria sottoporta. Siamo una squadra sprecona”.

SULLA PARTITA –Nel primo tempo il Torino ha dominato totalmente, quindi ha commesso un fallo da rigore senza motivo, poi Dybala ha fatto un eurogol. E’ difficile da accettare. Rimane il fatto che la squadra domina il gioco, ma manca questo giusto incastro. La sensazione è quella: manca qualcosa, ma non dobbiamo scoraggiarci“.

SULLA DIFESA – “Siamo un po’ corti, cortissimi. Per quanto riguarda l’infortunio di Lovato vedremo domani, Buongiorno è vicino al recupero”.

SULLA CRESCITA DI BELLANOVA – “Quando i ragazzi sono favorevoli all’ascolto, è normale che crescano. Lui ascolta, ha tanta voglia, e sta migliorando in maniera impressionante”.

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Zidane apre alla Serie A: “Tutto può succedere, mi piacerebbe. Devo tanto a Lippi”

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Zidane

L’ex allenatore del Real Madrid Zinedine Zidane ha presidiato la presentazione del docufilm sul suo ex allenatore Marcello Lippi “Adesso vinco io”. L’ex fuoriclasse francese è intervenuto ai microfoni di Sky Sport a margine dell’evento, parlando del suo rapporto con Marcello Lippi, che lo ha allenato dal 1996 al 2001, ma anche del suo futuro, aprendo le porte alla Serie A.

LE PAROLE DI ZIDANE

SU LIPPI – “È stato mio allenatore, soprattutto mi ha fatto venire alla Juve. È il primo che ha creduto in me e che mi ha fatto giocare, perché alla fine non era facile per lui. Arrivavo dall’esperienza in Francia, era un po’ difficile per me la preparazione, però poi alla fine mi ha fatto giocare lui. Quindi per me è stato non solo il mio allenatore, ma quello che mi ha fatto diventare chi sono. È lui che mi ha detto che avrei finito di giocare con la Juventus, giocare bene, e alla fine è andata così. Quindi per me è stato importante. Abbiamo vinto anche delle cose con lui, ma non solo con me. Avevamo una squadra impressionante, lui era un allenatore impressionante, quindi abbiamo fatto delle belle cose. È forse uno dei più grandi allenatori che ho avuto, insieme ad Aimé Jacquet con la Francia, poi anche Carlo Ancelotti. Ho preso anche tante cose da lui e ora faccio il mio percorso”.

SUL POSSIBILE FUTURO IN ITALIA – Perché no, può succedere di tutto. Adesso sto facendo altre cose, vediamo però sicuro che un’altra volta in panchina mi piacerebbe.

 

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Il prepartita di Fiorentina-Lazio: le dichiarazoioni di Kayode e Isaksen

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Empoli-Lazio

Prima del posticipo tra Fiorentina e Lazio, ai microfoni di DAZN sono intervenuti il difensore viola Michael Kayode e l’attaccante biancoceleste Gustav Isaksen. Ecco le loro parole.

LE PAROLE DI KAYODE

IL CLIMA – “Non è stata una stagione semplice, ma il clima è lo stesso, siamo un gruppo unito e pensiamo partita dopo partita”.

SULLA LAZIO – “C’è un tabù che vogliamo sfatare, ne abbiamo parlato”.

LE PAROLE DI ISAKSEN

SULLA PARTITA –Sarà una partita molto importante dobbiamo essere concentrati, abbiamo tanti impegni e potrebbe essere difficile. Dovremo essere pronti dal primo minuto perché la Fiorentina è una squadra forte. Questo stadio è importante e ci sarà una grande atmosfera”.

SUL MOMENTO – “Mi sento più sicuro e sono felice delle opportunità. Spero di aiutare con gol e assist, perchè questo è il tipo di giocatore che voglio essere. Sento la fiducia di tutti. Sto imparando l’italiano”.

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La Roma piega il Torino grazie a super Dybala: la Joya fa tripletta e firma il 3-2

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Roma Dybala

La Roma è ufficialmente rinata sotto la guida di Daniele De Rossi e ottiene un altro preziosissimo successo contro il Torino. All‘Olimpico uno stratosferico Paulo Dybala stende i granata con una tripletta e rende vane le due reti ospiti che confezionano il 3-2 finale. I giallorossi rimangono al sesto posto in classifica, ma ora l’Atalanta quinta è solo a -2. Il quarto posto del Bologna, invece, dista quattro punti.

A DYBALA RISPONDE ZAPATA

Primo tempo molto equilibrato quello che all’Olimpico va in scena tra Roma e Torino. Soprattutto a causa dei granata, ultra aggressivi in fase di pressing, i giallorossi sono imprecisi e, oltre al gol, confezionano una sola grande palla gol. All’alba del match, Azmoun si fa 50 metri di campo con la palla tra i piedi e offre a Kristensen nel cuore dell’area di rigore, il danese, però, centra in pieno il palo. La risposta del Toro è da ricercarsi sopratutto nell’atteggiamento, che – a seguito di una palla riconquistata – porta Samuele Ricci a coordinarsi in bello stile e a calciare verso la porta di Svilar un pallone che finisce sull’esterno della rete.

La prima sliding door del match al 40′, quando Sazonov (subentrato all’infortunato Lovato) pesta ingenuamente il piede di Azmoun in area di rigore. Penalty ineccepibile e realizzazione impeccabile di Dybala, che spiazza Milinkovic Savic e fa 1-0 Roma. La gioia giallorossa, però, dura poco, perchè al 44′ il solito Bellanova pennella dalla destra un pallone che Zapata è bravissimo ad andare a prendere altissimo e a spedire all’angolino. È 1-1 al termine del primo tempo.

AL COSPETTO DEL 21

Se nei primi 45 minuti Dybala aveva sofferto la pressione del Torino, l’argentino si prende la scena nel secondo tempo. Lo show del 21 inizia al 57′, quando Dybala trova spazio dai 25 metri e calcia forte sul palo lontano. Il tiro che parte ovviamente dal suo mancino è forte e preciso e si insacca a fil di palo. 2-1 Roma e primi segnali di stanchezza per un Torino che, non abituato ai ritmi delle partite infrasettimanali (giovedì i granata avevano perso il recupero della 21ª giornata contro la Lazio), inevitabilmente cala.

Il sigillo su una prestazione fantastica, comunque, per Dybala arriva al 69′. La Joya è brava a dialogare con Lukaku al limite dell’area di rigore: il belga libera l’argentino che da posizione defilata riesce a battere per la terza volta Milinkovic-Savic con un bel diagonale. Prima tripletta giallorossa per Dybala, in generale la terza in Serie A, a quasi sei anni di distanza dall’ultima. Il Torino comunque non molla e rimane attaccato fino all’ultimo secondo di partita al match. Al 88′ Ricci penetra in area di rigore e mette un pallone a rimorchio che Huijsen devia malamente nella sua porta.

La gara si conclude senza ulteriori sussulti, la Roma fa cinque vittorie su sei partite con De Rossi in panchina in Serie A e lancia ufficialmente la sua sfida all’Atalanta, ora distante appena due punti. Il quarto posto del Bologna è invece a -4 e a questo punto nulla è precluso.

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