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Juventus contro Raiola: De Ligt via a gennaio?

Juventus contro Raiola: De Ligt via a gennaio?

In casa Juventus l’aria che si respira ai piani alti è piuttosto pesante.

Nonostante la squadra di Allegri sembra aver trovato l’alchimia per macinare punti, complici anche avversari di bassa classifica, in società c’è molto da lavorare.

Con un mercato alle porte, più che mai fondamentale, e l’inchiesta partita sul caso plusvalenze, alla Continassa ci sarà da rimboccarsi le maniche.

Maurizio Arrivabene, ex membro del cda del club, ad inizio stagione è stato nominato amministratore delegato.

Da sempre uomo di fiducia di Agnelli, Arrivabene avrà il compito di far quadrare i conti, sia di bilancio ma anche di questioni interne alla squadra.

Con una personalità forte e decisa, ha come obiettivo il ringiovanimento della rosa, senza nessuna spesa folle per gli stipendi.

ARRIVABENE SUL CASO DE LIGT-RAIOLA

Nel post-partita di Juventus-Cagliari, Arrivabene si è sbilanciato sulle dichiarazioni rilasciate in settimana da Mino Raiola.

Il procuratore infatti, sembrerebbe aver apertamente detto che De Ligt sarebbe pronto per una nuova avventura, e queste parole non sono piaciute particolarmente ai vertici societari.

Infatti, l’attuale AD si è espresso cosi ai microfoni: “Io sono abituato a parlare generalmente molto, molto chiaro. Al giorno d’oggi l’attaccamento alla maglia da parte di molti giocatori è un pochino in forma minore rispetto all’attaccamento che hanno per i loro procuratori“.

Chiarisce inoltre che gli attuali rapporti con il giocatore sono sereni, ma afferma: “È facile parlare di attaccamento alla maglia, è più difficile dimostrarlo in campo.”

Di certo Raiola avrebbe potuto aspettare di uscire allo scoperto, soprattutto in un momento in cui la Juventus è alla ricerca di un equilibrio.

Arrivabene però, senza peli sulla lingua, ha fatto capire che tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile.

Appena al secondo anno di contratto con la Juventus quindi, De Ligt potrebbe presto sedersi al tavolo per parlare del suo futuro, oggi più che mai lontano da Torino.

L’AD bianconero vuole mantenere la politica del pugno duro, portando avanti la sua personale guerra contro procuratori sempre più protagonisti.

 

 

 

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