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Oltre 28 mila spettatori in Juve-Maccabi Haifa: l’incasso bianconero

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Juventus

Nella partita di Champions League disputatasi questa sera contro il Maccabi Haifa, la Juve ha registrato l’ingresso 28.498 tifosi, di cui circa 2mila ospiti. L’incasso dei bianconeri per questa partita ammonta a un valore totale di 1.458.107,00 euro. Vedere i tifosi allo stadio ovviamente è sempre un piacere, per una squadra come la Juventus riempire lo stadio dovrebbe essere una consuetudine: purtroppo per i bianconeri, nelle ultime settimane, così non è statto. Nonostante i 41mila posti siano una capienza minore rispetto agli stadi di altre grandi squadre, la Juventus non è riuscita finora a coinvolgere al massimo i tifosi: serate come quella di oggi fanno ben sperare in ottica futura.

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Bayern Monaco su Kane, ma il Tottenham vuole blindarlo: le ultime

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kane

15 reti in 30 presenze. Fino ad ora, questo è il bottino stagionale di Harry Kane tra Tottenham e Nazionale Inglese. L’attaccante classe ’93 sta letteralmente trascinando gli Spurs, che attualmente occupano il quarto posto in Premier League. Per questo motivo, il club allenato da Antonio Conte certamente non vorrà privarsi del suo numero 10 e starebbe pensando ad un possibile rinnovo di contratto.

Per la cronaca, Kane è in scadenza il 30 Giugno 2024 e molti top club europei si starebbero già muovendo sulle sue tracce. Tra questi c’è il Bayern Monaco. La squadra 32 volte campione di Germania sarebbe alla ricerca di un sostituto di Robert Lewandoski, che in estate ha detto addio alla Bundesliga per accasarsi al Barcellona.

Per scongiurare la possibilità di vedere Kane con la maglia dei bavaresi, dunque, gli Spurs sarebbero pronti a dare inizio alle trattative per il prolungamento di contratto che, con molta probabilità, si apriranno al termine dei Mondiali in Qatar.

 

 

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Argentina, Messi e l’eredità di Diego

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Messi

A seguito dei match del secondo turno di Qatar 2022 ci sono i primi verdetti. Nel corso di questo primo scorcio di weekend i tifosi argentini sono rimasti impalati davanti allo schermo a tifare la propria favorita.

MESSI E MARADONA

Messi contro il Messico: sembra uno scioglilingua, ma non è che l’hombre del partido nell’incontro più importante di questa competizione. Il giocatore, nel postpartita della partita contro l’Arabia Saudita, aveva invocato l’aiuto alla tifoseria:

“La nostra gente deve avere fiducia in noi: questo è un gruppo molto unito che, già contro il Messico, saprà ritrovarsi”.

Il capitano ha a cuore la maglia albiceleste di milioni di argentini, tra cui Gerardo Martino, ex commissario tecnico della Seleccion, e attuale mister degli aztechi. Il Tata, alla guida del Paraguay centra i quarti di finale del Mondiale di Sudafrica 2010 e la finale di Copa America del 2011.

Nel 2014 assume l’incarico di allenatore del Barcellona. A fine stagione, rimasto a secco di trofei nella sua esperienza in blaugrana, rassegna le sue dimissioni.

La pulga lo vuole come commissario tecnico dell’Argentina. Una scelta che si rivelerà fatale: In Copa America del 2015 e 2016 perde la finale ai calci di rigore contro il Cile.

Alla vigilia del match di sabato sera, il mister del Messico rivela:

“Mettetevi al mio posto, voi come vi comportereste? L’Argentina è la mia patria, ma io sono il ct del Messico e farò il possibile per vincere questa partita”.

A due anni dalla dolorosa scomparsa del Diez, il suo erede è costretto a fare i conti con la storia. Lionel Messi è un fenomeno generazionale, ma “Maradona era un’altra cosa”. Un dualismo che alimenta le polemiche e che inasprisce l’odio verso il giocatore più forte di questa epoca.

In molti sostengono che la pulga non abbia la stoffa del leader. Le finali perse, il rigore sbagliato contro il Cile e l’episodio del vomito nella gara contro il Paraguay. Tuttavia, Messi si è preso la sua rivincita.

Si disputa tra i padroni di casa della nazionale verdeoro del Brasile e la Seleccion, la finale di Copa America 2021. Nello spogliatoio, prima della sfida conclusiva, avvolto dagli abbracci dei suoi compagni di squadra, intona le seguenti parole:

“Questa coppa doveva essere giocata in Argentina e Dio l’ha portata qui, in modo che la solleviamo nel Maracana. Per renderla più bella per tutti, quindi usciamo fiduciosi e sereni che la porteremo a casa”.

L’albiceleste vince 1-0 grazie alla rete di Angel Di Maria e Messi, eletto migliore giocatore del torneo e capocannoniere della competizione, alza al cielo dello Stadio Maracanã di Rio de Janeiro il primo trofeo della sua carriera con la nazionale.

ARGENTINA-MESSICO

Veniamo alla cronaca della partita: Argentina-Messico è molto più della seconda gara del gruppo C. La pulga lo deve a se stesso, alla sua gente e a Diego in persona. Chissà che da lassù non stia esultando in maniera scomposta, come solo lui sa fare, alle prodezze del suo beniamino.

Nessuna squadra prevale sull’altra e l’incontro è inchiodato sull’0-0. Serve la giocata del fuoriclasse. Il giocatore con la dieci sulle spalle fa partire una rasoiata a fil di palo e porta avanti l’Argentina. Il migliore mancino del mondo. Messi eguaglia Maradona: sono otto reti nel Mondiale e dodicesimo gol nelle ultime sei con la Seleccion.

All’ottantasettesimo Enzo Fernandez fa partire un destro a giro, che chiude il match sul 2-0. Sono sempre più convinto che Messi sia dentro a un racconto scritto per tesserne le lodi. Un romanzo di formazione in cui il protagonista, attraverso mille peripezie, passa da essere un sedicente fuoriclasse a un campione senza eguali.

Nel postgara il giocatore, eletto uomo partita, dichiara:

Non so perché si siano dette tante cose. L’altro giorno si parlava di caviglia, io non avevo niente. Non mi sono mai allenato da solo, abbiamo lavorato come dovevamo lavorare e siamo siamo arrivati ​​qui. Ora non possiamo commettere errori, perchè sapevamo che la risposta del pubblico sarebbe stata quella di oggi. Abbiamo lavorato molto insieme e siamo tutti uniti, non possiamo arrenderci ora!

La prossima gara è decisiva. Lewandowski è affamato e, dopo essersi sbloccato con la nazionale, vuole assicurarsi il primo posto nel girone, Tuttavia, alla Polonia basta un pareggio per essere sicura del passaggio del turno.  Per l’Argentina vincere è l’unica cosa che conta. Il calcio è come una favola, ha sempre un lieto fine.

 

 

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Lozano ci crede ancora: cosa serve al Messico per qualificarsi

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Lozano

Dopo la sconfitta per 2-0 contro l’Argentina che complica la situazione del girone per il Messico, il Chucky Lozano ha esternato la sua delusione, assicurando però di non arrendersi nell’ultima partita:

”Le possibilità di passaggio del turno non sono delle migliori, ma noi combatteremo anche per l’1% di probabilità. Contro l’Arabia Saudita dobbiamo voltare pagina, ma abbiamo speranza e faremo di tutto per provarci. Nel primo tempo abbiamo fatto una buona partita, ma nel secondo tempo ci sono mancati dei piccoli particolari che ci hanno condannati alla sconfitta”.

La sconfitta contro l’Argentina ha infatti complicato la situazione per i messicani, perché dopo la seconda giornata del girone la squadra del ct Martino si trova all’ultimo posto del girone C con un solo punto conquistato e preceduto dalla Polonia a 4 punti e da Argentina e Arabia Saudita a 3 punti.

Il Messico in ogni caso sarà quindi costretta a battere l’Arabia Saudita nell’ultima partita dei gironi: in tal caso i messicani devono sperare in una sconfitta dell’Argentina contro la Polonia per passare il girone come seconda in classifica, altrimenti, in caso di sconfitta della Polonia, arriverebbero a pari punti con la squadra di Michniewicz e sarebbero costretti ad avere una miglior differenza reti rispetto ai polacchi (attualmente i messicani hanno una differenza reti di -2 , mentre l’Argentina è a +1 e la Polonia a +2). In caso di pareggio tra Argentina e Polonia, invece, il Messico dovrebbe vincere con 4 gol di scarto per avere una miglior differenza reti rispetto all’Argentina.

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Giappone-Costa Rica, le formazioni ufficiali: c’è Nagatomo, Campbell confermato

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Giapppone

Giappone e Costa Rica sono pronte a sfidarsi per la seconda gara del girone E che vede momentaneamente in testa Spagna e Giappone a quota 3 e le altre compagini ancora a secco. Match fondamentale quindi per i costaricensi in cerca di 3 punti che varrebbero oro mentre il Giappone è ben deciso nel mantenere il punteggio pieno.  La Costa Rica arriva dall’uragano spagnolo, che non ha lasciato pietà con il 7-0 rifilato, mentre il Giappone viene da una storica vittoria contro la Germania per 3-2.

 

LE FORMAZIONI UFFICIALI

Giappone (4-2-3-1) : Gonda; Yamane, Itakura, Yoshida, Nagatomo; Morita, Endo; Doan, Kamada, Soma; Ueda. C.T. : Moriyasu

Costa Rica (4-4-2): Keylor Navas; Kendall Waston, Duarte, Calvo, Oviedo; Keysher Fuller, Borges, Tejeda, Torres; Campbell, Contreras. C.T. : Suarez

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