Connect with us

I Nostri Approfondimenti

Juventus ostaggio di Allegri?

Pubblicato

:

Allegri

In molti tra i tifosi Juventini vorrebbero un gesto drastico della società bianconera, ovvero l’esonero dell’allenatore. Analizzando parole e gesti dei responsabili, emerge un’immagine molto cupa della situazione in casa Juventus.

Io esonerato?” e Allegri se la ride. “Mi mancava non essere in discussione, succede appena non faccio mezzo risultato”. Questa sua reazione in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Monza aveva irritato tantissimi tifosi bianconeri.

In questi giorni qualche tifoso aveva addirittura invitato direttamente all’AD bianconero Arrivabene a cacciare Allegri.

Lo paghi tu quell’altro che viene?” – La risposta ironica dell’amministratore delegato. Una semplice battuta di Arrivabene o si era lasciato scappare la verità? Ieri, prima della partita contro il Monza, Arrivabene ha scelto di nuovo delle parole drastiche in favore di Allegri: “Cambiare la guida tecnica sarebbe assolutamente una follia. Oggi come oggi i problemi vanno visti a 360 gradi

La Juventus è in caduta libera. Ieri il Monza contro i Bianconeri ha ottenuto addirittura il primo successo della propria storia in Serie A. Considerando la mancanza di gioco e i pessimi risultati in Serie A e Champions League, l’unica giustificazione per la permanenza di Allegri è di natura economica.

Il tecnico bianconero è tornato alla Juventus nel maggio 2021 e ha ottenuto un contratto fino al 2025 da 7 milioni netti (circa 12,95 milioni lordi). Considerando la stagione in corso e le prossime due annate, il mister bianconero deve ancora ricevere 36 milioni lordi. Un possibile esonero non farebbe venir meno il contratto giuridico che c’è tra la società bianconera e Allegri.

Il mister bianconero è consapevole che un suo esonero significherebbe continuare a percepire il proprio stipendio pur non svolgendo più alcuna prestazione. La Juventus ha sbagliato di offrire un contratto talmente lungo e oneroso ad Allegri.

L’attuale Juventus che sta facendo particolarmente attenzione alle sue finanze non si può permettere di avere due allenatori strapagati sul libro paga.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

I Nostri Approfondimenti

Toro vs Joya: il duello argentino accende Inter-Roma

Pubblicato

:

Inter-Roma

Serie A, ottava giornata: allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro va in scena Inter-Roma. Lo scontro tra nerazzurri e giallorossi ha storicamente trasceso la nozionistica definizione di “big match”, andando a rappresentare una vera e propria collisione culturale che contrappone la città di Milano a quella capitolina.

L’apice conflittuale tra le due parti è stato raggiunto (forse) nel 2010, quando l’Inter soffiò Scudetto e Coppa Italia dalle mani della Lupa e saturò di astio i rapporti tra le due società. Il nome di chi allora sedeva sulla panchina nerazzurra, molto probabilmente, lo ricorderete: è lo stesso Special One che ora infiamma il popolo romanista. 

All’interno di questa cornice prende allora vita un duello tutto argentino, composto da Lautaro Martinèz e Paulo Dybala. I due calciatori, fino a pochi giorni fa compagni nella Selecciòn albiceleste, si candidano ad essere i protagonisti della gara di questo pomeriggio.

È proprio in ottica nazionale, inoltre, che il confronto a distanza tra il Toro e la Joya assume un valore aggiunto. Il primo parte avanti nelle gerarchie del Ct Scaloni, ma il secondo grazie ad un incipit stagionale meraviglioso sta reclamando a gran voce il proprio posto nel tridente offensivo completato da Messi e Di Maria.

Rispolveriamo dunque la rubrica “Versus” targata NumeroDiez e mettiamo a confronto i due fenomeni argentini. Lautaro o Dybala, chi riuscirà ad incidere nella partita di oggi pomeriggio?

TIRO E FINALIZZAZIONE

E’ doveroso, nell’effettuare un’analisi comparativa di due attaccanti, esaminare in primo luogo l’aspetto più caratterizzante di essi: il tiro in porta. Entrambe i giocatori, infatti, nel corso della loro carriera si sono distinti per la propria finalizzazione. Dybala sin dagli anni palermitani ha sfoggiato il proprio mancino, tanto aggraziato quanto letale; Lautaro, arrivato in punta di piedi nell’Inter, si è da subito contraddistinto per una freddezza micidiale sotto porta. I due giocatori, per quanto simili possano sembrare all’apparenza, presentano tuttavia profonde divergenze. 

La Joya è tutto ciò che un allenatore moderno possa desiderare nel proprio reparto offensivo: può giocare prima o seconda punta, trequartista, falso nove o addirittura ala destra. Ad incantare tifosi e appassionati di calcio però è l’eleganza con cui Dybala adopera il proprio mancino.

Tiri a giro vellutati, cinici tocchi di punta e colpi a mezz’aria di collo pieno completano il repertorio di un attaccante che si può definire, senza ombra di dubbio, anche uno specialista nei calci piazzati. In patria “U picciriddu” (così lo chiamavano a Palermo) viene associato per la facilità con cui disegna traiettorie ad Omar Sìvori, attaccante di classe cristallina tra gli idoli del popolo tifoso argentino.

Lautaro invece, destro naturale di piede, si fa riconoscere per la cattiveria agonistica che mostra nel corso dei 90’. I metodi realizzativi del Toro riflettono perfettamente l’aggressività del giocatore, il quale al tocco di precisione preferisce la conclusione violenta. La cosiddetta “botta secca” dell’attaccante ex Racing è una sentenza: basta pensare che in queste prime uscite di campionato, su 8 tiri realizzati, ne ha messi in porta 3. Se Dybala riesce a calciare anche da fermo, Martinèz trova un punto di forza proprio nel movimento del corpo, sempre propedeutico alla perfetta esplosione del colpo. Di destro, di sinistro e anche di testa: Lautaro la porta non la prende, la sfonda.

PASSAGGI E VISIONE DI GIOCO

Nell’analizzare la suddetta categoria è necessario effettuare una premessa: tra Lautaro e Dybala è senza dubbio il secondo quello che dialoga maggiormente con i reparti arretrati della formazione. Ciò non è dato da un’indole diversa, ma dalle (spesso) diverse posizioni che i due calciatori occupano sul rettangolo di gioco.

Il Toro ha sempre giocato, nella sua esperienza milanese, a fianco di un attaccante di stazza che andasse a fare sponda per dare vita al più canonico schema “palla avanti palla indietro”. L’annata dello scudetto ha visto questo pattern ripetersi in maniera alquanto schematica: le palle verticali erano spesso catalizzate dal belga, il quale prende posizione e appoggia per Barella (o chi per lui).

Il centrocampista ad occhi chiusi pesca in profondità Lautaro che, in virtù delle doti balistiche citate in precedenza, batte il portiere. Palla indietro, palla avanti, palla in rete. Il classe ‘97 non ha lacune nel passaggio o nell’assist, ma di certo non fa di questi il proprio punto di forza.

Il discorso cambia drasticamente per Dybala. Paulo è fenomenale nel proteggere palla e far salire la squadra, così come nell’eludere il pressing avversario con un primo controllo orientato. Ciò gli consente spesso di addentrarsi nella metà campo avversaria con la palla al piede e gli occhi sui compagni, pronti a ricevere l’assist dall’educato compasso del numero 21. Questo, oltre che aver spesso sbloccato il palleggio romanista, nelle prime 8 giornate ha messo a segno 2 assist e 10 passaggi chiave (che creano nitide occasioni da gol).

FATTORE X

No, con il termine “Fattore X” non andiamo a descrivere le doti canore dei due giocatori. L’espressione ci aiuta semplicemente a ingabbiare concettualmente quella complessa sfera di qualità e caratteristiche che vanno a determinare lo stile di gioco di un calciatore. Attitudine, personalità e doti tecniche sono solo alcuni degli elementi (positivi e negativi) che, sintetizzati, vanno a comporre il suddetto fattore.

Tutte le analisi scientifiche che oggi giorno vanno a categorizzare i giocatori attraverso dati, grafici e statistiche sono accurati, ma incompleti. Il coefficiente emotivo, tanto irrazionale quanto soggettivo, deve far parte della disamina di un calciatore, il quale con determinate movenze e mimiche fa innamorare di sé alcuni tifosi piuttosto che altri. Ma quali sono i fattori X di Dybala e Lautaro?

Del Toro senza dubbio colpisce l’atteggiamento. L’espressione accigliata, lo stile di gioco veloce ed esplosivo e quella perpetua voglia di incidere portano l’argentino a giocare con rabbia. La sua foga, che a volte lo spinge a delle reazioni scontrose e poco utili, è anche ciò che inconsciamente consente al centravanti di sviluppare un senso del gol fuori dal normale. La riprova dell’esistenza del fattore X è arrivata lo scorso anno: in alcuni momenti stagionali Lautaro sembrava aver perso il feeling con i tifosi che, a causa del lungo digiuno dell’attaccante, iniziavano a dubitare di lui.

Gli aspetti sui quali veniva criticato il giocatore, però, non erano legati al campo, ma proprio all’atteggiamento: era venuta meno quell’ira funesta che tanto li aveva fatti affezionare al giocatore. Come si è sbloccato il momento no dell’attaccante? Con una violenta reazione d’istinto dello stesso Toro che a suon di gol è tornato a far esplodere la curva Nord.

In Dybala il fattore X è legato alla pura classe che il talento di Laguna Larga dimostra continuamente di possedere. La figura calcistica di Paulo, che come un cristallo è tanto attraente quanto fragile, gli consente in campo di catalizzare l’attenzione degli spettatori come pochi giocatori al mondo. Il volto puerile, il gioco nello stretto e quell’esultanza emulata da migliaia di bambini (e non) di tutta Italia: tutto questo è Paulo Dybala.

Ora il confronto ideologico tra il Toro e la Joya prenderà forma e concretezza sul campo, il quale da sempre ha dimostrato di essere l’unica fonte di verità calcistica. Ciò che è certo è che le sorti di Inter e Roma, nel bene o nel male, passano tra i piedi delle due stelle argentine.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Pronostico Arsenal-Tottenham, statistiche e consigli

Pubblicato

:

Pronostico Arsenal-Tottenham

PRONOSTICO ARSENAL-TOTTENHAM – Uno dei tanti derby di Londra è proprio Arsenal-Tottenham, il North London Derby. Sarà la prima partita di Premier League odierna, ore 13,30. Sono tra le migliori squadre del campionato inglese al momento. I Gunners sono primi in classifica a 18 punti, con una solo sconfitta, contro il Manchester United. Gli Spurs invece sono secondi a pari punti col Manchester City. Non ne hanno ancora persa una, ma ne hanno pareggiate due. La cura Conte si sta facendo sentire anche a in Premier league, e quest’estate ha potuto fare la preparazione come piace a lui. Kane e Son l’hanno accusata molto, ma ora sono i migliori marcatori della squadra.

STATISTICHE ARSENAL-TOTTENHAM

A proposito di Kane e Son, sono rispettivamente a 6 e 3 gol segnati. Il bomber inglese è il capocannoniere della Premier League, ma attenzione a Gabriel Jesus che si è subito ambientato bene all’Arsenal. Il brasiliano ha già segnato 4 reti, servendo anche 3 assist. Un altro brasiliano dei Gunners è Gabriel Martinelli, partito subito alla grande, dimostrando che quest’anno merita un posto da titolare senza troppi dubbi, infatti è già a quota 3 gol. Stessa cifra anche per il norvegese Odegaard, riscattato quest’estate per 40 milioni di euro dall’Arsenal.

Arsenal e Tottenham segnano molto, infatti rappresentano il terzo e il secondo miglior attacco della Premier League, rispettivamente con 17 e 18 reti. Davanti a loro solo il Manchester City che invece è a quota 23 gol. Bene però anche la difesa, infatti entrambe hanno subito solo 7 reti, ovvero esattamente 1 gol di media a partita.

PRONOSTICO ARSENAL-TOTTENHAM

La favorita è proprio l’Arsenal, che avrà l’Emirates Stadium dalla sua. L’1 infatti è 1 a 2.05 mentre il 2 addirittura a 3.40. Considerando i grandi attacchi, è interessante il GOAL a quota 1.57. Più difficile invece pronunciarsi su chi può vincere, ma al momento i Gunners sono tra le migliori squadre delle Premier League, soprattutto in casa. Non male quindi l’1x+Over 1.5 a 1.55.

Continua a leggere

I Nostri Approfondimenti

Lazar Samardzic sta stupendo l’intera Serie A

Pubblicato

:

Samardzic

Samardzic è l’ennesimo diamante venuto fuori dal ricco e visionario settore scouting dell’Udinese, una delle poche squadre del nostro campionato in grado di fare della linea verde, del coraggio e della modernità il suo cavallo di battaglia.

Parliamo di un giocatore tedesco classe 2002, arrivato in sordina (come qualsiasi altro campione venuto fuori dalla squadra bianconera) per sostituire Rodrigo De Paul. Dopo un periodo di ambientamento, il talento ex Lipsia, anch’essa realtà che fa dello scouting la sua politica principale, è riuscito ad imporsi nel centrocampo friulano, sciorinando talento, presenza fisica e creatività.

La nuova perla aggiunta alla lunga lista della collana di talenti del club dei Pozzo in questa stagione non si è fatto attendere e ha portato a referto già due gol.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Giocatore signorile e stiloso, in grado di collaborare con la squadra e dotato di un tasso tecnico e un estro invidiabile, Samardzic vanta anche un’ottima qualità nello stretto (con cui spesso si divincola con elegantissimi tunnel) ed è bravissimo nel crearsi lo spazio ed andare al tiro con entrambi i piedi dal limite dell’area.

Ha nelle sue caratteristiche anche un repentino cambio di direzione che spesso disorienta e scompagina i suoi marcatori, oltre che buone doti nei passaggi chiave e nello smistamento di palloni.

L’Udinese, oggi in mano all’ottimo Sottil e terza in classifica, da anni punta quasi dogmaticamente su un centrocampo a 3, in cui cambiano chiaramente i compiti assegnati ai centrocampisti in base alle idee del tecnico, ma mai il loro numero. Ed è proprio in questo contesto che Samardzic ha trovato il suo habitat ideale.

 

Il tedesco è la mezz’ala tecnica della squadra friulana, ed è accompagnato dalla fisicità e dalle doti di rottura del gioco di Walace e dalla dinamicità di Makengo.

Grazie alla presenza di questi due giocatori in grado di offrire fisicità e copertura, il talento di Samardzic può venir fuori con tutta la sua totalità, anche perché la squadra di Sottil predilige un gioco ritmato ed arrembante, perfetto per dare la possibilità al classe 2002 di galleggiare a ridosso dell’area avversaria ed offrire spunti e qualità.

IL PROGETTO UDINESE

L’ambizioso progetto Udinese, capitanato da un simbolo dell’imprenditoria italiana come la famiglia Pozzo, basa le sue fondamenta sulla modernità, la visione a lungo termine e l’investimento nello scouting internazionale.

Vanta inoltre la scoperta di altri giovani talenti come Bijol e Lovric, giocatori che anche grazie anche alle idee propositive di un allenatore come Sottil, possono valorizzarsi e divenire asset importantissimi per il presente e il futuro bianconero.

 

L’Udinese si riconferma quindi una realtà unica nel nostro calcio, che fa della progettualità e di una forte identità la sua missione principale.

Quest’anno questa squadra ci farà divertire.

Continua a leggere

I Nostri Approfondimenti

Serie A Back To The Future: Giornata 8

Pubblicato

:

Serie A

Rieccoci, dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, in una nuova puntata di Serie A Back To The Future, che vede alcune partite storicamente importanti come InterRoma e AtalantaFiorentina.

NAPOLI-TORINO 0-1 16/02/1992

Il 16 febbraio 1992 il Torino di Mondonico è di scena al San Paolo di Napoli, in una sfida d’alta classifica contro gli azzurri di Claudio Ranieri.
In un match teso e decisamente tattico, la vittoria prende la via del Piemonte, grazie alla caparbietà degli uomini del “Mondo”.
Il gol partita arriva al 79’, quando un corner battuto rasoterra pesca al limite Luca Fusi, mediano fondamentale dei granata, che controlla e spara un gran sinistro sotto all’incrocio dei pali, che lascia impietrito Galli.
Per Fusi, decisamente poco avvezzo alle esultanze, il finale di stagione regalerà un altro gol molto importante, quello nella semifinale di Coppa UEFA contro il Real Madrid.

INTER-ROMA 3-0 01/10/1989

L’ottobre del 1989 segna l’uscita al cinema della prima fatica di Kenneth Branagh come regista, l’ambizioso “Enrico V”. Il poliedrico artista britannico, che è anche protagonista e sceneggiatore della pellicola, regala al pubblico una delle migliori trasposizioni cinematografiche di Shakespeare, contornata da un cast d’eccezione.
Proprio all’alba del mese, in una Serie A ancora in fase embrionale, l’Inter, con lo Scudetto dei Record sul petto, riceve la Roma a San Siro.
I nerazzurri, usciti anzitempo dalla Coppa dei Campioni per mano del Malmoe, sfoderano una prestazione sensazionale.
Dopo 27 minuti Cucchi pennella un cross in area, dove Lothar Matthaus si inserisce senza troppa pressione e buca Cervone.
Passano appena dieci minuti e Klinsmann premia la solita sovrapposizione del  treno Brehme, che mette dentro con un delicato pallonetto.
Una Roma frastornata non riesce a reagire e subisce il terzo gol ad inizio ripresa, quando un Matthaus già in forma Mondiale salta Cervone e mette dentro la sua personale doppietta.

EMPOLI-MILAN 0-1 06/12/2003

Mentre il clima natalizio inizia, come ogni anno, ad impossessarsi della civiltà, nelle radio i Black Eyed Peas tengono botta con la loro hit “Shut Up”, mentre la Serie A entra nel vivo.
Al Castellani di Empoli va in scena la classica sfida che sembra ricordare quella biblica di Davide contro Golia, un EmpoliMilan a cui i padroni di casa con appena 6 punti conquistati nelle prime 11 giornate.
I rossoneri, che stanno per partire verso Yokohama, teatro della finale di Coppa Intercontinentale, vivono una serata difficile in provincia, contro un Empoli compatto e ben messo in campo.
A stappare il match ci pensa Ricardo Kakà, a dieci minuti dalla fine, con un destro fantastico da lontanissimo, che regala tre punti vitali per il Milan nella corsa allo Scudetto.

LAZIO-SPEZIA 2-1 03/04/2021

In piena emergenza COVID-19, con gli stadi ancora deserti, la Lazio ospita lo Spezia per la prima volta nella storia del club.
Dopo un primo tempo equilibrato, un filtrante di Correa libera Lazzari in area, bravo a battere Zoet in uscita.
Lo Spezia non demorde e ad un quarto d’ora dalla fine trova il pareggio, con un capolavoro di Daniele Verde, scuola Roma, che mette in rete con una spettacolare rovesciata un cross dalla sinistra di Gyasi.
La Lazio viene a capo di una partita decisamente scorbutica solamente all’88’, quando l’arbitro Giua concede un calcio di rigore dopo l’On Field Review. Dagli undici metri Caicedo non sbaglia e regala i tre punti alla Lazio.

SASSUOLO-SALERNITANA 1-0 24/01/2009

Mentre nelle radio spopola Beyoncé con “Single Ladies”, il Sassuolo vive la sua prima storica stagione in Serie B, sorprendendo tutti.
Alla prima giornata di ritorno, i neroverdi sono ancora in corsa per le zone di vertice e ospitano al Braglia di Modena la Salernitana.
I campani stanno vivendo, al contrario degli emiliani, una stagione molto complicata, e non riescono ad impensierire più di tanto la difesa guidata da Piccioni.
Al 74’ arriva il gol partita, siglato da Filippo Pensalfini, uno dei reduci dalla scalata dalla C2 alla B dei neroverdi.

LECCE-CREMONESE 2-1 28/03/1999

Nel marzo del 1999 nei cinema è da poco uscito “10 Cose Che Odio Di Te”, il film che ha lanciato la carriera del compianto Heath Ledger, Premio Oscar postumo nel 2008.
In Serie B, invece, una Cremonese che sta per toccare uno dei punti più bassi della storia recente del club, è di scena al Via del Mare, contro un Lecce che sta viaggiando in pompa magna verso il ritorno in Serie A.
Dopo mezz’ora Giannini pennella un cross in mezzo all’area, dove il portiere grigiorosso Arcari esce male e lascia la palla a  disposizione di Casale, che fa 1-0.
Dopo tre minuti, però, l’orgoglio della Cremonese, ormai prossima alla retrocessione, porta al pareggio, grazie ad un calcio di rigore di Ghirardello, steso in area da un intervento scellerato di Viali.
La beffa in casa Lecce sembra materializzarsi, ma a togliere le castagne dal fuoco ci pensa ancora una volta Casale, che crossa in mezzo, dove Stellone mette dentro il definitivo 2-1.

SAMPDORIA-MONZA 3-0 29/09/1988

Mentre nelle radio rimbalza l’inno di Bobby McFerrin, “Don’t Worry, Be Happy”, la Sampdoria ospita il Monza nell’ultima partita del girone di Coppa Italia.
I blucerchiati, Campioni uscenti della manifestazione, sfoderano una prestazione di altissimo livello per superare i brianzoli.
Dopo un quarto d’ora di assedio puro, un lancio lungo, trova la testa di Mancini, che prolunga la traiettoria verso Vialli. Il numero 9 entra in area e batte Braglia con un beffardo tocco d’esterno sull’uscita del portiere.
Cinque minuti  dopo è Victor, che mette dentro in tap-in dopo una respinta di Braglia su conclusione di Mancini.
Il resto della partita è un continuo monologo blucerchiato, sporcato solo lievemente dal doppio giallo rimediato da Lanna nel finale di primo tempo.
Al 61’ a chiudere i giochi ci pensa Fausto Salsano, che fa 3-0 e manda tutti a casa.

ATALANTA-FIORENTINA 2-2 01/04/2007

Nel marzo del 2007 nei cinema esce “Spiderman 3”, capitolo finale della trilogia di Sam Raimi incentrata sul supereroe Marvel.
Nella Serie A post Calciopoli, una Fiorentina partita dal clamoroso -15 inflittole dal Giudice Sportivo, si rende protagonista di una stagione da sogno, dove i passi falsi sono davvero pochi.
Uno di questi “incidenti di percorso” arriva il 1 aprile all’Atleti Azzurri d’Italia, contro un’Atalanta davvero ostica.
I viola si portano sullo 0-2 nella prima mezz’ora, nonostante l’assenza pesante di Luca Toni. A sostituirlo, alla grande, ci pensa Reginaldo, che apre le marcature con un bolide in diagonale che si infila sotto la traversa. Quattro minuti dopo Pazzini, su calcio di rigore porta sul doppio vantaggio i viola.
A cinque minuti dall’intervallo, però, il primo scricchiolio della difesa di Prandelli porta alla rete di Loria, che salta indisturbato su un corner dalla sinistra.
Nella ripresa arriva il momento di Cristiano Doni, che entra nell’intervallo e sigla il gol del 2-2 su rigore al 66’, per un pareggio che sa di Pesce d’Aprile per la Fiorentina.

JUVENTUS-BOLOGNA 0-1 05/10/1980

Nella prima settimana di ottobre in vetta alle classifiche musicali ci sono i Queen, con la loro hit “Another One Bites The Dust”, pezzo clamoroso e d’impatto.
Domenica 5 ottobre, per la quarta giornata di Serie A, a mangiare la polvere è, a sorpresa, la Juventus di Trapattoni, che ospita il Bologna di Gigi Radice.
Nel primo campionato dopo la riapertura delle frontiere, ed è proprio Eneas De Camargo, il brasiliano del Bologna, il protagonista della partita.
All’83’, Zoff respinge una conclusione da fuori ed il pallone sembra ormai in salvo, ma Eneas ci crede e si fionda sulla respinta, venendo fermato fallosamente da Osti.
Il calcio di rigore viene trasformato da Adelmo Paris, che regala due punti d’oro ad un Bologna partito con un pesante -5, eredità dello scandalo del Totonero.

VERONA-UDINESE 1-0 14/04/2002

Mentre nei cinema è da poco uscito “Serendipity”, delicata commedia romantica sulla casualità del destino, la Serie A sta vivendo settimane decisamente frenetiche.
Oltre alla lotta di vertice, che si chiuderà con il famoso “5 Maggio 2002”, nelle zone basse della classifica molte squadre si danno battaglia per non retrocedere.
Due di queste, Hellas Verona e Udinese, si affrontano alla quartultima giornata al Bentegodi, in un clima decisamente teso.
Dopo mezz’ora, i gialloblu sbloccano il punteggio con Mario Frick, e riescono a mantenere il risultato fino alla fine.
Le ultime tre partite, però, vedranno sconfitte clamorose per i gialloblu (su tutte il 5-4 subito all’Olimpico dalla Lazio), mentre l’Udinese riuscirà a battere Lecce e Venezia, e si salverà per un punto, a discapito proprio dell’Hellas Verona, in un finale drammatico.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969