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Juventus Women, Montemurro: "Non dobbiamo sottovalutare lo Zurigo"

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Juventus Women, Montemurro: “Non dobbiamo sottovalutare lo Zurigo”

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Juventus Women

 Joe Montemurro, allenatore della Juventus femminile, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro lo Zurigo nella fase a gironi di Women’s Champions League. Di seguito le sue dichiarazioni:

I tre punti di domani saranno fondamentali, abbiamo visto lo scorso anno quanto è importante partire subito con una vittoria: il successo nella prima gara della passata stagione ci ha lanciato. Lo Zurigo è una squadra ben organizzata, con giocatrici importanti. Dovremo essere attenti a tutto, sulle ripartenze e quando loro hanno il pallone.. Loro vogliono fare una grande prestazione, sarà la prima volta nei gironi per loro e abbiamo dimostrato anche noi lo scorso anno quanto faccia la differenza la voglia di stupire, dovremo stare molto attenti.”

Montemurro ha poi fatto il punto sulla squadra: “Aspettiamo a braccia aperte Lineth, non sono stati momenti facili, le abbiamo dato tutto il nostro supporto. Pedersen sta bene, sono fortunato perché abbiamo una rosa che sta bene e lo staff sta facendo un grandissimo lavoro. Avere giocatrici come Bonansea è importante, sono contento del suo ritorno all’interno di un grande gruppo che crede nelle sue qualità”.

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ESCLUSIVA – Morace: “Serve una risposta per far crescere il calcio femminile”

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Carolina Morace Italia Milan calcio femminile

Un simbolo indiscusso del calcio femminile in Italia. Con Carolina Morace, il calcio femminile è salito alle luci della ribalta nei primi anni Ottanta, trovando spazio anche nell’opinione pubblica. Al contempo, però, sono emersi anche tutti i problemi con cui il movimento, ormai non più neonato, si trovava a convivere.

Da Carolina Morace in poi, però, il calcio femminile ha fatto una sterzata importante, fino a diventare lo sport conosciuto e seguito che è oggi. Nel frattempo, Morace ha appeso gli scarpini al chiodo e ha iniziato la carriera da allenatrice, fino a diventare CT delle azzurre, tra il 2000 e il 2005, e del Canada (con cui ha vinto una CONCACAF Women’s Championship e una Cyprus Cup) dal 2009 al 2011. Oggi ricopre anche il ruolo di opinionista e commentatrice tecnica per alcune emittenti nazionali.

La redazione di Numero Diez l’ha intervistata, in esclusiva, per cercare di fare un quadro di quello che è il movimento del calcio femminile oggi. E, in particolare, della figura della donna nel calcio. Anche a margine dell’avvento del primo arbitro donna, Maria Sole Ferrieri Caputi, in Serie A. E del ritiro, dalla nazionale, di Sara Gama.

Buongiorno signora Morace, parliamo con lei che è un simbolo del calcio femminile in Italia. Negli ultimi anni l’onda del calcio femminile è salita alla ribalta: cosa è cambiato rispetto a qualche anno fa, quando era guardato con maggiore sospetto?

Quello che è cambiato è che si sono avvicinati i mass media, da Sky alla Rai a tanti altri. E quindi, la gente ha cominciato a guardare il calcio femminile. Il calcio femminile è piaciuto e da lì in poi, contemporaneamente, sono entrate anche le squadre professionistiche maschili e questo ha portato il boom del calcio femminile. Ma c’è ancora tanto da fare perché questa è la richiesta degli spettatori, della gente comune a cui piace anche il calcio femminile. Ora ci deve essere una risposta del movimento, nel senso che dobbiamo far crescere questo sport”.

A questo proposito, quale pensa che sia lo stato di salute del calcio femminile italiano in questo momento?

In generale, non è un calcio in salute. Di questo ce ne accorgiamo dalle due mancate qualificazioni ai Mondiali, per quanto riguarda il calcio maschile. Ma anche per quanto riguarda il calcio femminile, le cose non stanno andando benissimo. Quindi, direi che c’è problema è del calcio in generale, non solo del calcio femminile”.

Di recente l’Italia femminile ha dovuto salutare un altro simbolo: Sara Gama, capitano storico della nazionale femminile, ha lasciato la nazionale. Che ricordi ha di lei?

Io non ho mai allenato Sara Gama. Quello che posso dire è che la ricordo come la capitana della nazionale, un capitano come ce ne sono stati tanti altri. Sono stata capitano anche io, Patrizia Panico e Sara Gama. È stata eletta a simbolo, continuerà a essere simbolo perché è il ruolo che le hanno affidato. Continuerà a fare quello che sta facendo per il movimento”.

Le donne ora sfondano anche nel calcio maschile e non solo sul rettangolo di gioco: in Serie A maschile c’è Maria Sole Ferrieri Caputi come arbitro e la sua presenza è stata accolta come una novità straordinaria. Quanto influiscono queste cose, per infondere ancora di più la passione del calcio nelle ragazzine?

Secondo me si tratta anche di far capire alle famiglie che attraverso il calcio si può avere un futuro, anche lavorativo. Il fatto che il calcio femminile sia professionistico è importante perché questo avvicina le giocatrici e le ragazzine, e soprattutto spinge le famiglie. Perché un conto è fare uno sport che, tra virgolette, non diventerà mai il tuo lavoro. E un conto invece è investire il tuo tempo su quello che magari in un futuro sarà il tuo lavoro. Che sia fare la giocatrice, l’allenatrice, l’opinionista, fare la giornalista, tutto quello che ruota attorno. Io credo che bisognerebbe fare di più per allargare la base del calcio femminile. Del resto, se negli altri paesi simili alla cultura italiana ci sono oltre 100.000 tesserate, in Italia siamo 30.000. Quindi c’è qualcosa che non va nella comunicazione”.

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Brutto ko per l’Italia femminile: l’amichevole con l’Inghilterra termina 5-1

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ITALIA FEMMINILE – L’Italia femminile, impegnata quest’oggi in un’amichevole contro l’Inghilterra, riceve una severa lezione dalle campionesse d’Europa e finaliste del Mondiale 2023. Al Nuevo Mirador di Algeciras, in Spagna, la Nazionale del commissario tecnico Andrea Soncin perde con uno schiacciante 5-1 contro quella allenata da Sarina Wiegman.

INGHILTERRA-ITALIA, LA CRONACA DEL MATCH

Le Azzurre, che pochi giorni fa avevano pareggiato 0-0 in casa, allo Stadio Curva Fiesole all’interno del Viola Park, contro l‘Irlanda, vengono asfaltate da un Inghilterra troppo superiore: la sfida si mette male già dall’inizio perché, al 1′ di gioco, il centrale Wubber-Moy svetta più in alto di tutti su un corner e fa subito 1-0. Il raddoppio arriva al 20′, sempre da calcio d’angolo, ed è firmato da Hemp, che al 34′ si ripete e sigla la doppietta personale. 3-0 e partita già finita a poco più della prima mezz’ora di gara.

L’Italia però, nonostante la palese inferiorità, soprattutto fisica e atletica ma anche tecnica, rispetto alla squadra quarta nel ranking UEFA, durante i minuti di recupero del primo tempo, al 45+3’, trova il gol del provvisorio 3-1 con l’attaccante dell’Inter femminile Cambiaghi. Nella ripresa lo spartito dell’incontro non cambia – dominio inglese e qualche squillo improvviso delle italiane – e la Nazionale dei Tre Leoni arrotonda il risultato con le neoentrate Toone e Daly. Le Azzurre, dopo questa batosta, dovranno immediatamente voltare pagina e proiettarsi al percorso di qualificazione ad Euro 2025 che inizierà ad aprile (il 5 marzo ci sarà il sorteggio dei gironi).

ITALIA FEMMINILE, LE PAROLE DI SONCIN

Al termine del match, il CT Soncin ha analizzato la prestazione delle sue ragazze: “Siamo partiti un po’ a rilento, ma a tratti ho visto cose positive al di là del risultato queste partite ci devono dare la convinzione di ciò che possiamo fare. Non è una sconfitta contro una Nazionale così forte che ci fa perdere consapevolezza: potevamo fare più gol e questo ci deve convincere che si può fare di più anche contro campionesse di questo livello”.

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UFFICIALE – La Roma Femminile annuncia Alayah Pilgrim

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Pilgrim

ROMA FEMMINILE – Non solo il calciomercato maschile, anche il calcio femminile si rinforza in vista della seconda parte di stagione. La Roma Femminile di mister Alessandro Spugna, attualmente campione in carica, si arricchisce di un nuovo acquisto. La società giallorossa ha annunciato ufficialmente l’arrivo a titolo definitivo di Alayah Pilgrim dallo Zurigo. La giocatrice, classe 2003, inizia la sua carriera da professionista in Svizzera: Nel 2020, all’età di 17 anni, si trasferisce al Basilea, poi nel 2022 firma con lo Zurigo, contribuendo alla vittoria del campionato svizzero femminile e debuttando nella UEFA Women’s Champions League.

IL COMUNICATO – “L’AS Roma è lieta di annunciare l’ingaggio di Alayah Pilgrim. La calciatrice svizzera ha firmato un contratto che la legherà al Club fino al 30 giugno 2027. Alayah è un’attaccante e arriva dallo Zurigo, con il quale ha vinto il campionato nella passata stagione, disputando anche la Women’s Champions League”.

Pilgrim, prima del suo arrivo alla Roma Femminile, conta già alcune presenze con la nazionale svizzera. Nell’occasione della partita contro la Spagna lo scorso ottobre, ha segnato il primo gol della nazionale elvetica nella Nations League. Nonostante la giovane età, conta 81 presenze e 31 reti da professionista.

LE DICHIARAZIONI – “La Roma è un club con una storia illustre e credo che sia davvero l’opportunità migliore per continuare a migliorare e crescere come calciatrice. Spero di imparare qualcosa da ogni persona coinvolta in questa squadra, poiché vedo un’abbondanza di qualità in tutti”.

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ESCLUSIVA – Laura Giuliani: “Vincere una volta è facile, la difficoltà sta nel continuare a farlo”

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ESCLUSIVA LAURA GIULIANI – Il mondo del calcio femminile sta vivendo un’evoluzione importantissima negli ultimi anni, sia a livello mediatico che finanziario, superando i pregiudizi di genere da sempre esistenti, ma smentiti dalla professionalità delle addette ai lavori. Fra di esse, vi è senza ombra di dubbio Laura Giuliani, estremo difensore del Milan e della Nazionale italiana femminile, una fra le migliori nel suo ruolo.

Il portiere classe ’93, prima dell’avventura in rossonero, ha vissuto un periodo prima in Germania e poi alla Juventus, riuscendo a confrontarsi con realtà di altissimo livello. Nel corso dell’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Numero DiezGiuliani ha analizzato accuratamente l’evoluzione del calcio femminile, oltre ad annunciare gli obiettivi futuri del Diavolo e delle Azzurre. Di seguito riportata l’intervista integrale esclusiva a Laura Giuliani.

INTERVISTA ESCLUSIVA A LAURA GIULIANI: IL CALCIO FEMMINILE

Da donna e, ancor prima, da bambina, cosa ci può raccontare del percorso vissuto nel mondo del calcio, spesso condizionato da pregiudizi?
La mia carriera calcistica è stata costellata da problematiche sociali. Il condizionamento di genere parte dall’ambiente in cui viviamo, non solo nello sport, ma anche nel resto della società. Mi piace sottolineare che lo sport è lo specchio della civiltà sotto vari aspetti e tante problematiche che si vivono al suo interno sono comuni alla quotidianità. Il contesto calcistico è però anche molto forte ed è un bene che venga utilizzato anche come canale di sensibilizzazione nel trasmettere e diffondere messaggi importanti e positivi alle persone. D’altra parte, noi siamo una piccola fetta di donne che possono dire di avercela fatta. Essere arrivate a solcare campi importanti è molto bello e dà la possibilità di analizzare internamente le dinamiche che muovono certi contesti.
A me piace molto osservare e studiare gli ambienti in cui sono coinvolta, e tutto ciò mi permette di avere ben chiara la visione sia interna che esterna del calcio, vista con gli occhi di un’addetta ai lavori. Di conseguenza, ciò mi dà la possibilità di individuare margini di miglioramento su cui battermi per ovviare a varie problematiche, come i pregiudizi di genere.
Partendo dalla mia carriera, quando ero piccola mi dicevano «c’è una femmina in porta, oggi le facciamo 150 gol», oppure «non puoi giocare perchè sei una ragazza». Crescendo, mi sono accorta di quanto questa parte culturale influenzi anche la visione di genere all’interno di uno sport prevalentemente maschilista, ma che si sta aprendo a nuove realtà. Dunque, vedo il futuro con positività e ottimismo, sperando in cambiamenti importanti“.

Riguardo tale apertura, è da sottolineare la crescita del seguito del calcio femminile in Italia. Tutto ciò può favorire un maggior interessamento degli investimenti societari nelle categorie femminile?
La crescita del calcio femminile ha avuto inizio dall’ingresso di grandi club maschili, come Milan, Fiorentina, Sassuolo, Roma, Juventus, Inter e altri. Sono tutte grandi Società, alcune delle quali, hanno acquisito i titoli sportivi di altre squadre femminili. Naturalmente, i grandi club hanno portato tifosi, visibilità e pubblicità. Nonostante il loro ingresso sia recente, ha avuto effetti immediati, anche a livello economico. Gli introiti sono aumentato, c’è un maggior afflusso di gente allo stadio, ci sono tante più ragazze che vogliono conoscere questo mondo. Noi a Milano siamo molto fortunate perché abbiamo un bacino d’influenza veramente ampio, e tutto ciò porta a una crescita del movimento davvero importante. Tuttavia, in generale, secondo me non si stanno sfruttando a pieno tutte le potenzialità, soprattutto a livello di spinta social e mediatica“.

INTERVISTA ESCLUSIVA A LAURA GIULIANI: IL MILAN

Avete ottenuto due risultati utili consecutivi molto convincenti, che sembrano aver chiuso un periodo insoddisfacente. Quali sono gli obiettivi stagionali?
Parlare di obiettivi non è facile in questo momento, perché abbiamo appena centrato due risultati utili. Prima di tutto puntiamo a riconfermarci e dare vita a una striscia di risultati utili consecutivi. In campionato, l’obiettivo ora è il quinto posto per qualificarci alla Poule Scudetto. Attualmente dobbiamo guardare solo in casa nostra e pensare ai nostri impegni, senza pensare agli altri. In Coppa Italia vogliamo arrivare fino in fondo e portare a casa il trofeo. Ripeto, però, questo si realizza solo vincendo“.

L’ultima presenza del Milan in Women Champions League risale al 2021. Secondo lei, esiste una progettualità adatta al ritorno europeo nel breve periodo?
Credo che la nostra rosa sia assolutamente competitiva e di livello. Per i nomi presenti e per la qualità degli elementi, il Milan merita di essere in una posizione molto più alta, sia in campionato che a livello internazionale. Quest’anno, purtroppo, le cose non stanno andando nel verso giusto, ma come progettualità ci auspichiamo che nei prossimi anni possiamo tornare molto più in alto“.

INTERVISTA ESCLUSIVA A LAURA GIULIANI: LA CARRIERA

Tra le tante esperienze in carriera, è di grande importanza il suo passato in Germania. Alla luce di questa avventura estera, crede che l’Italia stia riducendo il gap con il resto dei Paesi europei?
Credo che il campionato italiano abbia fatto grandissimi passi in avanti. Quando ho lasciato il Belpaese nel 2012, il campionato era completamente dilettante e non c’era niente di tutto quel che c’è oggi. Dopo il mio rientro, nel 2017, tutto si era avvicinato a un contesto quasi professionistico. Alla Juventus non mancava nulla, ed era ciò che mi aveva spinto a trasferirmi in precedenza in Germania. Avevo bisogno di confrontarmi con una realtà di livello, l’unico campionato professionistico del momento a cui tutte aspiravano. Quindi avevo colto la palla al balzo, vivendo un’esperienza di 5 anni bellissima e super formativa.
In Italia stiamo colmando il gap che prima c’era con le realtà estere. Nelle nostre squadre ci sono tante ragazze straniere che giocano titolari e il numero minimo di italiane in distinta consente loro di far parte della Serie A. Dobbiamo però continuare a valorizzare i nostri settori giovanili. Ci sono elementi molto promettenti, ma che a volte fanno fatica a trovare spazio. All’estero, invece, hanno molte opportunità, come ad esempio in Germania.
Sicuramente, il livello si sta alzando notevolmente, ma per colmare totalmente questo gap è necessario un ulteriore sforzo sia per quanto riguarda gli investimenti sia per quanto riguarda il miglioramento delle strutture, oltre ad implementare le risorse umane e ottenere risultati, il fattore più trainante. Lo abbiamo visto nel 2019, con l’exploit al Mondiale, che ci ha portato una crescita esponenziale in 2-3 mesi. Mi auguro che arrivino presto risultati, che possano convincere gli investitori a credere in noi e migliorarci sempre di più“.

Capitolo mondiali, l’ultima edizione è stata sorprendente. Tuttavia, si nota una ripresa netta nei risultati. Pertanto, il percorso in vista di Euro2025 promette bene per l’Italia?
Dopo l’ultima esperienza negativa di quest’estate, siamo ripartite bene. Il cambiamento, oltre che in panchina, è avvenuto dentro ognuna di noi. Quello che ho sentito io dall’interno è stato uno spirito di rivalsa e di spinta nel dimostrare che non eravamo quelle dell’ultimo Mondiale. Da parte nostra c’era la volontà di rimettersi in gioco e la necessità di ritornare ai livelli pre-competizione. Il cambiamento ha bisogno di tempo per essere attuato e reso visibile, di conseguenza le prime partite hanno mostrato buone prestazioni, ma senza risultati, come con Svezia o Spagna. Nell’ultimo raduno, abbiamo cominciato a raccogliere i frutti del nuovo percorso. La tranquillità che stiamo dimostrando in campo, l’essere messe nelle migliori condizioni, mi fa solo ben sperare.

Una delle frasi che mi piace di più è «vincere una volta è facile, la difficoltà è poi nel continuare a farlo». Vincere una volta va bene, ma poi le aspettative si alzano e o sei consapevole di quelle che sono le tue qualità e la tua forza, o finisci in un vortice da cui non esci mai. Di conseguenza, questa squadra è cresciuta moltissimo nella consapevolezza dei propri mezzi e con questo spirito possiamo toglierci tante soddisfazioni insieme, soprattutto se siamo supportate da chi non ci ha mai lasciate nei momenti di difficoltà“.

Si ringraziano Laura Giuliani e l’AC Milan per l’occasione concessa e il tempo messo a disposizione.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram di Laura Giuliani

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