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Tutte le (poche) rimonte subite dalla Juventus allo ”Stadium”

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L’11 di Settembre del 2011 si giocava la prima partita ufficiale della Juventus nel suo Juventus Stadium, da quel giorno i bianconeri hanno collezionato 7 scudetti (vinto ogni anno), 4 Supercoppe italiane, 4 Coppe Italia, disputando 2 Finali di Champions League. Nello stadio di casa, la Vecchia signora ha perso solo 4 volte.

La rimonta casalinga subita contro il Parma ieri sera, oltre ad essere l’emblema del periodo della Juventus, segnato dalla carenza di difensori, è la quarta subita dall’inaugurazione dell’impianto.

Ripercorriamo insieme le altre tre rimonte subite dai bianconeri, tutte altrettanto clamorose:

JUVENTUS-INTER 1-3 – Stagione 2012/13

Era un’Inter stellare quella che la Juventus avrebbe dovuto sfidare nell’ 11° giornata di Serie A, a Torino. Era ancora l’Inter di Milito e di Sneijder, ma la prima Juventus di Conte aveva già mostrato tutto il suo potenziale.

E’ infatti dopo soli 18 secondi che arriva il primo gol della partita, firmato da Arturo Vidal su assist di Asamoah. L’Inter reclama per un fuorigioco del terzino bianconero, ma l’arbitro non si accorge di nulla: la Juve è avanti 1-0.

I neroazzurri non ci stanno e spingono, arrivando al tiro più volte con Cambiasso e Cassano, mentre Sneijder pareggia in fuorigioco e la rete viene annullata.

La Juve prova a farsi rivedere in avanti, ma i difensori di Stramaccioni chiudono bene, facendosi trovare impreparati solo su un tiro di Vidal, ancora pericoloso.

Di ritorno dagli spogliatoi, la partita è a senso unico: l’Inter attacca, la Juventus difende: Palacio sfiora la rete 2 volte, rete che arriva però al 59° su calcio di rigore, procurato e siglato dal ”Principe” Milito.

La Juve non ci sta e attacca con grande intensità, ma l’Inter è ordinata dietro e al 75°, dopo una gran percussione di Guarin, si porta in vantaggio ancora con el principe, che segna su ribattuta di Buffon.

Ultimi attacchi disperati per i bianconeri, al 90° Palacio chiude i giochi in contropiede su assist di un frizzantissimo Nagatomo.

E’ 1-3, rimontone dell’undici di Stramaccioni.

JUVENTUS-SAMPDORIA 1-2 – Stagione 2012/13

Ancora la stagione 2012/13, questa volta alla 19° giornata, la Juventus non era ancora quella di ora, ma quell’anno portò comunque a casa lo scudetto, il primo di una lunga serie.

La partita con la Sampdoria non era delle più difficili, in avanti i blucerchiati avevano un giovanissimo Mauro Icardi, con ancora molte cartucce da tirare a segno, ma la vittoria era da portare a casa, in accordo con tutti i pronostici.

Vittoria che diviene sempre più concreta dopo pochi minuti, quando Claudio Marchisio viene tirato giù in area e Giovinco sigla dal dischetto l’1-0.

La Juventus assedia la trequarti dei genovesi e sulla metà del primo tempo sfiora il raddoppio su carambola da calcio d’angolo, ma il portiere doriano Romero salva sulla linea.

Tutto più semplice quando, poco prima dell’intervallo, Berardi commette una follia su ripartenza, stende Barzagli e prende il secondo giallo, lasciando i suoi in inferiorità numerica.

Di ritorno dagli spogliatoi è tutta un’altra Samp, ma soprattutto un’altra Juve: Krsticic serve un pallone lungo per Icardi che sceglie bene il tempo e fa partire un tiro preciso, ma abbastanza debole; Buffon sfiora ma si fa ingannare dal rimbalzo ed è 1-1.

La formazione allenata da Delio Rossi attacca e dopo poco trova il secondo gol, ancora siglato da Icardi, con un tiro questa volta imparabile sotto al sette da posizione defilata, su assist di un Pedro Obiang lasciato forse troppo libero di agire.

I bianconeri non ci stanno ed in svantaggio ricominciano a giocare: Vucinic fa tremare prima la traversa, poi sbaglia ad un passo con la porta spalancata.

La Juve attacca, ma non riesce a pareggiare, Delio Rossi in disibilio, rimonta clamorosa allo Stadium.

JUVENTUS-LAZIO -Stagione 2017/18

È la rimonta temporalmente più vicina. È l’ultima sconfitta della Juventus in casa: 14 Ottobre 2017.

La Lazio di Simone Inzaghi la si conosce, rapida, verticale, devastante se in serata. E quel giorno in serata lo era.

Conosciamo però anche la Juventus degli ultimi anni, semplicemente superiore, tanto che al 23′ va in vantaggio con Douglas Costa.

La partita è bella, entrambe le squadre vogliono vincere. La Lazio è pericolosa, ma alla fine del primo tempo è ancora 1-0.

Nella ripresa la Lazio arriva in campo con una marcia in più. Va subito sull’1-1 al 47′ con Ciro Immobile.

I capitolini attaccano, i bianconeri subiscono: al 54′ è rigore per la Lazio e Immobile raddoppia.

La Juve non ci sta e Allegri mette dentro anche Dybala.

Lo stesso argentino fallirà al 97′ il rigore del 2-2.

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Pastore sull’Argentina: “Messi e Maradona sono diversi”

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Mondiale

Javier Pastore ha parlato ai microfoni di Sky Sport del confronto tra Messi e Maradona: “Sono diversi nel modo di trasmettere la leadership. Sono diversi, ma il messaggio è sempre lo stesso, quello di chi vuole vincere sempre e ti fa migliorare sempre. È gente che non ti fa passare un errore, in allenamento come in partita. Hanno la stessa cosa, è diversa la maniera in cui lo comunicano ma il messaggio è sempre quello, di chi vuole essere il migliore al mondo”.

Nella seconda parte dell’intervista, gli è stato chiesto di un possibile ritorno a Palermo e Pastore ha risposto così: “Non lo so, la verità è che adesso ho lasciato l’Elche, abbiamo deciso di salutarci. Ho giocato poco finora e non era una cosa positiva né per me per il club. Ho bisogno di giocare, non si sa mai. Il Palermo per fortuna è risalito in Serie B, la squadra si sta riprendendo molto bene e sono felice per loro. Ho passato lì due anni magnifici della mia carriera, il desiderio è augurar sempre il meglio per loro, per la città e per i tifosi. Mi hanno sempre dimostrato amore”.

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Senegal, l’analisi di Koulibaly: “Abbiamo iniziato bene, il nostro futuro sarà importante”

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Koulibaly

Kalidou Koulibaly ha parlato ai microfoni della Rai dopo la sconfitta contro l’Inghilterra, che ha sancito l’uscita dal Mondiale del suo Senegal:  “Abbiamo giocato contro una grande squadra e iniziato bene, ma loro sulla prima azione hanno fatto gol e questo ci ha un po’ destabilizzato. Abbiamo subito poi il 2-0 in ripartenza poco prima dell’intervallo. Siamo rientrati nella ripresa con la voglia di fare il gol che ci avrebbe rimesso in gioco, ma abbiamo subito il 3-0 ed è diventato ancora più difficile. Siamo comunque orgogliosi del nostro cammino e dei giovani che si sono messi in mostra. Il nostro Mondiale si ferma qua, ma siamo sicuri che il futuro sarà importante per quello che abbiamo fatto vedere in Qatar”.

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Arturo Vidal fissa gli obiettivi: Mondiale 2026 e panchina del Cile

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Vidal serie a getty

Arturo Vidal, attualmente in forza al Flamengo, ha fissato dei paletti che scandiscono i prossimi avvenimenti del suo futuro. Nel mirino non solo il prossimo Mondiale ma anche un futuro da allenatore.

LE DICHIARAZIONI DI VIDAL

A Prensa Futbol il cileno ha parlato del suo futuro:

Mondiale del 2026? Se Dio vuole, punto ad esserci. L’importante è avere cura di sé, ma mi sento bene, ho 35 anni, un buon contratto con la squadra più forte del Sudamerica. Continuerò a lottare per esserci, se qualcuno vuole prendere il mio posto deve giocare in una squadra più forte di me. Futuro? Vorrei diventare ct del Cile. Voglio finire la mia carriera, prendere il patentino da allenatore e poi allenare la Nazionale”.

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Di Cesare: “Meritavamo noi oggi. Arbitraggio? Se facessi una lista…”

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Bari

La sua presenza contro il Como si è fatta sentire. Oggi, però, è tornato e la sua presenza si è fatta sentire al centro della difesa. Valerio Di Cesare è stato protagonista di una prestazione da leader assoluto quest’oggi. Questa prestazione, però, non ha permesso al Bari di vincere contro il Pisa. L’ansia di una vittoria che non arriva mai è sempre più attuale tra i galletti, i quali, però vengono presi per mano dal difensore romano. Nella conferenza stampa successiva al fischio finale del match del San Nicola, questi ha analizzato il momento poco brillante dei biancorossi, asserendo, comunque, come il percorso intrapreso sia straordinario. A chiosa di queste considerazioni, Di Cesare viene pizzicato anche sul presunto calcio di rigore per un contatto, rivisitato al VAR, tra Touré e Caprile. Per il numero 6 dei pugliesi l’episodio in sè non avrebbe mai potuto mai essere punito con un rigore. Rigore che è mancato tante volte al Bari in questa stagione. Quelle che seguono sono le sue parole:

Siamo arrabbiati perché meritavamo di vincere oggi. Abbiamo colto due traverse, abbiamo costruito tante occasioni da gol senza concedere nulla a una squadra importante come il Pisa. Siamo terzi e, probabilmente, ci si scorda da dove arriviamo. È vero che ci manca la vittoria, ma io sono contento. Sicuramente non stiamo giocando in maniera sbarazzina come facevamo in precedenza, ma credo che un piccolo calo sia anche nella natura delle cose. Contatto Touré-Caprile? Non voglio esprimere alcun commento, non parlo di arbitri. Netto? Non scherziamo: se facessi l’elenco di quello che è accaduto a noi e basta, mi fermo qua…

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