Kai Havertz, classe 1999, centrocampista del Chelsea e della Nazionale tedesca, è uno dei profili maggiormente interessanti e seguiti a livello internazionale. È salito alla ribalta di recente, per aver segnato il gol decisivo nell’ultima finale di Champions League, regalando così la vittoria ai Blues. Il suo profilo è sempre stato ambitissimo dai top club europei, che hanno sin da subito intravisto in lui una pregevolissima estensione tattica ed una qualità tecnica purissima, a tratti sorprendente.

 

ABILITÀ TECNICA E PRESTANZA FISICA

Dopo essersi distinto nei primi anni nelle giovanili del Bayer Leverkusen come centrocampista centrale, il tedesco si sta affermando sempre più nei ruoli di trequartista ed attaccante esterno . Si tratta di un giocatore in grado di mettere a disposizione della sua squadra un’eccellente tecnica individuale, grazie alle sue importanti capacità di dribbling e ad un’ottima visione di gioco.

Solo quest’anno ha totalizzato ben 10 gol e 10 assist in 47 partite, disputate fra Premier League e le coppe. Il fisico longilineo, con un’altezza che sfiora i 190 cm, unito alla sua caratura tecnica, fanno di Havertz un giocatore votato all’attacco, ma al contempo bravo nei contrasti e nella difesa del pallone.

 

UNA CARRIERA GIÀ DA INCORNICIARE

Il giovane campione tedesco esordisce in prima squadra nel 2016 con il Bayer Leverkusen, dove trova grande spazio grazie alla squalifica del turco Hakan Çalhanoğlu. Havertz brucia presto le tappe, tanto che nel 2017 viene inserito, da “FourFourTwo”, al sesto posto nella lista dei 100 migliori teenagers al mondo.

Nella stagione 2018-2019 segna il primo gol in una coppa contro il Ludogorec, nella partita di Europa League vinta per 3-2 dai tedeschi. Nel gennaio 2019 diviene il più giovane marcatore su calcio di rigore in Bundesliga della storia del Leverkusen. Nel febbraio dello stesso anno, invece, diventa il secondo giocatore più giovane a tagliare il traguardo delle 75 presenze nel campionato tedesco, dietro a Julian Draxler.

 

L’APPRODO AL CHELSEA

Il 4 settembre 2020, il Chelsea lo acquista per una cifra intorno ai 71 milioni di sterline, oltre 80 milioni di euro, che lo rendono in quel momento il secondo acquisto più costoso nella storia del club inglese. In una prima fase il trequartista tedesco fatica molto a inserirsi nei meccanismi tattici dell’allenatore Frank Lampard, che gli chiede un maggiore lavoro difensivo in fase di non possesso, rispetto alla libertà tattica che aveva in Germania.

Successivamente il Covid, contratto nel mese di Novembre, rallenta ulteriormente il processo d’inserimento in squadra, che si completa solo con l’arrivo del nuovo allenatore Thomas Tuchel. Il manager tedesco riesce da subito a toccare le giuste corde ed a lavorare efficacemente sul ragazzo, che mese dopo mese si scrolla di dosso i problemi della passata gestione, prendendosi man mano la scena.

Kai Havertz in esultanza, da bavarianfootballworks.com

 

NON SOLO CALCIO

Sebbene raggiungere l’apice della carriera calcistica ad un’età così giovane rappresenti il prestigioso compimento dell’obiettivo inseguito, il giovane Kai ha coltivato anche altre passioni. Si dice che da piccolo fosse bravissimo a suonare il pianoforte, e che fosse solito percorrere 200 chilometri al giorno per diplomarsi al liceo della sua città. Non manca nemmeno la passione per i capelli, infatti lui stesso racconta:

“Ad essere onesti, quando avevo 12-13 anni, il mio obiettivo era fare il parrucchiere. Due settimane fa, peraltro, mi è stato permesso di tagliare i capelli a mio fratello: l’ho rasato tutto per bene”. (Fonte: Q&A account Instagram della nazionale tedesca)

Come se non bastasse tutto questo, il bambino prodigio era anche timido e introverso, ed appariva spesso sulle sue, dando così l’errata impressione di essere una persona svogliata.
Se, come in una favola, si volesse trarre una sorta di insegnamento dalla sua vita, sicuramente sarebbe quello di non mollare mai. Il duro lavoro e il sacrificio, anche se incompresi da tutti o capiti da pochi, causa la sua timidezza, non sono bastati a farlo desistere dal raggiungere il suo obiettivo di diventare un calciatore professionista. La passione trasformata in forza è stata la chiave che ha reso grandi tutti i celebri campioni, come anche il giovane predestinato Kai Havertz.

 

(immagine in evidenza: Eurosport.it)