Kaio Jorge è il nuovo prospetto in rampa di lancio del futebol brasileiro. A soli 19 anni porta sulle spalle il peso della maglia numero 9 del Santos. Ciononostante non sembra avvertire la pressione di guidare l’attacco di una società storica come quella dello stato di San Paolo del Brasile.

UN NUOVO PERNAMBUCANO

Kaio Jorge nasce nel gennaio 2002 a Olinda, una piccola città dello stato del Pernambuco. Una città che è un vero e proprio presepe in riva al mare. Dal 1982 la città è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e nel 2006 è stata scelta come “Capitale brasiliana della cultura“.

A pochi chilometri da Olinda ci sono anche le città di Paulista e Recife, che hanno dato i natali a due grandissimi calciatori del recente passato. Il primo è Rivaldo, icona del Barcellona e del Brasile del Mondiale 2002. Il secondo è Juninho, che, addirittura, delle sue origini ci ha fatto un soprannome; i più lo conoscono, ormai, come Juninho Pernambucano.

A distanza di più di un decennio, lo stato del Pernambuco sogna di tornare sulla mappa calcistica mondiale, grazie ai numeri del suo nuovo “figliol prodigo” Kaio Jorge.

I PRIMI PASSI DI UN BRASILIANO ATIPICO

Giovane, ma già sulle copertine, il nome di Kaio Jorge è legato da anni a quello del Santos, che lo ha subito blindato. L’esordio è arrivato ormai quasi tre stagioni fa. Il 30 settembre 2018, a 16 anni, 8 mesi e 6 giorni, Kaio Jorge scende in campo nella sconfitta per 2-1 contro l’Athletico Paranaense e diventa il sesto giocatore più giovane ad esordire nella storia del club.

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Da quel momento inizia la sua cavalcata. Brasiliano atipico sotto molti aspetti, Kaio Jorge è un centravanti puro, che vive per il gol, cercandolo in ogni maniera. Attaccante di grande fisicità e gamba, Kaio Jorge ha anche un ottima abilità di dribbling e una buona abilità nel palleggio. All’occorrenza, può rendersi utile anche come seconda punta o esterno alto. Tuttavia, il suo ruolo naturale è quello di terminale offensivo centrale del tridente. É un numero 9 vero e proprio, il più classico esempio del bomber a cui la squadra affida la responsabilità dei palloni decisivi in zona gol. Possiede già una buona stazza e altezza, elementi che sicuramente accresceranno nei prossimi anni. Deve ancora migliorare sotto l’aspetto della resistenza nei contrasti fisici e, probabilmente, mettere su una buona muscolatura. Soprattutto quando contro ci sono difensori più avanti con l’età, che fanno valere forza ed esperienza.

UN MONDIALE GIA’ IN BACHECA

Il mondo intero lo ha conosciuto con la maglia verdeoro nel Mondiale Under-17, disputato proprio in Brasile nel 2019. Kaio Jorge era la punta di diamante della Seleção, vittoriosa al termine della competizione. Mette a segno 5 reti in totale, arrivando secondo nella classifica marcatori alle spalle dell’olandese Hansen.

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Delle cinque reti, è sicuramente l’ultima quella che più lo rappresenta come giocatore. Mancavano meno di 10′ al novantesimo e il Messico stava vincendo 1-0 contro il suo Brasile. Almeno fin quando Kaio Jorge non ha deciso che era arrivato il suo momento. Va a prendere la palla, con la forza di volontà di chi vuole dimostrare a tutti, sé stesso in primis, di che pasta è fatto. E al minuto 84 sigla la rete dell’1-1, che ridà speranza e ossigeno ai suoi.

La partita poi termina 2-1 per il Brasile, che segna la seconda rete nei minuti di recupero.

IL BRASILE HA UN NUOVO CENTRAVANTI?

A prescindere da come evolverà la sua carriera, in questo momento il Brasile non ha nessun attaccante dalle caratteristiche tecniche e tattiche di Kaio Jorge.

Il pacchetto offensivo verdeoro, ad ora, conta grandissimi esterni di attacco come Neymar, Rodrygo, Vinicius Jr. o Éverton Soares. Altrettanti grandissimi centravanti, che, però, non si possono definire dei veri e propri numeri 9.

Roberto Firmino è, tra tutti, l’esempio più chiaro del falso 9. Nonostante in patria molti si siano espressi in paragoni tra Jorge e l’attaccante del Liverpool. In realtà il paragone reggerebbe solo per le abilità di dribbling e di passaggio, mentre in ottica gol Jorge ha fatto vedere una maggiore incisività.

Kaio Jorge

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Discorso simile anche per quanto riguarda Richarlison e Gabriel Jesus. Il primo, nell’Everton, tende a lasciare il trono di bomber al compagno Calvert-Lewin. Il secondo gioca nel Manchester City di Guardiola, che, spesso, non ha usato il centravanti puro come riferimento, preferendo un modo di attaccare più collettivo e un attaccante più “leggero” come terminale centrale.

Infine c’è Gabriel Barbosa, già soprannominato anni fa Gabigol per le sue abilità realizzative. Nonostante sia un “profeta in patria” con il Santos e il Flamengo, non è riuscito ad affermarsi oltreoceano nelle parentesi all’Inter e al Benfica. É lui, probabilmente, il giocatore a cui Kaio Jorge è più simile.  Con la speranza, però, che un eventuale salto in Europa del talento pernambucano, sia migliore di quello del classe ’96 rossonero carioca.

L’ultimo grande numero 9 del Brasile è stato Fred, che ha chiuso la sua esperienza in Nazionale dopo un deludente mondiale e il bruciante 7-1 del Mineiraço di Belo Horizonte. Kaio Jorge potrebbe rinnovare la grande tradizione dei più grandi goleador brasiliani. Diventando, cioè, un bomber implacabile, che vive per la rete e che sappia togliere le castagne dal fuoco quando ce n’è bisogno.

SAN SIRO CHIAMA, TORINO RISPONDE

Quando a soli 19 anni si parla di te così bene, è inevitabile avere addosso i riflettori di tutto il mondo del calcio. E così anche quelli della Serie A sono arrivati su Kaio Jorge. La domanda da parte del Santos si aggira attorno ai 10 milioni di euro. Un prezzo che sa di affare, se Kaio Jorge manterrà le tante promesse che ci sono su di lui.

In origine fu il Napoli a fare qualche passo verso il talento classe 2002 del Santos, ma il passaggio ad un modulo con una sola prima punta, insieme ad un pacchetto offensivo, costituito da tre giocatori del calibro di Osimhen, Mertens e Petagna, ha fatto pian piano raffreddare la pista.

Restano invece caldissime le piste che portano a Torino, sponda Juventus, e a Milano, sponda Milan.

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I bianconeri si sono mossi con molto anticipo sul giocatore, inserendolo nella lista dei desideri da mesi. Però, anche dalle parti della Continassa il reparto attaccanti è molto affollato, nonostante le porte siano scorrevoli. Una volta sistemata la questione Ronaldo, che potrebbe salutare con un anno d’anticipo alla naturale scadenza di contratto, e con Morata in prestito per una sola stagione, la strada per il giovane brasiliano si farà senza dubbio più chiara e i bianconeri potrebbero affondare il colpo già in questa estate.

Per quanto riguarda il Milan, invece, l’idea è relativamente recente. L’infortunio di Ibrahimović accende un campanello di allarme dalle parti di Via Aldo Rossi. La ricerca di un nuovo numero 9 è spasmodica e interessa tanto giocatori esperti come Giroud, quanto giovani come Vlahović e Kaio Jorge. La prospettiva di un nuovo Kakà (o Pato) è un’idea allettante per i rossoneri e per Maldini, in particolare. Restano, però, da capire alcuni aspetti. Quando l’offerta diventa realtà e a quanto ammonta la disponibilità economica del Milan per ingaggiare una bagarre con le grandi di Europa.

E soprattutto resta il fatto che la maglia numero 9, da quelle parti, non porta benissimo. Mandžukić è stata l’ultima vittima in ordine di tempo. Urge ancora qualcuno che spezzi l’incantesimo.

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