Intervista molto interessante quella rilasciata quest’oggi da Kakà alle pagine della Gazzetta dello Sport. Tanti i temi affrontati, di certo il più suggestivo l’eco di un possibile ritorno al Milan:

Io al Milan? La voglia di tornare è tanta, ma il tempo non è quello giusto. Mi piacerebbe lavorare con Maldini e Boban, aiutare il club, imparare soprattutto, però non è il momento di lasciare il Brasile. In futuro mi piacerebbe fare il manager, fra tanti anni magari il presidente.

Il giocatore ha poi parlato dei tanti derby affrontati nel corso degli anni con la casacca rossonera, con speciale riferimento alle situazioni presidenziali dei due club:

San Siro è uno spettacolo meraviglioso. Mi auguro che mantengano almeno qualche elemento architettonico. Capisco che il calcio sia business, ma qualcosa deve restare.
Le epoche cambiano, ci sono stati tanti problemi economici e di gestione. Vedo che la classifica è migliorata, ma mi auguro soprattutto che le proprietà del Milan e dell’Inter ricomincino a investire quanto serve per tornare al top. Credo che si debba riavviare un circolo virtuoso: con la Champions incassi, puoi ingaggiare grandi giocatori e tornare in alto. Il fairplay finanziario è un cane che si morde la coda. Se non investi abbastanza non puoi avere una squadra di qualità.

Un riferimento infine sull’intricata situazione riguardante Paquetá, calciatore di certo molto vicino a Kakà sia per provenienza che, in certi termini, anche per collocazione tattica:

Paquetà deve trovare fiducia in se stesso. L’anno scorso è andato bene, ma il secondo anno si fa fatica, lo so per esperienza. Gli altri cominciano a capirti, è più difficile. Deve considerare le sue qualità, in una squadra forte può essere un giocatore importante. Troppo brasiliano? Beh, se uno prende un brasiliano deve sapere che tipo di giocatore è. Paquetà si deve adattare un po’ al calcio italiano, ma non deve perdere la sua identità calcistica. 

 

(Fonte immagine copertina: profilo IG @kaka)