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Calcio e dintorni

Kane: futuro ancora al Tottenham?

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Kane

La doppietta realizzata da Harry Kane nella vittoria del Tottenham 3-2 contro il Manchester City ha regalato agli Spurs tre punti pesanti nella corsa ad un piazzamento europeo e ha potenzialmente riaperto la Premier League.

Il giocatore inglese, a lungo inseguito proprio dal City la scorsa estate, ha probabilmente giocato la miglior partita con la maglia degli Spurs. Nonostante abbia registrato solamente 37 tocchi di palla, solo Son ha fatto peggio nel Tottenham, è stato molto cinico sotto porta. Due dei suoi tre tiri verso lo specchio sono stati trasformati in gol.

Nonostante la vittoria di ieri è legittimo chiedersi quali siano i piani di Harry Kane per il futuro. L’attaccante in passato non ha fatto mistero di voler lasciare la squadra di Londra per seguire le sue ambizioni e riempire una bacheca che, nonostante i 28 anni e le indubbie qualità, è vuota. Nell’ultima finestra estiva di calciomercato solo la volontà di ferro di Daniel Levy, presidente degli Spurs, ha trattenuto Kane a Londra

Gol alla sua futura squadra?

Adesso, secondo quanto riportato dal London Evening Standard, Kane non avrebbe intenzione di rinnovare il contratto con il Tottenham, in scadenza nel 2024. Prima di prendere una decisione il calciatore vorrebbe capire se con Antonio Conte può arrivare una qualificazione in Champions che manca dal 2020.
Proprio con l’allenatore italiano il rapporto sarebbe molto positivo. Secondo quanto riportato da The Athletic, Kane ama lavorare con Conte ed è rimasto impressionato dal modo in cui la sua tenuta fisica sia migliorata dal suo arrivo sulla panchina.

Ad ogni modo, il successo contro il City però potrebbe essere presto dimenticato se Kane non contribuirà ad un piazzamento europeo del Tottenham. Un’altra stagione fuori dall’Europa dei grandi potrebbe spingere l’attaccante a forzare ulteriormente la mano con la dirigenza.
In quel caso la destinazione più probabile resterebbe senza dubbio il City. Nonostante siano il secondo miglior attacco di Inghilterra, i campioni in carica hanno bisogno di un vero numero nove.

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Lega Pro, ad Ancona per la Torres arriva l’ottavo pareggio stagionale

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Modena

Nel girone B di Lega Pro, la Torres pareggia ad Ancona per 1-1, collezionando l’ottavo pareggio in quindici partite del suo campionato.

LA CRONACA

La squadra di Greco si presenta allo Stadio del Conero contro un’Ancona in grande forma, reduce da tre vittorie nelle ultime quattro.

I rossoblù, martoriati dalle assenze, vanno in vantaggio al trentesimo del pt, grazie al gol di Scappini con un destro a giro che non lascia scampo a Perucchini, chiudendo in vantaggio la prima frazione. Nella ripresa i padroni di casa trovano il pari definitivo, con un rigore causato da Ferrante ai danni di Lombardi (tra le proteste degli ospiti), e trasformato da Scappini al 67’.

La Torres rimane così al dodicesimo posto del campionato, dando l’impressione, ancora una volta, di non riuscire a fare il fatidico “passo in più”. Appuntamento domani, al Vanni Sanna, contro la Fiorenzuola.

LE PAROLE DEL MISTER

Il tecnico rossoblù, Alfonso Greco, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Centotrentuno sulla gara giocata:

Perdiamo punti un po’ per gli episodi un po’ per nostre ingenuità. È un peccato, anche perché oggi nonostante incontrassimo una grande squadra abbiamo fatto di necessità virtù. Il rigore è stato generoso ma noi abbiamo commesso una ingenuità. Vediamo se col Fiorenzuola ci sarà l’opportunità di recuperare qualcuno. Faremo il punto della situazione. Penso avremo Diakité squalificato, Lombardo è uscito con un risentimento muscolare. Affronteremo un’altra grande squadra, ma è un momento dove dovremo stringere i denti”.

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Calcio e dintorni

Sampdoria, serata amarcord per i reduci dello Scudetto

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PAGLIUCA HANDANOVIC ONANA

La giornata di ieri è stata sicuramente molto particolare per i tifosi della Sampdoria.
In serata, infatti, è stata proiettata la prima del docufilm “La Bella Stagione”, incentrato sulla stagione dello Scudetto doriano nel 1991.

Al cinema scelto per l’occasione, oltre a molti tifosi, erano presenti i protagonisti di quella stagione, da Pagliuca e Vierchowod, passando per i vari Lombardo, Pari, Mannini, Bonetti e Invernizzi, fino ad arrivare ai gemelli del gol, Roberto Mancini e Gianluca Vialli.

Al termine della proiezione, contornata da lacrime e ricordi, gli illustri ospiti si sono cimentati nel cantare “Lettera da Amsterdam”, l’inno della Sampdoria, scritto dal compianto Vittorio De Scalzi, scatenando ancor di più la commozione in sala.

Come riportato da Gazzetta.it, dopo i saluti, la comitiva degli ex calciatori si è spostata a Quinto, per celebrare il 58esimo compleanno dell’attuale Ct della Nazionale, facendo emergere ancora una volta il forte legame che unisce i componenti del gruppo.
Insomma, una serata all’insegna dei ricordi felici in casa Samp, che serve anche a rasserenare gli animi in uno dei momenti più delicati della storia blucerchiata

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Calcio e dintorni

Gelbison, la promessa di De Sanzo: “Daremo il massimo per salvarci”

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Juve Stabia

In una recente intervista rilasciata a SalernoSport24, Fabio De Sanzo ha parlato della sua nuova avventura in Serie C, alla guida della Gelbison. Il tecnico di Castrovillari, dopo l’esperienza alla Paganese, è ritornato ad essere protagonista nella terza serie professionistica italiana. Contro ogni aspettativa di inizio stagione, l’ex Acireale ha condotto la formazione di Vallo della Lucania in zona play-off. L’allenatore calabrese, però, vola basso: l’imperativo è la salvezza dei rossoblù.

L’intervista a Fabio De Sanzo

  • Cosa ha detto sin dal primo giorno al gruppo per portarli ad ottenere quattro successi di fila?

«C’era già una buona base di partenza anche perché mister Esposito ha lavorato bene. Ho trovato una squadra organizzata, una squadra importante. Ho inculcato un po’ di coraggio, di forza. Tra il suo metodo e il mio vi sono delle differenze però, ripeto, la base importante l’ha creata già lui, altrimenti sarebbe stato difficile lavorare così».

  • Quali sono le differenze di metodo?

«Lui predilige il possesso palla, la manovra, mentre io preferisco la verticalizzazione e l’aggressione alla palla».

  • Chi la sta impressionando della sua rosa?

«È un continuo conoscersi, anche perché sono passati due mesi dal mio arrivo e tanti giocatori non li conoscevo bene, se non Gilli e Cargnelutti su tutti. Però ci sono altre situazioni importanti. Ci auguriamo la crescita di giocatori come SaneKyeremateng e Graziani. Il reparto difensivo è quello che mi ha impressionato di più».

  • Una battuta d’arresto che può starci contro un avversario ostico come il Catanzaro. Da dove deve ripartire la Gelbison?

«Dalla convinzione dei primi 60’, dove abbiamo cercato di giocare non dico alla pari, ma all’altezza del Catanzaro. Secondo me, i primi 60’ sono stati giocati bene, con intensità, voglia, coraggio, però poi, alla lunga, la qualità sia di squadra che dei singoli del Catanzaro è prevalsa. È pur vero che stiamo parlando di una squadra costruita per vincere questa categoria ormai da anni. Il divario era molto ampio, ma onestamente sono orgoglioso dei miei ragazzi per come si sono comportati».

  • In cosa può migliorare la squadra?

«C’è sempre da migliorare. In convinzione soprattutto, nelle qualità che ognuno di noi ha e che deve sempre dimostrare, nell’orgoglio, nella caparbietà di credere in quello che stiamo facendo. Perché, in tutta onestà, in queste otto-nove partite con me in panchina, forse solo col Monterosi abbiamo toppato la prestazione. Dobbiamo migliorare nell’autoconvinzione, essere bravi e avere tanta umiltà».

  • Quando è stato scelto dal presidente, qual è stata la sua prima impressione? Cosa vi siete detti?

«Mi ha fatto tanto piacere, perché vuol dire che la scorsa stagione ha premiato la Gelbison ma anche l’Acireale, squadra che ha lottato per salire in C sotto la mia gestione. Approdare in terza serie con una diretta concorrente dell’anno precedente fa solo piacere. Vuol dire che il lavoro è stato apprezzato. Col presidente ci siamo detti che dobbiamo lottare per arrivare alla salvezza con le unghie e con i denti».

  • Qual è l’obiettivo stagionale?

«L’obiettivo è uno: arrivare salvi all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato».

  • Si sente di promettere qualcosa ai tifosi?

«Le aspettative, alla partenza, davano la Gelbison tra le vittime predestinate alla retrocessione. La mia promessa è quella di mettercela tutta per salvarci».

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Calcio e dintorni

Inter, Antonio Pintus premiato per la stagione dello Scudetto

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Corsa scudetto, Milan-Napoli-Inter

Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid, è stato premiato oggi a Coverciano con il Cronometro D’Oro. Il premio si riferisce al lavoro svolto durante la stagione 2020/21, annata in cui era parte dello staff tecnico di Conte all’Inter, conclusasi con la vittoria dello Scudetto. Dopo aver ricevuto il premio, Pintus ha preso la parola per un discorso di ringraziamento. Ecco cosa ha detto:

Ringrazio lo staff tecnico dell’Inter per la stagione a cui fa riferimento questo Cronometro d’Oro. Tutti i miei ex collaboratori, il mister e soprattutto ricordo lo staff medico. Per riuscire ad avere risultati eccellenti, bisogna che ci sia un’assoluta integrazione tra gli staff. Ci deve essere onestà intellettuale, cosa che ho trovato all’Inter e non a caso sono stati raggiunti certi risultati. Mia moglie mi dà un equilibrio, sia nei momenti di euforia che di sconforto”.

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