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Calcio Internazionale

Karim Benzema, il re dei re: il Pallone d’Oro attende

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Benzema

Se ancora avevamo dubbi sul talento di Karim Benzema, questa stagione dovrebbe averli spazzati via come un uragano tropicale.

Fino a pochi anni fa, infatti, l’attaccante francese è stato fin troppo sottovalutato, forse per il basso profilo che ha dovuto mantenere per gran parte della sua carriera. Arrivato insieme a Cristiano Ronaldo, ha dovuto arrendersi all’idea di mettersi (in parte) in ombra per permettere all’asso portoghese di brillare. Un boccone amaro che in pochi, al giorno d’oggi, sarebbero disposti ad inghiottire.

Eppure, è sempre rimasto sulla cresta dell’onda, sempre amato dal presidente Perez e da ogni allenatore che abbia avuto la fortuna di poterlo “gestire”. E finalmente, vista la riforma attuata da France Football, quel Pallone d’Oro che tanto meriterebbe, potrebbe non essere più un miraggio.

Ma cosa potrebbe realmente portare il capitano dei blancos alla vittoria? Quali potrebbero essere i parametri presi in considerazione?

MERITO PURAMENTE STATISTICO

Scontato, ma impossibile da trascurare.

Parlando in termini meramente numerici, quest’anno Karim Benzema è stato il miglior calciatore del pianeta. Non il miglior attaccante, neanche il miglior giocatore d’Europa. Perché se si parla di un uomo di 34 anni che in stagione ha disputato 43 partite mettendo a referto 43 reti e 14 assist, non può non essere lui il miglior giocatore dell’anno. Chiaro che i numeri non sono tutto, ma su questo poi ci torneremo.

Negli anni si è definito Lewandowski con le stesse parole e per gli stessi identici motivi; discorso analogo per quanto riguarda Ronaldo, ritenuto da molti il miglior goleador di sempre. La fortuna del portoghese, però, è stata quella di avere accanto a lui un vero e proprio assist-man. Quasi un diez con la nove sulle spalle.

Nei suoi 13 anni di Real Madrid, infatti, Karim The Dream ne ha collezionati ben 158, divenendo il primatista in tutta la storia blanca. Per di più, mai scordarsi della sua terza posizione per quanto riguarda i migliori cannonieri, a testimonianza del fatto che, al contrario di molti, Benzema è un attaccante che segna e fa segnare, senza distinzione e senza problemi.

CAPITANO, MIO CAPITANO

Perdonate la citazione scomoda ad un classico come Walt Whiltman, ma la metafora in questo caso calza a pennello.

Nella storia del Real difficilmente la fascia di capitano è stata portata da un giocatore con più leadership di Sergio Ramos. Per ben 16 anni l’attuale difensore del PSG ha guidato le merengues come se fosse l’ultimo giorno di vita sulla Terra, come se ogni partita fosse il momento più importante della sua esistenza. Difficile competere con un generale così.

Diciamocelo, probabilmente in questo Ramos è uno dei calciatori con più personalità mai visti. Perciò, dire che Benzema lo ha superato sarebbe alquanto sbagliato. Tuttavia, però, è innegabile che il francese ha saputo raccogliere la sua eredità senza farlo rimpiangere. Anzi.

Nei momenti di difficoltà, infatti, è stato sempre il primo a caricarsi la squadra sulle spalle, a dare a tutto il gruppo la forza di rialzarsi e continuare a spingere. Basti pensare al primo gol messo a segno contro il PSG, dove è il primo a suonare la carica ed incitare i compagni per la rimonta. Inoltre è suo il pressing che fa scaturire l’errore di Donnarumma, quasi l’unico a credere realmente nella rimonta.

Perché forse, più che un generale, Benzema è un comandante, il primo soldato del suo esercito, che lotta e combatte al fianco degli altri commilitoni. E basta un suo cenno, un suo spunto, per infervorare gli animi di quelli al suo seguito.

“Al mio segnale, scatenate l’inferno”, diceva qualcuno.

OLTRE I TROFEI

Le nuove regole ideate da France Football hanno stravolto (e stravolgeranno) i criteri di assegnazione del massimo premio sportivo a livello individuale.

Oltre a non ragionare più in termini di “anno solare”, ma esclusivamente di “stagione sportiva”, dalla prossima edizione si terranno sempre in considerazione in primo luogo le prestazioni individuali, e solo in secundis si andranno a valutare le prestazioni di squadra e i trofei ottenuti. Da specificare che, come terzo requisito, il futuro vincitore sarà il calciatore ritenuto più di classe e con maggior senso del fair play.

Adesso, senza esagerare, al mondo non esiste nessuno che soddisfi questi requisiti meglio di Karim Benzema. E se anche si volesse tornare a parlare di trofei e prestazioni di squadra, il Real occupa sempre una posizione di prim’ordine. Vincitore della Liga, vincitore della Supercoppa di Spagna e finalista in Champions League. Unica pecca, la Copa del Rey, che ha visto i madrileni cadere ai quarti per mano dell’Athletic Bilbao. A fare meglio, semmai, è stata solo una.

L’altra squadra finalista della massima competizione europea, il Liverpool di Jurgen Klopp. I Reds, infatti, con il match del 28 maggio, disputeranno la 63ª partita della loro stagione. Ossia, il numero massimo a loro disposizione: 38 di Premier League, 6 di Carabao Cup, 6 di FA Cup, 13 di Champions League.

E infatti, l’unico vero avversario di Benzema potrebbe essere il solo Mané, anche vincitore della Coppa d’Africa.

 

MANCANZA DI CONCORRENZA

Così, un altro motivo per cui Benzema potrebbe stringere il prossimo Pallone d’Oro è dato proprio dalla mancanza di alternative. Forse difficile da accettare, ma, almeno ad oggi, la corsa al trofeo appare piuttosto povera di concorrenti.

Tutti quelli che negli anni scorsi hanno occupato le prime posizioni della classifica, infatti, quest’anno hanno avuto più di qualche intoppo che, inevitabilmente, ha compromesso le loro possibilità di vittoria.

Leo Messi, ultimo vincitore, ha vissuto la peggior stagione della sua carriera, in termini di numeri e prestazioni. Lewandowski e De Bruyne, per quanto bene abbiano fatto, alla lunga sono calati, facendo piano piano rallentare anche le loro squadre. Discorso simile per Jorginho e Kanté, visto che al loro Chelsea rimane esclusivamente la finale di FA Cup per ottenere un trofeo.

Per quanto riguarda Ronaldo, ormai sembra sempre più lontano dal sesto Pallone d’Oro. Nonostante lui continui a segnare (quasi) come ha sempre fatto, la squadra non lo aiuta; e per dirla tutta, allo stesso modo la sua presenza in mezzo al campo sembra non aiutare i compagni a migliorare.

Potrebbero alzarsi le quotazioni di Modric in caso di vittoria della Champions, ma in quel caso sarebbe ancora più certa la vittoria del francese. Per questo, come detto poc’anzi, potenzialmente l’unico concorrente sarà Sadio Mané, sempre ammesso che il cielo sopra Parigi si tinga di rosso.

“Chiudiamola qua, lo merita, è un grande. È il numero uno in questo momento, non c’è discussione”

-Carlo Ancelotti, 26/04/2022

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La FIFA apre un’indagine su quattro calciatori dell’Uruguay!

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Cavani attaccanti Juve

Una delle tante sorprese di questo Mondiale in Qatar è stata l’eliminazione dell’Uruguay. Al fischio finale della partita, in particolare quattro calciatori in maglia celeste (Muslera, Godin, Gimenez e Cavani) si sono avventati contro l’arbitro, reo di non essere stato impeccabile in alcune decisioni. In particolare Gimenez e Cavani, al fischio finale, sono andati dal direttore di gara e avrebbero rispettivamente dato una gomitata ad un membro della FIFA e aver ribaltato il monitor del VAR. La risposta della FIFA non si è fatta attendere, espressa tramite un comunicato ufficiale.

LA RISPOSTA DELLA FIFA

Di seguito le parole del comunicato:

La commissione disciplinare della FIFA ha avviato un procedimento contro l’AUF per potenziali violazioni degli articoli 11 (comportamento offensivo e violazione dei principi del fair play), 12 (cattiva condotta di giocatori e funzionari) e 13 (discriminazione) del codice disciplinare della FIFA in relazione agli incidenti durante la partita dei Mondiali tra Ghana e Uruguay del 2 dicembre. Sono stati aperti fascicoli separati contro i giocatori uruguaiani José María Giménez, Edinson Cavani, Fernando Muslera e Diego Godín per potenziali violazioni degli articoli 11 e 12 del Codice disciplinare FIFA in relazione agli incidenti verificatisi al termine della suddetta partita.”

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Il messaggio di Pelé per il suo Brasile: “Siamo insieme in questo percorso”

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Pelé

Il Brasile, alle ore 20:00 italiane, si incontrerà con la Corea per una gara valida per un pass per i quarti di finale del Mondiale in Qatar. Pelè, ex fuoriclasse brasiliano, ha mandato un messaggio alla Seleçao in occasione del match di oggi.

“VI SEGUIRÒ DALL’OSPEDALE”

Di seguito il messaggio di Pelè su Instagram:

Nel 1958, in Svezia, camminavo per le strade pensando di mantenere la promessa fatta a mio padre. So che molti della Nazionale hanno fatto promesse simili e sono anche alla ricerca del loro primo mondiale. Voglio ispirarvi amici miei. Guarderò la partita da qui all’ospedale e farò il tifo per ognuno di voi. Siamo insieme in questo percorso. Buona fortuna al nostro Brasile!”.

Nonostante le pessime condizioni di Pelè, l’ex fuoriclasse non fa altro che pensare alla propria Nazionale e a seguirla anche direttamente dall’ospedale.

 

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De Vrij si allena a parte con l’Olanda: le ultime

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Inter

Strano Mondiale quello di Stefan De Vrij con l’Olanda fino ad ora: il difensore dell’Inter non ha mai messo piede sul sintetico dei campi del Qatar e la sua condizione continua ad essere non proprio ottimale.

OLANDA, DE VRIJ ANCORA A PARTE

Secondo quanto riportato da De Teegraaf, De Vrij sta continuando a seguire un programma personalizzato e anche ieri non si è allenato nemmeno con le riserve della Nazionale Olandese. Causa una pessima condizione, il difensore olandese sarà costretto a saltare la partita contro l’Argentina, valida per un pass in semifinale del mondiale, che si giocherà venerdì.

Con ogni probabilità, Louis Van Gaal riproporrà la difesa a 3 composta da Timber, Van Dijk e Aké, con anche Matthijs de Ligt in panchina, oltre all’infortunato de Vrij.

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Santos furioso con Ronaldo: “Deciderò all’ultimo se giocherà”

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Pronostico Portogallo-Spagna

L’uscita polemica di Cristiano Ronaldo durante Portogallo-Corea Del Sud non poteva certamente passare inosservato.
Il Ct portoghese, Fernando Santos, è tornato sulla questione oggi in conferenza stampa, con toni decisamente elevati:

“Non ho sentito cosa ha detto Ronaldo mentre usciva, ma ho rivisto la scena in tv e ho capito, è una cosa gravissima che non deve capitare più. Non voglio soffermarmi troppo sull’argomento, certe cose si risolvono nello spogliatoio. Non so ancora chi giocherà, la formazione la decido sempre all’ultimo momento, cercando di schierare il miglior Portogallo possibile, così sarà anche domani”.

Insomma, la situazione è molto delicata in casa Portogallo, inoltre le voci di un possibile approdo di CR7 in Arabia Saudita non migliorano certo la situazione, visto che la Nazionale è concentrata sul passaggio del turno.

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