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Karim Benzema: il ritorno in Nazionale di chi non se ne è mai andato

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Quasi sei anni. Sessantotto lunghissimi mesi sono passati dall’ultima volta che Karim Benzema ha avuto l’occasione di vestire la maglia della Nazionale francese. Precisamente, l’ultima volta fu un Francia-Armenia dell’8 ottobre 2015, chiusosi con un roboante 4-0 finale. Protagonista, stranamente, il franco-algerino che con una doppietta e un assist per Antoine Griezmann regala una prestazione da vero fuoriclasse. Purtroppo è stata anche la sua ultima.

Almeno fino a ora, dal momento che Didier Deschamps ha (finalmente) deciso di reintegrarlo in gruppo, inserendolo nella lista dei 26 giocatori che prenderanno parte ad Euro 2020. I due si erano visti nei giorni scorsi per parlare del conflitto che li ha allontanati nell’autunno del 2015, quando Benzema fu coinvolto in un affare di ricatto ai danni del compagno di Nazionale Mathieu Valbuena. Caso poi finito in tribunale.

Una volta escluso dall’Europeo di casa, l’attaccante accusò il c.t. di aver “ceduto alla parte razzista della società francese”. Troppo per l’ex centrocampista che ha continuato a vincere con al suo posto il meno raffinato Olivier Giroud, con cui tra l’altro il bomber del Real non ha mai avuto un ottimo rapporto.

Il passato non si può cambiare, ma la Nazionale viene prima di tutto. Con Benzema la Francia è più forte

– Didier Deschamps

Eppure, c’è stato più di qualche tifoso che si è espresso contro la convocazione di Karim Benzema, ritenendo la sua colpa troppo grave e sostenendo che la Francia non ha bisogno di uno come lui.

Forse si sono dimenticati chi è Karim Benzema, e di cosa ha fatto per la sua Nazionale.

 

DALL’ULTIMA VOLTA…

Basti pensare che fece il suo esordio in maglia Bleus nel 2007, ben 14 anni fa. Prima apparizione, primo gol. Anzi, gli bastarono 7 minuti per segnare la sua prima rete, all’età di 20 anni compiuti da pochi mesi. Un predestinato.

E questo lo sapevano tutti, perché non potrebbe esistere altro aggettivo per un giocatore che già 3 anni prima era divenuto titolare nel Lione pluricampione di Francia, e che solo un anno dopo avrebbe vinto il titolo di capocannoniere della Ligue 1 con 20 centri.

Fonte: Getty Images

A dargli fiducia con i transalpini fu poi Laurent Blanc, che, dopo l’esclusione dal Mondiale 2010, gli consegnò addirittura la maglia numero 10. La stessa che in passato era stata indossata da giocatori quali Michel Platini e Zinedine Zidane. L’apice, però, lo raggiungerà nel 2014, sotto la guida di Didier Deschamps, che lo convoca per il Mondiale in Brasile, il primo (e unico) della sua carriera. E proprio durante la Coppa del Mondo, Benzema rifila una doppietta all’Honduras ed entra nella storia, propiziando l’autorete di Valladares convalidata per la prima volta con la Goal Line Technology. Con tre reti in cinque partite, si afferma come top-scorer francese e si assicura il quarto posto (a pari merito) della classifica marcatori. Dall’addio di Thierry Henry, il vero faro della squadra è Karim “The Dream” Benzema, l’unico in grado di prendere sulle proprie spalle il peso di un’intera nazione.

Poi, però, il buio. Nel novembre 2015, infatti, viene indagato nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria nata dalla denuncia di Mathieu Valbuena, che lo porterà, nel giro di un mese, a venir escluso a tempo indeterminato dalla Nazionale. Karim ammette il suo errore, confessa di aver avuto un ruolo attivo nel ricatto ricevuto dal compagno e si fa da parte.

Un simile caso avrebbe messo fine alla carriera di chiunque. Eppure quella di Benzema continua e si conferma su livelli impressionanti. Nel frattempo diviene il miglior assist-man della storia del Real Madrid, il terzo cannoniere in assoluto dei Blancos e il quarto nella storia della Champions League. Florentino Perez non ha mai nascosto la sua ammirazione per il francese; è sempre stato uno dei pochi a non abbandonarlo mai, quasi come un secondo padre.

Karim è un giocatore unico. La sua assenza dalla selezione francese è un enorme spreco. Vi state privando del miglior numero 9 al mondo. Una situazione che nessuno può capire. È una leggenda del Real Madrid. Ha conquistato fiducia e ammirazione. Benzema ha associato il suo nome ai più grandi attaccanti del Real, Ronaldo, Raùl, Cristiano Ronaldo

– Florentino Perez

Ad oggi, se Karim “The Dream” è ancora sulla cresta dell’onda, forse è anche merito del presidente blanco.

 

…ALLA PROSSIMA

La mattina del 18 maggio i giornalisti d’oltralpe hanno eletto Benzema miglior calciatore francese dell’anno. La sera stessa, il ct dei Blues Didier Deschamps ha riammesso l’attaccante nella Nazionale per l’Europeo che scatterà venerdì 11 giugno. Dopo più di cinque anni e mezzo di assenza, il nativo di Lione torna tra i convocati della Francia, squadra campione del mondo in carica che ha appena annunciato la lista dei 26 giocatori che parteciperanno al prossimo campionato europeo.

Di solito si dice che “squadra che vince non si cambia”. Eppure stavolta pare essere il caso contrario. Squadra che vince, se si può, si cambia. Per anni si è parlato di un ritorno del nueve del Real, di un Deschamps sempre più propenso a perdonare il franco-algerino. Anche perché si sa che solo chi è veramente intelligente è in grado di cambiare idea e di tornare sui propri passi.

Fonte immagine: profilo Twitter @equipedefrance

Ora però la domanda è una: riuscirà Benzema ad inserirsi in un organico così rodato come quello francese?

La risposta, per quanto scontata possa sembrare, non può che essere positiva. Esaminando il cammino dei transalpini al Mondiale 2018 in Russia, infatti, si trova forse un solo giocatore che ha (in parte) deluso le aspettative di tifosi e addetti ai lavori: Olivier Giroud, proprio il numero 9 con cui qualche anno fa l’ex Lione ebbe qualche diverbio. Secondo il Benzema dell’epoca, infatti, “non si possono mettere a confronto una vettura di Formula Uno e un go-kart, non si possono confondere: io sono la macchina di Formula Uno e Giroud è un kart”. La risposta del bomber del Chelsea non si fece attendere:

Io però sono un kart campione del mondo

Tornando al rettangolo verde, come detto in precedenza, Olivier Giroud è ormai un titolare in pianta stabile dell’undici francese. Non a caso, è anche il secondo miglior marcatore della storia della Nazionale (dopo un certo Thierry Henry), ma nello scorso Mondiale ha incontrato troppe difficoltà nel trovare la via della rete. Non solo zero gol, ma addirittura zero tiri in porta giocando sette partite su sette. Per quanto il suo contributo in termini di sacrificio e impegno sia indubbio, di certo poter disporre di un attaccante in grado anche di segnare non sarebbe male.

E chi meglio di un attaccante che è stato in grado di collezionare (finora) 372 reti tra club e Nazionale?

D’altronde, agendo accanto a fenomeni quali Antoine Griezmann e Kylian Mbappé, il risultato può essere solo esplosivo. Se da un lato la sua tendenza a rientrare a centrocampo a prendere il pallone potrebbe essere di grande aiuto alla squadra, in quanto già avvezza alle sponde di Giroud, dall’altro la sua qualità al piede potrebbe risultare decisiva in fase di costruzione e rifinitura. Inoltre, la sua attitudine a svariare su tutto il fronte offensivo potrebbe con più facilità allargare gli spazi a centro area favorendo gli inserimenti dei suoi compagni di reparto e di centrocampisti quali Pogba e Rabiot. Tutta gente che è sicuramente consigliabile tenere il più lontano possibile dalla propria porta.

Tuttavia, la nuova avventura di Karim con la Nazionale non è partita nel migliore dei modi. Nell’ultima amichevole giocata soltanto due giorni fa contro il Galles, il numero 19 ha sprecato l’occasione di bagnare il suo rientro con il gol, sbagliando, al 27’ del primo tempo, il rigore che avrebbe permesso alla Francia di sbloccare il risultato.

Fortunatamente la rassegna continentale non è ancora cominciata e Benzema avrà tutto il tempo per recuperare le energie fisiche e mentali necessarie per dimostrare, ancora una volta, e nelle partite che contano, di meritarsi il ruolo di centravanti titolare della Nazionale francese.

 

Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @EURO2020

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Tite e la “danza del piccione”: “Nessuna mancanza di rispetto”

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Tite, allenatore della Selecao, risponde alle critiche a sfavore delle varie esultanze di ieri sera, in particolare quella che lo ha visto coinvolto dopo il terzo gol, nella cosiddetta “danza del piccione” ideata da tempo da Richarlison.

“NON HO MANCATO DI RISPETTO A NESSUNO”

Il ct dei verdeoro ha sentito il dovere di precisare: “Ci sono sempre persone cattive che lo vedono come una mancanza di rispetto. Ho detto ai giocatori di nascondermi un po’ per non dare troppo all’occhio. Non volevo che avesse altra interpretazione se non la gioia per il gol segnato, per il risultato e la prestazione. Mai quella di mancare di rispetto all’avversario o a Paulo Bento, per il quale ho grande rispetto”.

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Marocco, apprensione per Amrabat: problemi alla schiena ma vuole esserci contro la Spagna

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Fiorentina

Ansia in casa Marocco per Sofyan Amrabat: il giocatore ha riportato problemi alla schiena ed è in dubbio per la partita di oggi pomeriggio contro la Spagna, alle 16. Il centrocampista della Fiorentina per ora è stato uno dei migliori nella formazione marocchina, e si farà di tutto per averlo a disposizione contro gli uomini di Luis Enrique.

Partita storica quest’oggi per il Marocco: i Leoni dell’Atlante giocano per la seconda volta nella loro storia un ottavo di finale dei Mondiali, 32 anni dopo Messico ’86 quando vennero sconfitti in extremis dalla Germania Ovest.

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Roy Keane polemico: “Il Brasile ballando manca di rispetto all’avversario”

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Brasile

Al termine del match di ieri sera, vinto per 4-1 dal Brasile sulla Corea del Sud, a ITV Roy Keane dice la sua sul Brasile di Tite. Per l’ex giocatore del Manchester United, l’atteggiamento dei verdeoro di ieri sera è stato irrispettoso nei confronti dell’avversario: più precisamente si fa riferimento ai balletti utilizzati come esultanza in seguito ad ognuno dei quattro gol.

“MANCANZA DI RISPETTO VERSO L’AVVERSARIO”

“Non ho mai visto ballare così tanto. Non riesco a credere a quel che ho visto, non mi piace. La gente dice che fa parte della cultura brasiliana, ma io penso che sia una mancanza di rispetto per l’avversario. Non mi disturba tanto la danza dopo il primo gol, ma quelli successivi, e il fatto che Tite si sia fatto coinvolgere. Non penso sia una buona cosa”. 

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Qatar 2022, Eto’o tira un calcio ad un videomaker: la vicenda

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Eto'o

Prima la finale pronosticata in cui vedeva opporsi Camerun e Marocco, poi la vicenda legata ad Onana in cui ha dovuto fare da mediatore (senza risultati), ora l’accaduto che lo vede coinvolto in uno scontro con un videomaker. In questo Mondiale, Samuel Eto’o non è di certo passato inosservato. Se la finale non potrà essere quella, il gesto che l’ex attaccante di Barcellona e Inter ha fatto è oggetto di discussione.

COSA È SUCCESSO

Come riporta anche tuttomercatoweb, all’incontro di ieri tra Brasile e Corea del Sud era presente anche Samuel Eto’o in quanto ambasciatore di Qatar 2022. Terminata la partita, all’uscita dello stadio l’atleta si è fermato per alcuni selfie con i tifosi, fino a quando un uomo ha cominciato a filmarlo con una telecamera. A quel punto il camerunense si sarebbe infastidito: il videomaker sarebbe stato di origine algerina e avrebbe chiesto ad Eto’o domande circa l’arbitraggio di Algeria-Camerun, partita dei playoff per i Mondiali che ha fatto guadagnare al Camerun l’accesso alla competizione. Il videomaker reclamava un arbitraggio non molto limpido in quella partita, e la situazione sarebbe sfuggita fuori controllo al punto che Eto’o avrebbe perso la testa, inseguendolo e colpendolo con un calcio.

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