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Karius, non c’è pace

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“Anno nuovo, vita nuova”. Con tutta probabilità Loris Karius non fa altro che pensare a questa frase da mesi. Per la precisione da quella terribile notte a Kiev, dove Karim Benzema e Gareth Bale gli hanno fatto passare il momento peggiore della sua carriera. Da quel momento, per Karius, è iniziato il declino più totale. Dall’arrivo di Alisson al Liverpool alla sua cessione al Besiktas, il portiere tedesco sembra non essere in grado di riprendersi. Lo si è visto ancora una volta nella sua ultima prestazione.

ANCORA PAPERE

Nell’ultima apparizione del 2018 con la maglia del Besiktas, il portiere ancora di proprietà del Liverpool si è reso ancora protagonista in negativo. Ospiti del Kasimpasa,i bianconeri passano in svantaggio con un gran goal di Sadiku. Sul raddoppio di Diagne però arriva il primo pasticcio del numero uno: uscita sbagliata, rimpallo sfortunato (come se non bastasse) e avversario che riesce a servire un compagno solo davanti alla porta sguarnita.

 

Dopo aver accorciato le distanze, il Besiktas va sotto, 3-1 con il rigore di Diagne. Ecco però l’ennesima rete, firmata da Pavelka. Azione che si sviluppa sulla destra, palla che arriva al limite dell’area e conclusione tutt’altro che irresistibile. Karius non vede partire la palla ed è disorentiato dal tentativo di un compagno di fermare il tiro ma si butta in maniera goffa. Quarto goal subito e seconda papera di giornata, altro match da dimenticare per il povero Loris.

Quest’anno è stato molto probabilmente il peggiore della vita calcistica di Karius. Una Champions League sulla coscienza, un’involuzione rapidissima e le continue critiche della stampa. Per di più le voci del mancato riscatto da parte della sua nuova squadra sono sempre più frequenti. Forse il ragazzo avrebbe solo bisogno di un po’ di serenità per ricominciare e si augura di trovarla con la fine di questo annus horribilis.

 

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Juventus, dettagli sulla manovra stipendi: dai tagli alla mediazione di Chiellini

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Juventus

Non sembra avere una fine la bufera che soffia in questi giorni in casa Juventus, con le indagini della Procura e le richieste di rinvio a giudizio per il presidente Andrea Agnelli e parte del suo team.

In queste ore, la Procura di Torino sta indagando sulle due “manovre stipendi” avanzate dalla società bianconera, che sembrano ormai essere diventate il punto cardine della vicenda.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la prima manovra consisteva nella rinuncia di una mensilità e nel posticipo di altre tre, ma l’accusa ritiene che le “scritture di riduzione” siano state registrate solo in un secondo momento, in modo da essere caricate nel bilancio successivo. Lo stesso Paulo Dybala conferma che le scritture di riduzione sono state consegnate senza la data e aggiunge un ulteriore particolare, ossia che l’iniziale richiesta della società fosse quella di rinunciare a ben quattro mensilità.

La richiesta venne totalmente respinta dalla squadra, ma evidentemente il club sperava in un taglio più netto, come conferma anche un’intercettazione tra Federico Cherubini e Fabio Paratici: “Il 10% di riduzione e il 20% di slittamento è troppo poco“.

Il taglio riguardava quindi una sola mensilità, ma nel comunicato si parlò di un taglio ben più netto. Ai giocatori, come riporta Chiellini, fu detto di non parlare dei dettagli di questa manovra. Proprio Chiellini ha dichiarato di dover ricevere ancora due mensilità; CR7 non è l’unico quindi, anche se i suoi 19,9 milioni mancanti sono una cifra decisamente superiore.

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Clotet dopo Brescia-Reggina: “Gara complicata, nulla da rimproverare ai ragazzi”

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Clotet

Cade il Brescia di Pep Clotet, sconfitto tra le mura amiche del Mario Rigamonti da una Reggina sempre più lanciata verso i piani alti della classifica. La formazione calabrese si è imposta con un 0-2 maturato già nella prima frazione di gioco. Gli uomini di Pippo Inzaghi si sono infatti portati in vantaggio dopo appena tre minuti di gioco, grazie alla rete di Fabbian. Passano altri 8 minuti e Jeremy Menez riesce a mettere il sigillo al match, raggiungendo quota 4 gol nella classifica marcatori della Serie B. La squadra di casa non riesce a reagire ed è costretta ad arrendersi ad un’avversaria messa bene in campo e fin troppo arrembante.

Proprio per questo, l’allenatore dei biancazzurri Pep Clotet ha voluto sottolineare la superiorità della Reggina in questo pomeriggio di calcio. Dalle parole pronunciate nella conferenza stampa post-partita non emerge nessun rimprovero ai propri calciatori, che anzi hanno provato a reagire nella seconda metà di gara:

“Abbiamo giocato contro una squadra molto forte, noi sapevamo le difficoltà che potevamo incontrare. La Reggina ha iniziato bene, ed i loro due gol hanno dimostrato nella realizzazione delle marcature la forza dei nostri avversari. Chiaro che poi la partita per noi è cambiata ed è diventata ancora più complicata. Il Brescia però ha provato a fare il suo, con la nostra idea di calcio. Di positivo c’è l’atteggiamento dei miei calciatori che anche nella ripresa hanno giocato per provare a ribaltare la partita. Non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi”.

Una sconfitta arrivata contro un avversario che arrivava con il favore dei pronostici, ma comunque una sconfitta che pesa. Dopo la convincente vittoria contro la SPAL della scorsa settimana, l’ambiente bresciano sembrava essersi messo alle spalle le difficoltà di questo avvio di stagione. Nonostante il ko di oggi, la situazione in classifica non subisce particolari variazioni. Il Brescia rimane al terzo posto a quota 23 punti, insieme a BariParma, che hanno pareggiato rispettivamente contro il Pisa e il Cagliari, e il Genoa, reduce da un’inaspettata sconfitta casalinga contro il Cittadella. La classifica è strettissima, ma il Brescia ha ancora la possibilità di decidere che piega dovrà prendere questa stagione.

 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram del Brescia Calcio BSFC (@brescia_calcio)

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Pioli: “Leao è incredibile ma deve impattare di più! Giroud è un leader”

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Pioli

Stefano Pioli è il tecnico campione d’Italia in carica. Da quando si è insidiato sulla panchina del Milan, il lavoro svolto sui calciatori è stato eccezionale, intraprendendo un percorso di crescita che ha portato il Diavolo sul tetto d’Italia nella scorsa stagione.

Quest’anno la squadra si è resa protagonista di un importante percorso in Champions League, che avrà un nuovo step a febbraio: la partita contro il Tottenham, valida per gli ottavi di finale. In campionato il Milan è al secondo posto, distante 8 punti dal Napoli, ma ha tutte le capacità per tentare la rimonta alla ripresa dei campionati.

Pioli è stato ospite negli studi di Sky Sport. L’allenatore dei rossoneri ha analizzato in particolare il rendimento di due protagonisti del Mondiale e del Milan: Leao e Giroud. Di seguito le sue parole:

Leao? Se vedi Leao in allenamento ha un potenziale incredibile. Ha una capacità tecnica abbinata alla velocità che pochi hanno. Ha dovuto affrontare nuovi metodi di lavoro ed una realtà diversa. C’è voluto un po’ di tempo. Credo che debba fare ancora un salto per diventare un campione. Rientra di più? Dipende dalla strategia della partita, uno contro uno diventa difficile da prendere. Ma ci sono volte in cui si accentra e altre in cui si abbassa troppo. I giocatori così offensivi devono stare più vicini all’area. Lui può giocare dappertutto. Credo che possa diventare ancora più decisivo nell’area avversaria. È un ragazzo molto intelligente, molto disponibile. Stiamo comunque parlando di giocatori che hanno talento, devono avere la libertà negli ultimi 30 metri. Voglio che chiuda di più sul secondo palo, glielo dico sempre. Dovrebbe impattare di più.

Giroud? Credo che Oli sia un un momento psicofisico ottimale. Aveva grande entusiasmo per il Mondiale e si sta dimostrando un grande giocatore. Sono contento per lui e per Theo, spero continuino così. Mi è bastato fare un videochiamata con lui per capire il suo spessore e le sue capacità. Ha sempre inciso molto, non solo con i gol. Mette grande generosità quotidianamente. È un ragazzo molto determinato: raccoglie tutte le caratteristiche importanti per essere un leader. Meglio che esca subito? Credo sia molto più facile allenare giocatori soddisfatti che rimotivarli. Kjaer? Non è tornato felice, la Danimarca affrontava per la prima volta il Mondiale con delle aspettative superiori”.

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I giovani restano il punto fermo della Juventus: in arrivo il rinnovo di Mulazzi

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In mezzo al trambusto che sta colpendo il mondo della Juventus negli ultimi giorni, il piano sportivo, inevitabilmente, passa in secondo piano. Tuttavia, i bianconeri hanno un punto fermo della gestione: il progetto giovani.

Quest’anno, causa infortuni dei calciatori più esperti, Massimiliano Allegri ha dato spazio a molti giovani calciatori, cresciuti nel vivaio. Inoltre, l’Under 19 di mister Montero e la Next Gen di mister Brambilla stanno disputando un’ottima stagione.

Oltre a Iling Junior, tra i calciatori in procinto di rinnovo vi è Gabriele Mulazzi. Il classe 2003 è un profilo estremamente duttile, in grado di giocare su entrambe le fasce sia nel ruolo di terzino, sia in un centrocampo. In questa stagione ha collezionato le sue prime 11 presenze tra i professionisti, mettendo a referto anche 2 assist nel match di Coppa Italia contro la Feralpisalò.

Secondo quanto riportato da Romeo Agresti, Mulazzi ha raggiunto l’accordo per un quadriennale con la Juventus, con opzione per un quinto anno.

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