Il calciomercato sta per entrare nel vivo, sta per iniziare agosto, ma gli argomenti non mancano già da ora. Il caso più chiacchierato delle ultime ore riguarda un binomio di baby bomber italiani ceduti all’estero, in Premier LeagueMoise Kean Patrick Cutrone. Il primo andrà all’Everton per circa 40 milioni di euro, il secondo al Wolverhampton per una cifra, bonus compresi, che può arrivare a 25 milioni di euro. Due talenti, due attaccanti che sono riusciti, a suon di goal, a lasciare comunque il segno in Juventus Milan, che ora hanno le valigie in mano, pronti per altre sfide. Ma quali sono i motivi di queste cessioni, cosa possono trovare e come possono crescere in Premier, ma soprattutto perché in Italia non si può ancora puntare sui giovani al 100%?

I MOTIVI DELLE CESSIONI

Due cessioni che hanno tanti aspetti in comune, ma anche altrettanti differenti. La prima analisi va fatta dal punto di vista societario. Il Milan sta vivendo un periodo in cui la Uefa sta prestando grande attenzione ai conti del club rossonero. Nonostante l’esclusione dall’Europa League sia stata, paradossalmente, una manna per la società, poiché potrà operare con più elasticità sul mercato, non può permettersi di non mettere a bilancio plusvalenze per finanziare determinati acquisti. Cutrone è un prodotto del vivaio, una plusvalenza piena, che permetterà al club di via Aldo Rossi, di alimentare le prossime operazioni in entrata.

La situazione societaria della Juventus, invece, è ben diversa. Il club è sempre stato particolarmente attento alla grana plusvalenze: nella stagione appena conclusa ha infatti chiuso il bilancio con ben 113 milioni di euro di plusvalenze. Sicuramente Kean rappresenta un guadagno importante, prodotto del vivaio, ma più che economici, i motivi della cessione del giovane attaccante sembrano essere di natura tecnica. La Juve, pur considerando Kean fortissimo, non lo reputa imprescindibile. Inoltre, i dubbi su alcuni suoi atteggiamenti sono tornati di moda dopo l’episodio con Zaniolo, durante il ritiro della Nazionale U-21.

Da sottolineare anche l’aspetto tecnico per Cutrone. A quanto pare, come riporta anche il nostro Carlo PellegattiGiampaolo avrebbe sempre nutrito dei dubbi sull’attaccante, soprattutto sui suoi margini di crescita. Per questo ha dato, sin da subito, il via libera alla cessione.

L’OCCASIONE DELLA PREMIER LEAGUE

Due cessioni che sono sicuramente dolorose per calciatori, società e tifosi, ma che potranno presto diventare delle importanti occasioni per i calciatori. Una nuova vita in Premier League, in vista dell’Europeo 2020. Il primo aspetto da sottolineare di questa nuova avventura è la visibilità. Entrambi andranno in squadre che gli garantiranno molti minuti e molta visibilità. Aspetto assolutamente da non sottovalutare, poiché nella Juve soprattutto, ma anche nel Milan, non sarebbero stati così tanti i minuti che potenzialmente metteranno nella gambe nella stagione che sta per arrivare. Minuti che potrebbero essere decisivi per la convocazione nella selezione per Euro 2020.

Entrambi troveranno sicuramente spazio in Premier League e rispettivamente all’Everton e al Wolverhampton. Sia Marco Silva che Nuno Espirito Santo sapranno come gestire i due giovani attaccanti italiani. Su come potrebbero integrarsi tatticamente e tecnicamente con gli schemi di gioco e con lo stile di calcio proposto dai due allenatori ne avevamo parlato in un altro articolo.

Fonte: profilo Instagram ufficiale @moise_kean

PAURA DEI GIOVANI

Se saranno mosse azzeccate o meno lo dirà solo il tempo. Quello che possiamo analizzare ad oggi è un dato di fatto: in Italia non ci si riesce a fidare ancora dei giovani al 100%. La tendenza si è accentuata in questa sessione con queste due cessioni, ma anche con quella di Pinamonti dall’Inter al Genoa. Una tendenza che però è sempre stata presente negli ultimi anni, esempio lampante quello di Zaniolo, ceduto senza remore dall’Inter.

Anche lo stesso CT Roberto Mancini aveva esternato preoccupazioni sullo scarso utilizzo dei giovani italiani in Serie A. La maggior parte di loro orbita tra Primavera e prestiti in serie minori, senza mai avere la possibilità di fare il grande salto. Ci vuole coraggio, quel coraggio che in Olanda, ad esempio, non è mai mancato. In Italia si preferisce il giocatore esperto, che può dare un contributo subito, ma non nel futuro. Invece bisognerebbe avere il coraggio di rischiare sulle giovani leve del nostro calcio, come avevano fatto Milan e Juve con Cutrone e Kean, poi però ceduti. Tutto questo perché la componente economica nel calcio è al di sopra di ogni altro aspetto. Infatti, dal punto di vista economico sono operazioni validissime, dal punto di vista del gioco chissà.

Poi ci sono i tifosi. Il dodicesimo uomo, coloro che fanno vivere le squadre. È importante analizzare anche la componente dell’impatto mediatico di queste cessioni, direttamente collegato all’impatto sulle emozioni e sui pensieri dei tifosi. Se per Kean la tifoserie bianconera si è divisa: c’è chi ritiene sia giusto venderlo, chi, invece, avrebbe preferito restasse date le qualità del calciatore, per Cutrone la tifoseria rossonera è perlopiù allineata su di un concetto: perché venderlo? La cessione di Patrick è stata vista dalla maggioranza dei milanisti come la perdita di un figlio. La perdita di un ragazzo che per i colori rossoneri ha pianto e per i quali ha sempre lottato.

Insomma, per operazioni di questo genere si scontrano più aspetti: coraggioromanticismoscelte tecniche scelte economiche. Questa volta hanno vinto le ultime due, con maggiore rilevanza dell’aspetto economico. Se la strada intrapresa dalle società sarà stata corretta, lo dirà il campo, come sempre.

Fonte immagine di copertina: profili Instagram di Patrick Cutrone e Moise Kean