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Kean & Pellegri, il futuro è adesso

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La 38a giornata della Serie A oltre che averci fatto salutare una leggenda come Francesco Totti, ci ha fatto scoprire 2 ragazzi di 16 e 17 anni, che probabilmente faranno parlare di loro per i prossimi 15-16 anni, sono Pietro Pellegri (17 Marzo 2001) e Moise Kean (28 Febbraio 2000).

TALENTO E PRECOCITA’

Nella giornata di Sabato, Bologna-Juventus, al minuto 94 segna Moise Kean,  svettando di testa su un calcio di punizione battuto da Pjanic, un sedicenne nato a Vercelli da genitori ivoriani, che diventa il primo classe 2000 a segnare in Serie A, inoltre è anche il più giovane italiano ad aver esordito in Champions League ed è l’unico 16enne ad aver segnato nei 5 massimi campionati europei.

Passano circa 24 ore e il record di precocità nel segnare nel massimo campionato italiano viene battuto dal baby fenomeno, classe 2001 Pietro Pellegri, che nel giorno, nella partita di addio di Francesco Totti al calcio, ruba la scena al capitano, segnando il suo primo gol dopo soli 2 minuti dal fischio d’inizio, risultando il millennial-goleador più giovane della Serie A. Una storia che si ripete, con Kean che ha esordito in A il 19 Novembre dello scorso anno, risultando il primo 2000 ad esordire in A e si è visto battere il proprio record il 22 Dicembre proprio con  l’ingresso in campo di Pellegri, il primo 2001. Un dualismo a colpi di precocità, di numeri, ma soprattutto di talento, che speriamo si possa consacrare già nelle prossime stagioni, senza commettere passi falsi, perché le premesse per far bene ci sono tutte.

SPERANZA AZZURRA

“Ho in casa il nuovo Messi, speriamo solo non si monti la testa”

Questo paragone l’ha scomodato il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, riferendosi proprio a Pellegri. Queste dichiarazioni seppur esagerate, rendono l’idea del talento cristallino di questo attaccante. La cosa rara è che i 2 talenti in questione sono entrambi italiani, e questo ci deve inorgoglire, perché almeno per una volta, i talenti gli abbiamo in casa noi e non dobbiamo andargli a prendere in Sudamerica o in altri Paesi esotici. Questi 2 enfants prodiges rappresentano il presente ed il futuro (non troppo lontano)  del nostro calcio. Entrambi fanno parte della nazionale Under-17, ed entrambi hanno partecipato qualche settimana fa all’Europeo di categoria. Speriamo così che i 2 possano rappresentare l’Italia anche nei prossimi impegni, e portarla in alto a suon di gol.

Questi 2 ragazzi rappresentano, se vogliamo, la ciliegina sulla torta di una stagione che ha messo in evidenza diversi giovani. Basti pensare alle rose dell’Italia Under-21 e Under-20, con moltissimi giocatori titolari nei propri club di A, a dimostrazione dell’inversione di tendenza degli ultimi tempi. Sintomo di una rinnovazione generale del nostro calcio, che non si vedeva da diverso tempo, e tutto ciò ci lascia ben sperare negli anni a venire, dopo un ultimo decennio avaro di gioie a livello di Nazionale.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Sia Kean che Pellegri sono due attaccanti promettenti, ma con caratteristiche diverse. Se il primo è più versatile, rapido e tecnico, il secondo fa della fisicità una delle caratteristiche più importanti del suo repertorio, con un’abilità straordinaria nell’attaccare la profondità , come si è visto anche nel gol siglato ieri. Insomma Keane rappresenta più il modello di attaccante moderno, mobile e bravo a giocare con la palla al piede, bravo a svariare su tutto il fronte offensivo mentre Pellegri ricorda più lo stereotipo del centravanti classico, alla Bobo Vieri o Belotti per intenderci. Keane qualche tempo fa ha dichiarato che il suo idolo è Mario Balotelli, da imitare però solo nelle gesta sul terreno di gioco, da qui si può capire anche la predisposizione a non essere la classica punta d’area di rigore…

Ecco un assaggio dei 2 baby-fenomeni:

http://https://www.youtube.com/watch?v=Tlb-hSPZYRg

https://www.youtube.com/watch?v=jRS76JzdRDY

 

 

 

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Calciomercato

Scalvini sempre più nel mirino delle big, la Dea detta le condizioni

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Scalvini

Dopo un’ottima prima parte di campionato, che sono valse le chiamate anche di CT Mancini, Giorgio Scalvini sta diventando sempre più l’uomo mercato del momento.

Classe 2003, sotto la guida Gasperini sta coltivando sempre più esperienza, che lo sta facendo crescere ogni match.

Molto giovane e molto bravo, tanto che molti club europei hanno messo gli occhi sul gioiello atalantino.

Come riportato da tuttomercatoweb.com, l’Inter sarebbe stata una delle prime a muoversi, ma la richiesta dell’Atalanta rimane elevata.

Anche il Bayern Monaco pare ci stia provando, ma l’Atalanta pare non faccia sconti e, per fare partire Scalvini, pare che la cifra richiesta sia sui 40 milioni di euro.

L’Atalanta per ora si coccola il suo ragazzo, che punta ad essere un altro dei tanti giovani che la dea è riuscita a far diventare grandi giocatori.

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Benatia carica il Marocco: “Siamo belli e organizzati, dovremo essere anche arroganti”

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Benatia

Questo pomeriggio il Marocco, forse la sorpresa più convincente di Qatar 2022, scenderà in campo contro la Spagna, sfida valida per gli ottavi di finale. Nonostante l’esperienza ed il tasso tecnico sia sicuramente inferiore a quello spagnolo, la squadra del CT Regragui ha l’obbligo di credere nell’impresa, in virtù del gioco mostrato nelle partite del girone.

Mehdi Benatia ha commentato l’andamento della propria Nazionale ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

Siamo tanto belli e tanto organizzati: la Spagna dovrà fare attenzione. In questo Mondiale si sono viste già tante sorprese, perché non pensare che ce ne sia un’altra? Per noi marocchini con la Spagna è un po’ come un derby, anche e non solo dal punto di vista geografico. Dovremo essere un po’ arroganti, per crederci e vincere. Si può fare, ma la testa fa tutto in match così”.

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L’avvocato Mario Grassani si sbilancia: “La Juventus rischia la retrocessione”

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Juventus

I tifosi della Juventus stanno vivendo giorni all’insegna della preoccupazione, ma soprattutto della confusione. Tra ‘Inchiesta Prisma’, ‘Manovra stipendi’, plusvalenze fittizie ed errori sul bilancio, la comprensione fattuale spesso risulta complessa. Per avere una visione a 360 gradi della vicenda, occorre avere buone competenze giuridiche.

Il noto avvocato Mario Grassani, tra i più esperti nell’ambito del diritto sportivo, ha parlato alla trasmissione Radio Anch’io Sport su Radio Rai1. Di seguito le sue parole.

RISCHI DELLA JUVENTUS

Questa penso che sia l’indagine più pesante della storia della Juventus, anche superiore rispetto a quella di Calcipoli nel 2006. I comportamenti illeciti che gli sono imputati non hanno precedenti. A livello sportivo rischia di più dell’ammenda o della modesta penalizzazione. Tutto questo potrebbe portare a una forte penalizzazione perché la norma stabilisce che se ci sono alterazione di documenti, come le scritture private, può portare conseguenze superiori rispetto alla semplice penalità. La norma prevede che se il club si è iscritto al campionato grazie a questi espedienti, può essere esclusa dallo stesso, può portare alla retrocessione e anche alla perdita del titolo di campione d’Italia“.

DIMISSIONI DEL CDA

Le dimissioni in blocco ricordano la scelta fatta nel 2006 da Moggi, Giraudo e Bettega. Certamente è un segnale positivo in un quadro preoccupante. La Juventus in questo modo ha tagliato col passato ma non basta per ridurre la gravità dei fatti, se accertati. È un segnale che la dice lunga sulla volontà della società di isolare gli elementi che sono coinvolti. Il rischio di reiterazione del reato non c’è più dopo le dimissioni, penso quindi che non ci sia il rischio di un arresto cautelare e che il procedimento proseguirà con gli imputati in libertà”.

TEMPISTICHE

“La giustizia sportiva ha tempi brucianti a differenza di quella civile. Si concluderebbe subito, entro il 2022/2023 e avrebbe riscontri nell’immediato.

Nel 2006  il sistema Juventus fu quello di inquinare il sistema arbitrale dal vertice. Oggi il fatto che gli stessi protagonisti parlino di una situazione peggiore di Calciopoli, dimostra la consapevolezza di comportamenti ancora più gravi rispetto al 2006. Un conto è avvicinare gli arbitri, un conto è drogare i conti della società. Questa viola la competizione con gli altri club e altera la regolarità del campionato. Io non posso mettere capitali nella società tramite figurine Panini o carte del Monopoli per alterare la mia situazione”.

PROCEDIMENTO UEFA

La situazione con l’Uefa è poco approfondita. Anche per l’Uefa è una situazione unica, perché gli altri procedimenti prevedevano sforamenti della capacità di spesa in relazione al fair play finanziario. In quelle situazioni c’è stato un blocco del mercato, ma questa è una situazione diversa”.

PROCESSO SPORTIVO E PENALE

“Tecnicamente sono due percorsi autonomi. In tanti casi abbiamo assistito ad assoluzioni da una parte e condanne dall’altra. La giustizia sportiva arriverà prima e le indagini penali non avranno raggiunto una verità processuale nel frattempo. Chiaramente dovrà tenere conto della giustizia penale ma il criterio sarà autonomo. Il movimento deve eliminare le mele marce sia che si tratti della Juventus sia che si tratti del Borgorosso FC”.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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