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Keita vs Politano, questione di aspettative

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Keita vs Politano, questione di aspettative

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L’Inter ha iniziato questa stagione nel migliore dei modi. In Serie A sta mantenendo il passo del Napoli e, con gli azzurri, si candida ad un posto da inseguitrice della plurivincente Juventus. Dopo un inizio balbettante, Spalletti ha trovato la quadratura del cerchio, dando un’identità tattica a una squadra che in alcuni momenti sembrava vicina al rischio di finire fuori dai binari. La vittoria in rimonta con il Tottenham ha segnato un crocevia importante. Dal match della “garra charrua” i nerazzurri hanno ingranato la marcia, ottenendo 8 trionfi in 11 gare. Gli unici match che non sono stati forieri dei tre punti sono state le due sfide con il Barcellona e l’imprevisto capitombolo contro gli altri nerazzurri, l’Atalanta di un Gasperini sempre al veleno contro la sua ex. Rimanendo in tema Europa, comunque, nonostante non siano arrivate vittorie contro i blaugrana, l’Inter ha davvero ottime possibilità di qualificarsi agli ottavi di Champions League.

Un sorridente Luciano Spalletti.

Tuttavia, la pesante sconfitta incassata a Bergamo contro l’Atalanta ha ridimensionato l’entusiasmo creatosi attorno alla squadra. La partita dello stadio Atleti Azzurri deve essere il punto di partenza di un nuovo ciclo positivo. Ricostruire dalle macerie. L’Inter deve tornare a macinare gioco e vittorie e per farlo dorvà affidarsi – oltre che all’indomabile capitan Icardi – alla fantasia dei suoi esterni. Se Ivan Perisic pare insostituibile (nonostante le prestazioni non eccelse fornite sinora), lo stesso non può dirsi di Keita e Matteo Politano. I due lottano costantemente per una maglia da titolare. Per ora la sta spuntando il folletto romano ma, nel lungo periodo, lo straordinario talento dell’ex Lazio potrebbe venir fuori.

Una dicotomia tra due calciatori profondamente diversi e arrivati a Milano con aspettative opposte. Analizziamo il loro rendimento, in relazione a ciò che l’ambiente si aspettava dopo le loro firme.

IL PASSATO E IL PREZZO

Dopo il mancato acquisto da parte del Napoli nello scorso gennaio, Politano ha continuato la sua stagione a Sassuolo mantenendo un rendimento sempre di ottimo livello. Tra campionato e Coppa Italia, l’ex neroverde aveva messo a referto 11 gol e 5 assist, un bottino niente male. Il suo arrivo nella metropoli meneghina ha segnato il definitivo salto di qualità di cui aveva bisogno. Il trasferimento di Politano è stato uno dei primi, cronologicamente parlando, della sessione di calciomercato dell’Inter: infatti le due società hanno trovato un accordo sul prestito con diritto di riscatto fissato a 20 milioni. Una cifra che, visti i tempi, non sembra esagerata se rapportata alle ottime prestazioni offerte in questo primo stralcio di stagione.

Politano in azione con la maglia dell’Inter.

Discorso diametralmente opposto quello su Keita. Il senegalese è arrivato al termine della finestra estiva, precisamente il 13 agosto. Un affare last-minute confezionato con gran bravura dalla dirigenza nerazzurra che è riuscito a strapparlo al Monaco con una formula simile a quella pattuita per Politano. Un prestito oneroso (5 milioni) con diritto di riscatto fissato, invece, a 35 milioni. In potenza un affare che si aggirerebbe complessivamente sui 40 milioni. Il burrascoso passato alla Lazio, seppur redditizzio in termini di gol (31 in 127 presenze), e la buonissima stagione vissuta nel Principato di Monaco, hanno fatto sì che su Keita venissero riposte enormi aspettative.

Per il tifoso medio c’è grande differenza fra un venticinquenne italiano, che per ora ha fatto vedere cose buone solo in una “provinciale” come il Sassuolo, rispetto a un talento che ha regalato grandi gioie – e non solo – ai tifosi di Lazio e Monaco. Seppur lo si veda bazzicare nei campi più prestigiosi da diverso tempo, Keita è un classe 95. Non che Politano sia vecchio, tutt’altro. Ma – e questo è un limite intrinseco alla natura stessa dell’italiano alpha – lo straniero sarà sempre considerato più talentuoso di prodotto made in Italy. La dilagante esterofilia che contraddistingue questo Paese spesso viene soppiantata dal talento cristallino e dall’abnegazione di cui Matteo Politano è fieramente rappresentante.

Il tifo nerazzurro.

IL RENDIMENTO ATTUALE

Se Politano, ad oggi, ha giocato 9 partite da titolare in A e 3 in Champions, a dispetto delle 3 in campionato di Keita, è solo ed esclusivamente merito della maggiori dedizione al lavoro dell’ex Pescara. In quanto a talento puro e assoluto, il senegalese ha ben pochi rivali. Ha sempre mostrato di avere una marcia in più rispetto agli altri. Ma le sue capacità sono vane se non accompagnate dalla testa giusta. Di chances per mettersi in mostra Keita ne ha avute diverse, eppure non è riuscito mai a incidere, se non in occasione dell’assist fornito a João Mário nel 5-0 rifilato al Genoa. Quando Spalletti lo ha lanciato nella mischia, il più delle volte in situazioni di svantaggio, non è mai riuscito a far valere le sue grandi doti (solo il 25% di dribbling completati). Anche in fase di passaggio il bottino è davvero misero: 0,6 passaggi chiave a partita, il che vuol dire che negli ultimi metri non è mai stato davvero pericoloso. L’unica giustificazione che gli si può concedere è che viene impegato sempre in posizioni diverse, elemento che può creare non poca confusione.

Un Keita molto più “in forma” rispetto al passato

Politano, dal canto suo, sta facendo ricredere anche i tifosi più scettici. Sull’out di destra sta dimostrando di essere uno dei migliori dell’intero campionato, soltanto Suso ha fatto meglio di lui. Sinora ha trovato 2 reti e 2 assist, propiziando anche il tanto discusso – quanto inutile ai fini del risultato finale – rigore nella sconfitta contro l’Atalanta. Che il ragazzo abbia voglia da vendere è evidenziato anche dalla quantità di tiri effettuati mediamente a partita, poco più di 2. La titolarità è stata guadagnata a suon di ottime prestazioni e per Keita sarà davvero difficile scalzarlo.

Allo stato attuale delle cose è probabile che al termine della stagione l’Inter riscatti Politano e non Baldé. Tutto frutto dell’ottima resa in campo e dell’esiguo costo del suo cartellino. Il prezzo scritto sull’etichetta può davvero ingannare, d’altronde: “Non è tutto oro quel che luccica“.

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La Juventus fatica ancora, vince il Napoli per 2-1: il resoconto

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Napoli Juventus resoconto

NAPOLI JUVENTUS RESOCONTO – Una domenica sera sfavillante che ci regala tante emozioni. Protagonista il big match tra Napoli e Juventus al Maradona, con entrambe le squadre impigliate in un periodo poco positivo.

La Juventus, difatti, arrivava da due pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque gare. Il Napoli, a sua volta, ha trovato una schiacciante vittoria contro il Sassuolo per 1-6 ma, prima di quest’ultima, i partenopei hanno faticato a macinare punti in classifica.

La gara si è sbloccata poco prima della fine del primo tempo. L’autore del gol che ha rotto il ghiaccio è il solito Khvicha Kvaratskhelia che, con un piccolo aiuto di una deviazione di Cambiaso, beffa Szczesny e porta il Napoli in vantaggio. Supremazia partenopea per quanto riguarda il possesso palla. La gara, tuttavia, è stata piuttosto equilibrata, con le due squadre che si sono date battaglia a viso aperto. La Juventus non è riuscita a sbloccarsi prima dell’80esimo anche a causa delle diverse occasioni mancate da Dusan Vlahovic. Federico Chiesa proprio all’81esimo incrocia un destro all’angolino basso dove Meret non riesce ad arrivare. Un’ingenuità di Nonge regala però il 2-1 al Napoli: penalty sbagliato da Osimhen, con Raspadori che si avventa sulla respinta e sigla il gol del vantaggio definitivo per i partenopei.

Il Napoli, grazie alla vittoria ottenuta questa sera, supera Lazio e Fiorentina in classifica e si piazza al settimo posto a -3 dall’Atalanta. La Juventus, invece, rimane al secondo posto a +1 sul Milan.

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Como, Roberts: “Dovevamo vincere a tutti i costi e ci siamo riusciti”

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Patrick Cutrone, giocatore del Como, Serie B, Coppa Italia

È finalmente arrivata una vittoria contro una diretta concorrente per il Como ed è arrivata nel modo più dolce possibile. Un gol incredibile di Patrick Cutrone ha dato i 3 punti al Como a pochissimi minuti dalla fine del match. Osian Roberts ha commentato la vittoria del Como ai microfoni dei giornalisti presenti in conferenza stampa, tra cui anche l’inviato per Numero Diez. Di seguito le parole di Roberts.

COMO, ROBERTS: “QUESTE PARTITE SI VINCONO COSÌ”

VITTORIA SOFFERTA – “Sapevamo che questa settimana sarebbe stata importante con 3 partite in settimana. I giocatori sono stati fantastici e si sono allenati bene. Con 7 punti in 3 partite siamo stati ripagati per il lavoro fatto”.

VITTORIA CONTRO IL VENEZIA – “Sono soddisfatto finché si vince. Dovevamo vincere a tutti i costi e abbiamo trovato un modo. Non c’era differenza tra le due squadre. Era un bel test per noi e riuscire a vincere con una diretta concorrente è un bel passo in avanti”.

SU CUTRONE E BELLEMO – “Bellemo ha subito un infortunio. Ha giocato tanto e speriamo sia solo un piccolo problema. Come capitano è stato impeccabile nell’ultima settimana anche durante gli allenamenti. Su Patrick posso dire che è stato bellissimo rivederlo in campo. Ci ha promesso che avrebbe segnato e l’ha fatto”.

DISATTENZIONE SUL GOL DEI VENETI – “Solitamente siamo bravi a mantenere il vantaggio quando segnamo. Non succede spesso di prendere gol pochi secondi dopo aver segnato. Mi dispiace e dobbiamo sicuramente analizzare e capire  il motivo di quel gol”.

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FLASH – Problema all’inguine per Rrahmani in Napoli-Juventus: dentro Ostigard

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Rrahmani

Rrahmani è uscito al 65′ per infortunio, nel match tra Napoli e Juventus. Ostigaard ha preso il suo posto. Al 63′ il calciatore kosovaro si è seduto e ha aspettato che i compagni buttassero fuori il pallone per chiedere un cambio forzato. Rrahmani è comunque uscito in piedi per dare il cambio al suo compagno. Si parla di un infortunio all’inguine. Maggiori informazioni nelle prossime ore.

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Diez allo stadio

Bianco: “Gli episodi ci hanno condannato, mi dispiace per i tifosi”

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Bianco Modena

L’allenatore del Modena Paolo Bianco ha parlato in conferenza stampa al termine della sfida contro la Cremonese di Giovanni Stroppa. Di seguito le sue parole raccolte direttamente dalla sala stampa dello Stadio Braglia.

EPISODI E SCONFITTA DI OGGI“Gli episodi ci condannano, ma la squadra ha fatto una partita straordinaria. Con un uomo in meno Sernicola non doveva essere solo e non bisogno farlo crossare. Mi dispiace molto per la città, per i ragazzi e per i tifosi. Il pareggio ce lo meritavamo. Abbiamo preso un palo e possiamo recriminare. Abbiamo dodici partite e sabato c’è un’altra partita difficilissima. La squadra ha fatto una partita importantissima, avremmo meritato qualcosa di diverso”.

COS’HA DETTO AI RAGAZZI“Io a fine partita non parlo mai, ma oggi ho fatto i complimenti ai ragazzi. Sabato non sarà scontato, però se noi andiamo in campo con l’atteggiamento giusto possiamo vincere”.

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