La storia della presenza turca nei confini tedeschi è un fenomeno oramai appurato da circa una cinquantina di anni. La propria origine si deve al miracoloso boom economico avvenuto a seguito della stipulazione del Piano Marshall. La Germania era un paese al collasso, decimato a livello di manodopera dalla guerra estenuante e con un patrimonio edilizio quasi raso al suolo. Si necessitava quindi di lavoratori dediti alla ricostruzione del Paese. Lavoratori che il solo Paese tedesco non poteva garantire. Così nel 1961 la Germania siglò un accordo con la Turchia comportante l’arrivo in suolo tedesco di una grossa percentuale di manodopera turca. La maggior parte delle persone, precedentemente all’arrivo nell’area teutonica, viveva in zone rurali dalla povertà dilagante, in condizioni umane alquanto limitanti.

Ad oggi, la popolazione turca forma la più grande comunità straniera del Paese e sono ben 1,55 milioni le persone che conservano comunque la cittadinanza turca. In questo gioco di mescolanza delle etnie, è dunque inevitabile la progressiva nascita di individui di nazionalità tedesca ma con forte origine turca. Ciò, inevitabilmente, non può non riflettersi sul mondo del calcio. Per lunghi periodi la nazionale tedesca ha fondato parte del suo gioco su calciatori naturalizzati tedeschi ma con chiara origine straniera: Mesut ÖzilSami Khedira, İlkay Gündoğan oppure Emre Can. Tutti profili mediaticamente importanti per la formazione di Joachim Löw, ma che mai hanno rinnegato un’origine dissimile rispetto a quella tedesca.

In questo quadretto di calciatori dalla doppia nazionalità, non si può non inscrivere Kerem Demirbay, centrocampista militante nel Bayer Leverkusen. Il calciatore ex Hoffenheim ha da poco iniziato la stagione, avendo disputato solamente 3 partite fra campionato e coppa ma, inevitabilmente, avrà i riflettori puntati addosso, soprattutto dopo la fiorente spesa fatta dal Bayer quest’estate per assicurarselo: 32 milioni di euro.

UN’INIZIO DI CARRIERA DA PEREGRINO

Il giocatore nasce calcisticamente nello Schalke 04, che tuttavia non intende da subito la qualità tecnica di Kerem. Il Borussia Dortmund sceglie dunque di investire su di lui, facendolo giungere in Westfalia nel 2007, all’età di 14 anni. Gioca per tre stagioni nelle giovanili del club di Reinhard Rauball, prima di passare in prestito al SG Wattenscheid 09 ed essere conseguentemente acquisito dall’Amburgo nel 2013. Ad Amburgo il calciatore mostra sprazzi intriganti di gioco, anche se la giovane età ed una maturazione sportiva non ancora terminata lo relegano ad essere una riserva della rosa, con un minutaggio estremamente ridotto. Passa dunque in prestito al Kaiserslautern che gli concede un’ampia vetrina nella Zweite Bundesliga. Il calciatore disputerà 23 incontri totali, conditi da una rete e 3 assist. Numeri intriganti che convincono il Fortuna Düsseldorf a puntare su di lui. Grazie al Fortuna probabilmente Kerem ottiene la sua prima svolta calcistica nell’arco della carriera. Cambiando ruolo, ed agendo dunque da trequartista (invece che da mezzala), il suo rendimento accresce a dismisura. A fine anno collezionerà 10 reti e 4 assist in 25 presenze.

LA DEFINITIVA (MA TARDIVA) CONSACRAZIONE

L’ottima stagione a Düsseldorf convince l’Hoffenheim a puntare su di lui, concedendo al giocatore un rilevante palcoscenico nella massima serie teutonica. Nella stagione del ritorno a grandi livelli, l’impatto sportivo di Demirbay è dei più insperati: 6 reti e 10 assist in 28 scontri. L’annata successiva purtroppo fatica a ripetersi, complice la rottura del legamento collaterale della caviglia che lo costringe a saltare un’importante fetta di stagione. Nonostante ciò il ragazzo nato ad Herten non demorde e l’anno dopo (quella scorso) riesce a ripetere la continuità di rendimento ammirata nella stagione 2016/2017. Concluderà la Bundesliga con 4 reti e 11 assist in 32 apparizioni stagionali.

Come affermato poc’anzi, quest’estate il Bayer Leverkusen ha deciso di puntare sul calciatore ex Hoffenheim per sostituire il partente Julian Brandt. Una carriera che comunque cerca di prendere il decollo solamente a 26 anni, età più che matura per un calciatore che davvero vuole confrontarsi con un grande panorama europeo. Considerando la qualità tecnica del calciatore, si rimane leggermente meravigliati di questo arrivo nel grande calcio così tardivo. Di certo una certa fragilità fisica ed una non totale comprensione del suo ruolo tattico da parte di svariati allenatori non ha giovato alla sua carriera.

Fonte: profilo Instagram ufficiale del Bayer Leverkusen

TECNICA ALLO STATO PURO

Analizzando la sua carriera apparo chiaro come una delle principali peculiarità del giocatore sia la sua polivalenza. Kerem può agire tanto da mezzala (sinistra o desta) che da trequartista. Nonostante ciò si fatica profondamente a collocarlo tatticamente data la natura anarchica del suo gioco. In fase offensiva il giocatore tende a spaziare su tutto il fronte, non concedendo punti di riferimento agli avversari. Non è inusuale vederlo in differenti azioni agire su entrambe le fasce per poi successivamente convergere centralmente a ridosso dell’area di rigore.

Demirbay possiede inoltre un mancino incantevole con il quale delizia il pubblico sia con tiri dal lungo raggio (non casualmente all’Hoffenheim batteva ogni calcio piazzato) che con finissime giocate nello stretto. A tutti gli effetti si può definire un calciatore estremamente elegante, quasi regale per il suo tipo di gioco. Per natura tattica di certo è un pesante accentratore di gioco. Anche nell’arco di pochi metri tocca svariate volte il pallone. Utilissimo inoltre negli inserimenti alle spalle dei difensori. La sua grande abilità di smarcamento gli permette di siglare parecchie reti grazie ad imbucate alle spalle degli avversari.

Nonostante ciò, inevitabilmente il calciatore presenta un grande difetto nel proprio tipo di calcio. A fronte di un’eccelsa visione di gioco, vi è una lentezza nei movimenti che spesso comporta la perdita del pallone o l’abbassamento del ritmo di squadra. Kerem, pur agendo come un calciatore estremamente dotato tecnicamente, a 26 anni ancora non è riuscito a saper velocizzare il suo gioco durante il momento di possesso palla. Ciò chiaramente comporta dei rischi, come il subire un contrasto da parte di elementi avversari ed esporsi ad evitabili contropiedi.

DA ASPETTARSI UNA TOTALE MATURAZIONE?

Difficile affermare se realmente Demirbay spiccherà il volo internazionale affermandosi come uno dei centrocampisti/trequartisti migliori del panorama tedesco. Di certo Peter Bosz, attuale tecnico del Bayer Leverkusen, ha testimoniato di credere fortemente nelle sue qualità già in queste tre uscite ufficiali. Kerem è sempre partito dal primo minuto, in due occasioni da centrocampista di riferimento, mentre in una da trequartista. Ciò si deve chiaramente ai due differenti moduli di partenza del tecnico olandese: il 4-3-3 ed il più utilizzato 3-4-2-1. Il 4-3-3 è stato utilizzato in questa stagione dal mister Bosz solamente in un’occasione, contro il Fortuna Düsseldorf. Un 4-3-3 comunque fortemente a trazione anteriore data la presenza fra le mezzali di Demirbay e Kai Havertz, gioiello classe ’99 del Leverkusen.

Nel 3-4-2-1 invece il giocatore ha sia agito come trequartista di destra, in coppia sempre con Havertz nella partita contro il Paderborn, che da mezzala molto più d’interdizione che di spinta, nel match di coppa contro l’Alemannia Aachen.

Fonte: profilo Instagram ufficiale del Bayern Leverkusen

Di certo Kerem ha tutte le qualità per ben figurare in un tipo di calcio fortemente propositivo come quello del Leverkusen. Bisognerà solamente attendere se a 26 anni accrescerà ulteriormente l’asticella oppure rimarrà il buono seppur non eccelso calciatore di adesso.

 

Fonte immagine copertina: profilo Facebook ufficiale Bayer Leverkusen