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Kingsley Michael, l’interessante gioiellino del Bologna

Kingsley Michael. Un nome all’apparenza altisonante, importante, quasi pesante da portare. Un nome che sembra appartenere a qualche star del cinema americano degli anni ’80, quello con le risate in sottofondo e i colori sgranati in stile Robinson o magari a qualche musicista hip hop di origini statunitensi. Ma no, niente di tutto questo. Kingsley Michael è un ragazzo di 19 anni che sta cercando di entrare a gamba tesa nel calcio dei grandi. E il centrocampista nigeriano dal nome da star debutterà questa sera con la maglia del Bologna contro l’Hellas Verona.
Ma chi è Kingsley Michael?

Fonte immagine: sito ufficiale Bologna FC.

DALLA NIGERIA ALL’EMILIA ROMAGNA

La storia di Kingsley Dogo Michael, noto ai più come Kingsley, inizia il 26 agosto 1999 a Owerri, in Nigeria. Owerri non è una città come tutte le altre in Nigeria, innanzitutto per l’importanza territoriale e politica che esercita: situata nella zona sud-est del Paese, è la capitale dello Stato dell’Imo, uno dei 36 stati che caratterizzano la Nigeria. I quasi 4 milioni di abitanti di questa zona rendono lo Stato uno dei più popolosi, perciò l’importanza è tangibile.

Ma anche calcisticamente Owerri è un città importante. Qui vi è nato nel 1976 l’attaccante Nwankwo Kanu, giocatore di talento e qualità, tanto da esser messo in lizza per due volte per il pallone d’oro nel 1996 e nel 1999, prima che qualche problema al cuore ridimensionasse le aspettative della sua carriera.

Ed è in questo contesto che nasce Kingsley. La sua squadra d’origine è l’Abuja Football Club, club di prima divisione nigeriana di cui lui faceva parte a livello giovanile. Poi d’improvviso gli osservatori del Bologna si accorgono di lui, intravedono le sue potenzialità e senza pensarci troppo lo portano in Emilia Romagna dopo averlo visionato per un periodo di prova. Il 26 agosto 2017, con il primo contratto rilevante firmato, la sua vita cambia.
I felsinei lo aggregano immediatamente alla squadra Primavera, nella quale disputa una stagione su ottimi livelli pur giocando sotto età, dati i 17 anni segnati sulla carta d’identità. Ma questo non lo frena, anzi lo sprona a cercare le luci della ribalta ancora più velocemente. Dopo le prime quattro partite in cui non viene nemmeno convocato, si pianta in mezzo del centrocampo del Bologna giovanile e accumula 27 presenze, 2 gol e 3 assist, giocando sia come centrocampista centrale che trequartista.

Dà inevitabilmente nell’occhio e allora Donadoni, esperto e navigato allenatore della prima squadra del Bologna, decide di farlo allenare coi grandi di tanto in tanto e alla fine lo convoca anche. Due convocazioni, contro Cagliari e Udinese, che pur non essendo culminate con uno storico esordio in Serie A, sono servite per temprarlo.

La scelta successivamente presa dalla società è la migliore: viene spedito in prestito con il fine di far germogliare il suo talento.

Fonte immagine: sito ufficiale AC Perugia.

LA CRESCITA A PERUGIA

È il Perugia la destinazione scelta per lui. Un anno di esperienza e continuità in Serie B che ha il compito di farlo crescere in ogni aspetto. Il prestito è secco, senza possibilità della società perugina di trattenerlo tra loro neppure per un secondo anno: è un altro segno della fiducia che il Bologna riserva su di lui.
L’inizio non è dei migliori. Debutta subito ma soffre. Dopo appena 9 giorni dal suo acquisto, l’allenatore del Perugia, Alessandro Nesta, lo manda in campo nei minuti finali della partita contro il Brescia. La settimana dopo gioca 6 minuti contro l’Ascoli e poi cade contro il Palermo: entra in campo al 62′ e dopo neppure 6 minuti si vede sventolare in faccia un rosso diretto.

Il rischio di smarrirsi psicologicamente è alto, ma Kingsley impara la lezione e riesce ad imporsi nel centrocampo del Perugia. Nel 4-3-1-2 a rombo ideato da Nesta gioca nei 3 di centrocampo con qualità e quantità. A fine stagione sono 1679 i minuti accumulati in campo, divisi in 25 partite, di cui 18 da titolare. 1 gol, 3 assist e un buon serbatoio di esperienza caricato. Numeri importanti per un maggiorenne al primo campionato professionistico.

E le sue abilità non passano in sordina. Né a Bologna, che lo riaccoglie a braccia aperte per il ritiro estivo, né a livello giovanile europeo. Il celebre quotidiano inglese “Guardian”, ha inserito il suo nome tra i classe 1999 più interessanti nel mondo del calcio. Una ricompensa gratificante. Neppure in patria viene sottovalutato, anzi. Ha preso parte alla Coppa d’Africa U17 nel 2015, con la Nigeria arrivata quarta, proprio come alla Coppa del Mondo U17 sempre nel 2015, quando la Nigeria ha vinto la competizione battendo in finale il Brasile. Le sue prestazioni ci sono state, anche se non da titolare inamovibile, ed è arrivato anche un gol. Tutta esperienza da aggiungere al proprio sacco.

Fonte immagine: sito ufficiale Bologna FC.

PRESENTE CHE SORRIDE

“Nel calcio il minutaggio è fondamentale e senza la continuità è difficile trovare sicurezza e fiducia nei propri mezzi. Adesso sento di aver trovato questa fiducia e sono pronto per mettermi in luce il prossimo anno a Bologna.

Queste le sue parole in estate direttamente dal ritiro con la Nigeria U23. Dichiarazioni sagge, non scontate, che dimostrano come Kingsley abbia realmente capito il valore e l’importanza di quest’anno di gavetta in Serie B. È apparentemente sceso di un gradino per poi rientrare dalla porta principale al Bologna. Nella preparazione estiva Mihajlovic e lo staff sono rimasti convinti del valore del ragazzo, tanto da farlo giocare per tutti e 90 i minuti nella prima partita ufficiale contro il Pisa in Coppa Italia. Nel 4-2-3-1 ha trovato il suo spazio sulla mediana al fianco del compagno più esperto Poli, anche grazie a una serie di vicissitudini. In primis l’andamento del mercato del Bologna, che ha visto partire centrocampisti importanti come Donsah, Nagy e soprattutto Pulgar, compensati sinora dall’arrivo del solo Schouten, convocato per la prima partita contro l’Hellas Verona di oggi ma non al meglio fisicamente. Stesso discorso per Dzemaili, non ancora al top della condizione e che sembra non essere il partner ideale di Poli in mediana.

E in questa breccia di incertezze e di destini incrociati si è fatto notare il giovane Kingsley Michael. 176 centimetri in altezza, piede destro il suo preferito e grande dinamismo. È un ottimo schermo davanti alla difesa grazie al posizionamento accurato e preventivo ma anche per via della sua bravura nel correre indietro e nell’inseguire l’avversario con la sua corsa perpetua. Il piede è ancora un po’ grezzo ma le qualità si vedono, non a caso può ricoprire anche il ruolo di trequartista come seconda pelle. Nessuna paura, né dei contrasti né di qualsiasi tipo di intervento. Un giocatore ancora in una fase di crisalide ma pronto a spiccare il volo in poco tempo.

Difficile pensare che possa essere il titolare assoluto di questo Bologna, specie se dal mercato dovesse arrivare un rinforzo più esperto, ma il tempo gli tende la mano e le qualità che si porta appresso hanno solide basi.
Forse non sarà per sempre, ma stasera Kingsley farà il suo esordio in Serie A.
In mezzo al campo, di fianco a Poli, con la maglia rossoblù che gli abbraccia il busto.
Stasera una parte dei riflettori del Bentegodi illuminerà anche il suo numero 99.
Ora tocca a Kingsley, il gioiellino del Bologna che non vede l’ora di brillare.

 

Fonte immagine di copertina: profilo Twitter ufficiale Bologna.

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