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Kjær, il viaggio del vichingo silenzioso

Kjær, il viaggio del vichingo silenzioso

“C’è grande sconforto, conosciamo il valore del giocatore e soprattutto lo spessore della persona. Kjær è fondamentale nel nostro spogliatoio per intelligenza e carisma, gli siamo molto vicini, siamo preoccupati per l’infortunio ma consapevoli che supererà questo problema perché è forte.”

Queste parole, vero e proprio attestato di stima da parte di Stefano Pioli, lasciano intendere l’importanza di Simon Kjær nell’universo rossonero. Il grave, recente, infortunio occorso al danese modifica gioco forza la stagione del diavolo, che avrà l’infausto compito di sopperire all’assenza del proprio leader difensivo. Giocatore che ha atteso, girato e cambiato squadre e nazioni, prima di trovare la sua dimensione a Milano.

L’INIZIO DEL VIAGGIO

Il viaggio di Simon inizia nella sua Danimarca. È una giovane promessa del Midtjylland quando nel gennaio 2008 prende parte al prestigioso torneo di Viareggio, vetrina per i giovani italiani e non. Qui Kjær si mette in mostra anche se il cammino della compagine danese si ferma subito, con una sola vittoria e due sconfitte. Tanto basta, però, agli emissari del Palermo per convincere Foschi e Zamparini a portare il diciannovenne difensore in rosanero.

A Palermo sostituisce numericamente la partenza, direzione Wolfsburg, di un tale Andrea Barzagli. È qui che ha il primo, difficile, impatto con il campionato italiano. Nonostante il calcio più tattico, però, Kjær riesce a ritagliarsi quasi da subito il suo spazio al centro della difesa siciliana. Il suo rendimento in rosanero è in costante crescita e, al termine della seconda stagione nell’isola, il Palermo ottiene uno strabiliante quinto posto in campionato che vale l’Europa League. La stagione ad alto livello convince il Wolfsburg a puntare su di lui, versando nell’estate 2010 ben 12,5 milioni nelle casse di Maurizio Zamparini.

GERMANIA-ROMA ANDATA E RITORNO

Nella città dei lupi lo attende una squadra che vuole affermarsi tra le big del calcio tedesco, sulla scia del titolo vinto con Magath nel 2009. La rosa, sulla carta, è di tutto rispetto. Simon condivide lo spogliatoio con calciatori del livello di Džeko, Barzagli, Mandžukić e di quel Diego Ribas da Cunha, rispedito in Germania dopo il flop alla Juventus.

Nonostante la presenza di singoli di spicco, sin da subito le cose non vanno come sperato. La squadra non gira e naviga fino all’ultimo in acque scomode, rischiando i playout. In estate, quindi, cambia di nuovo maglia. Walter Sabatini lo porta con sé a Roma, alla corte di Luis Enrique.

Il tecnico catalano è alla prima, vera e propria, esperienza in panchina. La Roma ha un rendimento altalenante, il metodo di Luis Enrique sembra non convincere troppo la piazza. Sulla stagione del danese incide tanto l’espulsione rimediata nel derby capitolino d’andata, deciso da Klose all’ultimo respiro. Diventa titolare fisso nella seconda parte di stagione, che si chiude con la squadra giallorossa fuori dalle coppe europee e sconfitta in entrambe le stracittadine. Kjær, dunque, non viene riscattato e fa ritorno al Wolfsburg.

Qui ritrova una società molto ridimensionata, i risultati sul campo lo dimostrano. Questa volta non si rischia la retrocessione, la squadra chiude la stagione all’undicesimo posto con un torneo piuttosto anonimo. Simon scende in campo una ventina di volte, ma le sue prestazioni sono più ombre che luci. A fine stagione saluta di nuovo, direzione Francia

FRANCIA-TURCHIA-SPAGNA

Il Lille di Girard punta su Kjær e se lo assicura per 2,5 milioni. In Francia la prima stagione è ottima. Con les dogues le gioca praticamente tutte, concludendo la stagione al terzo posto alle spalle di PSG e Monaco. L’annata successiva il Lille non si ripete sugli stessi ritmi, finendo ottava in campionato e fallendo in toto la campagna europea. Per il danese altro viaggio, questa volta ad Istanbul.

Simon va al Fenerbahçe, dove gioca con continuità e personalità. In Turchia non vince trofei, ma è un perno della difesa gialloblu e non solo. Nel 2016, infatti, Daniel Agger gli cede il testimone come capitano della nazionale danese, momento non facile dopo le mancate qualificazioni a Brasile 2014 e Euro 2016.

Nel 2017 altra partenza, lo acquista il Sevilla. In Andalusia vive stagioni altalenanti, i deludenti risultati in campionato fanno da contraltare alle buone prestazioni nelle coppe. Kjær non convince troppo, complici i numerosi infortuni patiti nei due anni in Spagna.  Va in extremis all’Atalanta, in prestito, sul gong del calciomercato estivo del 2019.

RITORNO IN ITALIA

Il 2 settembre 2019 la società lo preleva in prestito dal Sevilla, per rimpiazzare Škrtel, ex compagno al Fenerbahçe. Come il centrale slovacco, anche Kjær però, ha problemi nell’adattarsi al modo di difendere di Gian Piero Gasperini e con la maglia orobica racimola solo 5 presenze in 6 mesi.

A gennaio la sliding door più grande della carriera del danese. Il Milan ha bisogno di un difensore e pensa proprio a Simon, prelevandolo in uno scambio con Caldara, con il benestare del Sevilla. A Milano viene subito gettato nella mischia, complici anche i numerosi infortuni tra le fila rossonere. Riesce a giocare appena 4 partite in Serie A prima dello stop forzato causa Covid-19.

Alla ripresa del campionato, però, il Milan è un’altra squadra. L’arrivo di Ibrahimović ha portato esperienza, carisma e voglia di vincere e Simon gli fa eco prendendosi sulle spalle la difesa. Grazie alle prestazioni sul campo il Milan, nonostante una politica societaria che predilige una linea verde, decide di riscattarlo dal Sevilla per circa 3,5 milioni. La stagione 2020-21 la gioca su altissimi livelli come tutto il Milan, che per molto tempo ha guidato la classifica della Serie A, salvo poi cedere il passo ai cugini dell’Inter. Il secondo posto conquistato, però, riporta il Milan a casa. Dopo un’assenza di ben sette anni il diavolo fa ritorno in Champions League.

EUROPEI E ANCORA MILAN

Dopo aver contribuito a riportare il Milan nell’Europa che conta, Simon fa lo stesso con la sua nazionale. Dopo l’assenza del 2016, la Danimarca si qualifica, infatti, per Euro 2020. La squadra è un mix di talento e organizzazione. All’esordio l’avversario è abbordabile, si tratta dei cugini scandinavi della Finlandia. La partita, però, viene ricordata per ben altro. Al minuto 42, Cristian Eriksen perde i sensi in campo. Kjær si precipita sul corpo del compagno e amico, prestandogli un, cruciale, primo soccorso. La situazione sembra tragica, le condizioni di Eriksen preoccupano. Da vero capitano Simon chiama a raccolta tutta la squadra per proteggere il suo diez, che lascia il campo in barella.

I danesi escono sconfitti dal match, Kjær chiede il cambio poco dopo la ripresa del gioco ma Cristian sta bene ed è la vera vittoria per gli scandinavi. La Danimarca, però, riesce a compattarsi attorno a questa tragedia sfiorata e, guidata dal suo capitano, arriva fino alle semifinali dell’europeo.

Anche la stagione 2021-22 per il Milan e Kjær inizia al meglio. Le grandi prestazioni in nazionale, in rossonero e la leadership dimostrata anche in condizioni difficili gli valgono la nomina nella top 30 di France Football per l’assegnazione del Pallone d’oro, dove si piazza al diciottesimo posto. Viene premiato dall’UEFA con il President’s Award, riconoscimento ricevuto per le esemplari qualità umane. Nella sfida in casa del Genoa, valida per la quindicesima giornata di Serie A però, il ginocchio di Simon fa crack. Gli esiti degli esami sono notizia funesta: rottura del legamento crociato anteriore e collaterale mediale, Kjær è così costretto all’operazione e ad uno stop che si profila piuttosto lungo.

Tutto il popolo rossonero, e non solo, si è stretto attorno al suo vichingo in attesa che torni a guidare la difesa del diavolo, chissà se questa volta, fino alla vittoria.

Get well soon Simon!

(Fonte immagine in evidenza: diritto Google creative Commons)

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