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Justin Kluivert, la classe è di famiglia

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Justin Kluivert, la classe è di famiglia

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Ramón Rodríguez Verdejo, detto Monchi, ha indiscutibilmente rivoluzionato la Roma ed il suo modo di lavorare con le sue diverse manovre sul mercato estivo.

Sono state, infatti, ben dodici le trattative in entrata per i giallorossi, sei le cessioni e otto i prestiti, incluso l’ultimo che ha visto Gonalons fare la valigie in direzione Siviglia, il club con cui l’attuale direttore sportivo romanista si è fatto conoscere dal mondo intero.
Alla corte di Di Francesco sono arrivati giocatori di alto calibro come Pastore, N’Zonzi, Olsen e soprattutto giovani molto interessanti, sui quali si intende puntare subito, come Cristante, Coric e Kluivert. Tra questi, è stato proprio il figlio del grande Patrick a mettersi in mostra nella prima uscita di campionato, regalando i tre punti alla sua squadra con un delizioso assist per Edin Dzeko, che ha poi saputo tramutarlo in gol come solo i grandi attaccanti sanno fare.
Inoltre, la rapidità delle sue giocate e l’intraprendenza che mostra di avere già alle prime battute sono le caratteristiche che hanno più incuriosito di lui, e che già lo rendono uno dei giocatori maggiormente attesi del nostro campionato e più ambiti dai fantallenatori italiani.

ESORDIO COL BOTTO

Nella prima giornata di Serie A, la Roma era di scena all’Olimpico Grande Torino in una partita per niente semplice. Si sa, la squadra di Mazzarri è molto compatta dietro e sa giocarsi bene le sue carte anche con le grandi squadre, cercando di ripartire in contropiede e di sfruttare quelle poche occasioni concesse dagli avversari. Dopo settanta minuti di gara, il trend sembrava essere proprio questo: il risultato di 0-0 sembrava tenere nonostante le diverse occasioni create dai giallorossi, quando, a venti minuti dalla fine, Eusebio Di Francesco decide di giocare la carta Kluivert al posto di un Under meno incisivo del solito.

L’olandese reagisce subito prontamente, non subendo l’impatto di una partita importante – nonostante fosse il suo debutto ufficiale – ma, al contrario, carica la squadra sulle spalle e ne sposta il baricentro negli ultimi venticinque metri, con grande personalità. Dopo varie ripartenze lampo non sfruttate al meglio dai suoi compagni, a ridosso del novantesimo, il classe ’99, dopo essersi smarcato con un delizioso doppio passo, inventa un cross perfetto per il sinistro di Dzeko che fa urlare di gioia l’intero settore ospiti per la rete che deciderà la partita. Nella sua prima uscita italiana, inoltre, il giovane Justin ha fatto intravedere lampi molto interessanti e numerosi aspetti, sia tecnici che tattici, che daranno sicuramente al suo allenatore nuove alternative per la stagione che verrà.

DNA CALCISTICO

Come tutti sanno, non è la prima volta che il nome Kluivert compare sui campi da calcio, viste le varie presenze del papà Patrick con le maglie europee più importanti, come quelle di AjaxMilan e Barcellona, le numerosissime reti e la fama di essere un “rapace d’area”. E la tradizione di famiglia non si ferma qui. Difatti, anche il capostipite Kenneth, nonno del ragazzo e padre di Patrick, è stato un calciatore con una vena realizzativa di primo livello. Nato in Suriname ne è subito diventato un punto fermo nell’ambito calcistico, sia per la nazionale che per il suo club, il SV Robinhood, con il quale ha siglato la bellezza di 366 gol in appena 345 presenze, stabilendo un record senza precedenti per la sua nazione. Lecito pensare che gli altri due Kluivert abbiano preso da lui.

Il più grande ha vinto ben nove titoli, di cui tre a livello internazionale, compresa una coppa dei campioni. Inoltre, è bene precisare come tutti lo ricordassero per il suo fiuto eccezionale in area di rigore: qualità che lo ha portato a mettere a referto ben 231 reti, divise tra club e nazionale.
Il figlio Justin incarna perfettamente lo spirito combattivo e voglioso dei suoi parenti ma, a differenza degli altri due, la sua posizione in campo è diversa. L’ennesimo prodotto delle giovanili dell’Ajax è un esterno purissimo con doti da grande attaccante. Infatti, la sua capacità di accelerazione e di giocare nello stretto lo rendono una pedina fondamentale per il prediletto 4-3-3 di Di Francesco, diventato il suo marchio di fabbrica.

Kluivert, però, non è solo questo, ma è in grado offrire molto di più, sia in fase di copertura – con recuperi importanti – sia nel reparto offensivo, grazie alla facilità con cui manda in porta i compagni e alla capacità di segnare con frequenza, viste le undici volte in cui è andato a segno lo scorso anno in Eredivisie.
La sua personalità, ormai, è ben nota a tutti e gli permette da sempre di fare grandi cose. Ora toccherà a lui uscire dall’ombra di suo padre, che giorno dopo giorno è sempre meno ingombrante, per venir ricordato non più come il figlio di Kluivert ma come Justin Kluivert. E basta.

JOLLY GIALLOROSSO

Le qualità dell’olandese sono di primo livello, così come la capacità di saper spaccare le partite in corso d’opera; la giovane età del ragazzo, inoltre, non fa altro che recitare a suo favore.

Infatti, ad oggi, non sono ancora visibili limiti alla sua crescita né tanto meno al miglioramento delle sue caratteristiche, che lo rendono una vera scommessa. Quello che stupisce non può che essere il talento cristallino del ragazzo e la sua mentalità sorprendente, nonostante l’età di appena diciannove anni. Oltre a ciò, il prezzo d’acquisto con il quale è sbarcato nella capitale sembra essere relativamente basso in un mercato senza limiti, seppur la cifra corrisponda a 17,5 milioni più 1,5 di bonus per un calciatore nemmeno ventenne, ma che ha già acquisito buone esperienze. Un vero affare da parte di Monchi, che con grande tempismo ha saputo sfruttare la condizione contrattuale del giovane olandese, che sarebbe andato in scadenza con l’Ajax nel giro di un anno.
Il suo curriculum parla chiaro: cinquantasei presenze in Olanda negli ultimi due anni ed una finale di Europa League, anche se da panchinaro.
Il talento e la classe non mancano a Kluivert e se anche questa scommessa da parte di Monchi dovesse andare a buon fine, allora la Roma si ritroverebbe in rosa uno dei prospetti più interessanti dell’intero panorama calcistico mondiale.

LAVAGNA TATTICA

Bravura e doti a parte, il nodo principale da sciogliere per Eusebio di Francesco sarà quello della disposizione che darà in campo alla sua squadra. L’allenatore di Pescara da tempo predilige il 4-3-3 anche se la squadra – e di conseguenza anche il giovane Kluivert – sembra aver beneficiato maggiormente del passaggio a due punte, con Schick in campo. In quel frangente, gli scambi tra il ceco e l’olandese sono stati numerosi ed hanno portato a situazioni offensive pericolose. Da ciò, si evince la necessità del giocatore di avere un compagno con cui trattare il pallone per poi mandarlo in porta, quando decide di non cercare l’assolo.

Tutto farebbe pensare, quindi, al bisogno di uno schieramento diverso, con due punte o magari con un trequartista in grado di legare i reparti; la Roma in rosa ne ha uno come Pastore e, all’occorrenza, Cristante per un ipotetico 4-2-3-1.
L’ultima questione riguarda la titolarità.

Ai giallorossi gli esterni non mancano, ma non si sa ancora chi giocherà quasi tutte le domeniche; la risposta sembra essere, al momento, un’incognita, visto il doppio impegno anche in Europa.
Justin Kluivert è decisivo a partita in corso, ma, come ha fatto vedere in Olanda, anche nei novanta minuti riesce sempre a creare per la sua squadra varie occasioni per segnare.

Il dilemma, comunque, in casa Roma è tra i più piacevoli, visto che il talento abbonda e che sicuramente anche il nuovo arrivato contribuirà alla causa ogni volta che sarà chiamato.
La scalata è appena iniziata.

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Mandragora e Barone prima dell’Inter: “Dobbiamo fare la nostra gara. Buon lavoro del Comune”

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Mandragora

Pochi minuti prima del match di San Siro contro l’Inter, sono intervenuti ai microfoni di DAZN sia Rolando Mandragora sia Joe Barone.

Il primo si è concentrato sull’avversario nerazzurro, mentre il secondo ha commentato la questione, di tendenza negli ultimi giorni, legata all’Artemio Franchi.

MANDRAGORA – “La vittoria è un obiettivo che abbiamo, dobbiamo fare quanti più step possibili da qui alla fine. Sappiamo di affrontare una squadra forte, di dover fare la nostra gara e di giocarci tutte le carte che abbiamo a disposizione”.

BARONE – “Siamo contenti del lavoro del Comune e del sindaco Nardella. Stiamo parlando di uno stadio vincolato, perché è un monumento nazionale. Sono super fiducioso che il sindaco lavori per trovare un modo per cui la Fiorentina possa giocare al Franchi anche durante i lavori o nella città”.

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De Vrij pre Inter-Fiorentina: “Concentrato su questa partita. Sono felice qui”

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De Vrij

Da poco diventato padre, Stefan De Vrij ha parlato ai microfoni di DAZN nel pre partita di Inter-Fiorentina, in cui l’olandese partirà dalla panchina. La linea difensiva, infatti, sarà composta da Darmian, Acerbi e Bastoni.

DE VRIJ – “Sono diventato padre, sto provando grandi emozioni. Sono molto felice e concentrato su questa partita. La Fiorentina è forte e gioca bene, ma abbiamo tutti i mezzi per tenere i tre punti a Milano. Siamo molto felici qui, il piccolo Nolan crescerà qui”.

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Sampdoria, Zanoli ci crede: “La salvezza è ancora possibile”

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Arrivato dal Napoli nel mercato invernale, Alessandro Zanoli è diventato una delle pedine fondamentali dello scacchiere di Dejan Stankovic, coach della Sampdoria. L’allenatore serbo ha creduto in lui fin da subito schierandolo a tutta fascia nel solito 3-4-1-2. Il laterale italiano, nell’ultimo turno, ha anche trovato il primo gol della sua carriera in Serie A, nel definito 3-1 ai danni del Verona.

Zanoli è stato intervistato da TMW, rilasciando importanti dichiarazioni. Di seguito riportiamo le sue parole:

GOL CONTRO IL VERONA – “E’ stata un’emozione unica. Questo è un ricordo indelebile che non scorderò mai. E’ il sogno che hanno tutti i bambini.”

UNDER-21 – “E’ sempre un piacere far parte della nazionale, il mio sogno è giocare nell’Italia dei grandi e farò tutto il possibile per riuscirci. Poi sono contento dell’assist per il gol di Mulattieri.”

NAPOLI – “Da quando sono alla Sampdoria sono concentrato solo su di noi. Ovviamente mi fa molto piacere vederli in testa al campionato. La squadra, il presidente e i tifosi meritano la vittoria dello scudetto.”

SAMPDORIA – “Siamo in una situazione abbastanza complicata, ma la vittoria contro il Verona ha portato grande entusiasmo. Siamo convinti che la salvezza è ancora possibile.”

STANKOVIC – “Il mister ha creduto in me fin da subito, e di questo ne sono grato. Ci chiede di dare sempre il 100% in ogni gara e noi dobbiamo essere bravi a ripagare lavorando sodo e portando risultati.”

MODELLO DI RIFERIMENTO – “Per caratteristiche direi Di Lorenzo, ma mi ispiro a Carvajal e Zambrotta.”

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Una leggera aritmia spaventa tutti, ma Agüero rassicura: l’accaduto su Twitch

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Aguero

Attimi di preoccupazione, durante una trasmissione live su Twitch, con protagonista Sergio Aguero. El Kun avrebbe, infatti, sofferto una “mini aritmia”, definita così proprio dall’ex calciatore. Nonostante l’invito da parte dello streamer spagnolo, Ibai Llanos, di abbandonare la diretta, in via precauzionale, Aguero ha voluto rassicurare tutti gli utenti collegati:

Sto bene, ho un chip che controlla tutto e manda anche un segnale acustico”.

Dopo essere passato al Barcellona del suo amico Lionel Messi, l’ex Manchester City, al termine del 2021, ha annunciato in lacrime il suo addio al calcio, a causa di problemi cardiaci riscontrati in seguito a un malore accusato nella sfida contro l’Alavez. Una decisione dura, ma necessaria: un duro colpo per tutti, anche per gli amanti del grande calcio.

 

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