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Da Diego a Luiz Adriano: gli esordi da sogno mai riconfermati

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Dopo le prime due partite in Serie A possiamo dire che un giocatore ha letteralmente stupito tutti per le sue prestazioni. Parliamo di Kvicha Kvaratskhelia. Il georgiano del Napoli ha segnato all’esordio nella sfida contro l’Hellas Verona di testa, mentre nella seconda giornata ha siglato una doppietta con un gol straordinario alla Insigne nel primo tempo ed un secondo gol di pura tecnica al secondo tempo contro il Monza. Fra napoletani e fantallenatori entusiasti, è nata già la Kvaratskhelia mania. Anche se, come visto anche negli anni precedenti in Serie A, abbiamo potuto osservare come alcuni giocatori che alle primissime partite sono riusciti a offrire grandi prestazioni poi non hanno reso in maniera continua per il resto della stagione e si sono persi totalmente. Quello che ovviamente non si augurano con Kvaratskhelia, scelto come erede dell’ex capitano Lorenzo Insigne, ora in forza al Toronto.

DIEGO – JUVENTUS

Partiamo dal meno recente. Diego Ribas da Cunha, conosciuto meglio come Diego, doveva essere il grande acquisto della Juventus nella stagione 2009/2010. Dopo infatti le prime due stagioni dal rientro dalla Serie B dove i bianconeri si piazzano terzi e secondi in campionato, per la Vecchia Signora à arrivato il momento di puntare di nuovo in alto e lo tenta di farlo con il talento brasiliano. L’ex numero 28 della Juventus viene prelevato dal Werder Brema per circa 23 milioni, ai tempi spese comunque importantissime. Infatti il trequartista brasiliano era ricercato da mezza Europa e accettò la corte del club bianconero rifiutando anche le offerte di Bayern Monaco e Real Madrid, dopo che in Bundesliga aveva offerte ottime prestazioni, vincendo anche il premio come miglior giocatore nel 2007. Il giocatore si presentò subito alla grande.

Diego alla seconda giornata, infatti, fa impazzire i suoi nuovi tifosi con una doppietta all’Olimpico di Roma contro i giallorossi di Claudio Ranieri. Prima sfrutta una palla persa a centrocampo da Cassetti e con un esterno destro la piazza alla destra di Julio Sergio. La seconda rete diventa quella del ko, che porta la Juventus sul 2-1 dopo la rete spettacolare di De Rossi. In uno spazio strettissimo e con una finta si libera della marcatura della difesa romanista e con un diagonale insacca per il nuovo vantaggio. Da quel giorno tutti si sarebbero aspettati grandi giocate e magia, ma invece fu il giorno che Diego si spense totalmente. Infortuni, qualche gol e sprazzo di talento ma non del vero Maradiego, così ribattezzato dopo l’arrivo a Torino. Il suo campionato si chiuderà con appena 5 gol e abbandonerà il club dopo un solo anno.

“Io ero l’acquisto principale e per questo motivo avevo maggiori responsabilità rispetto ad altri. Era la Juve di Diego, anche per quanto ero costato. Ho giocato parecchio e non stavo facendo male, ma mancavano i risultati e allora si tirava in ballo l’investimento fatto per prendermi”.

Diego sulla stagione alla Juventus, ‘LANCE!Net’

Probabilmente fu si, il giocatore giusto, ma arrivato nel momento sbagliato.

DJIBRIL CISSE – LAZIO

Djibril Cissé doveva essere il gemello del gol insieme al grande acquisto del 2011 della Lazio, ovvero Miroslav Klose. Il francese, conosciuto anche per alcuni suoi atteggiamenti non sicuramente tranquilli e qualche infortunio di troppo, si presenta al debutto con la maglia biancoceleste a San Siro contro il Milan campione d’Italia. Dopo aver segnato anche due reti nei preliminari di Europa League, riesce a siglare al suo debutto anche il primo gol nel campionato italiano. Peccato che rimarrà l’unico. Il francese rimarrà per tutto il restante 2011 senza trovare il gol, anche penalizzato che il suo allenatore Edy Reja gli riserva in campo, ovvero quella di esterno. La sua avventura durerà solamente 6 mesi, infatti verrà ceduto in Premier League al QPR dove ritroverà la via del gol.

“La verità è che non giocavo nella mia posizione naturale, venivo spesso impiegato sulla fascia destra. Per il bene della squadra lo facevo ma era difficile per me segnare in questo modo. Ho fatto sacrifici e dato tutto comunque per la Lazio. Non ho rimpianti. So di aver fatto il mio meglio.”

STEFAN JOVETIC – INTER

JoJo, Stefan Jovetic, è stato uno dei più grandi talenti del calcio europeo. Il montenegrino da giovanissimo si era fatto conoscere per le sue prestazioni straordinarie con la maglia della Fiorentina, sia in campionato che in Champions League, segnando due doppiette contro Liverpool e Bayern Monaco. Dopo due anni top alla viola, Jovetic è pronto al grande salto. Prima sembra essere vicino alla Juventus che non riuscirà mai a convicere giocatore e società e passa quindi al Manchester City per circa 30 milioni. Ai Citizens però le difficoltà che incontra sono tante. Ambientamento lungo e poco spazio in campo. In appena due anni segna solamente 8 gol in Premier League. Poco, pochissimo per un talento del genere. Così per cercare di rilanciarsi all’età di 26 anni decide di accettare una sfida in un campionato a lui caro. L’Inter infatti lo acquista e gli offre la numero 10.

Alla prima offerte con il suo vecchio allenatore al City, Roberto Mancini, risolve la partita ai minuti finali con un destro a giro. Segna poi una doppietta alla seconda giornata contro il Carpi. Subito sembra essere l’inizio del grande ritorno. Invece non sarà così. L’Inter dopo una grande partenza fatica tanto nella seconda parte di stagione e con lui anche Jovetic che segna solamente 6 gol che tra qualche infortunio e panchine non trova più la vera condizione. Abbandonerà l’Inter poi al gennaio del 2017 dopo essere finito ai margini della squadra.

È una delle migliori squadre d’Europa. Sono stato bene soprattutto i primi sei mesi, quando vincemmo quasi tutte le partite; mi spiace sia finita così“.

LUIZ ADRIANO – MILAN

In una delle tante campagne acquisti di rifondazione per il Milan per cercare di tornare grande, ricordiamo quella dell’estate del 2015. I rossoneri ripartono da Sinisa Mihajlovic in panchina, acquisti come Carlos Bacca da 30 milioni, Bertolacci, un promettente Alessio Romagnoli e l’altra punta d’attacco come Luiz Adriano. Proprio il brasiliano sarà uno fra i più deludenti. Arrivato dopo i tanti anni allo Shakhtar Donetsk, dove ha segnato con buone cifre, segnando in 8 anni 130 gol, doveva essere il compagno di reparto del nuovo bomber Bacca. Invece, dopo la prima rete al debutto a San Siro nella Serie A 2015/2016 il brasiliano sparisce dai marcatori, o almeno, lo fa quanto non ci si aspettava.

Segnerà solamente 4 gol e verrà ceduto nella sessione invernale del 2017 dopo essere finito ai margini con Montella in panchina. Tra l’altro, fu uno dei giocatori ad aver attraversato la famosa “maledizione del 9″ dopo l’addio di Pippo Inzaghi, a cui rispose in questa maniera ad inizio stagione:

“Non mi curo di queste cose. La maglia numero 9 ha un fascino incredibile ed è ora che torni a segnare”.

EMILIANO RIGONI – ATALANTA

Uno dei casi più recenti è invece quello di Emiiano Rigoni. L’attaccante argentino fu acquistato in prestito con diritto di riscatto dall’Atalanta dallo Zenit a circa 15 milioni. Fu un acquisto passato abbastanza in sordina, sino a quando alla partita di debutto, a sorpresa, di Rigoni tutti iniziarono a conoscere il giocatore mandato in campo da Gasperini. L’ex numero 24 della Dea realizza una doppietta prima su un’azione di pura forza di Duvan Zapata che manda in porta Rigoni, poi in uno scambio veloce sempre nel primo tempo segna il 3-1 che sembra già mettere in cassaforte la partita (la Roma rimonterà poi sino al 3-3). Il giocatore segnerà un altro gol nel girone di andata per poi finire ai margini dei piani dello stesso allenatore che lo aveva richiesto. Il prestito infatti verrà concluso già a gennaio dove il giocatore andrà a fare ritorno in Russia allo Zenit, club che detiene il suo cartellino.

Il giocatore tornerà poi in Serie A con la maglia della Sampdoria senza però avere successo, realizzando 0 gol in 8 partite giocate.

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Che fine ha fatto Jeremy Menez? Dal passato agrodolce al riscatto in Serie B

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Milan

CHE FINE HA FATTO JEREMY MENEZ? DAL PASSATO AGRODOLCE AL RISCATTO IN SERIE B – La rubrica settimanale del “Che fine ha fatto?” di Numero Diez porta alla luce la carriera di un altro giocatore straordinario che ha smesso fin troppo presto di incantare. Infatti, questa è la volta di Jeremy Menez, ex attaccante di Roma, PSG e Milan che potrebbe aver ritrovato serenità all’età di 35 anni.

Colui che in Italia ha avuto, appunto, l’opportunità di indossare due delle maglie più prestigiose del paese (così come in Francia) e che è riuscito a farsi apprezzare anche da tifosi rivali. D’altronde, nessun amante del calcio sarebbe potuto restare a guardare in maniera indifferente difronte a tante giocate di pura bellezza ed intelligenza rara. Questo e tanto altro è stato Menez, ma che fine avrà fatto dopo aver raggiunto l’élite?

LA NASCITA DELLA STELLA TRANSALPINA

La carriera di Jeremy Menez decolla nel 2003, quando – dopo aver convinto a pieni voti l’allenatore – debutta nella prima squadra del Sochaux a sedici anni. Così diventa di conseguenza il giocatore più giovane della Ligue 1 ad aver firmato un contratto professionistico, regalando scorci di bel calcio ai più esperti. Dopo appena due stagioni, infatti, nella quali mette a referto 55 presenze e 7 gol, diversi club francesi sono pronti a rinunciare a tutto pur di assicurarsi le sue prestazioni.

Ma la vera svolta arriva nel gennaio del 2005, in occasione della sfida contro il Bordeaux. Nel giro di sette minuti, infatti, Menez mette a segno tre reti e si aggiudica l’etichetta di giocatore più giovane ad aver segnato una tripletta nel massimo campionato transalpino. Un evento che fece maggior chiarezza sulle sorti della sua carriera e che spinse il Monaco a tesserarlo nel 2006. Con la casacca biancorossa si registrano 14 marcature in 57 apparizioni prima dell’approdo in Italia.

A ROMA I PRIMI LAMPI DI GENIO

In occasione del calciomercato estivo del 2008 Jeremy Menez viene acquistato a titolo definitivo dalla Roma per una cifra vicina agli 11 milioni di euro. Nella capitale inizia a seguire ed emulare le gesta di Francesco Totti, che da lì a pochi giorni avrebbe rivisto nel francese la sua spalla destra. Con la maglia giallorossa, infatti, trascorre forse il periodo più felice della sua carriera e nel quale riesce ad esaltarsi a livello sportivo.

Sono tanti i ricordi piacevoli collegati a Menez che riaffiorano nella testa dei tifosi romanisti, ma anche qualcuno meno lieto torna sempre a galla. Se da una parte riusciva a mandare in palla più difensori avversari alla volta, infatti, dall’altra restava uno dei calciatori in grado di mandare tutto all’aria per via dei suoi comportamenti poco ragionati. Ma ciò non mise in cattiva luce il suo talento, il quale dopo tre stagioni in Serie A venne riportato in Francia.

PARIS SAINT-GERMAIN PRIMA, MILAN POI

Nel 2011 il Paris Saint-Germain intraprende il percorso di crescita che nel corso degli anni ha portato il club a concludere operazioni faraoniche e decide di comprenderci anche Jeremy Menez. Nella sua terza esperienza in patria l’attaccante ripropone quanto di buono fatto vedere alla Roma, vincendo due Ligue 1, una Supercoppa francese e una Coppa di Lega francese. In seguito a 79 presenze e 14 gol, oltre all’esser diventato il punto fermo dei parigini, decide di cambiare nuovamente aria e ritornare in Italia.

È il Milan, infatti, la squadra intenzionata a puntare su Menez, quel giocatore che nella Roma e nel PSG aveva fatto bene e che all’ombra di San Siro avrebbe cominciato a spegnersi. Dopo un primo periodo di gloria, segnato dai 16 gol nella prima stagione, l’ex Monaco imbocca la strada della debacle dalla quale non riuscirà ad uscirne. Complice anche un’operazione che lo ha tenuto lontano dal campo per nove mesi, il giocatore saluta (nuovamente) il campionato italiano per approdare altrove.

GIRANDOLA DI TRASFERIMENTI, MA POTREBBE AVER RITROVATO LA PACE

Terminata l’esperienza con i rossoneri, dunque, la carriera di Menez si trova inspiegabilmente in salita. Dal 2016 al 2020 non riesce a ritrovare la condizione psicofisica adatta alle situazioni e finisce per cambiare quattro squadre in altrettante stagioni. Bordeaux, Antalyaspor, Club America e Paris Fc credono in lui proponendogli un contratto che puntualmente viene stroncato prima della fine concordata. Così, appena due anni fa, si accorda con la Reggina per un suo ritorno nel paese che potrebbe essere considerato come la sua seconda casa. I calabresi hanno appena raggiunto la promozione in Serie B e quale opportunità migliore se non quella di riprendere dal campionato cadetto italiano?

Con la maglia amaranto si inserisce bene e ad oggi non ha ancora abbandonato il progetto attualmente in mano a Filippo Inzaghi. Nell’arco di due stagioni e mezzo, infatti, Menez ha giocato 49 partite e segnato 12 reti. L’ultima arrivata proprio in occasione dell’ultima partita contro il Brescia, grazie alla quale la sua Reggina è riuscita a mantenere la seconda posizione in classifica. Dopo quindici giornate l’impressione è che la formazione di Super Pippo possa davvero battersi per un posto nel massimo campionato e chissà che a regalarglielo non sia proprio Jeremy Menez, colui che in Serie A è riuscito a farsi un nome e che vuole fare lo stesso con il club calabrese.

 

 

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Dove vedere Ternana-Cagliari in tv e streaming

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Dove vedere Ternana-Cagliari

Dove vedere Ternana-Cagliari – La Ternana ospiterà mercoledì 7 dicembre allo Stadio Libero Liberati, ore 18:30, il match valido per la sedicesima giornata di Serie B contro il Cagliari.

Il Cagliari si presenta al match con un filotto di cinque pareggi consecutivi. Gli uomini di mister Liverani non vedono i tre punti da 7 giornate mentre la Ternana non segna in casa da due match e arriva da due sconfitte consecutive. I precedenti più recenti, in Serie B, tra le due compagini risalgono al 2015 e al 2016 e sorridono ai rossoblu. Il Cagliari infatti conta una vittoria e un pareggio contro la Ternana nelle ultime sfide.

Il Cagliari è riuscito a strappare un pareggio per 1-1 nella gara casalinga contro l’altalenante Parma quarto in classifica con un gol di Pavoletti dieci minuti dopo la ripresa della seconda frazione di gioco. La Ternana, nell’ultimo incontro di Serie B ha  perso contro un vivace Venezia per 2-1 constatando un periodo negativo di forma anche dopo la sconfitta contro il Pisa per 3-1 della gara precedente. Settimo posto per la Ternana e dodicesimo per il Cagliari separate, solamente, da quattro punti.

Con la prima di Andreazzoli al Liberati, arrivando dalla sconfitta esterna, si prospetterà una partita avvincente e piena di emozioni. Il tecnico ha accettato la proposta della Ternana nonostante fosse richiesto da varie squadre, anche in Serie A.

LE PROBABILI FORMAZIONI

TERNANA (4-3-1-2): Iannarilli; Diakité, Sorensen, Mantovani, Corrado; Coulibaly, Di Tacchio, Cassata; Falletti; Partipilo, Pettinari.

CAGLIARI (4-3-1-2): Radunovic; Di Pardo, Capradossi, Obert, Barreca; Nandez, Viola, Makoumbou; Kourfalidis; Lapadula, Pavoletti.

DOVE VEDERE TERNANA-CAGLIARI

La partita di mercoledì verrà trasmessa su Sky Sport canale 251, Sky Sport Calcio e Sky Sport Uno e sulla relativa piattaforma streaming di Sky Go. Il match sarà visibile anche su Dazn Italia e Helbiz in diretta su Prime Video e infine su Onefootball in pay per view.

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Pronostico Brasile-Corea del Sud, statistiche e consigli per la partita

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PRONOSTICO BRASILE-COREA DEL SUD – Si sta sempre più delineando il quadro dei quarti di finale dei Mondiali. Domani, presso lo Stadio 974 di Doha, andrà in scena Brasile-Corea del Sud, sesto ottavo di finale della competizione. Il fischio d’inizio della gara è previsto per le 20 ora italiana. Analizziamo nel dettaglio statistiche e il pronostico di Brasile-Corea del Sud, una sfida che, almeno sulla carta, sembrerebbe tutta dalla parte della Seleção.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Il Brasile è reduce da due vittorie e una sconfitta ed ha conquistato il primato nel girone G, davanti a Svizzera, Camerun e Serbia. I verdeoro, nonostante la sconfitta contro il Camerun, hanno dominato il girone e contro la Corea non vorranno invertire la rotta. D’altronde sono da molti considerati i possibili vincitori della ventiduesima edizione della Coppa del Mondo.

Di fronte a Casemiro e compagni ci sarà la Corea del Sud, che ha agguantato la qualificazione agli ottavi di finale all’ultima giornata, grazie alla vittoria sul Portogallo di Cristiano Ronaldo. Per la formazione asiatica non sarà semplice superare il Brasile, ma questi Mondiali hanno dimostrato che anche le nazionali più piccole possono rivelarsi particolarmente ostiche.

I PRECEDENTI

Brasile e Corea del Sud si sono scontrati sette volte nel corso della loro storia. Il confuto totale è tutto a tinte verdeoro: sono sei, infatti, le vittorie del Brasile. La Corea, invece, ha vinto solo un match, nel 1999.

L’ultimo precedente risale allo scorso 2 Giugno, amichevole giocatasi al Seoul World Cup Stadium. Il match terminò con un schiacciante 5-1 in favore della Seleção. Per il Brasile andarono in rete Richarlison, Neymar (doppietta), Coutinho e Gabriel Jesus. Il gol della bandiera dei coreani, invece, fu firmato da Ui-jo Hwang.

PRONOSTICO BRASILE-COREA DEL SUD

Il Brasile, almeno sulla carta, è nettamente favorito per l’accesso ai quarti di finale. La vittoria della Seleção è infatti quotata a 1.32. Per il segno 2, invece, la quota è pari a 10.92. La possibilità che i 90 minuti regolamentari terminino in pareggio è quotata a 5.39. Finora la formazione allenata da Tite non ha mai segnato più di due goal a partita e la difesa verdeoro è tra le migliori della competizione: per questo motivo, la somma di reti del match potrebbe non superare quota 2.5.

Secondo il nostro pronostico, ad accedere ai quarti di finale sarà il Brasile, per questo il segno che consigliamo è 1. Da non sottovalutare, dunque, anche la possibilità di inserire UNDER 2.5.

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Calcio Internazionale

Chi è Alejo Veliz, l’attaccante nel mirino di Lecce e Sassuolo

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CHI É ALEJO VELIZ, L’ATTACCANTE NEL MIRINO DI LECCE E SASSUOLO – Salito alla ribalta per la doppietta al River Plate nell’ultima partita di Gallardo, Alejo Véliz è diventato un idolo del Rosario Central allenato da Carlitos Tevez e si è dimostrato come uno degli attaccanti più interessanti del campionato argentino.

CHI É ALEJO VELIZ – L’INFANZIA E I PRIMI PASSI NEL CALCIO

Nato il 19 settembre 2003 da un’umile famiglia di Gödeken, 190 chilometri a ovest di Rosario e più di 400 da Buenos Aires, fin da piccolo Alejo ha avuto due passioni, il calcio e il malambo, una danza folkloristica maschile: il padre Sergio lo ha portato a giocare nella scuola calcio di Gödeken quando aveva tre anni, ma tre anni dopo la famiglia si è trasferita a Bernardo de Irigoyen, città natale della madre Andrea a 97 chilometri a nord di Rosario, in cui ha continuato a giocare nell’Unión Deportiva y Cultural. Qui ha continuato ad allenarsi in entrambe le discipline, sviluppando una non indifferente agilità che gli è rimasta utile nel calcio.

CHI É ALEJO VELIZ – L’APPRODO AL ROSARIO CENTRAL

Il 2019 è l’anno in cui Véliz ha iniziato a farsi notare, dopo aver vinto il titolo di capocannoniere nella Liga Galvense con 26 gol che ha portato all’interessamento del Colón, che l’ha ingaggiato per un periodo di prova (dove non c’era la pensione e i suoi nonni lo accompagnavano agli allenamenti) e poi al Rosario Central. A Rosario supera i due test preliminari, ma la pandemia gli impedisce di debuttare e mette in dubbio addirittura la sua voglia di continuare a giocare: Alejo però persevera nel suo obiettivo e nel 2021 debutta con la maglia dell’Academia Rosarina, per poi essere promosso nella Reserva in cui ha debuttato in Copa Sudamericana contro i venezuelani del Deportivo Táchira.

CHI É ALEJO VELIZ – L’ARRIVO IN PRIMA SQUADRA E LE VOCI DI MERCATO

Il 2022 è stato invece l’anno della sua consacrazione: fin dall’inizio del campionato Véliz ha giocato per 90 minuti nel Rosario Central nell’ala protettiva di Carlos Tevez, trovando il primo gol contro i Newell’s il 21 luglio. In seguito sono arrivati altri cinque gol e un assist, che l’hanno reso uno dei giocatori seguiti dall’Under 20 della Nazionale argentina e hanno fatto sì che molti club europei abbiano messo gli occhi su di lui, fra cui Lecce, Sassuolo, Bologna e Salernitana.

CHI É ALEJO VELIZ – UNA PUNTA VECCHIO STILE

Véliz si presenta come un attaccante da area di rigore, non eccessivamente tecnico ma molto abile a tenere su la squadra con i suoi 187 centimetri di altezza. In Europa potrebbe diventare molto interessante, se saprà unire la sua forza con il miglioramento nella lettura della profondità e nella visione di gioco.

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