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Kvaratskhelia: "Esultanza? Le mani dietro le orecchie per i commenti negativi"

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Kvaratskhelia: “Esultanza? Le mani dietro le orecchie sono per i commenti negativi”

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Kvaratskhelia

Khvicha Kvaratskhelia è il nome del momento in Serie A. Dal suo arrivo nel campionato italiano è riuscito a stupire tutti grazie a prestazioni di altissimo livello e a 8 gol e 10 assist trovati in 17 partite. Il georgiano ha deciso di raccontarsi in un’intervista a Gt e Crocobet:

“I tifosi mi incoraggiano e mi supportano tantissimo, quando mi incontrano vogliono foto, autografi, mi riempiono di calore ed affetto. Sento così tanto amore che devo fare in modo da restituirlo quando gioco di fronte a loro allo stadio. A Napoli vivono di calcio, non importa l’età, tutti sanno tutto sul calcio. Non puoi non dare tutto quando scendi in campo“.

SULLA QUESTIONE DELLA LINGUA

“Sto sostenendo lezioni online con un ottimo insegnante, ma dopo gli allenamenti non ho sempre la forza. Ne ho già fatte quattro, spesso utilizzo le parole ‘grazie’ e ‘bene, tu?’”.

GIOCARE LA CHAMPIONS LEAGUE

“Quando ascoltavo da piccolo l’inno in televisione non avrei mai pensato di poterlo sentire dal vivo in campo. Il mio primo sogno era quello di giocare in Champions League, sentire l’inno ti dà una energia che non puoi trovare altrove. Specialmente alla prima partita, contro il Liverpool, avevo bisogno di quella motivazione, e ho pensato che mi abbia aiutato tantissimo”.

DISTANZA DALLA FAMIGLIA

“Non è facile, ma ci ho fatto l’abitudine. Per inseguire i miei sogni, sono andato via di casa a soli 17 anni. A un certo punto devi essere capace di rinunciare a qualcosa, ma adesso la mia famiglia mi ha raggiunto, vengono e tornano”.

L’ESULTANZA

“Cose personali, ma le dirò lo stesso: le mani dietro le orecchie sono per i commenti negativi che vengono detti su di me, spesso sono assurdi e mi danno la motivazione a fare molto di più. Un segno tipico del giocatore di basket Steph Curry, la gente pensava che la sua squadra non avesse chance di vincere il titolo: parlavano di lui, del titolo, facevano questo gesto per dirgli che stesse dormendo. E quando finalmente ha segnato i canestri nella partita decisiva, probabilmente voleva dire ‘zitti e a dormire’. Detto ciò, la sua squadra vinse e ho pensato di utilizzare pur io questo gesto”.

I PARASTINCHI DELLA GEORGIA

“Vorrei che tutti visitassero la Georgia. Siamo una grande regione, abbiamo tradizioni, e indosso i parastinchi con la sua bandiera perché mi sento protetto. Sono fortunati? Abbastanza, li ho messi un sacco di volte“.

GIOCARE IN NAZIONALE

“Era un altro sogno. Il momento migliore è quando i tifosi cantano tutti insieme l’inno nazionale. Tutti hanno visto cosa possiamo fare, abbiamo battuto nazionali molto forti, abbiamo avuto una striscia di undici partite senza sconfitte e ne abbiamo vinte più della metà, e se continuiamo così, batterci non sarà facile”.

IL FRATELLO

“Ha grande talento, può diventare un ottimo calciatore. Negli ultimi tempi è cambiato: prima gli piacevano solo i giochi per il computer, ora vive solo di calcio. Ha un calendario giornaliero nella sua stanza, vuole davvero diventare un calciatore. Spero che raggiunga i suoi sogni e diventi un calciatore migliore di me“.

MANTENERE VIVO IL FUOCO

Provo a non essere soddisfatto o appagato, dopo ogni partita ho il pensiero di non aver dato abbastanza, di aver mancato qualcosa. Mi dico sempre di non fermarmi mai, di fare il massimo in tutto e per tutto. Non ho ancora fatto nulla, c’è tanto davanti a me e io voglio rendere felici i tifosi e raggiungere i miei sogni”.

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Coppa del Re, l’Athletic Bilbao schianta l’Atletico Madrid con un 3-0

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coppa del re

COPPA DEL RE – È l’Athletic Bilbao a raggiungere la finale di Coppa del Re. Al San Mames i Rojiblancos di Ernesto Valverde stendono l’Atletico Madrid con un netto 3-0, dopo lo 0-1 della gara di andata giocata il 7 febbraio al Civitas Metropolitano. Le reti nel primo tempo dei fratelli Williams, Inaki al 13′ e Nico al 42′, indirizzano la sfida, che poi viene chiusa al 61′ da Guruzeta. Un Atletico, l’unica big che era ancora in corsa nella competizione, totalmente sottotono e mai realmente in partita, soccombe sotto i colpi di un Athletic molto più vivo e grintoso. Che il 6 aprile, nella finalissima, se la vedrà con il Mallorca, che martedì ha superato ai calci di rigore la Real Sociedad.

ATLETICO, STAGIONE FLOP: FUORI DA TUTTO A FEBBRAIO?

Brutto ko, questo, per gli uomini del Cholo Simeone, che devono dire addio alla Coppa del Re e con ogni probabilità anche alle speranze di conquistare un trofeo in questa stagione. In campionato, infatti, i Colchoneros sono quarti con 52 punti all’attivo, distantissimi – a -13 – dai cugini del Real Madrid, primi in classifica con 65 lunghezze. In Champions League, invece, l’Atletico ha perso l’andata degli ottavi di finale in casa dell’Inter per 1-0. Un risultato assolutamente recuperabile, ma non per niente sarà facile prima eliminare la corazzata creata da Simone Inzaghi e poi, eventualmente, tentare di alzare al cielo di Wembley la Coppa dalle Grandi Orecchie.

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Rashford si sfoga: “Non dubitate del mio impegno”

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Rashford

Marcus Rashford è quella che, per tutto il mondo del calcio, si può definire un talento enorme, oltre che un ottimo professionista. Alcune voci degli ultimi tempi hanno però provato a sconfessare questo fatto, alludendo a comportamenti che andavano a minare quello che è l’amore del giocatore nei confronti del suo club. Proprio queste notizie sono state attaccate dallo stesso ragazzo inglese, che ha voluto ribadire la sua completa dedizione e fedeltà alla squadra che l’ha cresciuto.

Di seguito trovate le parole di Rashford all’intervista per The Players’ Tribune.

IMPEGNO – “Se mai si metterà in dubbio il mio impegno con lo United, è allora che dovrò parlare. È come se qualcuno mettesse in discussione la mia intera identità e tutto ciò che rappresento come uomo. Sono cresciuto qui. Gioco per questo club da quando ero ragazzo. La mia famiglia ha rifiutato dei soldi che mi avrebbero cambiato la vita quando ero bambino per poter indossare questo distintivo. Posso accettare qualsiasi critica. Posso accettare qualsiasi titolo contro di me. Dai podcast, ai social media e ai giornali. Posso accettarli, ma se inizi a mettere in dubbio il mio impegno per questo club, il mio amore per il calcio e il coinvolgimento della mia famiglia, allora ti chiederei semplicemente di avere un po’ più di umanità“.

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Come giocherebbe il Sassuolo con Ballardini: 3-5-2 o 4-2-3-1?

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Ballardini

BALLARDINI SASSUOLO – Il nuovo allenatore del Sassuolo sarà Davide Ballardini: nella giornata di domani il tecnico ex Genoa, dopo aver rescisso il contratto che lo legava fino al 30 giugno 2025 con la Cremonese, dovrebbe firmare un contratto di sedici mesi con il club emiliano, che sarà valido a prescindere dall’esito di questa stagione e quindi sia in caso di permanenza in Serie A che di retrocessione in B.

Sarà dunque compito di Ballardini, grande esperto di lotta salvezza, risollevare una squadra in grandissima difficoltà che si trova al 18esimo posto, a quota 20 e a pari punti con il Verona 17esimo e il Cagliari 19esimo, ed è reduce da un pesantissimo 6-1 interno contro il Napoli, in quella che è stata l’unica panchina di Bigica – che ora tornerà a guidare la Primavera neroverde – dopo l’esonero di Dionisi.

Se tutto dovesse andare come da piano, Ballardini dirigerà al più presto il suo primo allenamento da tecnico del Sassuolo, e dovrà farsi in fretta delle idee sul materiale a disposizione perché la compagine emiliana sarà impegnata già domenica alle 12:30 nella trasferta di Verona, un match cruciale per il destino delle due squadre.

COME GIOCHERÀ IL SASSUOLO CON BALLARDINI

Il principale dubbio da sciogliere sarà quello legato al modulo: continuare con il 4-2-3-1 utilizzato fin qui oppure cambiare completamente assetto e passare al 3-5-2, modulo preferito dallo stesso Ballardini e maggiormente utilizzato sia al Genoa che alla Cremonese, le due ultime esperienze dell’allenatore. In porta ci si dovrebbe continuare ad affidare all’esperienza di Consigli, ma dietro Cragno scalpita. Chissà che, con un cambio di guida tecnica, non possano cambiare anche le gerarchie in porta (come già successo alla Roma, con l’avvicendamento tra Rui Patricio e Svilar dopo l’arrivo di De Rossi).

Passando alla difesa, nell’ottica di una retroguardia a tre dovrebbero trovare più spazio di quanto avuto fino a ora Kumbulla e Viti (quest’ultimo è attualmente infortunato), che dovrebbero agire da braccetti con uno tra Erlic e Ferrari al centro. In caso di difesa a quattro, invece, ci sarà posto soltanto per uno di loro. Sulle fasce Toljan è certo di un posto quando rientrerà dall’infortunio, mentre a sinistra ci sarà uno tra Pedersen e Doig.

Passando al centrocampo, qui le cose non dovrebbero cambiare più di tanto: sembrano certi di una maglia da titolare Boloca e Matheus Henrique. In caso di 3-5-2 il trio di centrocampo potrebbe essere completato dal vertice basso Racic, mentre con un 4-2-3-1 il trequartista dovrebbe essere uno tra Thorstvedt e Bajrami (quest’ultimo potrebbe anche agire sulle corsie laterali).

Infine, l’attacco: a destra inamovibile Berardi, che è rientrato dall’infortunio e potrà anche affiancare Pinamonti nell’ottica di un attacco a due. A sinistra, in caso di mantenimento del 4-2-3-1, ci sarà uno tra Laurienté e Bajrami, mentre con il passaggio al 3-5-2 questi due verrebbero sacrificati per avere una formazione meno spregiudicata. Di seguito, le due versioni del probabile undici del Sassuolo di Ballardini.

SASSUOLO (3-5-2): Consigli; Kumbulla, Erlic, Viti; Toljan, Boloca, Racic, Matheus Henrique, Doig; Berardi, Pinamonti. All. Ballardini

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Toljan, Kumbulla, Erlic, Pedersen; Boloca, Matheus Henrique; Berardi, Thorstvedt, Laurienté; Pinamonti. All. Ballardini

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L’ex DS della Lazio Tare può tornare in Serie A: c’è la Fiorentina

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Igli Tare Lazio

TARE FIORENTINA – L’ex direttore sportivo della Lazio Igli Tare potrebbe tornare in Serie A a un anno dal suo addio al club biancoceleste? Dopo le voci che avevano parlato di un suo possibile inserimento nella dirigenza del Barlettaprontamente smentite dalla nostra redazione -, nell’ambito del possibile acquisto del club pugliese da parte del presidente della Lazio Claudio Lotito, ecco che l’ex attaccante potrebbe trovare una nuova sistemazione ma questa volta lontano da Lotito, anzi in un club rivale (almeno a livello di posizione in classifica) di quello capitolino.

FIORENTINA, TARE PER IL POST-PRADÈ

Secondo quanto riferito dalla tv di stato albanese RTSH Sport, infatti, Tare sarebbe un’idea consistente per l’ambiziosa Fiorentina di Rocco Commisso. Secondo l’emittente il nome del direttore sportivo è il primo sulla lista del club toscano per l’estate in arrivo, con il ciclo dell’attuale DS Daniele Pradè che – si legge – potrebbe essere giunto al termine. Nel caso in cui questa indiscrezione trovasse conferme, Tare andrebbe ad occupare la posizione di DS al fianco del direttore tecnico Nicolas Burdisso e del direttore generale Joe Barone. Pradè, alla sua seconda avventura nella dirigenza gigliata, lascerebbe la Fiorentina dopo 5 anni. Nella precedente esperienza aveva rivestito la medesima posizione dal 2012 al 2016.

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