Emergere non è facile, soprattutto se sei un teenager nero cresciuto nel Norfolk. Justin Fashanu lo sa bene, inizia a farsi conoscere in tutta la contea nell’est dell’Inghilterra già all’eta di 13 anni. In un modo o nell’altro Justin ce l’avrebbe fatta, a 15 anni è già una promessa della boxe britannica, ma il richiamo del calcio era forte, così come le promesse del Norwich City di poter fare carriera nel calcio. Justin così, insieme al fratello John, cresce nelle giovanili degli Yellows e firma un contratto da professionista con il club giallo-verde a soli 17 anni.

L’inizio della carriera è stupendo, John Bond, l’allora allenatore delle Canaries gli da fiducia e lo fa debuttare per la prima volta contro il West Bromwich Albion nel Gennaio del 1979. Fashanu segnerà 35 goal in 3 stagioni con la maglia del Norwich, numeri alti per l’epoca. A consolidare lo straordinario stato di forma dell’attaccante arriva il premio della BBC per il miglior goal della stagione 79/80, un sinistro al volo dal limite dell’area contro il Liverpool di Kenny Dalglish. Un goal simile lo vedremo 20 anni dopo, a segnarlo sarà Henry ma questa volta di destro e contro il Manchester United .

Da lì a poco arriverà anche la chiamata dell’Inghilterra Under-21, saranno 5 i goal di Fashanu con la maglia dei giovani leoni in ben 11 presenze.

Memorabilia Football vs Omofobia

Football v Homophobia, collezione visibile al National Football Museum di Manchester.

fonte immagine: profilo twitter National Football Museum

 A MILLION POUND STRIKER

Un inizio di carriera così non poteva che attirare l’interesse dei grandi club, ed è cosi che nell’estate del 1981 arrivò la chiamata del Nottingham Forest di Brian Clough allora campione d’europa in carica. Justin Fashanu diventò così il primo calciatore di colore ad essere acquistato per un milione di pound, un avvenimento storico non solo per la First Division inglese, ma soprattutto per tutta la popolazione di colore della Gran Bretagna. Il ragazzino cresciuto nel Norfolk ora era diventato il portavoce di un intera comunità e la speranza di cambiamento di un paese in cui il razzismo sugli spalti era all’ordine del giorno.

L’esperienza con la maglia dei Reds di Nottingham però si rivelerà un incubo per Justin, il rapporto con Clough sarà dei peggiori. L’allenatore venuto a sapere dei pettegolezzi riguardanti la frequentazione da parte del giocatore di alcuni locali gay derise il giocatore in più occasioni e iniziò una personale battaglia contro di lui. Nell’estate del 1982, appena quindici mesi dopo l’acquisto record e dopo una breve, ma positiva parentesi al Southampton, Fashanu viene venduto ai rivali cittadini del Notts County per appena un decimo della cifra spesa dal Forest.

Al Notts County nonostante le due retrocessioni consecutive subite dal club Justin gioca bene, segna 20 goal in 64 presenze e sembra aver trovato la propria dimensione prima di essere venduto nel 1985 al Brighton per una cifra intorno alle 115 mila sterline.

fonte immagine: profilo twitter The Justin Fashanu Foundation

LA FINE DELLA CARRIERA

Con la fine dell’esperienza al Notts County inizia la fase conclusiva della carriera di Fashanu. L’infortunio al ginocchio subito durante il periodo ai Magpies si aggrava durante le annate al Brighton & Hove Albion influendo pesantemente sulla carriera dell’attaccante di origine africana. La riabilitazione e l’operazione subita in America sembrano però funzionare e così Justin torna a giocare a pallone, indossando la maglia dei Los Angeles Heat in USA,e degli Edmonton Brick Men ed Hamilton Steelers in Canada. C’è anche un breve ritorno in Inghilterra nel mezzo, Fashanu vuole in tutti i modi tornare ad essere un giocatore di First Division e lo fa prima con la maglia del Manchester City e successivamente con il West Ham United.

Le occasioni arrivano, ma l’attaccante non riesce a sfruttarle ed allora altro cambio squadra, questa volta sarà il turno per Leyton Orient e Southall di dare una chance all’attaccante. Entrambe le esperienze non lo soddisfano ed allora di nuovo Toronto, ma questa volta con la maglia dei Blizzard.

IL COMING OUT

Nell’ottobre del 1990 Justin Fashanu decise di fare coming out, decise di farlo con un intervista al tabloid britannico The Sun, scelta abbastanza discutibile essendo il giornale notoriamente conservatore. Seppur la carriera di calciatore di Fashanu fosse pressoché finita al momento della rivalzione, ci fu ancora tempo per qualche uscita con le maglie di alcune squadre nelle divisioni minori di Inghilterra, Svezia, Nuova Zelanda e Stati Uniti.

Terminò lontano dai riflettori la vita di Justin, in un garage abbandonato nell’Est di Londra, a meno di un miglio da Hackney, il quartiere che gli diede i natali. Fashanu decise di togliersi la vita dopo che la polizia del Maryland iniziò un’indagine di stupro nei suoi confronti a danni di un diciassettenne americano. Accusa per altro poi rivalatasi probabilmente infondata.

fonte immagine: profilo twitter Nottingham Forest FC

 

L’EREDITA’ DI JUSTIN

Sono passati più di 30 anni dal coming out di Fashanu, il primo della storia del calcio professionistico inglese. Negli anni molte calciatrici di alto livello hanno rivelato la propria omosessualità, mentre invece nel mondo del calcio maschile questo è ancora visto come una taboo soprattutto dal punto di vista mediatico; seppur secondo un sondaggio dell’Università dello Staffordshire abbia rivelato che più del 90% dei tifosi prenderebbe le parti di un proprio giocatore qualora si dichiarasse omosessuale. Possiamo ipotizzare che se Justin Fashanu oggi fosse vivo probabilmente nel corso degli anni ci sarebbero molti più calciatori professionisti disposti a dichiarare la propria sessualità.

Justin non è più tra noi, ma l’eredità di Fashanu è qualcosa di indelebile non solo nel mondo del calcio, ma soprattutto nella società. Grazie ad associazioni come la The Justin Fashanu Fondationfondata da Amal Fashanu, ora i calciatori e i membri della comunità LGBT+ hanno qualcuno dalla loro parte, qualcuno disposto a lottare per loro e soprattutto disposto ad ascoltarli in caso di difficoltà. Anche la FA ha preso parte alla causa con eventi come il Rainbow Laces project, un modo per supportare direttamente dal campo la lotta contro le discriminazioni anti-LGBT nel mondo del calcio e non.

Justin Fashanu è stato introdotto nella National Football Museum Hall of Fame nel 2020 e resta tutt’ora il primo ed unico calciatore professionista inglese ad essersi dichiarato gay.

Forbidden Games

Copertina del film ‘Forbidden Games: a Justin Fashanu Story

fonte immagine: Netflix

 

 

fonte immagine in evidenza: profilo twitter The Justin Fashanu Foundation (editato by Davide Acquafresca)