La Serie A è ricominciata da ormai due giornate e la partenza ha già evidenziato alcune situazioni, tra queste quella dell’Hellas Verona. La squadra di Jurić ha conquistato 6 punti nelle prime due partite, segnando (sulla carta) 4 gol e non subendone nessuno. Pesa il 3-0 a tavolino sulla Roma, viziato dall’errore dell’inserimento di Amadou Diawara nella lista degli under 22 quando il guineano aveva ormai compiuto 23 anni, ma lo 0-0 del Bentegodi aveva messo in evidenza i grandi meriti dei gialloblù. Nella seconda giornata, invece, è arrivata la prima vittoria sul campo: 1-0 sempre fra le mura amiche contro l’Udinese e altra partita senza subire reti.

Ivan Jurić (Fonte: profilo IG @hellasveronafc)

La grande sorpresa dello scorso campionato

Nella stagione 2019-20 l’Hellas Verona è probabilmente stata la squadra che ha più stupito di tutto il campionato, insieme alla Lazio, fino al lockdown in piena lotta Scudetto. La formazione di Ivan Jurić, che quasi tutti i pronostici vedevano come una delle indiziate alla retrocessione, ha cullato a lungo il sogno europeo, issandosi al sesto posto in classifica dopo la vittoria casalinga sulla Juventus di Maurizio Sarri, momento di culmine massimo della stagione scaligera.

Grandissimo merito va sicuramente all’allenatore croato, che dopo diverse esperienze con fortune alterne (Crotone e Genoa) ha messo in mostra tutte le sue qualità. Una rosa costruita con un mix di giocatori d’esperienza, giovani da valorizzare e mezzi sconosciuti, divenuti veri colpi di mercato. In porta Silvestri, difesa a tre con Kumbulla a sinistra, Günter al centro e Rrahmani sulla destra. Nella linea di centrocampo Faraoni e Lazovic sugli esterni, in mezzo Amrabat e Veloso. Sulla trequarti le certezze Zaccagni e Verre ad alternarsi alle spalle di uno fra Di Carmine, Pazzini, Stepinski e il giovane Salcedo, senza dimenticare importanti jolly come Borini e, soprattutto, Pessina.

Il sistema di gioco di Jurić è per diversi aspetti simile a quello dell’Atalanta di Gasperini. Grande aggressività offensiva e difensiva e lavoro di squadra che ha permesso di dare grande valore ai singoli. Un gioco, quello dell’allenatore croato, che ha portato il Verona a diventare un ostacolo per tutte le formazioni, specialmente fra le mura del Bentegodi. Gli scaligeri hanno a lungo mantenuto una delle migliori difese del campionato prima del lockdown e hanno mandato in gol ben 15 giocatori diversi.

(Fonte: profilo IG @hellasveronafc)

Il mercato estivo

Il grande campionato dell’Hellas Verona ha portato via ai veneti diversi elementi che lo scorso anno costituivano la spina dorsale della rosa. In difesa, Rrahmani (prelevato nell’estate 2019 dalla Dinamo Zagabria per poco più di 2 milioni di euro) è stato ceduto al Napoli, mentre Kumbulla è passato alla Roma per 25 milioni. In mezzo al campo, Amrabat, pedina centrale del gioco di Jurić, è passato alla Fiorentina (acquistato dal Club Brugge a 3 milioni, ceduto per 20). Oltre a questi, Pessina e Salcedo sono ritornati dai prestiti rispettivamente ad Atalanta e Inter. L’Hellas ha sicuramente monetizzato da queste cessioni, ma le aspettative ai nastri di partenza sembravano meno rosee rispetto a quanto mostrato nel campionato appena concluso. La filosofia in casa scaligera, però, è rimasta invariata.

In difesa si è puntato su un altro giovane classe 2000, Lovato, che ha immediatamente messo in mostra le sue qualità, e su Mert Cetin, in prestito con diritto di riscatto e contro-riscatto dalla Roma. Dallo Zurigo è stato acquistato Kevin Rüegg, una scommessa che potrà dare il ricambio a Faraoni sulla destra. In mezzo al campo è arrivato Tameze, prelevato dal Nizza dopo l’esperienza dello scorso anno all’Atalanta, che ha brillato nelle prime due uscite stagionali. Si è inserito subito alla grande anche un altro prestito proveniente dall’Udinese, Barak, mentre non ha ancora esordito Benassi, anche lui arrivato in prestito dalla Fiorentina. In avanti, oltre al rinnovo del prestito di Salcedo, è arrivato dall’Atalanta il giovane Colley, sempre con la stessa formula. Infine, salutato Pazzini, è arrivato Favilli, che ha già timbrato il cartellino all’esordio contro i friulani.

Il nuovo acquisto Andrea Favilli, a segno per la prima volta in Serie A nella gara d’esordio (fonte: profilo IG @hellasveronafc)

L’Hellas riuscirà a confermarsi?

Il modus operandi del club veneto sembra quindi molto simile a quello della scorsa stagione: valorizzare i giocatori in un sistema di gioco in cui possano rendere al meglio e monetizzare raggiungendo gli obiettivi stagionali prefissati. Se i presupporti allo start del campionato non sembravano i migliori, le prime due uscite hanno invece confermato che al variare dei fattori il risultato non cambia. Il Verona ha imposto il pareggio alla Roma nella prima giornata, colpendo anche tre legni, e ha sconfitto l’Udinese, pur concedendo qualcosa dietro. Per il poco che la Serie A 2020-21 ha mostrato, l’Hellas Verona sembra poter continuare nel segno di quanto costruito lo scorso anno. Un progetto con idee valide e interessanti tutto da seguire.