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La cultura della Next Generation

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I risultati sfarzosi con cui l’Inghilterra sta alimentando l’attuale ciclo di Southgate non sono frutto soltanto dell’innovazione inaugurata dall’ex allenatore delle giovanili. Dopo un Mondiale entusiasmante e un clamoroso 2-3 a Siviglia contro la Spagna, l’Inghilterra ha vinto nettamente per 3-0 contro gli Stati Uniti in una partita molto simbolica: Wayne Rooney ha giocato ieri il suo ultimo match con la maglia dei Tre Leoni, e Wembley, innegabilmente, gli ha dedicato una romantica corona di applausi. Ma oltre ai sentimentalismi, la partita contro gli USA ha ammesso nuovamente l’Inghilterra come Nazionale veramente in forma e con un livello tecnico a tratti stupefacente.

Gira bene tutto agli inglesi ma la fortuna non c’entra. Al contrario, c’è da ammettere che l’asticella è stata alzata grazie a quella mole di giovani giocatori che finalmente si stanno affermando con continuità, come Dele Alli e Raheem Sterling. I volti di Spurs Citizens sono due icone nazionali di un movimento in crescita, che ha ottenuto di più di quanto sperato in Russia e che ora, grazie proprio a quelle prestazioni estive, può far parlare di sé partendo da un gradino superiore rispetto ad altri movimenti in evoluzione.

Meno dei giovani francesi e molto più dei neo-Azzurri di Mancini, la Nazionale inglese ha oramai talenti da competere con quelli della Roja di Luis Enrique. Oggi, anche l’Inghilterra ha i suoi Ceballos, Asensio (probabilmente l’unico irraggiungibile), Pablo Fornals e via dicendo. Le spie di questa maturazione giovanile si possono rintracciare sia nelle fuorvianti prestazioni della Nazionale che nei buoni risultati dei club, che dopo molto tempo sono riusciti ad archiviare pure degli ottimi risultati europei.

SENIOR

La Nazionale di Southgate ha tanti ottimi giocatori e i convocati del ct per la recente coppia di impegni internazionali costituiscono un gruppo molto omogeneo e particolarmente “under”. Fra i ventitré infatti, a parte il caso di Wayne Rooney, non ci sono giocatori sopra i trent’anni. I più esperti del gruppo di Southgate sono i Citizens Walker e Delph, il giocatore del Tottenham Kieiran Trippier e Alex McCarthy del Southampton, tutti a quota ventotto anni. Oltre a loro, non c’è un giocatore più anziano. Southgate sta iniziando a smaltire i vari Young, Cahill, Defoe per lasciare che anche nella voce “esperienza” subentrino volti nuovi; o meglio, che nuovi interpreti si rendano chiocce per i giocatori più giovani.

Attualmente, il presente e il prossimo futuro della Nazionale inglese è composto da una stratificazione di tre livelli, in cui nel gradino più alto stanno la piccola elité di giocatori esperti (comunque under 30 e in piena regola per giocare almeno un altro Mondiale), poi un eterogeneo gruppo di giocatori nel pieno della loro carriera (elementi che vanno dai ventiquattro ai ventisei-ventisette anni di età) e infine gli enfantes prodiges di Sua Maestà. Questi, appunto, sono i famosi rappresentati della Next Gen che al Mondiale ha catalizzato le attenzioni della stampa britannica e internazionale, e che ora, fornita di nuove icone, sta diventando un serbatoio sempre più cospicuo.

SINGOLI

Dele Alli ha certamente un piglio mediatico molto più ampio rispetto ai suoi coetanei in Nazionale: il giocatore del Tottenham ha un valore di 100 milioni e a ventidue anni ha già più di 100 presenze in Premier League. Il trequartista di Pochettino è seguito dal compagno di club Harry Winks (22), mentre sempre a Londra ma sponda Chelsea c’è Loftus-Cheek (22). Da Liverpool vengono i possibili due/quarti della Nazionale inglese, ovvero Joe Gomez (21) e Trent Alexander-Arnold (20), mentre da Manchester (lato City) fra un po’ ci si potrebbe aspettare la chiamata di Phil Foden (18); a Old Trafford Marcus Rashford (21) può seguire le gesta del compagno Jesse Lingard (25), presente in Nazionale ma non più giovanissimo.

Classe 1998, Trent Alexander-Arnold ha segnato contro gli Stati Uniti il suo primo gol con la maglia dell’Inghilterra. L’assist gli è stato procurato da Jadon Sancho.

A Leicester gioca Ben Chilwell (21) mentre il fenomeno Jadon Sancho (19) arriva addirittura dal Borussia Dortmund. Questi sono i grandi nomi che stanno rendendo l’Inghilterra di Southgate una vera squadra in ascesa, con un lungimirante prospetto futuro e un presente che, oltre ai vari under 23, è completa anche di un gruppo di giocatori prossimi allo zenit della propria carriera (il capitano Harry Kane, John Stones, Eric Dier, Ross Barkley). Tenendo presente anche degli importanti risultati delle categorie giovanili, essenzialmente l’Inghilterra ha a disposizione un gran ventaglio di talenti che vanno dal 2000 al 1996, aspettando di vedere lo sboccio in prima squadra di tanti altri prospetti non ancora convocati (Ryan Sessegnon del Fulham, Phil Foden del City, James Maddison del Leicester, Morgan Gibbs White del Wolverhampton o Tom Davies dell’Everton).

 

PROSPETTIVA DI UN PAESE

Delee Alli (22) e Gareth Southgate (48): futuro in campo e in panchina dell’Inghilterra.

La Next Gen britannica culturalmente diventa anche il simbolo di una risposta alle attuali dinamiche socio-politiche dell’Inghilterra. Negli anni della Brexit e delle discussioni intorno a cosa sia veramente il nuovo popolo inglese, un melting pot di giocatori nati in Inghilterra ma con origine africane è il fattore che trascina i più giovani al seguito della Nazionale, che dopo anni di disastri e disorganizzazione, finalmente può vantare un organico florido e una strategia di fondo.

Coloro che rappresenteranno l’Inghilterra nei prossimi anni – Brexit o meno – sono tutti giocatori attivi in Gran Bretagna ad eccezione di Jadon Sancho, primo giocatore dopo tanti anni ad essere chiamato in causa dall’estero, e presto, potrebbe seguirlo pure il diciottenne dell’Hoffenheim Reiss Nelson . Di fatto, i nuovi volti della Next Gen sono per sei ottavi giocatori nati in Inghilterra ma di origini non britanniche, e attualmente, Gary Childwell del Leicester e Harry Winks del Tottenham sono gli unici due inglesi di famiglia interamente originaria della Gran Bretagna. Come nella moderna e integrata società inglese, anche il football oramai non fa più distinzioni tra giocatori hyphened e inglesi puri, ma il fatto che la Nazionale del futuro si affidi principalmente a giocatori non interamente britannici (va ripetuto, come avviene da molto tempo ma con quantità e risultati differenti) è una spia di come la società di Londra stia gestendo l’attuale situazione politica. La nuova classe calcistica inglese è fitta di talenti con origini e carte d’identità eterogenee, e ciò nonostante questo è stato accettato in un periodo storico qual è stato il recente passato inglese. Fra tutti i segnali che stanno partendo dalle attuali scelte di Southgate la spia sociale è quella più interessante, che apre a un discorso di integrazione riuscita e senso di appartenenza.

La Nazionale Under 19 dell’Inghilterra vincitrice dell’Europeo 2017 di categoria. Le Selezioni giovanili inglesi stanno raccogliendo importanti risultati sia in termini di vittorie che di crescita dei giocatori. Ieri, la Nazionale inglese under 21 ha battuto per 2-1 gli Azzurri di Di Biagio.

Il calcio contemporaneo vive oramai di compromessi e vie di mezzo, e la schiavitù del risultato conduce le Federazioni a scegliere in base al talento, senza guardare troppo la carta d’identità. L’integrazione sportiva attualmente ha raggiunto picchi di inclusione molto profondi e questo – oltre ad allargare le unità disponibili – ammette anche scelte che non tutti condividono. In Francia si è discusso molto sulla presenza di molti hyphened nella Nazionale di Deschamps, riproponendo un filone politico che a Parigi aveva già fatto molto discutere con i casi di Zidane-Sarkozy o il Mondiale di Sud Africa 2010. In Inghilterra questo non è successo e adesso, seppur potrebbe esistere la possibilità, non c’è l’ombra di un focolaio polemico contro la massiccia presenza in Nazionale di giocatori non interamente inglesi. La Next Gen ha in sé il compito non solo di entusiasmare il pubblico e ottenere risultati ma anche di rappresentare una nuova società ultra integrata, dove i teenagers inglesi non hanno più come idoli i super patriottici Beckham o Owen ma Dele Alli e Alexander-Aronld. È forse possibile che il futuro della Nazionale inglese passi necessariamente dal suo vecchio Impero ?

 

 

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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