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La Fiorentina, Batistuta e quel record meraviglioso

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La Fiorentina, Batistuta e quel record meraviglioso

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Nell’estate del 1994, le radio sparano a tutto volume alcune hit clamorose, tra cui “Black Hole Sun” dei Soundgarden e “Basket Case” dei Green Day. Ma la canzone dell’estate è “The Rhythm Is Magic”, di Marie Claire D’Ubaldo, che avrà un grande successo soprattutto nel nostro paese. Il brano verrà ripreso due anni dopo da Leonardo Pieraccioni per il suo film “Il Ciclone”.
Intanto, però, Pieraccioni sta esultando per il ritorno della sua Fiorentina in Serie A dopo solo un anno di purgatorio.
I viola iniziano il mercato consci di non doversi concentrare troppo sul reparto offensivo, dove regna sovrano Gabriel Omar Batistuta.
Sarà proprio lui a trascinare i toscani nell’avvio di stagione, a suon di gol e record. In particolar modo, nelle prime 11 giornate della Serie A 1994/95, il Re Leone segna sempre, superando il primato di Pascutti, che si era fermato con il Bologna, nel lontano 1962, a 10 gare consecutive con gol.
Il record di Batistuta regge, invece, ancora oggi, seppur nel 2019 Fabio Quagliarella lo abbia eguagliato, segnando per 11 partite consecutive con la Sampdoria.
Ecco la corsa di Batigol verso il primato, durata quasi tre mesi e rimasta nei cuori dei tifosi, non solo viola.

04/09/1994: UN NUOVO INIZIO

All’alba del nono mese del 1994, la Fiorentina riparte nella categoria che le compete: la Serie A.
In un Artemio Franchi vestito a festa per l’occasione, i viola ospitano il Cagliari, la squadra che solamente pochi mesi prima aveva sfiorato una clamorosa finale di Coppa UEFA, uscendo in semifinale.
I padroni di casa, guidati da Claudio Ranieri, partono a spron battuto e dopo 10 minuti passano in vantaggio. Su una punizione dalla sinistra, Batistuta svetta in area, ma il suo colpo di testa viene respinto alla grande da Fiori. La respinta, però, fa sbattere il pallone addosso a Nicolò Napoli, uno dei pilastri dei sardi, che non riesce ad evitare l’autorete: 1-0.
Il Cagliari, orfano di Oliveira, prova a reagire, ma si rende pericoloso  solo sporadicamente nella prima frazione. Discorso diverso nella ripresa, quando i sardi sfiorano il pareggio in più occasioni, fino al 75’.
Ad un quarto d’ora dalla fine, infatti, il pallone arriva in area a Dely Valdes, che alza il pallone sull’uscita di Toldo. Il portiere viola non tocca il pallone e frana addosso al panamense. Il rigore viene trasformato da Herrera per l’1-1.
Quando il pareggio sembra ormai accontentare entrambe, il pallone arriva al limite dell’area al diciannovenne Flachi, che imbuca alla grande per Batistuta, finta di corpo su Napoli e destro preciso tra le gambe di Fiori.
La Fiorentina, dunque, si porta a casa la vittoria, che per la prima volta nella storia vale 3 punti.

11/09/1994: SUL NEUTRO

Sette giorni dopo per i viola è in programma la trasferta contro il Genoa di Scoglio. La partita, però, non si gioca al Ferraris, causa indisponibilità del campo, ma al Manuzzi di Cesena, soluzione che fa imbufalire i tifosi rossoblu, vista la distanza da Genova.
La partita è un Rui Costa Show nel primo tempo, con il portoghese che sforna numerosi palloni fantastici, non sfruttati dai suoi compagni.
Al 25’ i viola passano, con Baiano e Batistuta che duettano alla grande. Il passaggio di ritorno per Batigol è un po’ lungo, ma l’argentino allunga la falcata e riesce ad anticipare e saltare Signorini; poi a tu per tu con Tacconi mette in rete di sinistro.
Il resto del match è tanta noia e qualche sporadica occasione, fino al 78’, i viola sbagliano la trappola del fuorigioco e Onorati si invola verso Toldo. L’ala genoana conclude e il tiro viene sporcato da Malusci, che rende la traiettoria imprendibile per il suo portiere.

18/09/1994: DOPPIETTA PT.1

La terza avversaria della Fiorentina è la Cremonese, reduce da un convincente 2-0 casalingo sul Napoli.
I grigiorossi possono contare sulla solita rosa rognosa e quadrata, e su un giovane Enrico Chiesa, arrivato in prestito dalla Samp. Il protagonista dell’inizio di stagione dei lombardi, però, è l’unico straniero in rosa, lo sloveno Florjancic, esecutore dei partenopei.

La partita inizia subito col botto, prima Carnasciali sfrutta un rimpallo in area e porta avanti i viola al 15’, poi perde un pallone sanguinoso e fa ripartire gli ospiti. Il lancio di Tentoni trova Florjancic, che controlla e spara un siluro che colpisce la traversa e viene messo dentro dallo stesso Tentoni per il pareggio.
Al 20’ arriva il primo acuto giornaliero del Re Leone, che su punizione batte Turci con una velenosa traiettoria sotto la barriera.

Attorno all’ora di gioco, poi, Batistuta decide di regalare una delle sue perle più pregiate. Ancora Carnasciali, incontenibile, salta un avversario e crossa sul secondo palo. Batigol si stacca dalla marcatura del difensore e si coordina, colpendo in girata volante: il pallone bacia il palo e finisce in rete, facendo esplodere il Franchi.

25/09/1994: LA PRIMA SCONFITTA

Ecco il primo ostacolo di livello per la Fiorentina, si tratta dell’Inter di Ottavio Bianchi.
A San Siro i viola partono male, e dopo nemmeno due minuti sono già sotto. Un pallone innocuo in area viene svirgolato da Pioli, che sorprende anche Toldo; come un falco arriva Pancev che mette dentro uno dei suoi rari gol in nerazzurro.
All’11’ il pareggio viola, con Baiano che mette in mezzo e Batistuta che sfrutta un doppio errore di Festa e Pagliuca, schiacciando in rete di testa.
Al 27’ arriva l’episodio chiave del match. Cois in area sgambetta Berti, forse toccando il pallone: rigore. Le proteste viola sono veementi, in effetti Berti sembra accentuare, ma l’arbitro è irremovibile. Dal dischetto Ruben Sosa fa 2-1.
Sarà lo stesso uruguaiano a chiudere i conti nella ripresa con un perfetto diagonale in contropiede, dopo una ripresa ricca di emozioni e recriminazioni per i viola.
L’Inter chiude una settimana lunghissima, iniziata con le polemiche per un rigore non dato a Berti contro il Brescia, con una vittoria destinata a far discutere a lungo. In casa viola, invece, Batistuta segna ancora, ma questa volta non basta per portare a casa dei punti.

02/10/1994: BEFFA

Altro incrocio molto duro per la Fiorentina, che riceve nella prima partita di ottobre la Lazio.
In una partita molto vivace e frizzante vive un momento chiave al 16’ con Chamot che viene espulso per fallo da ultimo uomo su Batistuta.
Nonostante le numerose occasioni da ambo le parti il risultato si sblocca solamente al 60’.
Punizione dalla destra di Rui Costa, sospensione clamorosa di Batigol che colpisce il palo, ma è rapidissimo a mettere dentro sulla ribattuta: 1-0.
La Fiorentina, in superiorità numerica, fallisce più volte il raddoppio e viene punita nel recupero.
Da un fallo di Batistuta su Signori nasce una punizione sulla quale Bergodi si ritrova solo sul dischetto del rigore e pareggia in tuffo di testa.
Il Franchi è ammutolito e i viola possono solo mangiarsi le mani per i due punti gettati letteralmente alle ortiche.

16/10/1994: AL COSPETTO DEL GENIO

Un altro passo falso per i viola, questa volta al Giglio di Reggio Emilia, dove i toscani non riescono ad avere la meglio sulla Reggiana.
I padroni di casa giocano una grande partita, trainati dal genio portoghese Paulo Futre, in una delle sue giornate migliori in terra emiliana.
Dopo innumerevoli combinazioni con De Napoli è Enzo Gambaro a mettere davanti al portiere l’ex attaccante del Torino, Bresciani, che batte Toldo con freddezza.
Nella ripresa è lo stesso Gambaro, all’esordio in maglia granata, a commettere il fallo su Robbiati che causa il rigore del pareggio. Dal dischetto Batistuta è perfetto e spiazza Antonioli, per il definitivo 1-1.

23/10/1994: RIMONTA PERFETTA

Non è un buon momento in casa Fiorentina, con la vittoria che manca da più di un mese. Al Franchi arriva il Padova che spaventa ancora una volta i viola, passando in vantaggio al 27’ con Balleri, che mette dentro dopo la respinta di Toldo su tiro di uno scatenato Galderisi.
Non passano nemmeno cinque minuti e Carbone mette dentro un bel pallone rasoterra che Di Mauro mette in rete.
Nella ripresa arriva l’attesissimo primo gol stagionale di Rui Costa, che esplode un esterno sinistro di prima da fuori area, che si infila sotto all’incrocio dei pali.
I viola chiudono la pratica prima dell’ora di gioco, prima con Carbone, MVP del match, che batte Bonaiuti con un bel diagonale al volo e poi con l’immancabile Batigol, che trasforma un altro rigore perfetto.

30/10/1994: FESTIVAL DEL GOL

Dopo aver ritrovato la vittoria in casa viola torna anche l’entusiasmo e la partita di Brescia ne è l’esempio perfetto.
La Fiorentina gioca una partita splendida, diverte e si diverte, segnando quattro splendide reti.
Dopo mezz’ora una giocata da fenomeno di Flachi mette sulla testa di Batistuta il pallone dell’1-0, poi al 40’ Di Mauro si inventa un gran destro da più di venti metri che si infila sotto alla traversa.
Nella ripresa arriva anche il primo gol in Serie A di Francesco Flachi, che in tuffo batte Ballotta esultando come un matto. Dopo il gol della bandiera di Gallo arriva anche la firma di Rui Costa, in contropiede dopo uno scambio con Batistuta.
Nel finale Ambrosetti segna il gol del definitivo 2-4.

06/11/1994: UN BRUTTO QUARTO D’ORA

Dopo le due scorpacciate di reti segnate nelle sfide con Padova e Brescia, la Fiorentina riceve il Bari, avversario sempre temibile e da non sottovalutare.
Dopo il vantaggio di Cois, infatti, il Bari sfiora il pari in più occasioni, colpendo anche un palo con Tovalieri.
L’episodio più rilevante del pomeriggio, però, è il tremendo infortunio di Stefano Pioli, che viene colpito, involontariamente, da Protti alla testa. L’attuale tecnico del Milan cade a terra esanime e resta incosciente per molto tempo, accusando anche due arresti cardiaci. Dopo l’intervento tempestivo del medico sociale dei viola, il dottor Manzuoli, Pioli riprende conoscenza e viene trasportato in ospedale.
Dopo questo brutto momento arriva il gol del 2-0, ancora con un rigore di Batistuta, che sale a quota 10 reti in 9 incontri giocati.

20/11/1994: DOPPIETTA PT.2

Al San Paolo di Napoli Batistuta rischia seriamente di incepparsi per la prima volta in stagione.
Questo perché il Napoli si fa gol da solo al 15’ con Cruz.
Nella ripresa il partenopei segnano  due volte con il Condor Agostini, autore di due gioielli, prima di un altro autogol di Cannavaro al 73’.
All’81 Sandro Cois riceve un bel pallone da Flachi e ribalta la situazione: 2-3.
Quando mancano 5 minuti alla fine Batistuta è ancora a secco, ma si inventa un gran diagonale di destro da fuori area che batte Taglialatela e gli permette di eguagliare Pascutti, segnando in 10 gare di fila.
Nel finale, addirittura, Batistuta segna anche il 2-5 su calcio di rigore.

27/11/1994: LA STORIA

Il 27 novembre 1994 la Fiorentina riceve al Franchi la Sampdoria di Eriksson, e Batistuta è ad un passo dall’entrare nella storia del calcio italiano.
Il minuto è il 60’, quando Batigol si presenta dal dischetto e batte Zenga, segnando il suo 13esimo centro in 11 partite, record assoluto in Serie A.
Il gol dell’argentino pareggia quello segnato, sempre dal dischetto da Platt nel primo tempo, poi la Fiorentina passa anche in vantaggio grazie ad una sfortunata autorete di Vierchowod.
A rovinare la festa viola ci pensa, all’88’ Ruud Gullit, che di testa anticipa Toldo e mette dentro un corner di Mancini.

BONUS TRACK: EPILOGO CON SORPRESA

La Fiorentina perde la successiva partita contro la Juventus per 3-2, nel giorno in cui Del Piero all’87’ si inventa un arcobaleno volante e Batigol si ferma. I viola terminano al decimo posto in campionato, fuori dall’Europa, ma decisamente distanti dalla zona rossa. Gabriel Omar Batistuta chiude con 26 gol e diventa Capocannoniere della Serie A.
Il record, come detto dura tutt’oggi, Batigol è stato solamente raggiunto da Quagliarella, ma con la rete alla Samp, il Re Leone ha raggiunto anche un altro primato.
L’argentino ha, infatti, segnato nelle prime 11 giornate della Serie A 1994/95, ma nella stagione precedente, Batistuta aveva segnato una doppietta contro l’Ascoli all’ultima giornata.
Per cui le partite in cui ha segnato consecutivamente, tra Serie A e B, sono 12, un altro incredibile record per Batigol, che in tre mesi ha saputo dare un saggio completo del suo repertorio, segnando in tutti i modi ed entrando di diritto nella storia del calcio italiano.

 

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ESCLUSIVA – Tavano: “Calzona? Di calcio ne sa tanto, Nicola salverà l’Empoli”

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Tavano Empoli

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ciccio Tavano, ex attaccante fra le altre di Roma, Livorno ed Empoli. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni:

Il Napoli ha sostituito Mazzarri con Francesco Calzona. È stato il vice allenatore di Sarri all’Empoli tra il 2012 e il 2015. Cosa ricorda della sua persona? Pensa che sia l’uomo più adatto per risollevare le sorti del Napoli dopo una prima metà di stagione deludente?

È una persona che di calcio sicuramente ne sa tanto visto con chi ha collaborato. Se è l’allenatore giusto, questo lo deciderà il campo. Perché se una squadra cambia 2 allenatori, vuol dire che ci sono tanti problemi da risolvere. Comunque confido molto in lui.

Calzona è stato vice allenatore di Sarri, prima dell’approdo sulla panchina della Nazionale. È la sua prima esperienza in una big del panorama italiano da primo tecnico: pensa che per il Napoli ricoprirà le vesti di “traghettatore” fino a giugno o che De Laurentiis possa iniziare un nuovo ciclo con lui?

Questo non lo so. Dipende da cosa si sono promessi e poi non dimentichiamoci che lui è il CT della Nazionale Slovacca.

La rinascita dell’Empoli con Davide Nicola. Cosa non funzionava più con Zanetti prima e Andreazzoli poi? In caso di salvezza, riterreste quello di Nicola un “miracolo” come i suoi precedenti con Crotone e Salernitana?

Quando cambi allenatore lo fai per dare una scossa alla squadra e con l’arrivo di Nicola sembra la scelta giusta. È un allenatore preparatissimo e lo sta dimostrando. Sono convinto che salverà l’Empoli.

Nell’ultimo anno a Empoli ha condiviso il campo con Piotr Zielinski, ai tempi ventenne. Dopo una lunga parentesi a Napoli, andrà all’Inter a fine anno. Si aspettava una crescita tanto ampia da parte sua, fino all’arrivo in una big italiana?

Piotr si vedeva già che aveva qualità enormi e con il passare degli anni è cresciuto tantissimo. Giocatore eccezionale e si merita tutto questo.

Domanda personale: è nostalgico dei suoi anni sui campi? Se sì, cosa le manca di più del calcio giocato?

È normale dire di sì per la passione che ho per questo sport. Poi ti manca la quotidianità di vivere lo spogliatoio e le emozioni di giocare le partite.

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Verona, senti Colomba: “L’Hellas ha tutte le carte in tavola per salvarsi”

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Verona

LE PAROLE DI COLOMBA – Franco Colomba, ex tecnico di Verona e Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de L’Arena in vista del prossimo match proprio tra gli scaligeri e i rossoblù. Ecco le sue parole:

IL PROGETTO DEL BOLOGNA – “I rossoblù non sono una meteora. Sono un gruppo costruito a ragion veduta e nel tempo. D’altronde a Verona Giovanni Sartori lo conoscete molto bene. Se sono con le prime in classifica è perché ci sono arrivati per gradi e sul campo”.

SU ZIRKZEE – “Sono tante le individualità del Bologna. Credo che Zirkzee sia quella più visibile. Morfologicamente no ma per tipo di gioco a me ricorda Higuain. Come l’argentino a lui piace iniziare l’azione d’attacco e poi concluderla. Nel gol alla Lazio c’è tutto questo compresa la rabbia di Zirkzee nel metterla dentro”.

SU BARONI – “I gialloblù sono tosti, hanno cambiato tantissimo però sono competitivi. Bravo Sogliano e Baroni. Quest’ultimo è un ragazzo serio con un passato di livello. Mette equilibrio in tutte le cose che fa. Sa traghettare un gruppo in difficoltà in acque più tranquille”.

THIAGO MOTTA PRONTO PER UNA BIG? – “Questo non lo so, lui è stato un ottimo calciatore. Ha carisma ed idee. Thiago Motta sa come far rendere al meglio la squadra. Non si perde mai d’animo. Il Bologna rispecchia il suo carattere. Se la rete non giunge nel primo tempo, ecco che come per incanto arriva nella ripresa”.

LOTTA SALVEZZA – “Penso che l’Hellas abbia tutte le carte in regola per salvarsi. D’altronde penso che sia a due punti da dove si respira un’altra aria. Molto dirà il match in casa col Sassuolo”.

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Champions League

0-0, ma ritmi alti e un’occasionissima per Lautaro: il resoconto dei primi 45′ di Inter-Atletico

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Lautaro Martinez, Rodrigo De Paul, giocatori di Inter e Atletico Madrid, Serie A, La Liga, Champions League, Coppa Italia

Terminato il primo tempo di Inter-Atletico Madrid, sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. In un San Siro preparato alla perfezione per il grande evento, le due squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-0. L’incontro è indubbiamente piacevole, con ritmi alti in entrambe le metà campo. Lato Atletico registriamo poche occasioni, con la squadra più improntata ad attendere il gioco dell’Inter, seppur abbastanza impreciso negli ultimi 20 metri. Le maggiori chance da gol capitano proprio ai nerazzurri e la più eclatante è quella per Lautaro Martinez. Al 38′ l’argentino viene servito da Thuram al limite dell’area, ma il tiro esce strozzato e viene respinto dalla difesa. Peccato, perchè il capitano nerazzurro era posizionato perfettamente davanti allo specchio della porta.

Nel finale di primo tempo attimi di ansia per Thuram, che si è accasciato per un apparente problema muscolare. Dopo qualche secondo di medicazione in campo il francese ha ripreso a giocare, anche se la postura e la faccia non fanno presagire nulla di buono. Inzaghi ha già mandato Arnautovic a scaldarsi.

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Che primo tempo tra Monza e Milan! 2-0 brianzolo malgrado l’infortunio di Di Gregorio

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Monza

Primo tempo intenso, sotto il punto di vista delle emozioni, quello che va in scena all’U-Power Stadium tra Monza e Milan. La partita prosegue sui binari dell’equilibrio, in una sorta di stallo tattico che complica la creazione di vere e proprie occasioni da gol.

Malgrado i favori del pronostico, i rossoneri si scagliano contro un Monza coriaceo che ha la prima occasione della gara quando Djuric gira verso la porta un cross di Carboni che scheggia il palo e finisce sul fondo. La gara cambia nel giro di due minuti: al 40′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Di Gregorio e Pablo Marì collidono su una palla alta. Il contrasto è durissimo e ad avere la peggio è il portiere brianzolo, che abbandona il campo stordito al 43esimo minuto di gioco.

Dopo una lunga pausa per consentire le medicazioni all’estremo di casa, il Milan viene sorpreso dalla ripartenza del Monza, che al 45′ si conquista un calcio di rigore con Dany Mota, bravo a sfruttare l’ingenuità di Thiaw. Dal dischetto Pessina è infallibile e spiazza Maignan per l’1-0. Al sesto degli otto di minuti di recupero concesso, poi, è ancora una volta Dany Mota a beffare il Milan. Grande azione di Colpani che scappa via sulla destra, pallone offerto al portoghese che apre il piattone e fa 2-0.

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