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La garra di Simeone: tra alti e bassi, ecco il vero Cholito

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La garra di Simeone: tra alti e bassi, ecco il vero Cholito

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Se si apre la classifica marcatori, oltre al solito Immobile in doppia cifra, al secondo gradino del podio compare il nome di Giovanni Simeone.

L’argentino con Tudor sembra aver trovato la quadra giusta dopo un avvio deludente, recuperando parte dello smalto perso nelle ultime stagioni.

Il numero 99 segna e fa segnare, mandando al tappeto molte big e dando continuità a prestazioni di livello.

A Verona sembra aver trovato l’ambiente giusto per il suo rilancio, e dopo annate di alti e bassi potrebbe essere finalmente pronto alla completa maturazione.

I PRIMI PASSI IN ARGENTINA

Giovanni nasce precisamente a Madrid, ma il sangue è senza dubbio argentino come papà Diego.

Su volere del Cholo, muove i primi passi nel River Plate, storica società sudamericana dalla quale sono usciti diversi talenti passati anche in Serie A.

Batistuta, Crespo e Higuain sono solamente tre dei tanti nomi partoriti dal River, e l’attuale allenatore dei Colchoneros si augurava il meglio anche per il figlio.

Parte facendo tutte le giovanili, fino all’esordio in prima squadra nel 2013 con cui giocherà le due stagioni seguenti.

Nella stagione 15/16 passa in prestito al Banfield rimanendo sempre in Primera Divisiòn, con cui mette a segno 12 gol in 34 presenze.

Comincia a trovare sempre più continuità e, terminata la sua avventura in prestito, inizia ad attirare su di sé l’attenzione di vari club europei.

Tra i vari corteggiamenti da parte di molte squadre, la società più rapida a chiudere per il Cholito è stato il Genoa.

Dopo il ritorno al River Plate infatti, la società rossoblù trova un accordo sulla base di 5 milioni di euro per portare l’argentino in Serie A.

Tale padre tale figlio, con l’Italia che si dimostrerà parte fondamentale anche per la carriera di Giovanni.

L’ARRIVO IN MAGLIA GRIFONE

Nell’agosto 2016 Simeone diventa ufficialmente il nuovo numero nove del Genoa, e ad accoglierlo sulla panchina siede un certo Ivan Juric, alla prima avventura in Serie A.

Il tecnico sarà parte fondamentale del percorso del Cholito, che riuscirà a far conoscere il proprio centravanti a tutto il campionato italiano in pochissimo tempo.

Il Genoa di quella stagione schierava il classico 3-4-2-1 targato Juric, che ad oggi traduciamo come pressione costante ed attacchi continui, ma al tempo era un modo di gioco totalmente nuovo.

Juric e Simeone sono riusciti ad entrare subito in sintonia; entrambi debuttanti nel campionato maggiore italiano, condividevano la stessa dedizione per il pressing.

La volontà dell’andare a prendere l’avversario già dai primi passaggi nella propria area, fece si che il Cholito si calasse fin da subito nei panni del centravanti perfetto per il tecnico.

Alla prima stagione in Italia segna 13 gol in 36 presenze, rispettando già dalla prima occasione i numeri fatti vedere in Argentina.

Oltre la stima del suo allenatore, riesce a conquistarsi anche l’amore della sua gente, che dopo solamente una stagione lo saluterà.

Simeone infatti nell’agosto 2017 viene acquistato dalla Fiorentina per 18 milioni di euro, con la volontà di portare gol e sostanza anche nella culla del Rinascimento.

TRA ARTE E AMORE, IL CHOLITO VESTE VIOLA

L’arrivo a Firenze dopo una grande stagione al Genoa lo carica senza dubbio di responsabilità, in una delle piazze più calde d’Italia.

Oltre alla volontà, ovviamente, di combattere sotto la Fiesole, a facilitare la scelta di vestire la maglia Viola è stata senza dubbio la bellezza della città.

Giovanni è da sempre amante di arte e di musei, nei quali ama girare in incognito per apprezzare ogni singolo dettaglio.

La possibilità quindi di vivere in una città come Firenze in cui l’arte si respira in ogni angolo, assieme al fatto di misurarsi in una squadra più ambiziosa, lo ha spinto ad accettare ad occhi chiusi.

Tornando però al campo, Simeone arriva alla corte di Pioli dopo che è stato fatto un investimento importante per un ragazzo alla seconda stagione in Italia.

In quell’anno l’argentino sostituirà Kalinic, che proveniva da una stagione terminata con 15 gol in campionato, ma per Simeone questo non è motivo di pressione.

In 38 presenze in Serie A infatti, sigla 14 gol alla prima stagione in viola senza far rimpiangere in alcun modo il croato.

Al fianco di un certo Federico Chiesa ancora in maturazione, i due si trovano con i tempi giusti e diventano oggetto di desiderio di molte squadre.

All’inizio della sua seconda stagione Viola, Giovanni viene anche convocato con la Nazionale maggiore, facendo il suo esordio con la Selección a Settembre 2018.

La stagione 2018/19 però, Simeone non riesce a confermarsi causa probabilmente della sovrabbondanza in attacco.

Quell’anno infatti oltre al Cholito e Chiesa, c’erano anche Muriel, Pjaca e Mirallas ad insidiare le gerarchie offensive.

Nonostante la seconda stagione non si sia rivelata ai livelli della prima, Simeone riesce in una conquista importante.

Proprio a Firenze, Giovanni riesce a trovare l’amore della sua vita, con la quale si fidanzerà prima di sposarsi quest’estate.

Entrati in sintonia grazie a profondi pensieri su arte e allenamento, dato che la moglie Giulia è stata un’atleta agonista di ginnastica artistica, i due lasciano Firenze.

Simeone viene venduto con prestito con diritto di riscatto al Cagliari, per una cifra attorno ai 15 milioni.

A CAGLIARI PER RISCATTARSI

Nella stagione 2019/2020 il Cholito arriva in Sardegna, in cui ha il dovere personale di ritrovare la condizione migliore.

Ad aiutarlo in questo recupero, è senza dubbio la meditazione.

Come ha spiegato lui stesso in un’intervista, quella della meditazione è una fase importante di introspezione con cui il ragazzo riesce a concentrarsi per un obbiettivo.

Il tutto è iniziato a Firenze, e dopo i primi risultati positivi Simeone dedica circa 10-15 minuti tutti i giorni.

“Sono molto curioso, voglio conoscermi e per questo faccio meditazione, per me è importante guardarsi dentro. È un momento, quello della meditazione, in cui stai con te stesso, vi assicuro che se qualcuno ha problemi può servire” spiega l’argentino.

Oltre la meditazione, Simeone comincia a lavorare duramente dal suo arrivo in Sardegna, con l’ambizione di ritrovare gol e buone prestazioni.

D’altronde, il non mollare davanti alle difficoltà è da sempre peculiarità di famiglia.

Come Diego, anche Giovanni ha questa dedizione per la fatica, soprattutto quando le cose non vanno per il verso giusto.

Il Cholito però non vuole troppi paragoni illustri con il padre, volendo rimanere concentrato sulla sua di carriera.

A Cagliari, al fianco di uno straripante Joao Pedro, riesce a superare nuovamente la doppia cifra segnando 12 reti e 4 assist in 37 presenze.

Dopo aver riacquisito la forma migliore, il secondo anno per l’argentino è sempre più arduo del primo.

Anche a Cagliari la stagione successiva fa fatica, prendendo parte a 33 partite ma segnando solo 6 gol.

Altro giro, altra squadra.

Simeone lascia Cagliari direzione Verona, dove ritrova uno stile di gioco a lui molto familiare.

SIMEONE SI PRENDE VERONA

L’inizio dell’avventura con l’Hellas non parte nel migliore dei modi.

Dopo le prime tre partite il Verona è ancora a quota zero punti, con successivo esonero di Di Francesco al quale viene preferito Tudor.

La mano del tecnico si vede subito con l’Hellas che riesce a vincere 3-2 contro la Roma, con Simeone ancora a secco di gol e con scarso minutaggio, causa il grande momento di forma di Kalinic.

Il Cholito però, una volta entrato nei meccanismi di squadra, ritrova nel modo di giocare di Tudor la stessa pressione asfissiante da portare in area avversaria che aveva notato con Juric negli anni al Genoa.

Il tecnico croato infatti ha impresso nella mente dei suoi giocatori, durante le stagioni passate a Verona, questa peculiarità, e Tudor sembra essere della stessa scuola di pensiero.

Simeone si sblocca proprio contro il Genoa, per poi iniziare la sua raffica di gol.

Punisce lo Spezia e castiga con un poker la Lazio di suo papà, continuando il suo periodo di forma con una doppietta alla Juventus ed il gol al Napoli capolista.

Proprio l’ultima rete siglata al Maradona, è stata la prima segnata da un argentino dopo la nuova denominazione dello stadio in onore del fuoriclasse scomparso.

Sotto gli occhi dell’infinito “diez” azzurro, Simeone non si placa e, oltre ai gol, regala a Tudor una statistica europea.

Infatti dall’arrivo di Tudor in panchina, il Verona è la seconda squadra in Europa ad aver segnato di più (21), subito sotto al Bayern Monaco (25).

L’arrivo in un’altra città artistica come Verona, ha spronato il Cholito che sta viaggiando a numeri mai toccati da lui in carriera.

Per adesso sono undici le presenze fatte dall’argentino, con 9 gol e 2 assist, a -5 dal suo record personale fatto in una stagione intera a Firenze.

Con voglia di sacrificio e tenacia da vendere, ovvero caratteristiche che mai sono mancate al ragazzo in ogni sua avventura, Giovanni continua a sudare la maglia mettendoci la “garra” giusta, continuando, tra una visita ad un museo e l’altra, a gonfiare le reti alimentando i sogni di una città intera

 

 

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Milan-Sassuolo, le formazioni ufficiali: CDK c’è, spazio a Krunic in mediana

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Dopo 4 punti nelle prime due gare contro Salernitana e Roma, il Milan è incappato in una crisi sorta dopo l’eliminazione in Coppa Italia contro il Torino. Essa ha comportato strascichi dimostratisi nella Supercoppa Italiana, con una sconfitta per 3-0 contro l’Inter, e nell’umiliante 4-0 subito dalla Lazio all’Olimpico pochi giorni. I ragazzi di Pioli adesso sfidano un Sassuolo, quartultimo e con un solo punto ottenuto nelle ultime 4 partite e con una vittoria che manca da ottobre.

L’infortunio di Tomori, le opzioni in difesa per Pioli sono piuttosto limitate, con Theo che ritorna tra i titolari. Con Bennacer squalificato, spazio a Krunic in mediana e fiducia a De Ketelaere sulla trequarti.

In casa Sassuolo ritorna tra i titolari Andrea Consigli, con Obiang in mediana insieme a Frattesi. Confermato il tridente Berardi, Defrel, Laurienté.

FORMAZIONI UFFICIALI

MILAN (4-2-3-1)Tatarusanu: Calabria, Kalulu, Gabbia, Theo Hernandez; Tonali, Krunic; Saelemaekers, De Ketelaere, Rebic; Giroud

SASSUOLO(4-3-3): Consigli; Marchizza, Erlic, Tressoldi, Rogerio; Frattesi, Obiang, Traoré; Berardi, Defrel, Laurienté.

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